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Ecco per cosa paghiamo il canone RAI

settembre 30th, 2009
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Michele Sant’oro spende per la sua trasmissione Anno Zero oltre 7 milioni di euro l’anno: nulla da dire secondo lui, poiché nelle casse RAI entrano 9 milioni di euro di pubblicità. Ma gli oltre 700mila euro che incassa per fare quel tipo di trasmissione, saranno giusti? Serena Dandini quest’anno alle spese del suo programma ha aggiunto la riproduzione cinematografica dei bagni di Palazzo Grazioli, e intanto anche lei percepisce oltre 700mila euro per fare quel tipo di trasmissione: saranno giusti? Fabio Fazio è riuscito ad aggiudicarsi la modica cifra di 2 milioni di euro l’anno per fare quel tipo di trasmissione: saranno giusti? Bruno Vespa guadagna oltre 1 milione di euro, però per portare a termine oltre 100 puntate di Porta a Porta, non qualche decina. Per non parlare del famoso “editto bulgaro”, l’icona della dittatura berlusconiana, il non plus ultra del conflitto di interessi: ebbene la RAI pagò Santoro e Biagi svariati milioni di euro, ma i diretti interessati impegnati a fare i martiri della libertà di opinione si sono sempre ben guardati dall’informare i cittadini di quanto crebbe il loro portafogli. In realtà, solo più tardi si venne a sapere che Biagi non era stato cacciato dalla RAI, ma aveva deciso di andarsene di sua sponte, non prima di aver concordato una onorevolissima buona uscita per i suoi 41 anni di servizio (dopo che per altro in quegli anni incassava 1 miliardo di lire di stipendio). Eppure, gli “utili idioti” della sinistra sono ancora convinti che sia stato quel cattivone di Berlusconi a cacciare l’Enzino nazionale da viale Mazzini.

Ma questa è solo la punta dell’iceberg: i programmi d’intrattenimento ad esempio permettono a Simona Ventura di incassare 1,8 milioni di euro, ad Antonella Clerici di arrivare a 1,5 milioni di euro. La RAI più in generale paga lo stipendio a oltre 13 mila dipendenti diretti e oltre 43 mila collaboratori (cifre del settimanale l’Espresso pubblicate ad inizio 2008). I giornalisti sono oltre 1700, e sono anche riusciti a piazzare oltre 50 vicedirettori di testata (le testate sono 11, fate voi). La Direzione Produzione RAI conta oltre 3800 dipendenti, laddove Mediaset arriva a superare quota 4600, per altro quasi tutti a tempo indeterminato. Nonostante tutto, è altissima la cifra di programmi che l’azienda affida all’esterno, tanto che per le cause civili di lavoro a Viale Mazzini spendono ogni anno oltre 15 milioni di euro per risarcimento e spese processuali (e meno male che molte vengono vinte, altrimenti!).

Vi è poi da considerare la storia dell’azienda: secondo vari calcoli sarebbe costata al Paese qualcosa come oltre 65.000 miliardi di lire e che nel corso del tempo ha vantato lottizzazioni sinistre da far paura: come quando negli anni ‘80 del XX secolo Agnes assunse oltre 3800 giornalisti di cui il 60% avevano la tessera del PCI. E quando nel 1994 Berlusconi scese in campo, la sinistra ebbe anche il coraggio di dire che non si poteva combattere con chi aveva 3 televisioni dalla sua! Infatti, quando nel 1996 la sinistra vinse le elezioni, bastava un cenno di Veltroni affinché si decidessero le sorti di tizio o di caio. Però, benché fossi appena al Liceo non mi ricordo di essere mai stato chiamato a scendere in piazza da Santoro, Biagi, la FNSI, la CGIL, contro la libertà di stampa nella RAI… Né se lo ricorda mio padre, quando come detto la stragrande maggioranza dei giornalisti RAI aveva la tessera del partito rosso.

E se noi spendessimo quei €107,50 per rimpinguare le casse della ricerca scientifica, del turismo e dei Beni Culturali del nostro Paese?

