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Gigineddu flop: come De Magistris spreca i nostri soldi

novembre 22nd, 2009
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L’Italia è un Paese strano: si chiedono le dimissioni di uomini su cui vengono costruiti fantasiosi teoremi dagli avversari di turno, ma contemporaneamente si esaltano coloro che, costruendo quei teoremi, risultano essere i veri “criminali” della situazione. Pseudomagistrati che sfruttano i “pentiti” a loro uso e consumo, immacolati PM che sfruttano la loro posizione per finire sui giornali e mentre ancora indossano la toga si iscrivono ad un partito, ed in tutto questo abbiamo un Palamara segretario dell’ANM con lo sguardo costantemente rivolto altrove, ad ennesima riprova di come certe associazioni e certi sindacati deviati siano la vera rovina di questo Paese, coloro che lo hanno ridotto nel tempo ad essere l’avanguardia nell’Occidente del Terzo Mondo africano. Ecco allora una bella storiella su Luigi De Magistris, il nuovo anfitrione del giustizialismo immacolato italiano, tanto per ricordare ai suoi ferventi sostenitori chi stiano sostenendo in realtà, tanto per ricordare insomma (ma siamo sicuri che tutto sia inutile), la differenza che intercorre tra teorema giudiziario (quello che una volta si chiamava fumus persecutionis) e la giustizia vera che indaga sui criminali veri in silenzio e con olio di gomito.

Il gip del tribunale di Catanzaro ha archiviato la posizione dell’ex premier Romano Prodi indagato nell’ambito dell’inchiesta «Why not». La notizia non giunge inattesa, perché la stessa procura generale della città calabrese aveva chiesto l’archiviazione un anno fa: le accuse contro Prodi erano ritenute «generiche, vaghe e inidonee a fornire dati concreti su presunti favori a Saladino», cioè l’imprenditore che sarebbe il grande burattinaio della vicenda. Prodi non c’entrava con «Why not», così come Silvio Berlusconi era estraneo alle contestazioni rivoltegli dalla procura di Milano nel 1994 che lo costrinsero alle dimissioni. Caso chiuso anche per altre otto persone. «Why not» è l’inchiesta che ha portato alla caduta del governo Prodi. La istruì l’ex pubblico ministero Luigi De Magistris, ora eurodeputato dell’Italia dei valori e grande moralizzatore dell’italico suolo. Il pm indagò Prodi, il guardasigilli Mastella inviò gli ispettori, il fascicolo fu avocato, il magistrato trasferito, il ministro indagato al pari del vicepresidente del Csm, le procure messe una contro l’altra e subissate di avvisi e ricorsi, la poltrona del premier minata finché non saltò per aria. Ma quel botto fu contemporaneamente il trampolino di lancio per De Magistris. Lui che diceva di rifuggire la giustizia spettacolo subì una metamorfosi. Divenne un fenomeno mediatico, beniamino di Santoro & friends, ultimo (allora) epigono di quella giustizia-spettacolo inaugurata quando il pool di Milano affossò il decreto Conso sulla depenalizzazione del finanziamento pubblico ai partiti. De Magistris si trasformò nell’idolo di Grillo e Di Pietro, ennesima vittima del nuovo complotto di poteri occulti-massonerie-servizi deviati e chissà cos’altro. L’eroe fu trascinato a furor di popolo a Bruxelles, beatificato nel consesso dove siede anche Mastella e dal quale ora pontifica come un padreterno. Strada facendo, l’inchiesta «Why not» perde pezzi. Non è l’unico castello di carte giudiziarie eretto da De Magistris poi crollato. Inquisì la madre di una sua collega di tribunale, che fu prosciolta. Indagò il marito di un’altra collega: anche lui uscì immacolato. Il Consiglio giudiziario di Catanzaro bocciò la sua nomina a magistrato di Corte d’appello in quanto le sue «inconcludenti fonti di prova» erano in realtà «rapporti personali tra indagati». A Salerno è stato prosciolto da una cognata di Michele Santoro dalle accuse di abuso d’ufficio (indagò oltre i termini concessi) e concorso in diffusione di notizie coperte da segreto (nonostante incontrasse i giornalisti perfino a Eurodisney). Si è occupato di reati contro la pubblica amministrazione dal 1996, appena insediato a Catanzaro, ma nessuno dei suoi indagati è mai stato condannato per reati amministrativi. Ha fatto spendere montagne di soldi pubblici per consulenze che non hanno portato a nulla. Perfino Massimo Di Noia, avvocato di Tonino Di Pietro, chiese provvedimenti giudiziari contro il pm, soprannominato dagli addetti ai lavori (e ai livori) del tribunale calabro «Gigineddu flop». «I procedimenti da lui istruiti, di grande impatto sociale perché istruiti contro i cosiddetti colletti bianchi, erano quasi tutti abortiti con provvedimenti di archiviazione, con sentenze di non doversi procedere e con sentenze ampiamente assolutorie»: parole messe nero su bianco dal magistrato Bruno Arcuri del Consiglio giudiziario di Catanzaro, il quale ne propose di bocciare la promozione di De Magistris elencando «una serie numerosissima di insuccessi», di «procedimenti infausti e immotivati», di «errori evitabili ed evidenziati dall’organo giudicante», di «violazioni manifeste di legge, addirittura diritti costituzionali», di «tecniche di indagine discutibili». Una «patologia forse unica nel panorama delle iniziative di un pm». Nel 2003 De Magistris pose sotto sequestro due villaggi turistici a Botricello. Diciotto indagati. Un blocco di quattro anni con perdita dei finanziamenti europei già stanziati (nove miliardi di lire). Nel 2007 il gip Tiziana Macrì, la stessa che ha archiviato Prodi, prosciolse tutti lodandone «la condotta corretta e trasparente». Nel 2004 sequestrò un cantiere a Davoli Marina, subito dissequestrato dal tribunale della libertà. Nel 2007 mise i sigilli al centro turistico ecologico Marinagri: un investimento finanziato da Stato e regione, con opere per 100 milioni di euro, 47 imprese appaltatrici, 1.800 lavoratori. Tutto fermo perché il pm paventava inondazioni. Centinaia di famiglie della zona di Policoro rovinate dal sequestro hanno fondato l’associazione Vittime di De Magistris, con tanto di statuto, sito internet, rassegna stampa e recapiti telefonici. Magari domani si iscrive pure Prodi. Fonte

