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Il vero razzismo è quello alimentato dall’indifferenza e dal buonismo

luglio 3rd, 2009
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Non poteva essere altrimenti: anche se l’Italia avesse approvato una legge sull’immigrazione fotocopia di quelle presenti in altri Paesi moderni ed occidentali (da cui la sinistra vorrebbe copiare gli aborti facili, l’uso di droghe, l’eutanasia, etc.), per il fatto stesso che a copiarla è stato un governo di centrodestra essa è una legge “razzista”. Io mi chiedo solo quale pena e quale vergogna devono provare gli omuncoli che pronunciano questa parola, sapendo l’inferno cui sono costretti milioni di uomini che vivono sotto il giogo delle vere leggi razziali, nei Paesi ex-nazifascisti come nei Paesi oggi comunisti.

Il vero razzismo è quello alimentato dal basso, dai politicanti buonisti, dalla retorica clericale sulla povertà e sull’accoglienza indiscriminata: quando viene privilegiato un immigrato e non un italiano nell’assegnazione di case popolari, lì si alimenta il razzismo; quando uno stabile viene lasciato in mano a degli extracomunitari clandestini senza che nessuno faccia niente, senza difendere la popolazione residente dai soprusi e dallo spaccio di droga, lì si alimenta il razzismo; quando su un autobus o su una metro a farla da padrone sono gli immigrati, lì si alimenta il razzismo; quando ai crocicchi delle strade o nei quartieri più degradati, le comunità immigrate dettano legge, lì si alimenta il razzismo; quando si è costretti a vivere accanto a campi nomadi che vivono al di fuori della legge, lì si alimenta il razzismo; quando la politica rimane inerte ed indifferente, pensando che l’insicurezza sia solo percepita e creata, quando pensa che tutto sia perfetto e tranquillo e quindi non c’è bisogno di fare nulla, lì si crea razzismo. Quando a tutte queste persone in difficiltà si dice che non bisogna avere paura della diversità, che bisogna accogliere i bisognosi, lì si alimenta il razzismo e la violenza per giunta, la violenza di chi ad un certo punto, sentitosi abbandonato dallo Stato, si organizza per difendere la sua famiglia.

Dunque, un moderno Stato razziale, questo sarebbe diventato l’Italia: dunque, nel Bel Paese i City Angels esistono dal 1994, ma se il governo li vuole estendere a livello nazionale ecco che sono tornate le camicie nere, perché ovviamente una norma copiata dall’estero in Italia non può che produrre il far west; perfino nella Città del Vaticano esiste il reato di immigrazione clandestina, ma se in Italia a proporlo è la Lega, subito si grida al razzismo. Con una differenza: che mentre in tutti i Paesi il reato è punito con il carcere, qui in Italia il condannato per immigrazione clandestina viene automaticamente espulso. Quando nelle città governate dalla sinistra (tipo Rimini), dopo che non si è fatto nulla, si scopre che il problema esiste veramente, e l’amministrazione comunale invece di risolverlo prende i soldi dei contribuenti e li distribuisce ai clandestini o nomadi che siano chiedendo loro di andarsene, questa cosa è? Un buon modo di governare il fenomeno?

Che una società si regoli con il diritto, con regole condivise dalla maggioranza e non a colpi di pagine di Vangelo, lo dice il Vangelo stesso, anzi lo dice Gesù stesso (ed insomma fino a prova contraria qualcosa le sue parole dovrebbero valere); che la sicurezza di una società si regoli anche controllando i flussi migratori (perché i primi ed i più esposti all’utilizzo illegale quando in difficoltà) è un dato di fatto (le cifre delle carceri lasciano pochissimi dubbi). È invece la politica del non fare nulla, dell’accettazione a braghe calate, magari nella speranza di intercettare il voto di qualche cattolico fondamentalista, è questo quello che crea razzismo, che crea la paura che queste persone senza arte né parte vengano in Italia attirate da un El Dorado che non esiste più (e che forse non è mai esistito). In un momento di crisi economica soprattutto, dove migliaia di cittadini perdono il lavoro, dove sta diventando sempre più difficile creare nuovi posti, siamo davvero sicuri che serva così tanta forza lavoro straniera?