Infine una ultima riflessione: mi chiedo come mai i migliaia di giornalisti RAI e più in generale il movimento giornalistico italiano non s’indigna quando qualcuno dice che soltanto Santoro, Travaglio, la Gabanelli, Floris, Iacona e compagnia cantante sono in grado di fare programmi seri di approfondimento. In base a quale assunto soltanto i giornalisti dell’ultra-antiberlusconismo sono quelli veri, quelli realmente obiettivi? Cos’è, l’assunto della superiorità antropologica trasportato al mondo dell’informazione? Quale mondo, quello stesso che continua a parlare di escort tacendo i risvolti dell’inchiesta giudiziaria pugliese che riguarda la sinistra? Questa sarebbe l’informazione obiettiva? Allora anche io sono un censore: se chiedere il rispetto delle regole e programmi che siano tali e non la solita solfa faziosissima e di parte significa essere censori, me ne vanto pure.

no canone rai

N.B.: i dati degli stipendi sono aggiornati al 2008, essendo che il 2009 è ancora in corso non ci sono cifre definitive.

Antimoralisti smascherati: l’autunno caldo della sinistra

agosto 31st, 2009
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Ogni anno, la nostra bella Italia ci riserva un partito politico che a corto di idee annuncia costantemente assemblee di piazza (sempre più scarne oramai) contro l’avversario politico. Assemblee del tutto inutili, che servono soltanto al leader di turno per testare la sua popolarità all’interno del suo elettorato e per esibire i muscoli all’interno del suo partito. Sono anni infatti oramai che queste manifestazioni non spostano più un voto, non modificano più un atto di governo neanche di una virgola (a meno che a scendere in piazza non sia l’Italia intera come contro le liberalizzazione di Bersani, sulle quali però più fortuna hanno avuto le lobby di potere). E se Franceschini ha già annunciato che c’è di bisogno di una grande reazione al governo Berlusconi, il terremoto alla direzione dei giornali di destra porterà molte novità nella faretra di noi blogger, che ovviamente ringraziamo.

Le prime novità le abbiamo già lette: con Giordano alla direzione de Il Giornale, è stato mostrato al mondo chi sia il grande imprenditore De Benedetti (quello che comanda a casa della Pravda e dell’Espresso) con i suoi traffici poco onorevoli in campo politico e finanziario. Per non parlare di Gianni Agnelli e della sua famiglia, icona dell’industra italiana e della sinistra ricca, il quale avrebbe nascosto all’estero 1 bel miliardozzo di euro, con tanto di appassionati consigli di uomini fedeli su come evadere allegramente il fisco italiano: anche qui, il silenzio degli amici e della stampa è d’obbligo, per non destabilizzare i rapporti con i salotti bene. Appena insediatosi nella nuova poltrona de Il Giornale, Feltri ha già smascherato il direttore moralizzatore di Avvenire, Boffo: vicenda losca fatta di minacce per una storia pare omosessuale avuta con un signore sposato (un cattolico che fa il moralizzatore a letto poi si infila mezza Bibbia in tasca per spennellare dove gli fa comodo è davvero disgustoso, altroché caro Bagnasco), verso la quale il direttore ha annunciato “patacche” e “querele”, dimenticandosi che la storia è nota negli ambienti almeno dal 2005, quando Adinolfi chiese formalmente per iscritto al GIP di Terni Augusto Fornaci gli atti della sentenza. Ecco, immaginatevi un mondo nel quale la magistratura non lesina intercettazioni illegali ai giornalisti su Berlusconi, ma vieta la pubblicazione di un atto pubblico se questo riguarda un uomo di un certo tipo… Adinolfi è un cattolico (ha lavorato in Radio Vaticana) ha fatto del Noemi-gate un atto di battaglia, e si è detto sconcertato di come il PD (che voleva perfino presentare un documento in parlamento per regolare la vita privata del premier, non so se rendo) si sia improvvisamente convertito all’antigossip sul caso Boffo-gate. Ma della doppia morale che da sempre aleggia sugli uomini di sinistra se ne è parlato in più di una occasione.

