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Montaruli vs Annozero: una donna, un mito

ottobre 2nd, 2009
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26 anni, da poco laureatasi in Giurisprudenza in quel di Torino, la dirigente nazionale di Azione Giovani per molti anni ha vissuto “sotto scorta” in quella università a causa delle minacce che i centri sociali ed i collettivi le portavano contro. Ebbene, se fossi un quindicenne andrei su tutti i muri a scrivere “Augusta ti amo”!!! Ma prima di arrivare al dunque dello scontro frontale tra la Montaruli e l’intero studio di Annozero, facciamo una disamina della puntata.

Premessa Annozero: Santoro parte con una dichiarazione d’imparzialità, invitando gli ospiti ad applaudire a tempo debito senza rumoreggiare, onde evitare che vengano considerati fantocci al soldo di qualcuno. Ovviamente l’esperimento non è riuscito, perché un pubblico fazioso può perdere il pelo per un’oretta, ma poi ritorna il solito vizio. Urla, risate  volgari, tentativi di spalleggiare gli ospiti di sinistra, rumosi molesti quando parlano gli ospiti di destra e quel finale “Rispondi!” rivolto da qualcuna del pubblico alla Montaruli che se io fossi il conduttore avrei preso e cacciato quel disturbatore di professione. Ma ad Annozero non sono nuovi questi atteggiamenti, ricordando ad es. l’aggressione fisica di cui è stata oggetto la Santanché, con un tizio che è saltato giù dagli “spalti” tentando di spintonarla…

Schema 1, la presa per il culo: se un cantante è un grande amico di Berlusconi, per ciò stesso è un imbelle (citazione cinematografica). Mariano Apicella da quando allieta le serate del premier con la sua musica, viene considerato un poco di buono, un inetto: così anche ieri sera, ogni volta che Santoro o il suo inviato sentivano o facevano il suo nome, assumevano l’atteggiamento di chi sbeffeggia ironicamente qualcuno, con tanto di applausi e risate sguaiate del pubblico. Se loro fossero davvero superiori come vogliono far credere, si sarebbeo comportati diversamente, ma ognuno si qualifica per quello che è.

Servizio 1, from England: la puntata parte con un video che ritrae 7 ebeti microcefali che ridono in prima serata come degli sguaiati al bar del porto e che ritraggono Berlusconi manco fosse il peggior maniaco sessuale che esiste sulla terra. Con quelle facce da gente con la quale piuttosto che vederli maritati a mia figlia la rinchiudo in un convento tanto mi fanno pena, davvero si può pensare che un 73enne con 3 bypass al cuore ed un tumore alla prostata possa andare di letto in letto dalla mattina alla sera a scoparsi le mogli di tutti i primi ministri del mondo? Ovviamente questo è il frutto della campagna d’odio che la sinistra porta avanti in Europa ma anche della inferiorità degli inglesi rispetto al popolo italiano, inferiorità storica testimoniata da decenni di articoli in cui questi figuri non fanno altro che sbeffeggiare il popolo italiano.

Intervista 1, con appendice: da New York è collegato il premio Pulitzer Bernstein, uno dei giornalisti più famosi del mondo. Risponde pacatamente alle domande di Santoro ma poi, dopo un po’, chiede di intervenire nuovamente nella puntata, con sorpresa perfino del conduttore, per lanciare i suoi strali contro Silvio. E beh d’altronde era stato invitato mica per altro, non aveva fatto il suo pezzo e non poteva tornare a lavorare serenamente senza aver detto che l’Italia è sotto dittatura e che Berlusconi sta facendo di tutto per impedire che la stampa faccia il suo lavoro, nonostante la sua ammissione di non saper nulla dell’Italia al di fuori di quello che scrivono i giornali anglosassoni. È come se ad un alieno parlassi di calciopoli facendogli leggere solo i blog degli ultrà nerazzurri (o giallorossi)… In fin dei conti, sono solo 5 mesi che si parla della D’Addario, e “Carl” viene a dire queste minchiate proprio nella sera in cui la escort viene intervistata in diretta in prima serata su un canale della tv pubblica…

