Michele Sant’oro spende per la sua trasmissione Anno Zero oltre 7 milioni di euro l’anno: nulla da dire secondo lui, poiché nelle casse RAI entrano 9 milioni di euro di pubblicità. Ma gli oltre 700mila euro che incassa per fare quel tipo di trasmissione, saranno giusti? Serena Dandini quest’anno alle spese del suo programma ha aggiunto la riproduzione cinematografica dei bagni di Palazzo Grazioli, e intanto anche lei percepisce oltre 700mila euro per fare quel tipo di trasmissione: saranno giusti? Fabio Fazio è riuscito ad aggiudicarsi la modica cifra di 2 milioni di euro l’anno per fare quel tipo di trasmissione: saranno giusti? Bruno Vespa guadagna oltre 1 milione di euro, però per portare a termine oltre 100 puntate di Porta a Porta, non qualche decina. Per non parlare del famoso “editto bulgaro”, l’icona della dittatura berlusconiana, il non plus ultra del conflitto di interessi: ebbene la RAI pagò Santoro e Biagi svariati milioni di euro, ma i diretti interessati impegnati a fare i martiri della libertà di opinione si sono sempre ben guardati dall’informare i cittadini di quanto crebbe il loro portafogli. In realtà, solo più tardi si venne a sapere che Biagi non era stato cacciato dalla RAI, ma aveva deciso di andarsene di sua sponte, non prima di aver concordato una onorevolissima buona uscita per i suoi 41 anni di servizio (dopo che per altro in quegli anni incassava 1 miliardo di lire di stipendio). Eppure, gli “utili idioti” della sinistra sono ancora convinti che sia stato quel cattivone di Berlusconi a cacciare l’Enzino nazionale da viale Mazzini.
Ma questa è solo la punta dell’iceberg: i programmi d’intrattenimento ad esempio permettono a Simona Ventura di incassare 1,8 milioni di euro, ad Antonella Clerici di arrivare a 1,5 milioni di euro. La RAI più in generale paga lo stipendio a oltre 13 mila dipendenti diretti e oltre 43 mila collaboratori (cifre del settimanale l’Espresso pubblicate ad inizio 2008). I giornalisti sono oltre 1700, e sono anche riusciti a piazzare oltre 50 vicedirettori di testata (le testate sono 11, fate voi). La Direzione Produzione RAI conta oltre 3800 dipendenti, laddove Mediaset arriva a superare quota 4600, per altro quasi tutti a tempo indeterminato. Nonostante tutto, è altissima la cifra di programmi che l’azienda affida all’esterno, tanto che per le cause civili di lavoro a Viale Mazzini spendono ogni anno oltre 15 milioni di euro per risarcimento e spese processuali (e meno male che molte vengono vinte, altrimenti!).
Vi è poi da considerare la storia dell’azienda: secondo vari calcoli sarebbe costata al Paese qualcosa come oltre 65.000 miliardi di lire e che nel corso del tempo ha vantato lottizzazioni sinistre da far paura: come quando negli anni ‘80 del XX secolo Agnes assunse oltre 3800 giornalisti di cui il 60% avevano la tessera del PCI. E quando nel 1994 Berlusconi scese in campo, la sinistra ebbe anche il coraggio di dire che non si poteva combattere con chi aveva 3 televisioni dalla sua! Infatti, quando nel 1996 la sinistra vinse le elezioni, bastava un cenno di Veltroni affinché si decidessero le sorti di tizio o di caio. Però, benché fossi appena al Liceo non mi ricordo di essere mai stato chiamato a scendere in piazza da Santoro, Biagi, la FNSI, la CGIL, contro la libertà di stampa nella RAI… Né se lo ricorda mio padre, quando come detto la stragrande maggioranza dei giornalisti RAI aveva la tessera del partito rosso.
E se noi spendessimo quei €107,50 per rimpinguare le casse della ricerca scientifica, del turismo e dei Beni Culturali del nostro Paese?
Infine una ultima riflessione: mi chiedo come mai i migliaia di giornalisti RAI e più in generale il movimento giornalistico italiano non s’indigna quando qualcuno dice che soltanto Santoro, Travaglio, la Gabanelli, Floris, Iacona e compagnia cantante sono in grado di fare programmi seri di approfondimento. In base a quale assunto soltanto i giornalisti dell’ultra-antiberlusconismo sono quelli veri, quelli realmente obiettivi? Cos’è, l’assunto della superiorità antropologica trasportato al mondo dell’informazione? Quale mondo, quello stesso che continua a parlare di escort tacendo i risvolti dell’inchiesta giudiziaria pugliese che riguarda la sinistra? Questa sarebbe l’informazione obiettiva? Allora anche io sono un censore: se chiedere il rispetto delle regole e programmi che siano tali e non la solita solfa faziosissima e di parte significa essere censori, me ne vanto pure.
N.B.: i dati degli stipendi sono aggiornati al 2008, essendo che il 2009 è ancora in corso non ci sono cifre definitive.