State pur certi che di queste cose, dalle parti di Santoro & Co., non ne parlerà mai nessuno… :roll:

I (dis)valori (im)morali della sinistra

giugno 25th, 2009
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Mi sono chiesto se fosse utile scrivere un post del genere: non essendo un sinistrorso frustrato, preferirei interessarmi di politica e non di gossip, ma siccome gli emeriti giornalisti dall’altra parte schierati, ci dicono che quello che accade in Italia è tutta colpa dei “berluscones”, allora è mio precipuo dovere fare la mia parte. La difficoltà di un post del genere è tuttavia nel selezionare il materiale da mostrare a voi lettori: è tanto e di tal qualità il marcio a sinistra che una enciclopedia sarebbe riduttiva, figurarsi il post di un blog.

Così, en passant, si potrebbero citare i fondi neri che il Partito Comunista percecipa dall’URSS, Paese nemico dell’Italia: qui la morale ovviamente non c’entra nulla, anche perché loro si sono autoamnistiati, giova solo ricordare che in tempi passati, per una cosa del genere si finiva alla corte marziale. Si potrebbe citare il reoconfesso baffino D’Alema, il quale ammise di aver ricevuto finanziamenti illeciti, ma cosa volete, furono solo 20 milioni di lire nel 1985, poca roba, non vale neanche la pena ricordarlo, infatti il magistrato che indagò su D’Alema, non potendo fare altro che archiviare per prescrizione, fu poi candidato nel 1999 dallo stesso D’Alema (allora Presidente del Consiglio) alle elezioni suppletive per un posto da senatore. Ovviamente non fu l’unico magistrato ad indagare su baffino a finire candidato in Parlamento, né fu l’unico magistrato a finire in Parlamento, tutti rigorosamente nelle file del centrosinistra (figurarsi, mica si vuole insinuare che la magistratura è schierata, ohibò!). L’ultimo in ordine di tempo è De Magistris, un uomo il cui destino era scritto nel nome, ma forse non così chiaramente, visto che dopo aver indagato su Prodi e Mastella (il tutto senza cavare un ragno dal buco e noi si è convinti perché il ragno non c’era), è finito al Parlamento europeo nelle file dell’IDV.

Sul complotto internazionale è interessante vedere gli intrecci che legano le varie testate: si parte dal Times di Murdoch, si continua per Le Monde Diplomatique distribuito in Italia dal Manifesto. Ecco che negli USA il New York Times afferma che gli Italiani non sopportano più Berlusconi, giusto all’indomani del 35-0 inflitto dal centrodestra al centrosinistra alle Amministrative 2009. Ecco che nei grandi giornali internazionali, mentre si spara a zero, da tutto il mondo (e quando dico tutto, dico tutto, perfino Giamaica e Senegal), ci si collega per commentare gli articoli contro Berlusconi chiedendo “dove sia lo scandalo”, chiedendo cosa abbia a che fare la politica con le lenzuola. Ecco che El Pais in Spagna è il più agguerrito giornale europeo contro il Cavaliere, ma il fatto che sia cugino diretto dell’Espresso è solo un caso fortuito.