Intervista 2, Patrizia for president: finalmente è la volta di Patrizia D’Addario. Commovente la sua richiesta di avere una risposta riguardo il suo progetto edilizio. Ovviamente non poteva fare altro che confermare quello che ha detto in questi mesi: ha iniziato a fare la escort perché è morto il padre, registra tutto e tutti perché ha un problema di fiducia verso la gente, rivela che dopo quella cena a Palazzo Grazioli la sua villa è stata interamente svaligiata e, dulcis in fundo, che è stata a letto con il Premier che ovviamente sapeva tutto fin dall’inizio e che per questo le era stata proposta la candidatura al Parlamento Europeo, poi declassata al Comune di Bari. La sua testimonianza non collima con quella delle altre ragazze, non collima con quella di Tarantini, non collima con quella di chi ha fatto le liste per il PdL. Ma lei è l’oracolo, quindi sono gli altri a mentire spudoratamente: ovviamente ad un losco come Travaglio non viene in mente che quella candidatura è temporalmente impossibile: quando infatti lei disse di aver ricevuto la proposta (lei infatti ha ricevuto la proposta senza che dicesse niente a nessuno, a differenza delle centinaia di persone che partecipano alla quotidianità politica del partito: ed io dovrei credere ad una roba del genere?) le liste erano già fatte, e quando ha affermato che il suo nome venne depennato a causa della famosa lettera di Veronica Lario, la cosa è palesemente impossibile perché quello era l’ultimo giorno e non è possibile analizzare nuovamente i curriculum dei candidati. Ma queste sono quisquilie…

Escort strategy: ovviamente il tutto è teso a portare avanti la solita tesi: se Berlusconi è stato a letto con una escort, si deve dimettere. Ma da quando il codice civile/penale punisce l’andare a letto con una prostituta consenziente e pagata da altri? Ci sono risvolti penali nella questione, che so, sfruttamento, scambio di favori, abuso di potere, o quant’altro? Secondo il pm Laudisa, niente di niente. E allora perché si dovrebbe dimettere, perché si è sollazzato con una escort o perché ha tradito la moglie (ammesso che l’abbia fatto ovviamente). Bill Clinton, uomo di sinistra, non si è dimesso… Ma è ovvia da mesi la escort strategy della sinistra: siccome non hanno un programma, non hanno una idea, non hanno una politica, però vogliono abbattere a tutti i costi il nemico giurato di Arcore, tentano di buttarla in caciara. Non importa se agli Italiani come tutti i sondaggi dimostrano non interessa un fico secco tale questione, non importa se perfino sul sito di La Repubblica gli elettori di sinistra chiedono che la si smetta con questa solfa e si torni a discutere dei problemi reali del Paese. Bisogna andare avanti finché la escort strategy non avrà dato il suo frutto, anche perché sanno benissimo che se fallisce questo attacco, Berlusconi da lì fino al 2013 non lo leva nessuno (a meno di un intervento di Dio). Il tutto è sintetizzato dalla frase di Emiliano: “Quando qualcuno ha un problema si dimette”. E poi vengono a massacrarci i maroni con la storia del Lodo Alfano, che proprio in questi casi si rivela assolutamente necessario: un Presidente del Consiglio non può essere alla mercè della prima prostituta che passa per il marciapiede né alla magistratura politicizzata, che come nel 1994 fa partire un avviso di garanzia che poi si rivela completamente infondato ma intanto era riuscita nell’intento di far cadere l’allora Governo. Una sola cosa giusta ha detto il sindaco: “come è possibile che all’interno dell’entourage di Berlusconi non ci sia stato nessuno che l’abbia messo in guardia dal frequentare una persona abbondantemente conosciuta nelle procure pugliesi?”. Questa domanda è sacrosanta, anche se potrebbe essere girata a D’Alema, il quale da quello stesso signore si è fatto pagare una cena elettorale, dopo aver mentito al popolo dicendo che a quella cena non era mai stato. Secondo Emiliano, D’Alema ha un problea, quindi si dovrebbe dimettere…