È stata poi la volta di Ezio Mauro, il superdirector della Pravda, l’uomo che ha fatto della distruzione politica e personale di Berlusconi la sua missione di vita: eccolo lì a pagare in nero parte dell’acquisto di un appartamento ai Parioli in Roma. Così, l’Ezione nazionale che da mesi aspetta che Berlusconi risponda alle sue domande diffamatorie, non dice una parola sulla sua evasione fiscale: anzi rilancia, chiamando a raccolta l’intellighenzia nazionale con il famoso L’appello dei Tre Giuristi, che fa tanto torrone natalizio anticipato: appello firmato perfino da Celentano, un condensato dell’antiberlusconismo moderno, con i soliti discorsi sulla dittatura, sulla censura, sull’anestetizzazione dell’opinione pubblica, sulla libertà di stampa negata, sull’emergenza democratica, etc. Perché si sa, se a parlar male della sinistra sono i giornali di destra, le denunce sono un atto dovuto, se a parlar male della destra sono i giornali di sinistra, le denunce sono un atto intimidatorio. E buona pace per tutti quelli che hanno giuridicamente difeso l’azione del Cavaliere, quelli sono un danno per l’immagine del diritto stesso…

Così, mentre il Direttore immacolato ed integralista si straccia le vesti per un Berlusconi che non vuole rispondere alle sue domande, neanche una parola sul fatto che un certo Antonio Di Pietro ancora non ha risposto alle nostre di domande: le già dimenticate 10 domande de Il Giornale sulle modalità di finanziamento al suo partito, su come utilizza i soldi, sulla sua attività di immobiliarista che pare non proprio trasparente, sui suoi rapporti sottobanco con la magistratura quando ad essere indagato fu suo figlio Cristiano, che lo venne a sapere quando era ancora intercettato (e notoriamente si sa, se uno è intercettato non glielo si deve dire, altrimenti è tutto inutile). E come non ricordare anche la 10 domande al leggenDario Franceschini, anche queste rimaste abbondantemente inevase senza che nessuno gridi allo scandalo: l’uomo della freccia e del sorpasso si è perfino dotato di un mutuo da 2 milioni di euro per comprarsi un paio di appartamentini (ini o oni?), ed ha brillantemente cancellato il suo nome (nelle biografie tutt’ora circolanti in rete) da quel consiglio di amministrazione dell’Eni che approvò l’Ops Eni per ricomprare i titoli Enimont, azione finita sotto inchiesta con il nome di Ops Enimont e che per ora ha prodotto una condanna in primo grado (28/12/2004): vi sono tuttavia documenti ufficiali a comprovare la sua presenza in quel consiglio, e mentre Libero ne da notizia alla nazione, a sinistra silenzio. Travaglio, ilTorqueMarco della giustizia italiana, sempre pronto ad infilarsi in ogni tribunale e che conosce a memoria le migliaia di pagine dei processi contro Berlusconi, vuole farci sapere qualcosa su questi fatti? Vuole magari farci conoscere il suo pensiero sullo scandalo della sanità pugliese che ha travolto la giunta rossa di Vendola ed illuminarci sui suoi oscuri retroscena? A proposito, di quelle inchieste sappiamo della parte gossippara riguardante Berlusconi ma dell’azione penale vera che riguarda gli uomini di sinistra cosa sappiamo?

Ma, per dirla con Totò, per andare dove dobbiamo andare, per dove dobbiamo andare? La strada è tracciata: voci di corridoio affermano che in preparazione ci sono altri scandali economici che coinvolgono il lider maximo D’Alema (uno che di barche ed immobili non si sa come ottenuti e non si sa quanto trasparenti al fisco pare se ne intenda), e scandali sessuali che coinvolgerebbero addirittura il Santo Subito Uolter Velprodi, reo secondo alcune carte di aver avuto frequentazioni extra-coniugali. Ma è tutto in fieri, è tutto sotto la lente d’indagine dei giornalisti d’assalto dello SteelMan Feltri. L’autunno si preannuncia caldo per il PD: tra congressi e questioni morali, non c’è che dotarsi di pop-corn e sedersi in poltrona!