Ecco che torna alla mente Ezio Mauro, quando all’epoca si indignò per come Clinton venne politicamente attaccato per l’uso “flautesco” delle sue stagiste, puntualmente dichiarando che l’Italia sarebbe risultata senz’altro superiore nel trattare argomenti del genere. Come no, il primo ad utilizzare argomenti triviali per fare lotta politica è stato proprio il giornale di Ezio Mauro, ma non parlate di coerenza, poi vi prendono fisicamente a schiaffi, come succede quando si fanno domande scomode ad esponenti di sinistra. D’altronde si sa, Kennedy era uno sciupafemmine, ma era Kennedy, Mitterand anche era uno che non le mandava a dire, ma anche lui era Mitterand. Poi l’Unità, come non ricordare le sue parole di elogio alla morte del “grande statista” Stalin? Come non dimenticare la sua difesa d’ufficio della famosa notte di Praga?

Il guru dell’antipolitica italiana Beppe Grillo è un uomo che per diverso tempo ha pubblicizzato la famosa pallina Bio Wash Ball, una emerita truffa certificata perfino da Mi Manda Raitre: Grillo ha mai chiesto scusa agli italiani? Lui che ha una villa che consuma come un quartiere e va in giro a parlare di fotovoltaico, lui che siccome la politica fa schifo insulta perfino il Presidente della Repubblica ma ovviamente senza commettere reato. Il pluripregiudicato Travaglio, più volte condannato per diffamazione (ma non diteglielo, che tanto risponde che non è vero), ha mai scritto libri su BNL, Unipol, sul mitico “abbiamo una banca, facci sognare” di Piero Fassino? Quanti articoli ed interviste ha rilasciato il guru del giustizialismo italiano sulla vicenda Del Turco, sulla mafia nelle amministrazioni regionali sinistrorse della Campania a tutti i livelli, sulla condanna di Rutelli per abuso d’ufficio in merito ad alcune consulenze particolarmente onerose al tempo della sua presenza in Campidoglio? E dell’IRI di Prodi, chi si ricorda o sa ancora qualcosa? O del perché sempre Prodi ad una commissione d’inchiesta parlamentare dichiarò di sapere dove si trovava Aldo Moro (quando ancora era in prigionia) dietro rivelazione “spirituale” in una seduta spiritica? E delle amministrazioni di Firenze per cui è stato accusato Domenici, o di quello che ha fatto Orlando a Palermo, o dei problemi avuti da Soro in Sardegna?. Stendendo un velo pietoso su quello che il centrosinistra ha combinato a Napoli, con le montagne di spazzatura che hanno fatto il giro del mondo: chi mi segnala un articolo di Travaglio che abbia solertemente indagato a fondo i motivi di quel problema? Senza dimenticare che di TorqueMarco rimane sempre una certa amicizia poco onorevole che mai è stata chiarita.

Le amicizie “poco onorevoli” non sono comunque la sola sua specialità: se Berlusconi viene sempre accusato di essere un piduista (ma fu assolto da illeciti di qualsiasi tipo), cosa dire del Diliberto amico di un massone ex P2, come rivelato da Marco Rizzo?

Facciamo un salto a Bologna, dove il neosindaco Delbono è stato apertamente accusato di utilizzare fondi pubblici per la sua ex-compagna Cinzia. Ecco la risposta di Delbono: «Strumentalizzare la vita privata delle persone perché non si sa rispondere a domande di pubblico interesse poste dai cittadini è segno di vigliaccheria». Gulp, come come? Eppure mi è sembrato che la nuova linea politica della sinistra italiana fosse proprio l’utilizzo pubblico della vita privata. In diretta nazionale Pannella accusò leggenDario Franceschini di “avere la faccia come il culo”: ogni giorno che passa penso sempre di più che sia una caratteristica precipua dei piddini.

A proposito di letti, ecco spuntare fuori i soliti cattocomunisti duri a morire, i clericomoralisti da strapazzo, pronti ad approvare l’eutanasia Bibbia in mano per far morire Eluana, ma giammai ad accettare che in fin dei conti, la vita privata di ognuno di noi è un problema nostro intimo personale. Ai quattro venti predicano che la Chiesa non deve impicciarsi di quello che avviene sotto le lenzuola, ma agli otto venti lo fanno per avere l’esclusiva dell’impiccio. Ecco che un antico giornale di riferimento come Famiglia Cristiana, sceglie la lotta senza quartiere al Governo di centrodestra: lotta senza se e senza ma, visto che perfino la Santa Sede si è dovuta dissociare dai suoi articoli e soprattutto visto che dalle antiche 2 milioni di copie vendute FC è scesa a poco più di 500mila… Dove erano i clericomoralisti quando Sircana se la faceva con un transessuale? Ah ovviamente erano a difendere la privacy del malcapitato portavoce di Prodi, che da buon “cattolico adulto” non ha dato troppo peso alla questione.