Controffensiva, avanti a tutta callara!: ci ha pensato Maurizio Belpietro a mettere le cose in ordine. Ha domandato alla signora D’Addario: ma lei come si guadagna da vivere adesso, chi glieli dà i soldi per mangiare? Nessuna risposta… Ha poi snocciolato un po’ di cifre: la D’Addario non risulta abbia un reddito per permettersi la costruzione di un Residence, risulta invece si sia appropriata di terreno demaniale per i suoi progetti, l’ex marito l’ha denunciata per tentato omicidio, e così via seguitando. E veniamo al mio nuovo amore: “Emiliano lei stia zitto che non ha nemmeno un partito!”, Travaglio ha cercato per 5 minuti di farle una domanda ma è stato massacrato con un bel “Lei mi faccia il piacere!”, ha fatto sparire dal video Giulia Innocenzi, la ragazza-ologramma “zero” che questo anno presenta gli ospiti in platea, nemmeno Sant’ovo sapeva più che pesci prendere. Ha lanciato la nuova linea-moda del PD con le magliette “Da Che Guevara a Patrizia D’Addario, le icone della sinistra italiana!”. Una specie di intervento sul modello “E vaffanculo tutti!“. Vi lascio il video per gustarvi il tutto, con all’inizio l’intervento saliente di M. Belpietro:

Che dire infine: oltre 7 milioni di spettatori, un grande successo televisivo che ha permesso a Santoro di affermare che gli italiani non vogliono la censura. Se è per questo agli Italiani sono venute le bubbole di questa storia, e non solo non hanno mutato di una virgola il loro pensiero elettorale come già le elezioni di giugno hanno mostrato, ma dopo tutti questi mesi non c’è un sondaggio, neanche quelli più dichiaramente di sinistra, che affermi che la destra sia in calo o che Berlusconi sia ai livelli di Prodi nel 2007 (Berlusconi è oltre il 50%, Prodi era a poco più del 10%). Santoro e la sinistra si mettano l’anima in pace: non rappresentano la maggioranza del Paese e non possono in alcun modo e non hanno alcun titolo per parlare a suo nome. Noi non ci faremo intimidire dalla solita campagna d’aggressione mediatica e di fandonie raccontate come fossero vangelo che l’opposizione ingaggia da mesi: reagiremo qui e ovunque sarà necessario per ribadire la nostra voglia di libertà e di miglioramento del Paese. Il dado è tratto, il teorema è lanciato, ora aspetto solo questo: che si torni a parlare di politica, perché allora sì ci sarà da divertirsi a sentir blaterare i signori della sinistra su come loro governerebbero questo Paese.

Aggiornamento 07/10/09: per coloro che fossero profondamente indignati del fatto che una lista civica collegata al PdL locale avesse tra le sue fila una escort, prima di ricordare che i politici del centrosinistra le escort le avevano nel letto (e per davvero, non per finta), e che in Puglia la sinistra ha fatto di tutto e di più per evadere la legge, è bene ricordassero anche che tra le fila del sindaco Emiliano che i trinariciuti di sinistra hanno sostenuto tanto accoratamente vi è stato candidato un signore accusato di associazione a delinquere di stampo mafioso, detenzione di armi e tentato omicidio. Capisco che sono quisquilie e pinzellacchere, ma è bene ogni tanto rimembrare…