Non ci resta che espatriare allora? Oppure non ci resta altro che applicare le leggi: non è una legge che crea razzismo, è il modo in cui viene applicata, è il modo in cui viene gestito un problema, è il modo in cui tutti fanno la loro parte affinché una società sia fondata sul diritto. E poi, come non dimenticare tutto ciò che è contenuto nel ddl sicurezza, quasi non esistesse, quasi che tutto sia incentrato sul problema dei clandestini e di come accoglierli: ma mi chiedo, per quale motivo accoglierli se non hanno diritto all’asilo politico? Cosa deve diventare l’Italia, l’albergo del terzo mondo? Con tutta la carità cristiana, perfino nella mia parrocchia di cattocomunisti hanno capito che in un periodo del genere, prima di aiutare gli immigrati, è più giusto aiutare i parrocchiani, la gente del quartiere in difficoltà, chi è stato direttamente colpito dalla crisi economica, e non l’ultimo arrivato: perché se questo lo fa il Governo, chiaramente su scala nazionale, ciò diventa razzismo?

La sinistra e la UE plaudono al racket dei clandestini

maggio 11th, 2009
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Allora fatemi capire: tutti siamo per la legalità, ma nessuno combatte l’illegalità. Se la fa Maroni, si grida al razzismo ed all’intolleranza.

La suocera Fini ricorda che prima di respingere un immigrato bisogna controllare se abbia il diritto d’asilo oppure no. Benissimo: prendiamo un barcone di 200 migranti, facciamo calare dentro un giudice ed un poliziotto, controlliamo i documenti e vediamo da dove provengono. I documenti non ci sono… Allora chiediamoglielo: ma non ci si può fidare della risposta. Allora cosa dobbiamo fare? Portarli in Italia e tenerli fermi per almeno un paio di mesi (ovviamente mantenuti e spesati dalla collettività) in qualche centro d’accoglienza in attesa che la solerte (?) magistratura italiana faccia tutti gli accertamenti del caso…

MA ALLORA NON È PIÙ UN RESPINGIMENTO, È UN RIMPATRIO!!!

Ergo bisogna mettersi d’accordo: respingere chi entra illegalmente in un Paese non è reato, ma non lo si può respingere finché non si è controllato da dove proviene… E che si fa, lo si tiene due mesi in mare su una carretta oppure in tenda davanti alle frontiere? No di certo!!! Mettetevi d’accordo allora, i respingimento o sono legali o non lo sono, non c’è una via di mezzo. Detto questo, ecco il corollario.

La sinistra e la UE, con la scusa del “diritto d’asilo” e della necessaria “umanità”, come al solito danno al governo italiano di centrodestra lezioni di democrazia immigratoria (ma perché non facevano lo stesso con la Spagna quando usava i fucili contro i migranti oppure proponeva la caccia al marocchino per le strade? Ah lì governa la sinistra, scusate… E dove sono la sinistra e l’Europa di fronte a Malta, che non solo non li vuole, ma semplicemente li abbandona in mare aperto? E dove era l’UE quando come ricorda Fassino la sinistra respingeva i migranti lungo le frontiere terrestri del nordest?): non si può respingere un migrante, proviene da zone di guerra! A parte che non è necessariamente vero, neanche la metà di quelli che entrano hanno diritto d’asilo, ma se anche fosse soltanto l’1% l’accoglienza è necessaria e doverosa. Ergo per cui, invece di trovare un modo per accogliere legalmente, attraverso vie istituzionali, queste persone, la sinistra e la UE plaudono al racket dell’immigrazione illegale, perché comunque garantisce a queste persone la possibilità di fuggire da un luogo d’inferno. Avete capito signori che razza di abisso demenziale? È come se io dicessi W la mafia perché grazie ad essa migliaia di persone possono uscire dall’indigenza e dalla povertà estrema.

MA CHE MINCHIA DI RAGIONAMENTO È QUESTO?

