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La deriva anti-politica dell’opposizione

settembre 29th, 2009
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Il presupposto della democrazia in un Paese è che vi siano delle idee diverse e contrapposte su come regolare la vita dello stesso, che si confrontano, si completano a vicenda, comunque creano dibattito. Da queste idee il popolo dovrebbe partire per formare la propria idea di vita sociale e di conseguenza dare mandato di governo a chi ritiene che rappresenti la linea più idonea. Se la sorgente primaria delle idee, cioè il politico, viene meno, il circuito si interrompe e di fatto si è fuori della democrazia.

In Italia, dal 1994 viviamo in una condizione che sfiora il grottesco: sconfitta la gioiosa macchina da guerra del PCI, la sinistra di allora si è vista rompere il giocattolo del potere per cui aveva lavorato quasi mezzo secolo. Berlusconi ha avuto la colpa di distruggere quel giocattolo, evitando che l’Italia precipitasse in una deriva di idee rosse oramai morte e fallite, che sarebbero state portate avanti dal più forte partito comunista dell’intero occidente moderno. Fin da allora, la sinistra ha smesso di fare politica per diventare un partito di scopo: distruggere Berlusconi, con ogni mezzo, lecito e soprattutto illecito, con ogni potere, con tutto ciò che è utile per raggiungere il fine, come diceva Machiavelli. Prendiamo un elettore di sinistra come tanti se ne incontrano per la strada: quali sono i suoi argomenti medi di politica? Se non scende immediatamente al becero insulto, i suoi temi di politica saranno più o meno questi: Mangano, veline, escort, conflitto di interessi, D’Addario, Noemi, Videocracy, autoritarismo, Berlusconi=male, e così via seguitando. Si credono talmente furbi che riescono ad imbastire un discorso di oltre mezz’ora miscelando sapientemente questi argomenti, manco fossero il Travaglio di turno (in tutti i sensi). Il must degli ultimi tempi è stato questo: “Io soffro per il male che l’imperatore infligge ai miei concittadini”. Splendido, spettacolo puro, doppia libidine coi fiocchi (citazione cinematografica).

Così mi sono detto: non avrei mai pensato che un Paese si potesse governare andando in Parlamento a parlare di prostitute, ma tant’è. E mi è tornato alla mente quello che una volta disse Lenin, che chiunque va arruolato per servire la causa, definendolo “utile idiota”. Ecco, la sinistra italiana è oggi questo: un ammasso di persone il cui interesse è soltanto quello di pensare la cosa giusta, non di farla. Quali sono le idee politiche del PD? È possibile riassumerle che so, in un decalogo?

Il massimo poi delle argomentazioni è la libertà di stampa e di informazione: per la sinistra, la libertà di stampa è la libertà di infamare e calunniare, di inventare ogni più lurida schifezza contro il proprio nemico politico, l’importante è abbatterlo e tornare al potere. Sarebbe bello che questa battaglia fosse condotta secondo le regole della democrazia, e cioè appunto sulle idee, come si diceva all’inizio.