2 ottobre: festa di Sant’ovo martire

ottobre 1st, 2009
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Il 4 marzo 1995, Michele Santoro e Leoluca Orlando (Cascio) furono protagonisti di una trasmissione televisiva nel quale quest’ultimo, a ruota libera e senza contraddittorio, attaccava brutalmente un maresciallo dei carabinieri, al secolo Antonino Lombardo, il quale a causa di quelle infamantissime quanto infondatissime accuse che avrebbero rovinato per sempre la vita sua e della sua famiglia decise di porre fine alla sua esistenza. Il Lombardo avrebbe dovuto di lì a poco riportare in Italia il mafioso Tano Badalamenti, il quale a sua volta avrebbe dovuto deporre davanti ai giudici per sconfessare la testimonianza di Tommaso Buscetta contro Giulio Andreotti. Per molti, quello prima che un suicidio fu un assassinio architettato a tavolino. Carmelo Canale, carabiniere e braccio destro ovvero “fratello” di Paolo Borsellino, lo gridò forte, così anche lui finì accusato di concorso in associazione mafiosa. Canale è stato assolto in primo ed in secondo grado, ma anche lui ha avuto la vita distrutta poiché, in quanto imputato, è stato messo a riposo dall’Arma. Nella sentenza di assoluzione dell’agosto 2009 (dopo 13 anni di tribunali), i giudici facevano piazza pulita del modo in cui vennero utilizzare le cosiddette confessioni dei pentiti di mafia.

Sarei azzardato se dicessi che la condotta vergognosa del Santoro ha distrutto la vita di 2 famiglie provocando il suicidio di un maresciallo e danneggiando gravemente le indagini di mafia? Che mi denuncino, questa storia è conosciuta da tutti, tranne che dai trinariciuti di sinistra, i quali domani scenderanno in piazza a difendere la libertà di stampa ed in primis la libertà di Santoro di infamare e calunniare chiunque gli capiti a tiro. Nel 1996 gli venne affibiato il soprannome alquanto dittatoriale di Santorescu: indispettito, Michelino passò a Mediaset, a prendere soldi sull’unghia dal Mostro di Arcore. Tornato alla RAI nel 1999, nel 2000 il Michelino, da giovane tesserato del PCI (da cui ha geneticamente ereditato la regola del ribaltamento della realtà), venne condannato a risarcire una associazione vicina alla Lega Nord per averle dato, attraverso salti illogici e collegamenti quantomeno bizzarri, degli xenofobi razzisti. I più informati ricorderanno anche di quando Santoro mosse mari e monti per bloccare una intervista al suocero Ilario Annibaldi, industriale sanmarinere stranamente dimenticato dalle inchieste della sua trasmissione che intendevano smascherare gli evasori appunto sanmarinesi: quando la Voce di Romagna scrisse che Santoro aveva fatto il furbo e che il suocero si costruiva una mega villa presso Cavignano di Rimini, il buon Gigi Moncalvo provò a vederci chiaro, ma venne diffidato dal martire senza che però quest’ultimo riuscisse nel suo intento. Addirittura una volta, Lorenzo Del Boca presidente dei giornalisti ebbe a dire che nella RAI c’erano a suo tempo (ma ancora oggi, anzi pure di più oggi) un migliaio di precari che non arrivavano tutti insieme a prendere il suo stipendio. Che faccia tosta quel presidente!

È così, con alle spalle questo pedegree, che domani Sant’ovo (con la “r” radical chic) sarà uno dei protagonisti maggiormente inneggiati nella manifestazione-farsa indetta dai sanculotti e dai lacché di Regime, che scenderanno in piazza per difendere la faziosità e le bugie di Santorescu e della sua banda di faccendieri. Domani sarà proprio una grande festa: verrà la banda di Montenero di Bisaccia, ci saranno le bancarelle con le ciambelle (tutte rigorosamente con il buco), le bolle di sapone per i bambini, e saranno distribuiti 8 milioni di ceri per le pie donne (tutte rigorosamente brutte, senza tette e col culo piatto) che a piedi scalzi andranno in processione fin sotto il cancello di Arcore, dopo aver visitato in pellegrinaggio i bagni di Palazzo Grazioli e prima di farsi ritrarre con il topolanek al vento in quel di Certosa. Una grande festa dai colori sgargianti e dai toni pacati, alla quale purtroppo non potrò partecipare causa impegni di forza maggiore…

santoro martire

P.S.: è mio dovere sottolineare che le fonti delle informazioni di cui sopra sono ilpratico e Davide Giacalone.