Bisogna combattere nella maniera più assoluta questi bastardi sfruttatori delle disgrazie altrui, che caricano su carrette che stanno in piedi con lo sputo centinaia di uomini, che non hanno alcuno scrupolo per le loro condizioni, che li spediscono alla deriva. Che vi credete, che se la Libia da domani non permettesse più la partenza dalle sue coste di queste carrette, queste povere persone sarebbero gioco-forza costrette a tornare nel loro Paese? Non credo proprio… Allora perché non impegnarsi a trovare modalità alternative alla loro accoglienza? Possibile che l’unico modo per farli arrivare in Italia sia quello di passare attraverso il racket dell’immigrazione clandestina?

Lo sapremo presto qual’è il gioco di questi parrucconi: quando grazie al pattuggliamento congiunto Italia-Libia per queste carrette non solo sarà difficile arrivare, ma semplicemente sarà difficile partire, vedremo se accuseranno ancora il governo di essere razzista e disumano. Allora capiremo a che gioco stanno giocando, capiremo esplicitamente se loro, pur di dare in testa a Berlusconi, plauderanno ancora al racket mafioso dei migranti.

Quando il razzismo è di sinistra, spuntano gli gnorri

novembre 9th, 2008
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Ho controllato la data di calendario, ho letto 08/11/2008 e mi sono detto: cavolo, se la “scusa” del 2008 viene utilizzata per propagandare tutto ciò che è contrario al buon senso (solo perché considerato più moderno di esso!), dovrebbe essere utilizzato anche per emanciparsi dai comportamenti minoranti cari al periodo passato. Invece cosa ti devo leggere? Che se Berlusconi dice di Obama che è abbronzato, perfino nelle prime pagine dei giornali del Burundi si grida al razzismo. Davvero sconcertante l’atteggiamento della sinistra nostrana, sempre pronta a fare in modo che all’estero si denigri l’Italia per tornaconto elettorale: in particolare, si stanno specializzando nel razzismo. Ogni volta che si parla di uno straniero, se non si stende in terra un tappeto di petali di rose questi signori gridano al razzismo e alla xenofobia.

Ma è necessario andare a vedere da che pulpito viene la predica: se un bue dice cornuto all’asino permettetemi di prendere la sua esternazione con fragorose risate piuttosto che con dovuto mea culpa.

La Binetti ad esempio parla di Obama come negro: ora, secondo la grammatica italiana “negro” è sinonimo di “nero”, in quanto deriva direttamente dal latino “niger”. Dunque non ci sarebbe nulla di male ad utilizzarlo, solo che, capite, se lor signori fanno tempesta per la parola “abbronzato”, è ovvio che negro nel sentire comune assume inevitabilmente quel concetto di politicamente scorretto che lo fa inevitabilmente diventare per nulla idoneo. Per non parlare di quando assimila l’omosessualità ad una malattia che porta alla pedofilia.

D’Alema si è rivolto al Ministro Brunetta chiamandolo un ergumeno tascabile: questo modo di fare “satira” sulla statura fisica altrui non si può connotare come razzismo? Apostrofare una persona mettendo in risalto negativo le sue caratteristiche fisiche a casa mia non è mai stato particolarmente divertente. Tralascio per pietà quello che dicono di Berlusconi, Grillo lo chiama addirittura psiconano, però vabbè, di certa gente in un dato momento si comincia ad avere compassione.

Sempre il baffone nazionale ebbe a dire che i voti della destra vivono nella fascia meno acculturata della popolazione. E secondo voi, il concetto di superiorità culturale della sinistra non è un concetto di razzismo antropologico? Lo è per il semplice motivo che si tratta di un sentire autoreferenziale, del tipo “me la scrivo, me la canto e me la suono pure”… Se poi a dirlo è un comunista come Diliberto… Ancora il baffone può andare a braccetto dei terroristi islamici e stringere la mano al presidente iraniano, il quale dice peste e corna di Israele e ne chiede la cancellazione fisica: non si stringe la mano ad una persona che dice queste cose se non ci fosse qualcosa di fondo che le accomuna.