Ma purtroppo, la doppia morale dei trinariciuti colpisce ancora: da 15 anni l’Italia sarebbe sotto lo scacco autoritario del Cavaliere. Ma quando avevano il consenso per governare (ben 7 anni di governo, mica 1!) continuavano a tuonare contro il conflitto di interessi ma il massimo che hanno partorito è stata quella vaccata della par condicio (appunto quando si dice, avere l’idea giusta, non fare la cosa giusta). La società italiana vivrebbe in una deriva sessista nella quale la donna è considerata niente altro che come oggetto, come trofeo di conquista. Infatti, un giornale come l’Unità diretto dalla femminista sfegatata Concita non ha trovato niente di meglio che pubblicizzare la nuova grafica del suo giornale piazzando sui manifesti un bel lato B di fanciulla con pantaloncini giro-culo. Gridano alla libertà di informazione messa in pericolo da Berlusconi che cita per danni 2 giornali (in fin dei conti, gli hanno dato al massimo del pedofilo, suvvia Presidente!), ma loro i sinistrorsi hanno collezionato qualcosa come 312 milioni di euro di denunce anche penali a carico di giornali e giornalisti rei addirittura di aver fatto vignette contro di loro. Il non plus ultra dei moralisti Di Pietro, scrive sulle pagine straniere che la democrazia è in pericolo, va in Parlamento a dare del piduista al PdC e poi cosa si scopre? Che lui i piduisti li ha nel partito, che ha un sacco di eletti inquisiti addirittura per rapporti con la criminalità organizzata, che si presenta in televisione a dire che se fosse per lui tutte le ricchezze andrebbero sequestrate a priori (viva il liberalismo!), e che addirittura minaccia l‘uso della violenza se Berlusconi ed il Governo di destra non abbandonano la scena politica (e visto che le BR esistono ancora, c’è poco da scherzare con l’uso di certi toni). La libertà di informare i cittadini sarebbe negata da Berlusconi che impedisce la pubblicazione di foto e registrazioni sulla sua vita privata ottenute in modo illegale, ma i sinistri oltre a non chiedersi come mai certa gente fa certe cose contro il PdC, ad esempio non parlano dei presunti rapporti con la mafia dell’ex presidente Prodi, non parlano dell’inchiesta di Bari che riguarderebbe i loro amici, non parlano di nulla che sia scomodo alla loro ascesa ma pensano solo a quanto l’abbia lungo il Cavaliere. Fanno campagne contro l’evasione fiscale, e poi si scopre che Ezio Mauro è un evasore, ma nessuno dice nulla. Si strappano i capelli perché con questo governo la mafia sarebbe più forte, ma tacciono su tutti i provvedimenti presi dallo stesso contro la mafia e sulle centinaia di arresti che in questo ultimo anno hanno messo in ginocchio la criminalità organizzata in diverse zone del Paese (la battaglia è certo lunga, ma mistificare la realtà quando è così facile essere smentiti è un po’ troppo!). Sono talmente democratici che uno dei maestri del loro pensiero, l’ex fascista-razzista Giorgio Bocca definisce gli altri italiani (cioè quelli che non la pensano come lui) dei trogloditi ebetiti lobotomizzati davanti le tv del Cavaliere: peccato che tutto questo non abbia impedito alla sinistra di vincere le elezioni svariate volte, quindi se ora perdono non è perché siamo un popolo di cretini come la supposta superiorità antropologica della sinistra ha incultato nelle menti degli utili idioti, ma proprio perché sono incapaci. Se da 15 anni possono gridare alla censura, non esiste nessuna censura: infatti Ezio Mauro “evado il fisco e me ne infischio” dalle pagine del suo giornale ha chiamato a raccolta tutti i cazzoni di turno per manifestare contro Berlusconi, poi ad una radio francese ha candidamente ammesso che il suo giornale è pienamente autonomo e che nessuno lo ha mai limitato nella linea editoriale del suo giornale: da ciò si deduce che se parlano solo di gossip è perché non hanno nulla di concreto da offrire ai loro lettori (infatti è il giornale che ne ha persi di più negli ultimi tempi).

Si potrebbe continuare a lungo con l’elenco della deriva antipolitica cui è sottomessa l’opposizione (ma rischierei di tediare troppo l’onesto lettore): questa non è una opposizione politica, è una opposizione di scopo, che ha come unico obiettivo conquistare il potere per evitare che cada nelle “mani sbagliate”. Oggi il popolo vota a destra perché finalmente qualcuno ha reintrodotto il concetto del Governo che governa, dello Stato che fa lo Stato, delle promesse fatte e mantenute in tempi certi.

Io vorrei solo sapere: quel manipolo minoritario che guarda al PD come l’ultimo baluardo della democrazia in Italia, ha capito di votare un’opposizione di scopo e non una opposizione politica? Quelli che ebbero fiducia nel discorso di Veltroni quando nacque il PD, oggi cosa pensano? Tutti quelli che continuano a votare il PD, hanno un argomento politico da contrapporre all’azione di governo? La democrazia è in pericolo perché il PD purtroppo sta alla politica come Voyager sta alla conoscenza: non c’azzeccano (per dirla con il vile vigliacco di Montenero di Bisaccia) l’uno con l’altra. In Italia non c’è il rischio di pensiero unico perché qualcuno sta sopraffacendo qualcun’altro, c’è il rischio di pensiero unico perché non c’è un altro pensiero, perché da mesi oramai non si parla più di politica ma di tutt’altro. Non c’è una proposta politica concreta da parte del PD (come ha brillantemente scritto Panebianco), è questo il peggior guaio di un Paese: che una parte politica che coinvolge l’interesse di svariati milioni di elettori ne rappresenti solo gli interessi più beceri e non lavori per l’interesse comune di tutto lo Stato, ma soltanto per l’interesse degli italioti che possono mantenerli al potere con il loro voto. Ecco perché perdono, altro che censura e libertà di stampa negata…

Anche il “Cazzone di turno” contro Berlusconi

settembre 8th, 2009
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Non c’è niente da fare: mentre i sinistrorsi si lambiccano il cervello a capire come mai, dopo 15 anni di insulti, di calunnie, di escort, di procure e chi più ne ha più ne metta, continuano a perdere le elezioni contro Silvio Berlusconi (ancora oggi leggere l’editoriale di D’Avanzo sulla Pravda), le loro grandi battaglie di civiltà finiscono come al solito in bagarre. Certe volte la profondità delle domande è inversamente proporzionale alla capacità cubica delle teste pensanti che le formulano, scrive un utente sull’apposito spazio del Giornale: e come si può non essere d’accordo?