Da oggi, in ogni nostro intervento pubblicheremo le 10 domande al moralisti smascherati, invitando tutti i nostri amici a fare altrettanto.

Le dieci domande:

  1. Per il direttore di Repubblica Ezio Mauro l’evasione fiscale è o non è un comportamento grave?
  2. Il direttore di Avvenire intimidiva al telefono la moglie del suo amante. E’ un comportamento grave o no?
  3. La direzione del quotidiano della Cei, Avvenire, può essere affidata a un condannato per molestie?
  4. Ezio Mauro è sempre contrario al condono fiscale?
  5. Come fa la chiesa a considerare l’omosessualità una condizione di disordine e poi difendere il direttore di Avvenire?
  6. Per la Chiesa è più grave il libertinaggio o la pratica omosessuale, l’adulterio o il reato per molestie?
  7. E’ giusto o no che l’agenzia delle Entrate accerti se Gianni Agnelli ha nascosto i suoi beni all’estero evadendo il Fisco?
  8. I giornali devono raccontare lo scontro in famiglia per l’eredità Agnelli o no?
  9. Perché Franceschini sbianchetta dalla sua biografia il suo passato di sindaco dell’Eni negli anni di Tangentopoli?
  10. Repubblica e la Stampa hanno pubblicato per primi e in esclusiva le parole di Veronica contro Berlusconi. Perché Adriano Sofri su Repubblica e Mario Calabresi su La Stampa ora condannano l’estate dei veleni?
  11. boffo-sentenza

Capezzone vs Travaglio: Daniele Santo Subito!

novembre 17th, 2008
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Venerdì sera si è svolto un fantastico faccia a faccia tra Daniele Capezzone e Marco Travaglio in quel di La7. Che dire: da parte di TorqueMarco la solita retorica che ben conosciamo da 12 anni, soltanto che stavolta non se ne è stato bello soletto a ciarlatanare infamando la gente senza che questa possa rendere le sue ragioni (cosa pensare di chi vive infamando gli altri?), ma ha trovato una persona che da sempre è abituata a rendere pan per focaccia. Grande Daniele, ti vogliamo sempre così, alla faccia di Travaglio, Santoro e la combriccola della “PCoglione”… Di certo non gliele ha mandate a dire il portavoce a questo giornalista che si definisce di destra però vota Di Pietro…

Ha ragione Daniele: comprate il libro di Travaglio e dategli una mancia a questo pluripregiudicato contro figura dell’intelligenza…

La Santa Inquisizione di Piazza Navona

luglio 9th, 2008
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Se ce ne fosse ancora bisogno, martedì 8 luglio 2008 verrà ricordato nei libri di storia come la riunione dei forcaioli giacobini in quel di piazza Navona, una delle più belle piazze d’Italia costretta ad assistere ad uno scempio incivile e indegno di un essere umano. Flores D’Arcais, direttore di MicroMega e promotore dell’iniziativa alla quale subito si è accodato Di Pietro, diventato ben presto copromotore, questa volta l’ha combinata grossa: non tanto perché ha organizzato una legittima manifestazione di protesta, ma soprattutto perché non ha saputo controllare la bile di coloro che salivano sul palco.

Anzitutto, ci sarebbe da discutere sull’opportunità del momento: i sondaggi di gradimento del Governo e del Premier continuano a salire, trovando evidenti “non-dissensi” anche in una parte (per quanto minoritaria) del PD (non si spiegherebbero altrimenti cifre vicine al 60%) k9xma soprattutto attraendo i voti dei cosiddetti “indecisi”. In questo status di grazia del centrodestra, la sinistra insurrezionalista non trova altro modo che fare scempio della Repubblica Italiana in tutte le sue componenti. Passi ancora per il signor TorqueMarco Travaglio, invitato perché tutti conoscevano la sua satira giustizialista di santoriana memoria, dunque nulla di nuovo sotto il sole. Ma cosa c’azzeccava il genovese domatore di babbuini con la protesta politica della piazza? Le sue becere invettive contro il Presidente della Repubblica non sono piaciute (pochi applausi della piazza e invece molti quando Furio Colombo ha chiesto solidarietà a Napolitano), e rappresentano il più diretto attacco alla Repubblica Italiana, quella nella quale nessuno si salva “tranne io”, che sono al tempo stesso “il Bello, il Buono e il Santo”. E c’è anche chi ha avuto il coraggio di introdurlo dicendogli “Siamo 100mila!”, in una piazza che tutta intera non ne contiene la metà (e alla manifestazione è stata riservata mezza piazza, quindi in qualsivoglia modo non potevano essere più di 20mila)…