I clericomoralisti, i preti del clero e non del popolo, quelli che dal pulpito ogni domenica fanno del sentimentalismo sugli “ultimi” e della demagogia sui “poveri”, gli psicologi da 4 soldi che si scagliano contro l’illusione della sicurezza della società occidentale (e del cdx in particolare), cosa hanno detto quando il pattugliamento navale organizzato dal Governo Prodi nel 1997 portò alla morte 105 albanesi? Figuratevi, il prete della mia parrocchia antiberlusconiano di ferro, di questo episodio semplicemente non sa nulla… Si pensi che l’iter giudiziario per quel disastro è stato sempre molto farraginoso, dopo 10 anni il processo in appello era ancora “in alto mare”. Cosa dire poi quando gli stessi, insieme ai parrucconi dell’ONU, sparano contro i provvedimenti di Maroni ma poi nulla si sa di quello che succede in Spagna? Cosa pensano lor signori quando in Spagna si sparò con i fucili contro cinquecento clandestini? Cosa pensano quando il governo spagnolo approva leggi che somigliano tanto ad una “caccia al marocchino” con tanto di premi per i vigili che scovano più clandestini?

Vogliamo tornare al gossip? Nella realtà l’inchiesta di Bari riguarda sospetti giri di prostitute a carico di esponenti del PD regionali: ovviamente questo piccolo particolare è conosciuto soltanto ai bene informati, quelli che hanno il fegato per arrivare a pagina 35 del quotidiano. E cosa dire, tornando più addietro nel tempo, quando i fedelissimi di baffino (ancora lui?) sembra facessero parte di un giro di escort ben organizzato, inviate loro da una maitresse in cambio di favori economici? Chi di voi conosce questo processo? Diciamo solo che si indagò nel 1999 (D’Alema era Presidente del Consiglio, giusto per ricordare), e quando si venne a sapere che nel giro della Roma-bene erano registrati anche alcuni politici, l’inchiesta fu mezza insabbiata e s’interruppero perfino le intercettazioni in corso.

Quelle stesse intercettazioni che hanno permesso al signor Di Pietro di avvertire il figlio che era sotto indagine (ovviamente, quale padre non sa che il figlio è indagato). Ancora è lo stesso Di Pietro, che mentre davanti attacca Berlusconi, dietro si avvale della immunità riservata ai parlamentari europei: d’altronde il povero Antonio avrà commesso giusto qualche graffio ad una vettura, niente di cui preoccuparsi. Sempre l’Antonio nazionale è quello a cui ovviamente fa schifo lo stile Grande Fratello, ma candidare una sua partecipante no: però si sa, la Piredda fu una icona delle lotte contro il governo di Berlusconi, anche se a pensarci bene, “che c’azzecca” con il Parlamento Europeo? Passi per il “famoso isolano” Cabrini, almeno lui di sport qualcosa ancora ci capisce…

A proposito di vetture, nell’ambito del gossip barese ci sono due protagoniste: l’una, Patrizia D’Addario, ha promesso di infangare il premier, ed è diventata la nuova icona del femminismo italiano; l’altra, Barbara Montereale, ha promesso di difendere il premier dalle accuse infondate della prima, e questa mattina si è ritrovata con la macchina bruciata. Vabbè dai, a chi non è mai capitato di ritrovarsi con la macchina bruciata per errore?

Razzismo reale o razzismo percepito?

