Ricordate la storiella messa in campo dalla sinistra durante l’ultima campagna elettorale? “L’Italia è un Paese sicuro, l’insicurezza è solo percepita“, amavano ripetere i trinariciuti velprodiani. Sappiamo tutti com’è andata a finire, e cioè che con le soluzioni proposte Berlusconi ha vinto le elezioni e dai sondaggi risulta che proprio le azioni di Maroni hanno il maggior gradimento presso il popolo italiano (67% secondo un sondaggio Ipsos presentato a Ballarò del 20/09/08). Ora mi chiedo: davvero l’Italia ha virato come pochi altri Paesi verso il razzismo? Se dovessi ragionare come hanno ragionato lor signori dovrei dire: “Ovvio che no, pochi episodi non fanno razzismo, l’Italia è un Paese onesto“. Eppure, siccome la sinistra ragiona con l’ideologia della superiorità, utilizza SEMPRE due pesi e due misure, a seconda del proprio tornaconto (che poi infatti i conti non gli tornano mai!). In questi ultimi tempi le prime pagine dei giornali sono piene di episodi a dir poco deplorevoli: ma, oltre a non ricordare che l’ondata del “dagli allo straniero” sta coinvolgendo tutta l’Europa, oltre a ricordare che il “dagli allo straniero” vale anche nei Paesi africani (basta vedere cosa succede tra i neri del Sudafrica e i neri dei Paesi confinanti per lavorare nei cantieri del Mondiale 2010, con vere e proprie scene di guerriglia), forse bisognerebbe anche dire che magari la visibilità di questa gentaccia è aumentata a dismisura. Oppure qualcuno vorrebbe dirmi che durante il Governo Prodi non c’erano razzisti in Italia? Ricordate l’episodio di quel signore che scrisse a Repubblica perché, essendo di sinistra, aveva fatto qualcosa che riteneva razzista? Dimentichiamo che “essere di sinistra” non vale come locuzione/sinonimo di superiorità; dimentichiamo anche che far rispettare le regole non può MAI essere razzismo o volgarità; facciamo anche finta di credere che non ci siano gruppi organizzati di sinistra che compiono atti per aumentare il senso di razzismo (non sarebbe la prima volta). Cosa mi si vuole dimostrare? Che se la camorra ammazza degli africani ha compiuto un atto di razzismo? Ma perfavore, va bene che il nulla del cervello dei sinistrorsi 9 volte su 10 partorisce soltanto falsità e menzogne e nella restante 1 produce alterazioni evidenti della realtà, ma addirittura cercare di dimostrare che la camorra ammazza per razzismo (e non per il controllo del territorio, per il pizzo, etc.) fa veramente ridere. La Procura di Milano dice che nell’uccisione di Abba il razzismo non c’entra niente? Macché, quei bifolchi della Procura pensino a Berlusconi invece di impicciarsi di cose che non capiscono…
È davvero singolare il modo di procedere di questi signori, ma ci siamo abituati, quindi fa notizia fino ad un certo punto. La Pravda, un giorno attacca la Chiesa e il giorno dopo la osanna perché critica il Governo: insomma, le istituzioni approvate col bilancino e con il tornaconto. A patto che ci sia una vera esplosione di razzismo e/o di violenza, invece di gridare ai quattro venti forse bisognerebbe chiedersi il perché: bisognerebbe chiedersi come mai nei momenti di incertezza economica e sociale in ogni luogo del mondo i primi ad essere discriminati sono gli stranieri; in un momento dove il futuro dei Paesi è appeso ad un filo, dove la recessione è sotto i nostri piedi e prima o poi la lastra di ghiaccio potrebbe rompersi, a rimetterci sono gli stranieri. È così ovunque, non è una questione né di cultura (purtroppo le frange estremiste sono fisiologiche) né di informazione. Se fosse una questione di cultura, dovrebbe venire dalla scuola, dove l’integrazione e l’accettazione del diverso dovrebbe essere portata ai massimi livelli: come si può pretendere che il bulletto che picchia una persona disabile oppure pratica soprusi sui più piccoli diventi razzista se lo fa con un nero? Quello è scemo e basta, non è razzista, ha i criceti nel cervello che sono stanchi di correre intorno alla ruota. Punto.
“In un villaggio viveva un pastore che di notte doveva fare la guardia alle pecore. Si divertiva a fare uno scherzo: mentre le altre persone erano a dormire egli cominciava a gridare: “Al lupo, al lupo!” Così tutti si svegliavano e accorrevano per aiutarlo. Ma dopo il pastore burlone rivelava che era stato tutto uno scherzo. Questo scherzo continuò per parecchi giorni, finché una notte il lupo arrivò veramente. Il pastore cominciò a gridare: “Al lupo, al lupo!”. Ma nessuno venne ad aiutarlo perché tutti pensarono che fosse il solito scherzo. Così il lupo si mangiò tutte le pecore.”
Non vorrei che qualcuno, come sta soffiando sul fuoco del “fascismo”, tenti di fare lo stesso su quello del “razzismo”. D’altronde, in un Paese dove per tornaconto elettorale si rischia di far fallire un’azienda con 20mila dipendenti più 17mila dell’indotto (quindi di mandare a casa 37mila persone), c’è da aspettarsi questo ed altro, e in ciò i maestri di quel nulla che è la sinistra italiana (superiore per autoreferenza) non hanno davvero rivali.
Meditare, meditare e meditare ancora e più di prima…




