La notizia è di quelle da far scalpore: gli "esperti" del Cicap sotto la guida di
Luigi Garlaschelli, docente di chimica organica all'Università di Pavia e autore dell'esperimento, avrebbero riprodotto la Sindone utilizzando tecniche e materiali disponibili nel 1300. Il progetto è stato finanziato dal Cicap stesso, dall'UAAR e da privati con l'obiettivo di demolire l'ultima seria tesi a favore dei sindonologi, e cioè che in quel tempo nessuno avrebbe potuto fabbricare la Sindone. Il nuovo telo sarà esposto all'XI convegno nazionale del Cicap il 9-10 ottobre 2009 in quel di Abano Terme ed in seguito probabilmente reso disponibile per il contro pellegrinaggio del 2010 a favore degli atei incalliti.
http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273973Così si esprime l'autore: «
Chi crede continuerà a crederci. Fra gli esperti sindonologi credenti saranno oggi 100 in tutto il mondo: non si arrenderanno neanche adesso. La Chiesa - conclude -
ufficialmente non prende posizione sull'autenticità ».
Se in tutto il mondo esistono solo 100 studiosi che credono all'autenticità della Sindone non mi è dato sapere (evidentemente Garlaschelli li conosce uno per uno), intanto mi preme sottolineare una cosa: nel 1978 lo STURP effettuò delle complesse e prolungate analisi scientifiche, come ricorda lo stesso sito del comitato. Non basta dunque riprodurre qualcosa che ad occhio appaia uguale a qualcos'altro (in tal senso mi pare strano che solo nel 2009 si sia riusciti in quest'impresa), bisogna riprodurla in modo che le sue caratteristiche chimico-fisiche corrispondano a quelle dell'oggetto originale: solo allora si potrà affermare che la Sindone è producibile con medievali procedimenti umani.
A tal proposito infatti segnalo che una ricerca del CNR ha messo in luce come caratteristiche fisico-chimiche non dissimili da quelle della Sindone sono state ottenute dall'utilizzo di un laser ad eccimeri e pubblicate nella rivista scientifica
Applied Optics vol. 47 n. 9 del marzo 2008 con il titolo
Coloring linens with excimer lasers to simulate the body image of the Turin Shroud (ho avuto anche il piacere di conoscere personalmente uno degli autori della ricerca). Ecco, quando Garlaschelli farà una cosa del genere potremo cominciare a parlarne (ma noi siamo fiduciosi che l'abbia già fatto e che presto pubblichi gratuitamente un bel resoconto scientifico delle analisi strumentali del suo telo): finché sarà capace di riprodurre soltanto le figurine per scambiarle con i suoi amichetti del Cicap e dell'UAAR, faccia poco lo spiritoso ed il superiore, ché altrimenti evidenzia solo il basso livello scientifico in cui versa l'università italiana ed il Cicap in particolare... Molti di loro fanno la parte dei ciechi che dicono al sordo "guarda quello è muto": inutile che poi se la abbiano a male se cresce il fatturato di maghi e fattucchieri e contemporaneamente loro perdono iscritti.