ottobre 4th, 2008
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Ricordate la storiella messa in campo dalla sinistra durante l’ultima campagna elettorale? “L’Italia è un Paese sicuro, l’insicurezza è solo percepita“, amavano ripetere i trinariciuti velprodiani. Sappiamo tutti com’è andata a finire, e cioè che con le soluzioni proposte Berlusconi ha vinto le elezioni e dai sondaggi risulta che proprio le azioni di Maroni hanno il maggior gradimento presso il popolo italiano (67% secondo un sondaggio Ipsos presentato a Ballarò del 20/09/08). Ora mi chiedo: davvero l’Italia ha virato come pochi altri Paesi verso il razzismo? Se dovessi ragionare come hanno ragionato lor signori dovrei dire: “Ovvio che no, pochi episodi non fanno razzismo, l’Italia è un Paese onesto“. Eppure, siccome la sinistra ragiona con l’ideologia della superiorità, utilizza SEMPRE due pesi e due misure, a seconda del proprio tornaconto (che poi infatti i conti non gli tornano mai!). In questi ultimi tempi le prime pagine dei giornali sono piene di episodi a dir poco deplorevoli: ma, oltre a non ricordare che l’ondata del “dagli allo straniero” sta coinvolgendo tutta l’Europa, oltre a ricordare che il “dagli allo straniero” vale anche nei Paesi africani (basta vedere cosa succede tra i neri del Sudafrica e i neri dei Paesi confinanti per lavorare nei cantieri del Mondiale 2010, con vere e proprie scene di guerriglia), forse bisognerebbe anche dire che magari la visibilità di questa gentaccia è aumentata a dismisura. Oppure qualcuno vorrebbe dirmi che durante il Governo Prodi non c’erano razzisti in Italia? Ricordate l’episodio di quel signore che scrisse a Repubblica perché, essendo di sinistra, aveva fatto qualcosa che riteneva razzista? Dimentichiamo che “essere di sinistra” non vale come locuzione/sinonimo di superiorità; dimentichiamo anche che far rispettare le regole non può MAI essere razzismo o volgarità; facciamo anche finta di credere che non ci siano gruppi organizzati di sinistra che compiono atti per aumentare il senso di razzismo (non sarebbe la prima volta). Cosa mi si vuole dimostrare? Che se la camorra ammazza degli africani ha compiuto un atto di razzismo? Ma perfavore, va bene che il nulla del cervello dei sinistrorsi 9 volte su 10 partorisce soltanto falsità e menzogne e nella restante 1 produce alterazioni evidenti della realtà, ma addirittura cercare di dimostrare che la camorra ammazza per razzismo (e non per il controllo del territorio, per il pizzo, etc.) fa veramente ridere. La Procura di Milano dice che nell’uccisione di Abba il razzismo non c’entra niente? Macché, quei bifolchi della Procura pensino a Berlusconi invece di impicciarsi di cose che non capiscono…

È davvero singolare il modo di procedere di questi signori, ma ci siamo abituati, quindi fa notizia fino ad un certo punto. La Pravda, un giorno attacca la Chiesa e il giorno dopo la osanna perché critica il Governo: insomma, le istituzioni approvate col bilancino e con il tornaconto. A patto che ci sia una vera esplosione di razzismo e/o di violenza, invece di gridare ai quattro venti forse bisognerebbe chiedersi il perché: bisognerebbe chiedersi come mai nei momenti di incertezza economica e sociale in ogni luogo del mondo i primi ad essere discriminati sono gli stranieri; in un momento dove il futuro dei Paesi è appeso ad un filo, dove la recessione è sotto i nostri piedi e prima o poi la lastra di ghiaccio potrebbe rompersi, a rimetterci sono gli stranieri. È così ovunque, non è una questione né di cultura (purtroppo le frange estremiste sono fisiologiche) né di informazione. Se fosse una questione di cultura, dovrebbe venire dalla scuola, dove l’integrazione e l’accettazione del diverso dovrebbe essere portata ai massimi livelli: come si può pretendere che il bulletto che picchia una persona disabile oppure pratica soprusi sui più piccoli diventi razzista se lo fa con un nero? Quello è scemo e basta, non è razzista, ha i criceti nel cervello che sono stanchi di correre intorno alla ruota. Punto.

“In un villaggio viveva un pastore che di notte doveva fare la guardia alle pecore. Si divertiva a fare uno scherzo: mentre le altre persone erano a dormire egli cominciava a gridare: “Al lupo, al lupo!” Così tutti si svegliavano e accorrevano per aiutarlo. Ma dopo il pastore burlone rivelava che era stato tutto uno scherzo. Questo scherzo continuò per parecchi giorni, finché una notte il lupo arrivò veramente. Il pastore cominciò a gridare: “Al lupo, al lupo!”. Ma nessuno venne ad aiutarlo perché tutti pensarono che fosse il solito scherzo. Così il lupo si mangiò tutte le pecore.”

Non vorrei che qualcuno, come sta soffiando sul fuoco del “fascismo”, tenti di fare lo stesso su quello del “razzismo”. D’altronde, in un Paese dove per tornaconto elettorale si rischia di far fallire un’azienda con 20mila dipendenti più 17mila dell’indotto (quindi di mandare a casa 37mila persone), c’è da aspettarsi questo ed altro, e in ciò i maestri di quel nulla che è la sinistra italiana (superiore per autoreferenza) non hanno davvero rivali.

Meditare, meditare e meditare ancora e più di prima…

Berlusconi, i processi e gli “angeli” della sinistra

maggio 3rd, 2008
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C’è un aspetto molto interessante del mondo politico italiano: non solo l’uso politico della magistratura, ma il tentativo sempre attivo di demonizzare l’avversario. Prendiamo ad esempio un uomo qualsiasi, Silvio Berlusconi: da quando nel 1994 “scese in campo”, è stato fatto oggetto di una miriade infinita di procedimenti civili & penali e sebbene molti di questi siano finiti con una assoluzione, ancora oggi si continua ad agitarli come lo spettro di tutti i mali. Ad esempio, ancora recentemente il blog del giornalista Galimberti ha ripreso la pagina di Wikipedia dedicata al Berlusca per copia-incollare i procedimenti giudiziari a suo carico. Un email di uno pseudo-essere umano mi è arrivata nella mia posta nella quale si riportano tutte le accuse a suo carico, si definisce la Lega INDEGNA e Silvio un MAFIOSO DI MERDA! Questi dementi di sinistra, che scureggiano fuoco e fiamme per quanto gli rode il culo, ancora non hanno imparato la lezione. Il problema in Italia purtroppo è molto serio: è vero che all’estero un politico che non la fa giusta paga, ma è anche vero quanto segue:

