In un passato thread dal titolo "
L'illusione di essere felici eliminando Dio" avevo commentato le notizie di chi invitava ad essere ateo, poiché guardando la religione come privazione di qualcosa (visione gretta e profondamente ignorante di cosa sia il sentimento religioso, gretta ed ignorante esattamente come gli atei che la pensano), soltanto privarsi di essa avrebbe portato l'uomo a godersi la vita.
Oggi la corte europea ha stabilito per la prima volta nella sua storia che la religione di Stato è il secolarismo: quante volte abbiamo sentito ripeterci che solo gli atei sono gli unici che non vogliono imporre nulla a nessuno? Eccoteli là allora
esultare per questa sentenza, inneggiando alla laicità dello Stato: ancora una volta si rivela piena e profonda la reale faccia giacobina di queste persone, che come una volta mentre predicavano "libertà , uguaglianza e fraternità " mettevano sotto la ghigliottina la testa di coloro che non si ponevano a 90° al loro cospetto, allo stesso modo oggi chiedono ed ottengono leggi che proteggano la libertà religiosa, ma solo quella loro.
Non c'è niente da fare: non si rassegnano all'idea di essere una minoranza e di vivere in una democrazia dove le leggi fino a prova contraria le fa la maggioranza: non si rassegnano all'idea che ciò che conta è ciò che decide la maggioranza del popolo. E qui scatta il paradosso: in attesa di leggere le motivazioni della sentenza, essa viene promulgata in nome della libertà religiosa di tutti i bambini. Ma di quale libertà di parla? Ma ovvio, di quella stabilita dalla mammina atea, che in barba al diritto di ogni bambino di scegliersi la religione che più gli aggrada lo vuole educato secondo i principi del secolarismo. E se tutte le altre mamme non volessero questo? Chissene frega pure di loro...
Questo giacobinismo al potere è la perfetta testimonianza di cosa sia l'ateismo al potere, d'altronde lo vediamo oggi cosa succede nei Paesi dove l'ateismo è religione di Stato (Cina e Corea del Nord su tutti). Pensavamo di aver superato il regime teocratico da molti decenni, invece ora ci ritroviamo in un regime teocratico al contrario, non più quello cristiano ma quello secolare. Così, mentre il crocifisso lede la libertà religiosa dei bambini (quasi che un bambino si sentisse obbligato ad essere cattolico solo perché vede un crocifisso in classe!), la sua eliminazione diventa la conclusione del disegno demente partorito dalla mente di questi signori: cancellare ogni riferimento, anche vago, a qualsiasi aspetto che possa in qualsivoglia modo essere accostato al sentimento religioso. Il relativismo nichilista come subcultura dominante, nella quale non c'è spazio neanche per esprimersi, perché la stessa espressione può diventare causa di privazione della libertà altrui (come in Francia).
Ma se io, adottando lo stesso ragionamento, non volessi un insegnante omosessuale perché non voglio che mio figlio sia in qualsivoglia modo costretto a prendere esempi da atteggiamenti che io genitore non ritengo a lui congeniali? Se io, vedendo l'ostentazione omosessuale del gay-pride, mi sentissi in qualche modo privato del mio sacrosanto diritto ad una eterosessualità corretta e moderata? Ah no, in questo caso si tratta di discriminazione, di omofobia, etc. etc. Ma come definire allora l'imposizione per legge a tutti i cittadini di qualcosa che vuole 1 cittadino solo? Legge ad-personam? Anticlericalismo?
Mi pare che da parte di certi gruppi di pensiero ci sia la voglia di arrivare ad un scontro frontale, alla guerra finale tra atei e credenti, portata avanti a colpi di leggi e sentenze: sappiate allora che la guerra, voi atei fuoriosi, l'avete già persa in partenza, come ben descrive il libro di
Giancarlo Bosetti.
Per ora qui mi fermo, perché per commentare una sentenza ipocrita ed antidemocratica bisogna capire in quale modo contorto hanno ragionato i giudici. Intanto il Governo Italiano ha immediatamente annunciato ricorso, anche perché tra le altre cose lo Stato è stato condannato a pagare €5000 per danni morali alla suddetta mammina atea e secolarista...