Quando Berlusconi scese in campo da combattere c’era la gioiosa macchina da guerra del nuovo PCI guidato da Occhetto. Se oggi Berlusconi scendesse in campo, contro chi ci sarebbe da combattere? A quanto pare contro i tanti “Cazzoni di turno” che affollano le file del centrosinistra: la differenza appare fondamentale. Non me ne vogliano lor signori, “Cazzone di turno” è la firma 262.414 del prestigioso elenco dell’appello per la libertà di stampa. Quello firmato da Bertinotti (ovvio), quello firmato dal bugiardo ed evasore fiscale Mauro (ci mancherebbe), quello firmato da leggenDario Franceschini (ohibò), ma anche quello firmato dai dipendenti di Berlusconi Aldo, Giovanni, Giacomo, Bisio, Augias, Giordano, etc., tutta gente diventata ricca e famosa grazie ai soldi di Berlusconi e a quell’impero che dopo aver contribuito a creare oggi vorrebbero distruggere (Mediaset, Mondadori, etc.). Eppure siamo sicuri che Bisio lo troveremo ancora a condurre Zelig, il comico trio a vagare per le reti, la Gialappa’s condurre insieme al Mago Forrest “mai dire qualcosa”, perfino Maurizio Costanzo (dichiarato uomo di sinistra), lo troveremo ancora a capo di Canale 5. Insomma, di fronte a questo scempio della libertà di espressione, l’esercito dei cazzoni di turno è sceso in campo a lottare per difendere il proprio diritto: lo ha fatto insieme a Topo Gigio, Vorrei Cheparlaste, Boccalon, anche Elisabetta e Giuliano ci fanno sapere che sono pronti a sostenere la causa. Lo erano persino Silvio Berlusconi ed Emilio Fede, poi qualcuno deve aver capito che forse era meglio rimuovere i loro nomi dall’elenco che campeggia sul sito della Pravda e che veleggia oramai verso le 300mila firme. Vuoi vedere che fossero (e siano) firme taroccate? Meglio non correre il rischio: di fronte a cotanta italica intellighenzia, vanno per forza di cose rivalutate le 20mila firme che ogni tanto raccoglieva Pannella, almeno quelle erano di gente che ci metteva la faccia…

Certo va dato atto che non hanno annunciato 5 milioni di firme, come fece un certo Ueltroni, prima che quelle firme sparissero tutte quante e nessuno ci abbia più fatto sapere nulla di quello sconfinato esercito pronto a scendere in campo contro il tiranno. Siamo convintamente sicuri che tra di loro ci sia gente veramente convinta che oramai l’Italia sia un Paese perdutamente volto al pensiero unico del capo: il lavaggio del cervello era d’altronde un elemento chiave del partito comunista, che pur nelle sue varie forme conta ancora qualche milione di voti.

Così, di fronte a questa valanga inarrestabile di gente pronta a scendere in piazza (saranno tutti e 300mila il 19?), tutti si dicono sicuri che oramai Berlusconi è in declino, che è finita la sua era, che si deve rassegnare: lo hanno detto e ripetuto svariate volte negli ultimi anni, eppure lui eccolo lì, loro pure eccoli lì, sempre più piccoli ed insignificanti nel panorama politico italiano. Che forse sarebbe ora di porsi altre domande? Non lo so, lo chiedo a lor signori se oggi invece di appiattirsi solo e soltanto su Silvio Berlusconi, finendo a parlare di escort invece che di politica (quella vera), non fosse il caso di tornare a rispondere ai problemi della gente (quelli veri). Perché, che l’esercito dei Cazzoni di turno scenda periodicamente in piazza contro il Diavolo è quasi ovvio (poveri, me li vedo già tra qualche anno vagare sbandati senza meta alcuna), ma che un partito nato con buoni propositi nel giro di un anno sia già ridiventato un ectoplasma senza identità e senza idee che diano risposte al suo popolo, ecco questo non era poi così ovvio.