  • un magistrato che lascia uscire di galera dei mafiosi non viene “assolto” dal CSM ma messo in galera
  • un magistrato che condanna persone innocenti viene punito
  • un magistrato che porta avanti indagini per puro spirito di partitismo ideologico viene sollevato dal suo incarico

Tutto questo in Italia non avviene! I magistrati sono schierati, si candidano nei partiti, addirittura esistono partiti all’interno della magistratura che si richiamano ai grandi partiti nazionali (si veda il movimento Magistratura Democratica, vicino all’area di sinistra). Cosa da far rabbrividire, soprattutto quando vi sono magistrati che comunicano ai giornali intercettazioni che invece avrebbero dovuto distruggere mesi e mesi prima. Altra cosa molto interessante è che, negli stessi periodi nei quali Silvio Belusconi viene fatto oggetto di una persecuzione giudiziaria senza precedenti nello Stato Italiano (in verità senza precedenti nelle democrazie del mondo, giacché anche questo non sarebbe ammesso all’estero), tutti gli altri protagonisti della politica di sinistra sembrano degli angeli vestiti di bianco:

  • l’on. Romano Prodi ad esempio è stato coinvolto in numerose inchieste (sommariamente ricordo i casi IRI-SME, il caso CIRIO, la consulenza Nomisma, la seduta spiritica del famoso “piattino”, i presunti rapporti con il KGB, l’affare Telekom Serbia) senza mai venire processato. I giudizi infatti ritennero opportuno non andare oltre le udienze preliminari
  • i politici coinvolti nel famoso “caso Unipol” (tra gli altri, Piero Fassino), appartenenti all’ambito dell’allora Ulivo, ovviamente non hanno subito procedimenti di alcun tipo, nonostante avessero coperto una scalata bancaria che ha prodotto il pata-crack di cui tutti sappiamo
  • l’on. Massimo D’Alema è stato prescritto nel processo per finanziamento illecito del 1995: egli aveva infatti ricevuto 20 milioni di lire dal miliardario barese Francesco Cavallari, condannato per concorso esterno in associazione mafiosa. L’allora segretario del PCI ammise il fatto solo quando il procedimento oramai andava concludendosi. Fu poi coinvolto nel famoso scandalo “affittopoli” di Roma (enti pubblici davano in locazione a VIP appartamenti a prezzi agevolati), giustificandosi con il fatto che il suo misero stipendio (12 milioni di lire) non bastava a vivere in case normalmente affittate (metà del suo stipendio era devoluto al partito)…
  • l’on. Francesco Rutelli è stato condannato, con sentenza più volte confermata, a risarcire 301.674.228 di Lire per la vicenda legata alle consulenze del Comune di Roma scoperte nel 1995. Nonostante perfino la Corte di Cassazione si sia pronunciata su questo fatto (sentenza n° 1379 del 25/01/2006), nessun giornale ne ha parlato

Questo è solo per fare un esempio. Vi sono politici condannati e politici che sembrano angeli vestiti di bianco: ovviamente tutti regolarmente candidati, tutti regolarmente a fare da moralisti sulle condanne altrui. Si potrebbe andare avanti: vediamo cosa ha combinato il recente governo Prodi:

  • Sergio D’Elia, condannato per concorso in omicidio dell’agente Fausto Dionisi (avvenuto il 20/01/1978), già dirigente dell’organizzazione terroristica di estrema sinistra Prima Linea, viene eletto deputato nelle file della Rosa nel Pugno ed è in seguito stato nominato segretario alla Presidenza della Camera. Condannato a 30 anni di carcere, scontata le pena a 25, ne ha passati in galera soltanto 12 per i soliti benefici di legge. C’è stato anche chi, come il deputato Natale D’Amico (Ulivo) ha voluto difendere il D’Elia ricordando a gran voce la sua redenzione
  • La sede dell’ufficio di presidenza del gruppo parlamentare di Rifondazione Comunista al Senato è stata dedicata a Carlo Giuliani, un ragazzo “eroe dei Centri Sociali” che nei giorni del famoso G8 di Genova morì mentre con un estintore stava assaltando una camionetta dei Carabinieri. Nel 2004, una proposta di legge presentata da parlamentari dell’area estrema della sinistra, voleva istituire un “Archivio storico dei movimenti e delle culture giovanili in Europa” dedicato al medesimo Giuliani
  • Francesco Saverio Caruso, nelle file di Rifondazione Comunista, è stato eletto deputato: a suo carico pende una condanna a 3 anni e 4 mesi di reclusione per l’assalto all’Ipercoop di Afragola. Il 24/03/2003 viene condannato (nell’ambito del caso “36 occupato ed autogestito”) a 10 anni di carcere per aggressione ad agente di polizia e interruzione di pubblico servizio, pena poi recentemente prescritta con le attenuanti generiche causa ricorso in appello.