Ecco per cosa paghiamo il canone RAI

settembre 30th, 2009
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Michele Sant’oro spende per la sua trasmissione Anno Zero oltre 7 milioni di euro l’anno: nulla da dire secondo lui, poiché nelle casse RAI entrano 9 milioni di euro di pubblicità. Ma gli oltre 700mila euro che incassa per fare quel tipo di trasmissione, saranno giusti? Serena Dandini quest’anno alle spese del suo programma ha aggiunto la riproduzione cinematografica dei bagni di Palazzo Grazioli, e intanto anche lei percepisce oltre 700mila euro per fare quel tipo di trasmissione: saranno giusti? Fabio Fazio è riuscito ad aggiudicarsi la modica cifra di 2 milioni di euro l’anno per fare quel tipo di trasmissione: saranno giusti? Bruno Vespa guadagna oltre 1 milione di euro, però per portare a termine oltre 100 puntate di Porta a Porta, non qualche decina. Per non parlare del famoso “editto bulgaro”, l’icona della dittatura berlusconiana, il non plus ultra del conflitto di interessi: ebbene la RAI pagò Santoro e Biagi svariati milioni di euro, ma i diretti interessati impegnati a fare i martiri della libertà di opinione si sono sempre ben guardati dall’informare i cittadini di quanto crebbe il loro portafogli. In realtà, solo più tardi si venne a sapere che Biagi non era stato cacciato dalla RAI, ma aveva deciso di andarsene di sua sponte, non prima di aver concordato una onorevolissima buona uscita per i suoi 41 anni di servizio (dopo che per altro in quegli anni incassava 1 miliardo di lire di stipendio). Eppure, gli “utili idioti” della sinistra sono ancora convinti che sia stato quel cattivone di Berlusconi a cacciare l’Enzino nazionale da viale Mazzini.

Ma questa è solo la punta dell’iceberg: i programmi d’intrattenimento ad esempio permettono a Simona Ventura di incassare 1,8 milioni di euro, ad Antonella Clerici di arrivare a 1,5 milioni di euro. La RAI più in generale paga lo stipendio a oltre 13 mila dipendenti diretti e oltre 43 mila collaboratori (cifre del settimanale l’Espresso pubblicate ad inizio 2008). I giornalisti sono oltre 1700, e sono anche riusciti a piazzare oltre 50 vicedirettori di testata (le testate sono 11, fate voi). La Direzione Produzione RAI conta oltre 3800 dipendenti, laddove Mediaset arriva a superare quota 4600, per altro quasi tutti a tempo indeterminato. Nonostante tutto, è altissima la cifra di programmi che l’azienda affida all’esterno, tanto che per le cause civili di lavoro a Viale Mazzini spendono ogni anno oltre 15 milioni di euro per risarcimento e spese processuali (e meno male che molte vengono vinte, altrimenti!).

Vi è poi da considerare la storia dell’azienda: secondo vari calcoli sarebbe costata al Paese qualcosa come oltre 65.000 miliardi di lire e che nel corso del tempo ha vantato lottizzazioni sinistre da far paura: come quando negli anni ‘80 del XX secolo Agnes assunse oltre 3800 giornalisti di cui il 60% avevano la tessera del PCI. E quando nel 1994 Berlusconi scese in campo, la sinistra ebbe anche il coraggio di dire che non si poteva combattere con chi aveva 3 televisioni dalla sua! Infatti, quando nel 1996 la sinistra vinse le elezioni, bastava un cenno di Veltroni affinché si decidessero le sorti di tizio o di caio. Però, benché fossi appena al Liceo non mi ricordo di essere mai stato chiamato a scendere in piazza da Santoro, Biagi, la FNSI, la CGIL, contro la libertà di stampa nella RAI… Né se lo ricorda mio padre, quando come detto la stragrande maggioranza dei giornalisti RAI aveva la tessera del partito rosso.