È così che poi il PD rimane piantato da mesi al suo solito 26%, senza rubare neanche una intenzione di voto al suo avversario, anzi rischiando di perderle a favore dei propri “amici”: non c’entra niente la barzelletta della stampa amica minacciata (lo è da 15 anni eppure è sempre lì a dirlo), non c’entrano niente i teoremi sui massimi sistemi di pensiero che il Cavaliere controllerebbe con i suoi media. C’entra che Napoli è stata ripulita in 6 mesi, c’entra che le case dell’Aquila siano state ritirate su in 5 mesi, c’entra che il sistema economico italiano grazie all’azione del Governo è da tutti considerato sano e forte, c’entra che la cassa integrazione è stata usata meno di quanto fosse stato preventivato, c’entra che i conti pubblici vadano meglio di quanto previsto, c’entra che l’economia stia meglio di quanto stimato solo un paio di mesi orsono, ed a dirlo non è Tremonti ma agenzie internazionali notoriamente ostili al Bel Paese. Questo c’entra: la sinistra, appiattita su escort, biondine ed eroi di turno, alle prese con le lotte intestine della sua segreteria, è tornata alla moneta unica dell’antiberlusconismo, una moneta fuori corso oramai da troppo tempo ma l’unica ancora nelle tasche di lor signori. Un giorno dopo l’altro continuano sempre a ricordarci che siamo tornati alle camice nere, che siano tornati al fascismo, che siamo in dittatura, che Berlusconi è peggio di Mussolini: lo ripetono talmente da tanti anni che ammesso e non concesso fosse vero, sono diventati come la storia del contadino che gridava continuamente “al lupo, al lupo” e poi quando è arrivato il lupo (quello vero) è rimasto buggerato. Ma se lo ripetono da tanti anni, qualcosa vorrà pur dire: questione di logica, quella che manca a chi pensa che soltanto con il giornaliero tributo alla scemenza demenziale si possa tornare a governare. Già me lo immagino il programma di governo del PD: fare in modo che Berlusconi non torni in politica. E del popolo? Del popolo alla sinistra non è mai fregato nulla, è sempre stato interessato soltanto ed unicamente il potere ed i soldi ad esso collegato: historia docet, d’altronde, l’espressione “se il popolo non è d’accordo con il partito, tanto peggio per il popolo” si dice provenga dalle tante riunioni del fu partito comunista, dal quale mezzo PD discende, e non sarà certo un caso… Tedia ricordarlo, tedia continuare come se il mondo fosse fermo a 20 anni fa: ma come disse sempre qualcuno, se ci si dimentica della storia, si finisce per commettere sempre gli stessi errori. D’altronde, qualcuno ha scritto che nel 1945 il reale progetto dell’allora partito comunista era sostituire alla dittatura fascista una dittatura rossa, cioè di asservire l’Italia a Mosca: quelle pagine di storia sono state cancellate dalla memoria italica, nascoste sotto anni, obliate, modificate, ribaltate. E contro chi tenta di ripristinare la storia documenti alla mano, sappiamo tutti cosa succede (Pansa docet): perché si sappia che la libertà di espressione è sacrosanta quando bisogna dare del pedofilo e del mafioso a Berlusconi, ma non lo è affatto quando bisogna toccare i tabù della sinistra. D’altronde, gente come Ferrara è stato preso a uova marce, i centri sociali sappiamo tutti cosa fanno quando scendono in piazza. Ecco, sapere che qualcuno di loro sarà ancora in piazza il 19, questo mi provoca un amaro sorriso ironico: poi penso, nel loro DNA girano i cromosomi della doppia morale, e tutto mi è più chiaro.

Pensare però che gli stessi che hanno modificato la storia d’Italia per i propri biechi fini siano oggi qui a parlare di censura e di dittatura altrui, non me ne vogliate, mi fa girare le palle piuttosto vorticosamente. Altro che i Cazzoni di turno a difendere la libertà di stampa senza chiedersi come mai, sui giornali di sinistra, poco o nulla è scritto dell’inchiesta di Bari che riguarda l’intero movimento pugliese del PD e non solo.

Boffo-Gate: che insegnamento ci lascia

settembre 7th, 2009
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Oramai la cortina di ferro si sta sciogliendo: qui e la iniziano i primi ammutinamenti, con insospettabili giornalisti che in fin dei conti ricordano che Boffo è pur sempre un condannato per molestie e quindi, prima di santificarlo, andrebbe quanto meno verificata la verità dei fatti. Che poi è esattamente quello che dovrebbe fare un giornalista, a patto che sia tale… Comunque dicevo, il nuovo eroe nazionale, il nuovo martire della libertà, il mito a tempo determinato, l’ex-direttore di Avvenire, ha toccato l’apice della sua carriera e ora sta cominciando l’inesorabile discesa. Discesa in termini di interesse, discesa in termini di difendibilità, discesa in termini di uso strumentale da parte della sinistra. Avrà un nuovo ritorno di fiamma il 19 settembre, come ogni amore che si rispetti, poi si spegnerà definitivamente, e tra qualche mese di Boffo nessuno saprà più nulla esattamente come nessuno sa più chi sia Noemi la campana.

Certo, i militanti di partito, gli affezionati lettori di Avvenire, le associazioni cattoliche più intransigenti, sapendo di aver perso un professionista, non demordono nei loro strali: esprimono la loro completa e totale solidarietà a Boffo, e si stracciano le vesti di fronte all’attentato di lesa maestà perpetrato ai suoi danni da quell’orribile che è Feltri. Ma d’altronde, anche gli scribi giudaici si strapparono le vesti di fronte ad un Gesù reo di bestemmia, senza aver compreso neanche una virgola degli argomenti di cui si stava discutendo. Perfino un prete ha tuonato contro Feltri, dicendo che in fin dei conti la condanna risale a qualche anno fa, quindi che senso aveva ritirarla fuori proprio oggi, perché non concedere all’eroe Boffo il beneficio “dell’oblio”? Ringraziando il cielo, l’arrivo dei primi freddi dovrebbe far rinsavire queste persone, alle quali il caldo afoso di agosto ha ridotto i circuiti neuronici in poltiglia: Di Pietro ci ricorda ogni giorno che 40 anni fa Berlusconi era iscritto alla P2, mentre segnalare al pubblico che 5 anni fa il direttore di Avvenire (giornale CEI che si rivolge ad un bacino di elettori di svariati milioni di persone) è stato protagonista di una condanna per molestie, no questo non si fa…