Si potrebbe continuare (tralascio per pietà i rapporti di Bassolino in Campania e di altri potenti del luogo a lungo nelle file della sinistra)… Insomma, nel precedente parlamento, sono stati premiati coloro che assaltavano camionette della polizia, che uccidevano agenti, che devastavano ipermercati. Ecco ciò per cui si distingue l’ideologia di sinistra. Fatta questa carrellata di “angeli della sinistra”, torniamo al problema Berlusconi. Credo che siamo intorno a 100 come quantitativo di processo giudiziari a suo carico. Ricordo solo i principali che ancora oggi infestano l’Italia.

CORRUZIONE LODO MONDADORI

Sentenza definitiva di non doversi a procedere causa estinzione del reato per prescrizione con concessione di attenuanti generiche. Il non rinvio a giudizio fu stabilito già nel 2003 nella sentenza di I grado (quella che condannò Previti).

CASO ALL IBERIAN 1

Sentenza definitiva nel 2003 di non doversi a procedere, reati estinti per prescrizione con concessione di attenuanti. Si tratta delle presunte tangenti che la Fininvest pagò a Bettino Craxi (1,23 miliardi di lire). La nuova legge è la tanto contestata e cosiddetta “depenalizzazione del falso in bilancio”: spesso accostata al caso americano, in realtà questa legge non depenalizza il falso in bilancio tout court, ma come argomentò la seconda sezione penale di Milano: “Il falso in bilancio non è più punibile – in base alla normativa sui reati societari – se non ci sono azioni legali intraprese dalle eventuali parti lese”. Il che è abbastanza diverso a mio avviso: la Dott.ssa Alessandra Colombo ad esempio ricorda che la vecchia formulazione (art. 2621) aveva come conseguenza lo “sproporzionato uso della fattispecie di falso in bilancio, figura che veniva richiamata a prescindere da un vero e proprio intento fraudolento”. Come contrappeso per altro sono state rese più pesanti le pene per chi, falsificando i bilanci, crea danno a qualcuno con profitto personale. Da questo link si può partire per un approfondimento alla nuova legge.

CASO LENTINI

Il caso Lentini si riferisce all’acquisto da parte del Milan dell’attaccante allora in forza al Torino, Gianluigi Lentini. La cifra messa a bilancio di 18 miliardi non comprenderebbe 10 miliardi versati in nero di cui 6 in particolare all’allora presidente granata Borsano. Silvio Berlusconi e Adriano Galliani furono rinviati a giudizio per falso in bilancio. Come sopra, sentenza definitiva di non doversi a procedere, reato esinto per prescrizione con concessione di attenuanti, sentenza definitiva del 2005.

ALTRI CASI

Per quanto riguarda altri casi di una certa rilevanza, si segnala l’assoluzione con sentenza definitiva nel processo di I grado nel caso All Iberian 2, è stato archiviato sia per il “Consolidato Fininvest” sia per la “Spartizione pubblicitaria Rai-Fininvest”, sul traffico di droga e sul suo presunto coinvolgimento nelle stragi del 1992-93 nelle quali persero la vita Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Ve ne sono poi molti altri nei quali o è stato assolto oppure, come nel caso della corruzione giudiziaria con tangenti a David Mills, i procedimenti sono ancora in corso (a tal proposito, invece di bersi sempre la solita solfa di TorqueMarco Travaglio, si potrebbe andare a vedere cosa disse il giornalista Filippo Facci nella trasmissione Annozero, condotta da Michele Santoro, il 02 novembre 2006 (puntata non presente nell’archivio del programma su RaiClick: perché?).