Poi c’è “l’antropologo” Parlato, uno che deve essersi laureato ad Oxford se, dalla fisionomia e dalle caratteristiche fisiche (è un vezzo della sinistra questo) riesce ad intuire l’appartenenza politica di una persona: di Alemanno infatti ebbe a scrivere che è un puzzolente fascista solo guardandolo in foto. Bisognerebbe chiedere a Parlato come si riconoscono gli schifosi comunisti, quali sono le caratteristiche fisiche che hanno tali figuri: o forse basta guardare una sua foto per capirlo? Mi si dirà: ma Parlato non è colui che nel 1971 condusse una campagna contro la proprietà della casa? Si proprio lui, evidentemente non gli hanno spiegato cosa è successo in Unione Sovietica…

Come non citare la recente uscita dello scrittore Camilleri, il quale ha apostrofato la Ministro Gelmini con l’espressione “non è un essere umano”: dunque, siccome in biologia anche gli esseri umani appartengono alla categoria animale, il Camilleri chiede l’intervento di un chimico per capire cosa sia. Il tutto davanti ad una classe di studenti liceali… Il che, detto da un uomo che è cresciuto a sigarette e catarro, ex dirigente RAI, mi costringe a riflettere se inserire le sue parole nella scatola “irrisoria” oppure nel “bestiario della sinistra”.

Uno scienziato di fama come Veronesi può dire senza vergognarsi che il concetto cattolico di vita umana è un concetto da animali stolti e primordiali, la Melandri in Kenya ci va solo per ragioni umanitarie (beh in effetti in Kenya non c’è un Billionaire dove andare a ballare). Lidia Ravera può dire che Condoleezza Rice è una scimmia più che una donna. I sinistrorsi sono quelli che vogliono intitolare un’aula del Senato ad un terrorista ed addirittura candidano al parlamento italiano ex terroristi: però apriti cielo se viene concessa la libertà condizionale a Francesca Mambro, quella è di destra e deve marcire in galera…

Permettetemi di non scadere in maniera eccessiva citando un Daniele Luttazzi che in televisione annusa le mutande di Anna Falchi e mangia escrementi, oppure citando Travaglio, del quale non basterebbe un libro per raccontare tutte le bestialità che dice. Stendo un velo pietoso anche sulle vignette di Vauro… Magari mi concedo una digressione su Furio Colombo, che diventato direttore dell’Unità nel 2002 faceva scrivere che “la destra si insinua nei gangli istituzionali con la stile di un virus”: sarebbe stato più opportuno che il Colombo scrivesse queste cose su una rivista scientifica, agli scienziati non sono noti gli “stili” dei virus… Se poi proprio si vuole scendere in basso, si può citare il pregiudicato Caruso che richiama i compagni alle armi, autolegittimando se stesso a gambizzare chi non permetterà al partito comunista di avere una rappresentanza parlamentare (ed io che pensavo fossero i voti del popolo a decidere queste cose: ma d’altronde si sa, se il popolo non è d’accordo col partito tanto peggio per il popolo).

Molto meno noto ma comunque efficace fu quel lettore che, dichiaratosi di sinistra, chiedeva aiuto perché non voleva diventare razzista: come se cacciare uno straniero che nega ad una vecchina il posto che sull’autobus è a lei riservato fosse razzista invece che da medaglia al valore civile. Come se, il semplice fatto di essere di sinistra, sia il miglior antidoto contro il razzismo, come se le etichette fossero più che sufficienti per orientare i comportamenti. A tanto arriva la superiorità antropologica morale propagandata dai sinistronzi italiani.