Dei due pesi e delle tre misure che da sempre sono la retta via della sinistra, del doppio moralismo che è nell’intimo del suo DNA, oramai si è parlato fin troppo. Ma la vicenda non può che continuare a destare una certa impressione prima per la veemenza con la quale il gruppo di De Benedetti ha lanciato l’assalto finale contro l’odiato nemico avvalendosi anche della collaborazione della stampa estera, e le insospettabili alleanze che si sono venute a creare quando qualcuno da questa parte, stanco di tenere la testa bassa e subire, ha deciso di alzare la cresta e smascherare due dei moralisti impavidi degli ultimi tempi: Ezio Mauro, l’evasore e bugiardo dichiarato, e Dino Boffo, il molestatore e bugiardo dichiarato. Ecco allora la signora Concita svestire i panni dell’eroina femminista e difendere il molestatore proprio nell’anno in cui lo stalking è diventato reato penale, ecco il rappresentante della cultura mangiapreti qual’è il giornale di Rifondazione erigersi a difensore dell’Avvenire, contro il quale fino a pochi giorni prima (caso Englaro docet) si era espresso con il calendario di insulti verso Santa Romana Chiesa, ecco la sinistra italiana un giorno plaudere alle cazzate gossippare di quei cazzatari della Pravda alias Repubblica ma il giorno dopo schifarsi inorriditi se un giornale fa il suo mestiere, cioè pubblica una notizia “scomoda”.

“Lei non sa chi siamo noi” deve aver detto in un impeto di plurale maiestatis stupiD(i)ario Franceschini, che dopo aver tuonato per riavere le valigie in tempi congrui mentre il resto del popolo italiano era lì in fila ad aspettare (poco) pazientemente il proprio bagaglio, si è unito al coro di tutti coloro che improvvisamente, quando il gossip non tocca Berlusconi e la vita privata non è la sua, allora gridano allo scandalo, alla barbarie, alla difesa della Costituzione.

E così, il 19 settembre tutti in piazza: in piazza a difendere il giornalismo vero, quello che la notizia prima di pubblicarla la verifica? In piazza contro la D’Addario che ha denunciato diverse testate giornalistiche perché l’hanno chiamata “prostituta”? In piazza contro D’Alema che da Presidente del Consiglio denunciò Forattini per una vignetta che giudicò troppo aggressiva? In piazza contro la sparizione delle notizie relative alle vicende giudiziarie della sinistra pugliese? Ovvio che no: in piazza contro Silvio Berlusconi, il quale ha avuto l’ardire di citare in giudizio la stampa di sinistra che gli ha dato del pedofilo e del puttaniere, nonostante sappia benissimo che (ahi lui che dir si voglia o no) quello di Topolanek funziona, mentre quello di Arcore è oramai un ferro vecchio non più adatto all’uso. Il tutto condito dai soliti tributi alla scemenza demenziale su Berlusconi/Mussolini, sulla dittatura e la libertà di stampa che è negata.

Sono tanti anni che ci ripetono che la libertà di stampa è negata che i quotidiani più letti e venduti sono ancora quelli di proprietà di uomini di sinistra, che tali quotidiani possono pubblicare tutto quello che vogliono, quando vogliono e come vogliono senza che nessuno imponga loro alcuna limitazione, che tra i firmatari delle loro scemenze ci sono tanti dipendenti proprio di Berlusconi, tanti dipendenti che hanno fatto la fortuna di Mediaset quindi hanno contribuito a costruire proprio quell’impero contro il quale oggi si rivolgono inorriditi (cioè si va bene la libertà, ma i soldi fanno sempre comodo). Ovvero, la limitazione e l’autocensura se la fanno loro, quando evitano accuratamente di parlare delle vicende giudiziarie che li coinvolgono, nascondendole, alterandole e obliandole sotto montagne di carta da giornale. Mi ricordo ad esempio di quando si strapparono i capelli per l’addio di Ferruccio De Bortoli dal Corriere della Sera: eccolo lì il tiranno Silvio che colpisce ancora, eccolo lì a mettere il bavaglio alla stampa scomoda che invece di elevargli tributi gli infila zeppe nel motore della sua macchina. Oggi Berlusconi è Presidente del Consiglio e Ferruccio De Bortoli è serenamente tornato a guidare il Corriere della Sera: come dire, che minchia gliene frega a quelli di RCS di chi comanda in Italia? Qualcuno ha chiesto scusa? No, a quanto pare…