E se noi spendessimo quei €107,50 per rimpinguare le casse della ricerca scientifica, del turismo e dei Beni Culturali del nostro Paese?

Infine una ultima riflessione: mi chiedo come mai i migliaia di giornalisti RAI e più in generale il movimento giornalistico italiano non s’indigna quando qualcuno dice che soltanto Santoro, Travaglio, la Gabanelli, Floris, Iacona e compagnia cantante sono in grado di fare programmi seri di approfondimento. In base a quale assunto soltanto i giornalisti dell’ultra-antiberlusconismo sono quelli veri, quelli realmente obiettivi? Cos’è, l’assunto della superiorità antropologica trasportato al mondo dell’informazione? Quale mondo, quello stesso che continua a parlare di escort tacendo i risvolti dell’inchiesta giudiziaria pugliese che riguarda la sinistra? Questa sarebbe l’informazione obiettiva? Allora anche io sono un censore: se chiedere il rispetto delle regole e programmi che siano tali e non la solita solfa faziosissima e di parte significa essere censori, me ne vanto pure.

no canone rai

N.B.: i dati degli stipendi sono aggiornati al 2008, essendo che il 2009 è ancora in corso non ci sono cifre definitive.

Berlusconi, Santoro e fantasia…

dicembre 14th, 2007
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Sono sicuro che Luigi Comencini si rigirerà nella tomba a leggere questo accostamento tutt’altro che rispettoso tra il titolo di questo post del mio blog ed uno dei must della commedia all’italiana. Quello che sta avvenendo in questi giorni nel Bel Paese, se non facesse ridere per la sua comica tragicità, dovrebbe indurre tutti quanti ad un serio momento di riflessione. Come tutti sapete, l’esimio Cavaliere sta per toccare quota 100 denuncie (a patto che non le abbia già superate, ma il mio conto è fermo a 98): a darne notizia è come al solito La Repubblica, giornale che oramai è diventato militante dell’ideologia di sinistra, a essere coinvolta è la solita Procura (questa volta di Napoli). Oggetto del contendere sarebbero corruzione di senatori e corruzione di un dirigente Rai, nello specifico Agostino Saccà. Perché prima ho detto che si tratterebbe di una comica tragicità è presto spiegato. La magistratura italiana non può esistere, non avrebbe motivo di esistere, se non stesse indagando Berlusconi: da quando è sceso in politica ogni anno le Procure fanno a gara a chi trova l’imputazione più fantasiosa. Questa volta è toccato alla città di Napoli, la cui Procura non solo ha violato la legge, rivelando ad un giornalista contenuti di intercettazioni coperti da segreto di ufficio, ma l’ha violata due volte, perché tali intercettazioni non sono state autorizzate dagli organi competenti (nella fattispecie il Parlamento). Insomma, la si mena sempre dicendo che Berlusconi si fa le leggi ad personam, ma a quanto pare c’è qualcuno che della legge se ne infischia direttamente, e quando questo qualcuno appartiene alla magistratura è evidente che si possa e si debba parlare di democrazia in pericolo. Per altro, i capi d’accusa fanno più ridere di una barzelletta di Zelig: ad alcuni senatori Silvio avrebbe offerto posti di rilievo nella prossima legislatura in cambio della caduta dell’attuale Governo. Ma, l’attuale Governo come si regge in piedi se non con la compravendita di posti di potere ad amici e conoscenti degli amici? :o Corollario di ciò è la questione relativa ad alcuni posti Rai che Berlusconi avrebbe segnalato a Saccà per l’assegnazione a raccomandati di quei senatori che il Cavaliere vorrebbe trarre dalla sua parte. Ma ci dimentichiamo che in Rai lavora il fidanzato della Clerici senza avere alcun diritto, alcun titolo di studio, senza aver fatto alcun concorso per occupare quel posto? Ma veramente di cosa stiamo parlando!!! Del bue che dice cornuto (ehm, coglione) all’asino?