Per capire quale sia il background culturale che forma il pensiero di queste persone, basta andare a leggere cosa scrissero di Stalin i compagni comunisti nel 1953, anno della sua morte: un amante della pace e della libertà (pensate se non lo fosse stato cosa avrebbe potuto combinare!). Come si vede dalla foto sottostante, addirittura si chiede gloria eterna al “grande condottiero”…

stalin

Infine lui, “il CheWalter Veltroni, “l’amato” Nulla (ehm, leader) del Governo Oscuro (quando l’ombra è troppo ombra, diventa buio), il quale fu direttore di questo giornale, lui che ha appena la licenza media e che da comunista quale è stato continua a ripetere che non lo è mai stato. Serenamente e pacatamente Comunista, ma anche no. D’altronde, Veltroni è così sfacciato da dire che si può stare nel Partito Comunista senza essere comunisti: però cacciò Augusto Minzolini dalla Fgci romana quando ne era il leader (lui ha sempre avuto propensioni di comando: leader di qua, leader di là, sindaco di Roma, premier-nulla del Governo Oscuro: ma che mi laureo a fare se con la terza media posso fare tutto questo?) perché di idee contrarie a quelle del partito (Minzolini disse di non essere d’accordo con quell’antifascismo portato avanti in quel modo).

cheveltroni

Secondo voi, chi è il giovane signore seduto in basso a sinistra che applaude, e chi il destinatario dei suoi applausi?

veltroni

Dio ci salvi dagli imbecilli perché in Italia ce ne sono tanti, ma come dicevano i Greci: “Nulla potettero gli dèi contro gli ignoranti”. Se non ce la fecero neanche loro…

Razzismo reale o razzismo percepito?

ottobre 4th, 2008
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Ricordate la storiella messa in campo dalla sinistra durante l’ultima campagna elettorale? “L’Italia è un Paese sicuro, l’insicurezza è solo percepita“, amavano ripetere i trinariciuti velprodiani. Sappiamo tutti com’è andata a finire, e cioè che con le soluzioni proposte Berlusconi ha vinto le elezioni e dai sondaggi risulta che proprio le azioni di Maroni hanno il maggior gradimento presso il popolo italiano (67% secondo un sondaggio Ipsos presentato a Ballarò del 20/09/08). Ora mi chiedo: davvero l’Italia ha virato come pochi altri Paesi verso il razzismo? Se dovessi ragionare come hanno ragionato lor signori dovrei dire: “Ovvio che no, pochi episodi non fanno razzismo, l’Italia è un Paese onesto“. Eppure, siccome la sinistra ragiona con l’ideologia della superiorità, utilizza SEMPRE due pesi e due misure, a seconda del proprio tornaconto (che poi infatti i conti non gli tornano mai!). In questi ultimi tempi le prime pagine dei giornali sono piene di episodi a dir poco deplorevoli: ma, oltre a non ricordare che l’ondata del “dagli allo straniero” sta coinvolgendo tutta l’Europa, oltre a ricordare che il “dagli allo straniero” vale anche nei Paesi africani (basta vedere cosa succede tra i neri del Sudafrica e i neri dei Paesi confinanti per lavorare nei cantieri del Mondiale 2010, con vere e proprie scene di guerriglia), forse bisognerebbe anche dire che magari la visibilità di questa gentaccia è aumentata a dismisura. Oppure qualcuno vorrebbe dirmi che durante il Governo Prodi non c’erano razzisti in Italia? Ricordate l’episodio di quel signore che scrisse a Repubblica perché, essendo di sinistra, aveva fatto qualcosa che riteneva razzista? Dimentichiamo che “essere di sinistra” non vale come locuzione/sinonimo di superiorità; dimentichiamo anche che far rispettare le regole non può MAI essere razzismo o volgarità; facciamo anche finta di credere che non ci siano gruppi organizzati di sinistra che compiono atti per aumentare il senso di razzismo (non sarebbe la prima volta). Cosa mi si vuole dimostrare? Che se la camorra ammazza degli africani ha compiuto un atto di razzismo? Ma perfavore, va bene che il nulla del cervello dei sinistrorsi 9 volte su 10 partorisce soltanto falsità e menzogne e nella restante 1 produce alterazioni evidenti della realtà, ma addirittura cercare di dimostrare che la camorra ammazza per razzismo (e non per il controllo del territorio, per il pizzo, etc.) fa veramente ridere. La Procura di Milano dice che nell’uccisione di Abba il razzismo non c’entra niente? Macché, quei bifolchi della Procura pensino a Berlusconi invece di impicciarsi di cose che non capiscono…