La stampa libera così è soltanto la stampa che calunnia ed ingiuria Berlusconi, perché se la stampa libera non fa questo, deve tacere: Feltri doveva tenere nel cassetto quella sentenza oramai vecchia di anni, salvo che se avesse riguardato Berlusconi o un uomo del suo governo. Allora sarebbe stato portato in trionfo, oggi assisteremo a giornalieri pellegrinaggi alla sede de il Giornale, al posto di Santa Rosa avremo messo una sua gigantografia e al posto del sangue di San Gennaro un bel prelievo del sangue del Vittorione occhialuto. Perché in fin dei conti si sappia che, la sinistra per i miracoli si sta attrezzando, ma le barzellette e le cazzate, di queste il suo repertorio ne è pieno.

ezio mauro

Boffo-gate: le dimissioni e la sinistra dei quadrinariciuti

settembre 6th, 2009
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E ci risiamo: gli inguaribili trinariciuti con il buco aggiunto mettono in campo la loro superiorità morale e con grande non chalance falsificano la storia, la ribaltano. D’altronde, l’ambiente di provenienza è sempre quello, e si chiama PCI, tanto per milioni di elettori che lo votavano fino a qualche anno fa, tanto per le decine di politici che affollano il centrosinistra odierno.

E così dunque, imbastire una campagna gossippara di livello internazionale per affondare Berlusconi è soltanto un mezzo illecito per raggiungere un fine lecito, dunque come scrisse qualcuno una volta tutto fa brodo quindi campa cavallo. Le intercettazioni illegali, le foto rubate, le escort e le minorenni inventate sono l’idilliaco quadretto nel quale scavare la fossa del Cavaliere. Non importa che in Puglia la sinistra stia per attraversare uno dei più grandi scandali giudiziari della sua recente storia, non importa che nelle regioni rosse di mezza Italia le procure siano oramai piene di faldoni contenenti i nomi di uomini del PD e amici vari: tutto ciò viene artefattamente occultato, trasformato, relegato in trentesima pagina. Da mesi la politica ha abbandonato la scena democratica italiana: con un partito che non ha più nulla da dire, l’ultima arma rimasta era il gossip. L’ultima arma, quella definitiva, quella che avrebbe portato alla rottura definitiva del saldo rapporto tra Governo, Chiesa ed elettorato cattolico. Avrebbe…

Ovviamente, dopo il ribaltone il secondo: Berlusconi cita per danni (non querela, cita per danni, che è altra cosa) i giornali protagonisti di questa campagna? Apriti cielo, ecco tornare sulla terra l’Anticristo, ecco risorgere Hitler, ecco aprirsi gli steccati del ventennio. Franceschini però avverte: “La democrazia italiana ha anticorpi forti e di vecchia data”. È verissimo leggenDario, tanto è vero che infatti il gossip non ha spostato di una virgola l’elettorato, tu sei rimasto sull’orlo del precipizio, anzi Berlusconi ha pure guadagnato in fiducia secondi i principali sondaggisti.

Dopo il primo ribaltone, il giochetto della doppia morale: sparare a zero contro Berlusconi è lecito, insultare perfino i suoi figli anche è lecito, inventare notizie false e tendenziose anche questo è lecito. Provare a fare questo giochetto contro qualcuno della sinistra? Vergogna, killeraggio, menzogne, insulti inauditi… Pubblicare una sentenza vera che apre gli armadi a mostrare gli scheletri di lor signori, questo è illecito: se l’armadio era di Silvio invece, Feltri sarebbe stato portato in trionfo, con tanto di corona di alloro. Invece è soltanto un meschino, perché ha dato il via (lui!!!) ad una corsa verso il baratro.