Nonostante ciò, ecco salire sul palco la domatrice di mazze, l’incantatrice di serpenti, che conosce così bene il mondo delle prostitute da chiedersi quale sia la sua vera attività… La Sabina Guzzanti ha redatto un pamphlet nel quale fosse per lei si salverebbe il solito “solo io”: ovviamente, risalto boccaccesco è stato dato alla presunta intercettazione a luci rosse “Berlusconi-Carfagna”, la cui unica esistenza è attestata da un giornale argentino (avesse detto il New York Times!); ovviamente c’è andato di mezzo anche il Papa ( 8-O ), al quale la femmina Guzzanti (chiamarla donna sarebbe come violare il secondo comandamento che recita “rispetta tua madre”) gli ha augurato la morte eterna. Non stanca di tutto ciò, si è profusa in una serie infinita di insulti senza senso, che ha trasformato una manifestazione politica in un Bagaglino sinistrorso fatto di turpoloqui e di malevolenza gossipara, che fa del furore televisivo l’unica testimonianza della sua esistenza. In un delirio di onnipotenza, la Guzzanti si è anche lasciata andare ad un paragone osé con il Messico, incitando le donne a schierarsi davanti il Parlamento per impedire che i politici entrino a votare le leggi che loro ritengono sgradite: probabilmente alla Guzzanti non gli hanno detto che tali atteggiamenti sono eversivi, e come tali passibili di condanna penale. Ma si sa, loro possono tutto, e come hanno fatto nel 1946, nel 1947 e nel 1990, basta poi una bella amnistia per cancellare le ignobili malefatte dei comunisti (come la mattanza post guerra civile e i finanziamenti illeciti percepiti dal PCI dal regime rosso di Mosca): ma queste non sono leggi ad personam, leggi ad vergognam, sono leggi giuste fatte per i giusti… :lol:

La manifestazione di Piazza Navona non è stato altro che un turbillon di bile velenosa lanciata a secchiate contro tutto e contro tutti, anche e soprattutto contro chi, nelle intenzioni di ieri, non aveva nulla a che fare (in primis Napolitano e Benedetto XVI, ma anche le comuniste che hanno espresso solidarietà alla Ministro Carfagna, che ha già annunciato querela). La gente lo ha capito, e così prima della fine del talk show populista diversi hanno abbandonato la piazza indignati, compreso l’ulivista Giovanni Bachelet. Ovviamente non poteva mancare la solita spocchia di sinistra, di chi si crede superiore ovunque e comunque per il solo fatto di essere di sinistra: lo stesso Di Pietro ha definito se stesso “L’Acqua Santa”, insomma il puro, The Saviour One.

Edmondo Berselli chiosa così il suo articolo:

Si corre il rischio che una parte della sinistra, ed è la parte maggioritaria, si riduca al silenzio, fino a non riuscire a dire nulla, in nessuna occasione, fino all’ammutolimento più totale. E che un’altra parte, un’altra sinistra, venga consegnata a un furore astratto, televisivo, mediaticamente estremo, incapace tuttavia di trovare strade che conducano alla politica.

Non mancavano alla manifestazione neanche i vari trombati delle recenti elezioni, da Ferrero a Ferrando passando per Sinistra Democratica, ma a loro non vale la pena dedicare neanche un rigo.

Al nulla assoluto, al nulla delle argomentazioni e all’abisso delle menti umane di chi ieri ha animato la manifestazione, ho invece dedicato pure troppo. Quindi concludo con un piccolo regalo ai lettori: la locandina-sfondo del film prossimamente nelle migliori osterie, The Saviours 4.

The Saviours 4

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