È davvero singolare il modo di procedere di questi signori, ma ci siamo abituati, quindi fa notizia fino ad un certo punto. La Pravda, un giorno attacca la Chiesa e il giorno dopo la osanna perché critica il Governo: insomma, le istituzioni approvate col bilancino e con il tornaconto. A patto che ci sia una vera esplosione di razzismo e/o di violenza, invece di gridare ai quattro venti forse bisognerebbe chiedersi il perché: bisognerebbe chiedersi come mai nei momenti di incertezza economica e sociale in ogni luogo del mondo i primi ad essere discriminati sono gli stranieri; in un momento dove il futuro dei Paesi è appeso ad un filo, dove la recessione è sotto i nostri piedi e prima o poi la lastra di ghiaccio potrebbe rompersi, a rimetterci sono gli stranieri. È così ovunque, non è una questione né di cultura (purtroppo le frange estremiste sono fisiologiche) né di informazione. Se fosse una questione di cultura, dovrebbe venire dalla scuola, dove l’integrazione e l’accettazione del diverso dovrebbe essere portata ai massimi livelli: come si può pretendere che il bulletto che picchia una persona disabile oppure pratica soprusi sui più piccoli diventi razzista se lo fa con un nero? Quello è scemo e basta, non è razzista, ha i criceti nel cervello che sono stanchi di correre intorno alla ruota. Punto.

“In un villaggio viveva un pastore che di notte doveva fare la guardia alle pecore. Si divertiva a fare uno scherzo: mentre le altre persone erano a dormire egli cominciava a gridare: “Al lupo, al lupo!” Così tutti si svegliavano e accorrevano per aiutarlo. Ma dopo il pastore burlone rivelava che era stato tutto uno scherzo. Questo scherzo continuò per parecchi giorni, finché una notte il lupo arrivò veramente. Il pastore cominciò a gridare: “Al lupo, al lupo!”. Ma nessuno venne ad aiutarlo perché tutti pensarono che fosse il solito scherzo. Così il lupo si mangiò tutte le pecore.”

Non vorrei che qualcuno, come sta soffiando sul fuoco del “fascismo”, tenti di fare lo stesso su quello del “razzismo”. D’altronde, in un Paese dove per tornaconto elettorale si rischia di far fallire un’azienda con 20mila dipendenti più 17mila dell’indotto (quindi di mandare a casa 37mila persone), c’è da aspettarsi questo ed altro, e in ciò i maestri di quel nulla che è la sinistra italiana (superiore per autoreferenza) non hanno davvero rivali.

Meditare, meditare e meditare ancora e più di prima…

Perché materializzare l’ombra del razzismo?

settembre 21st, 2008
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C’è un aspetto davvero preoccupante nell’attuale discussione politica italiana: questo continuo tentativo becero e vergognoso di inculare nella mente della gente l’idea che “destra=fascismo, razzismo, xenofobia“.

Questo infruttuoso e vano tentativo è portato avanti da quel nulla che gli scagnozzi della sinistra, in un accanimento terapeutico senza pari, si ostinano a chiamare “opposizione“. Perché la banda di Topo Gigio & Co. dall’inizio della Legislatura è stato un pacco marcio di nulla più assoluto, nulla condito da continue invettive senza fondamento contro l’azione del Governo: vano perché l’opinione pubblica non è stata scalfita di un decimo nell’idea generale sull’attuale maggioranza. Anzi, mai come questo momento il PD è in zona retrocessione e anche l’IdV segna un certo regresso rispetto ai fumi di luglio. Per non parlare del capolavoro Alitalia, dove l’azione della sinistra ha fatto sì che una parte non irrilevante del popolo italiano voglia il fallimento della compagnia di bandiera.