Sulla Gazzetta dello Sport il mitico direttore Candidò Cannavò teneva una rubrica dal titolo “Fatemi capire”: ecco io voglio capire perché pubblicare foto illecite sia un esercizio di libertà di stampa, mentre pubblicare una sentenza di condanna (cioè un atto pubblico) sia una intimidazione mafiosa. Voglio capire perché se Berlusconi cita per danni un giornale che gli da del pedofilo (il più carino degli insulti per altro) sia mettere un bavaglio alla stampa, mentre se una escort cita i giornali di destra perché raccontano la verità è soltanto una donna che difende il suo onore. Voglio capire perché per mesi, mesi e mesi nessuno si è mai scandalizzato del gossip berlusconiano, anzi ci è sguazzato dentro scoprendo che poi nuotare nella merda non è così male, salvo poi erigersi a paladino della privacy quando il gossip colpisce uno di loro. Voglio capire perché Concita De Gregorio è sempre dalla parte delle donne, ma questa volta è dalla parte del molestatore, con buona pace della donna molestata. Voglio capire perché ora che di mezzo ci sono andati Boffo e Mauro è necessario abbassare i toni, mentre avremo potuto andare avanti per mesi se l’unico gossippato fosse stato il Cavaliere. Voglio capire perché Boffo ieri era l’inqualificabile omofobo e l’oscurantista antiabortista, ed oggi è il paladino della libertà ed il martire della lotta contro Berlusconi. Voglio capire perché la sinistra sta con la Chiesa solo quando le fa comodo, cioè solo quando si paventa una possibile frattura con Berlusconi. Voglio capire a cosa si stia riducendo quell’ectoplasma che è il PD, oramai tutto piegato sull’antiberlusconismo: ah, bei giorni quelli in cui Veltroni annunciava una svolta nella politica dei democratici del Paese! Vorrei capire dove sono i Travaglio ed i Fuksas di turno quando si scopre che l’evasore dichiarato è il direttore di Repubblica Ezio Mauro, quando in tribunale ci finisce la giunta di sinistra pugliese per una storia di appalti sanitari, fondi forse occulti e finanziamenti illeciti al partito.

Voglio capire, ma non ci riesco, o forse non sono capace. Una cosa la capisco: che di fronte a questa sinistra, di fronte a certi ambienti cattolici che magari non saranno cattocomunisti ma invece di essere cristiani sono di sinistra, non sarà difficile continuare a votare a destra contro la sinistrorsa ideologia del nulla. Potrei dire: beh così è troppo facile, non c’è gusto. Purtroppo questo ci tocca…

Boffo si dimette e tutti a piangere per lui, la CEI in primis. Boffo si dimette e secondo Madama La Marchesa ciò è la massima espressione del potere dittatorio berlusconiano, della sua volontà di ridurre a zero la stampa nemica. Boffo si dimette forse perché è un condannato per molestie ed un bugiardo smascherato? Boffo forse si dimette perché invece di raccontare la verità tenta di nasconderla accusando un uomo morto? Boffo forse si dimette perché invece di pubblicare le carte che lo scagionano, proclamando così la sua santa innocenza, preferisce adottare schemi incompatibili con il suo ruolo di direttore di un giornale cattolico? Macché, Boffo si dimette perché è la vittima di Feltri e dei suoi scagnozzi, in definitiva la vittima del potere di Arcore. Nulla da dire come professionista, ma come uomo era diventato di fatto incompatibile con la carica che ricopriva. Troppo comodo però per la sinistra, e poi come lo ergiamo a icona della libertà di pensiero e di espressione? Se non fosse che, ovviamente, per la sinistra la libertà di pensiero e di espressione è solo quella di infamare e di insultare Berlusconi e tutti coloro che lo sostengono, perché quando la libertà di pensiero e di espressione li colpisce direttamente, siamo alla barbarie. Il classico schema della doppia morale, di cui dalle parti di Botteghe Oscure ma non solo sono maestri mondiali.

Boffo è oggi il nuovo eroe usa e getta della sinistra, dopo le eroine Noemi e D’Addario: funzionerà finché funzionerà, ovvero funzionerà prima che dalla mitologia si passi alla realtà dei fatti. Dopo? Dopo avanti il prossimo mito: e poi si chiedono perché sono piantati al 26% e perdono sempre… Finché il suo elettorato, turandosi il naso e tutti gli orifizi del corpo, continuerà ad accettare questo modo di fare politica (ovvero il nulla), continuerà a godere del suo essere trinariciuto con il buco aggiunto, non ci sarà partita. Una volta parlare con un elettore di sinistra significava confrontarsi sui massimi sistemi, sull’economia, sulla società, su diversi sistemi di pensiero e diverse ricette per migliorarle: oggi, parlare con uno di sinistra significa sedersi dal parrucchiere a farsi raccontare il colore degli asciugamani di Villa Certosa così come riferiti dalla escort di turno. E la chiamano politica? La chiamano alternativa di governo? Che c… Oramai, dalla demenza profonda in cui è scaduto l’intero centrosinistra, ci si aspetta solo un tributo alla scemenza universale, e nulla più.

ezio mauro evasore fiscaleAlmeno Boffo, molestatore, moralista smascherato e bugiardo come te, l’ha fatto…

La doppia moralità: a vergognarsi sia la CEI e la sinistra tutta

agosto 29th, 2009
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Ancora una volta ci risiamo: la cultura dominante del Paese mette in campo la doppia moralità. Se la sinistra critica la destra, difende la libertà e la democrazia, se la destra critica la sinistra è fascista e censoria. Vecchio paradigma per il quale la sinistra è portatrice di una superiorità antropologica autoreferenziata, secondo una schema molto in voga negli anni passati, schema che purtroppo ha plagiato e plasmato la cultura popolare italiana e non solo per troppi decenni.