Tornano poi sempre di moda, adesso che per la prima volta dopo tanti anni sembra trovarsi un accordo di massima tra Forza Italia ed un partito esponente del centro-sinistra, i soffioni del conflitto d’interessi. Ma vediamone qualcuno:

non è conflitto di interessi quando un magistrato indaga un esponente del centro-destra (nella fattispecie Storace per i ben noti avvenimenti delle elezioni regionali del 2005) e poi entra a far parte dell’entourage di un Ministro del Partito Comunista?
non è conflitto di interessi quando un Ministro della Giustizia trasferisce un magistrato “reo” di aver indagato su di lui e sul Presidente del Consiglio (di centro-sinistra)?
non è conflitto di interessi quando tutte le principali trasmissioni di approfondimento politico del servizio televisivo nazionale, la Rai, sono condotte da giornalisti dichiaratamente di sinistra (Santoro, Floris, Annunziata, Gabanelli), che producono servizi e reportage smaccatamente forzati se non addirittura vergognosi, da vero e proprio antigiornalismo (altro che pseudo)?
non è conflitto di interessi quando tutti i santi giovedì sera il trio Santoro, Travaglio (anche detto TorqueMarco), Vauro, insultano, attaccano, offendono Berlusconi e gli elettori del centro-destra a volte anche con notizie inventate di sana pianta senza alcun contraddittorio (l’unico che fecero con il giornalista Filippo Facci fu un disastro per Travaglio, e infatti hanno trovato il modo per farlo fuori dalla Rai, complici anche i parlamentari di sinistra sempre attenti alle questioni “democratiche”, sebbene i conduttori di AnnoZero si siano dimostrati contrari a questa cosa)?

Cosa è più grave, che il Paese sia governato da chi possiede tre televisioni (dove, sia detto tra parentesi, passano programmi apertamente contro Berlusconi), oppure che il Paese sia governato da chi si fa i porci comodi suoi utilizzando tutto ciò che è in suo potere utilizzare (servizio pubblico, magistratura, Coop rosse, Banche, e chi più ne ha più ne metta, tanto va bene tutto quanto), come fa la sinistra? Qualcuno ha detto che tutto ciò è frutto di chi ha «la faccia come il culo», e non si può non essere perfettamente d’accordo. Qualcun’altro ha detto che mentre ci si concentra sui presunti “traffici” di Berlusconi, decine di altri e di ben più grave entità ne avvengono in quel mercato delle vacche che è il Parlamento (e rispetto massimo per le vacche!), tra telefonate e incontri sotto banco che in gergo tecnico vengono generalmente chiamati “arte della diplomazia“: l’unica cosa che non mi torna è come mai quando ad usare questa arte è il leader del centro-destra, si mette in moto tutto l’amba aradam mediatico e processuale… Misteri tutti sinistri, ma anche per questo tutti italiani.

Alla prox.

EDIT: il buon Tulkas ci rivela chi sia il giudice napoletano che ha incriminato Berlusconi con l’accusa più fantasiosa dell’anno:

«Paolo Mancuso, fratello di Libero (giudice della strage di Bologna oggi nella giunta Cofferati), è stato il capo della direzione distrettuale antimafia di Napoli… con ottimi risultati sotto gli occhi di tutti :(

Entrambi sono guarda caso esponenti di Magistratura Democratica, la corrente di sinistra della magistratura, nonchè la corrente maggioritaria, e Paolo scrive sull’edizione napoletana di Repubblica, che guarda caso ha pubblicato le intercettazioni…. ma lui non centra nulla ovviamente!»

Fonte: Giudice imparziale?

E taluni si ostinato pure a chiamarlo conflitto d’interesse!!! :D


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