Ma, detto che il nulla si rivela per quello che è, e difatti il popolo italiano lo schiaffa all’opposizione e non si cura di quel che dice ma passa avanti, c’è un altro aspetto che mi preoccupa davvero molto: vedere le scene di guerriglia in quel di Milano e in quel della Campania dove frotte di immigrati africani collusi con i soliti avvoltoi dei centri sociali di tutto punto coperti, hanno creato ore di tensione per le vie di due città italiane. Perché tutto ciò è avvenuto? Perché gli scagnozzi della sinistra nei loro insulsi giornali da mesi scrivono che ogni volta che qualcuno si rivolge ad un uomo di colore con un tono leggermente sopra le righe è un razzista ed uno xenofobo: è successo così quando al Pigneto ci fu quella vicenda nella quale per giorni si parlò di fascisti, poi si scoprì che a dare il via a tutto era stato un uomo con Che Guevara sul braccio e nella famosa “banda” che aveva assaltato alcuni negozi c’erano dei ragazzi di colore che assaltavano altri ragazzi di colore (poi si scoprì che era un regolamento di conti e che quel negozio assaltato spacciava droga, ma questo non interessa ai giornali della sinistra che appena scoperto a barare le carte hanno insabbiato il trucco). Sulle leggi proposte dal Ministro Maroni s’è fatta una maretta che ha persino coinvolto il Parlamento Europeo (un caso veramente vergognoso), salvo poi scoprire che per la UE quelle leggi sono perfettamente in regola e compatibili con l’ordinamento europeo: sui giornali, titoloni cubitali su Maroni razzista, sul Governo che fa pulizia etnica dei rom, e menate varie. Per arrivare alla stretta attualità, la vicenda di Milano, dove due assassini hanno preso a sprangate un ragazzo di colore reo di aver rubato alcuni biscotti: inutile che il PM e la magistratura sottolineino che il razzismo non c’entra niente; inutile ricordare che gli esercenti italiani da anni vivono in uno stato di tensione al limite della sopportabilità… In quel di Campania, un regolamento di conti di tipo camorristico sui giornali è diventato un avvertimento per cacciare gli extracomunitari: inutile dire che alla polizia risulti come tra i morti ci siano persone in precedenza arrestate per reati di droga.

A forza di materializzare l’ombra del razzismo, a forza di materializzare l’idea dell’odio, l’unica cosa che si è ottenuta sono state le scene di guerriglia in quelle stesse città, perché in questo momento gli extracomunitari si sentono davvero in mezzo ad un popolo di razzisti e xenofobi. Quel nulla che qualcuno chiama PD dovrebbe fare una seria riflessione di coscienza… oops scusate, una seria riflessione sul suo nulla, perché questo suo modo di fare propaganda non solo non gli sta giovando, non solo non sta sgonfiando il supporto all’attuale maggioranza, non solo sta riportando il Paese nella melma delle paludi del politichese, ma sta creando forti tensioni sociali all’interno del Paese soprattutto verso la comunità extracomunitaria. Materializzando paure inesistenti, il popolo fa corporazione e poi con il pretesto di sostenere l’amico morto fanno guerriglia urbana per le vie di Milano…

Ci sveli Velproni, che vuole invernarsi in quel dell’Artico, cosa ne vuole fare di quel nulla che è la sua idea politica chiamata PD, partita da 1 in aprile e approdata a 0 già in estate. Perché il suo modo di aizzare gli scagnozzi che poi vuol dire inculcare alcune idee false e tendenziose in una parte (per quanto esigua) dell’opinione pubblica italiana (e non solo), rischia di alzare il livello di scontro sociale che è l’ultima cosa che serve all’Italia per liberarsi definitivamente del peso della politica del compromesso che l’ha portata sull’orlo del baratro. Il modo in cui il PD ha portato avanti la questione Alitalia (e spalleggiato la CGIL) è lo specchio di quello che loro vogliono per l’Italia: il fallimento onde riaccaparrarsi le poltrone governative

Molto incazzato e sempre più orgogliosamente di DESTRA, voglio cercare di capire, anche perché esercitare la mia ragione sul nulla è un bel da farsi, però ne vale la pena perché il futuro dell’Italia, in questa congiuntura economica estremamente difficile e complicata ad essere compresa e risolta, è appeso ad un filo che si chiama “non aprite quella porta”, cioè tenete lontano il PD dalla coscienza degli Italiani.


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