Ecco che allora un giornale-partito come la Pravda, attraverso l’uso illecito di atti criminosi, inventa per mesi un castello di feccia da far crollare su Berlusconi: prima Noemi, poi la D’Addario e le sue amiche escort, tutto è artefattamente costruito con lo scopo di ribaltare il voto democratico dei cittadini. Ma se Berlusconi si stufa e denuncia il giornale per diffamazione, ecco scattare in piedi i paladini della libertà che gridano contro la censura ed il tentativo di sottomettere la stampa.

Ecco che allora il giornale di riferimento dei cattolici italiani, l’Avvenire, sulla base di quella feccia lancia i suoi strali moralistici contro il Presidente del Consiglio, senza risparmiarsi, anzi rincarando la dose con la questione dei migranti (salvo poi però difendere il suo Governo sulle questioni aborto, eutanasia, e via discorrendo). Ma se qualcuno, utilizzando le stesse armi, svela gli altarini e gli scheletri nell’armadio di questa gente, ci si trova di fronte ad un indegno killeraggio, a fantasie intimidatorie, alla barbarie.

Ecco che allora, se un giornale “inventa le prove” per attaccare un avversario, i signori della sinistra (Bersani in testa) vogliono risposte e chiarezza. Mentre se un giornale “porta le prove” per attaccare un avversario, i signori della sinistra (Franceschini in testa), solidarizzano con lui contro l’indegno teatrino mediatico della destra.

Ancora una volta e sempre, lo schema della doppia moralità colpisce: a noi il compito di smascherarlo e affilare le armi della difesa dal pericolo della sinistra.

Dice Bersani: “In un Paese normale nessun Presidente del Consiglio si permetterebbe di denunciare un giornale”. Dimentica Bersani: in un Paese normale nessun giornale si permetterebbe di imbastire una campagna di gossip contro il Presidente del Consiglio sul nulla, senza alcuna prova che non sia qualche foto insignificante e qualche audio inutile (entrambe ovviamente ottenute in modo illegale).

Alla fine, perfino i giornali esteri l’hanno capito: dopo aver sfruttato le fantanotizie della Pravda per alimentare il loro animo sinistronzo, il Times ha pubblicamente ammesso che oramai la stampa italiana è scaduta allo stato di insignificanza, fatta di gossip per gli uomini da salotto, tanto che oramai i primi mezzi di informazione sono i quotidiani gratuiti ed indipendenti unitamente alla rete internet. Tutto questo non preoccupa i signori della sinistra: a 2 mesi da un congresso che potrebbe perfino segnare la fine di un abbozzo di PD, LeggenDario Franceschini come il Fu Walter Santo Subito Veltroni chiama di nuovo alla stantia mobilitazione autunnale di piazza contro il Governo, la solita protesta alla quale partecipano 100mila persone che diventano magicamente 1milione per il fattore 10x di cui i segretari del governo oscuro sono dotati per costituzione di DNA.

E mentre i “moralisti smascherati” continuano a puntare il dito sulla vita privata del Premier, cosa sappiamo noi cittadini dello scandalo morale che ha travolto il partito pseudodemocratico, come annunciato dallo stesso candidato Marino? Cosa sappiamo di quello che succede in Puglia, degli scandali e delle inchieste che da nord a sud hanno travolto gli uomini politici “antropologicamente superiori”?

La chiusura è per la CEI: se Boffo fa finta di cadere dalle nuvole di fronte ad un grave atto pubblico che lo riguarda, i Vescovi possono anche fare gli gnorri e confermare la loro fiducia al direttore, ma resta vergognoso ed inaccettabile che un signore che ha quella condanna alle spalle guidi il giornale dei cattolici. Personalmente, mi aspetto che di questa vicenda si faccia la più completa chiarezza e se colpe ci sono, che vengano fatte pagare duramente. Ancora una volta infatti la CEI ed il Vaticano mettono la Chiesa nella posizione di essere derisa ed attaccata dagli anticlericali che non aspettano altro, lasciando al popolo di Cristo il compito di spazzare la polvere e ricostruire le macerie. Di certo, se il signor Boffo ha realmente avuto un rapporto omosessuale con un uomo sposato (non per il rapporto omosessuale, ma perché la Chiesa dice “Nessuno osi separare ciò che Dio ha unito”; ed ancora “Non desiderare la donna d’altri”, che ovviamente nei tempi moderni vale anche al contrario!) per di più molestando la moglie affinché non si intromettesse nella loro storia, ebbene quale credibilità potrà ancora avere quel giornale quando tornerà a parlare delle questioni etiche e morali vere, reali ed importanti ancora irrisolte nel nostro Paese?

Comunque vada, per la CEI sarà un insuccesso: arrivare allo scontro frontale con un Governo sovrano non giova certo alla Chiesa, arrivarci utilizzando lo schema della doppia moralità è un boomerang che non avrà altro risultato che dare manforte a laicisti “grilliani” e “finiani” di rinnovato vigore.


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