LEGGI AD PERSONAM

Quanto abbiamo appena visto, dagli avversari di Berlusconi viene definitivo “legge ad personam”, cioè quando chi ha incarichi legislativi, conoscendo la propria situazione giudiziaria, legifera onde fare in modo che i propri processi arrivino a conclusione positiva. Si potrebbe disquisire sul fatto che in pratica ogni legge potrebbe essere “ad personam”, ma siamo sicuri che la sinistra sia esente da tale pratica? Si potrebbe ricordare la cosiddetta “aministia Togliatti” con la quale si estinguevano i reati comuni, politici e militari: l’intento era di pacificare l’Italia dopo la guerra civile ma a trarne vantaggio furono soprattutto i partigiani che si resero protagonisti di crimini efferati sui quali ancora oggi pende la scure del silenzio comunista. Il 12 aprile 1990 una nuova legge di aministia estingueva i reati che si riferivano ai finanziamenti illeciti dei partiti (l’allora PCI riceveva dall’Unione Sovietica finanziamenti ampiamente documentati, soldi sporchi del sangue versato dal peggior regime criminale e assassino della storia mondiale). Quando Romano Prodi, nell’ambito del caso Cirio, fu indagato per abuso d’ufficio, tra le motivazioni che lo portarono all’assoluzione vi era anche un riferimento alla legge varata dall’Ulivo che modificava proprio l’abuso d’ufficio: benché quella modifica fu ritenuta non determinante per l’esito del processo, è quanto meno singolare quel richiamo. La modifica a quella legge portò inoltre alla fine prematura del caso Affittopoli nel quale era indagato Massimo D’Alema.

Molti hanno sostenuto che Berlusconi da alcuni suoi processi sia uscito illeso grazie alle leggi da lui promulgate che dimezzavano i tempi di prescrizione, senza le quali sarebbe stato certamente condannato. La realtà è ben diversa: in Italia, nel 2006 per un procedimento civile sono occorsi in media 902 giorni, per uno penale 240: La Corte Europea dei diritti dell’uomo ha condannato l’Italia per l’irragionevole durata di un processo che, se contrapposta alla durata che si ha ad esempio in Inghilterra (nel 1996 i tre gradi di giudizio vedevano in Italia 116 mesi di processo, in Inghilterra 52), è semplicemente vergognosa: Striscia la Notizia ha dato voce a persone i cui processi sono stati rinviati, oggi 2008, con udienza da tenersi addirittura nel 2013!!! Il Ministero della Giustizia ogni anno è costretto a pagare decine di milioni di euro come risarcimento per danni morali derivanti da questo problema. Dunque, se la Magistratura facesse il suo corso in modo regolare e corretto, rispetto dei tempi della “durata ottimale”, il problema di dimezzare i tempi di prescrizione non si porrebbe. In un Paese civile questo non dovrebbe avvenire: non è che siccome la Giustizia non funziona, bisogna lasciare che i cittadini marciscano nelle aule giudiziarie perché toccare i tempi di prescrizione significherebbe fare “leggi ad personam”… Sarebbe poi bello che i signori di sinistra ci spiegassero come mai praticamente tutti i processi a carico di Silvio Berlusconi sono iniziati quando è sceso in campo a contrastare i comunisti e in generale il centrosinistra che voleva raccogliere l’eredità governativa dopo quella Tangentopoli che aveva dichiarato la fine della c.d. Prima Repubblica… È quanto meno singolare che Berlusconi sia il personaggio che in Italia è stato praticamente accostato ad ogni reato immaginabile: spaccio, falsa testimonianza, falso in bilancio, corruzione, mafia, mandante di stragi!

Chiudo oramai che penso di aver detto quanto dovevo: in un Paese nel quale chi è di sinistra (come Travaglio) può dire in diretta nazionale su una rete RAI che chi vota a destra è ignorante, incolto, mafioso e nel migliore dei casi stupido. Viene eletto Berlusconi e ritorna la tiritera sui fascisti in Italia, sulla mancanza di democrazia, sulla dittatura, sul conflitto di interessi. Forse è proprio per questo che ad oggi, tra centrodestra e centrosinistra ci sono buoni 10 punti di distacco a vantaggio dei primi: le bufale, le bugie, la propaganda ideologica di questi dementi sinistrorsi ha stufato tutti quanti. A forza di sentirsi superiori, hanno scoperto che gli italiani evidentemente preferiscono gli “inferiori”. Come fa Di Pietro, nella puntata sopra citata, a dire che da 14 anni gli Italiani si fanno abbindolare dai mezzi di informazione? Ancora andiamo avanti a credere che siamo un popolo di cretini che si beve tutto quello che dice la televisione senza un minimo di capacità critica? Allora come mai c’è un 38% di cittadini che votano centro-sinistra? Ah dimenticavo, chi pensa sinistra pensa superiore… La cosa poi più buffa è che i sinistrorsi con in testa il duo Travaglio-Santoro da anni ripetono che negli Stati Uniti un uomo come Berlusconi non si sarebbe neanche potuto presentare, perché lì il “conflitto di interessi” è una cosa seria: senza tornare sul fatto che la sinistra, dopo 7 anni al governo, non è riuscita a fare uno straccio di legge che lo regolasse nonostante tutte le volte se ne riempisse la bocca, come ci spiega Christian Rocca sul suo blog riprendendo un articolo sul Foglio, in America il conflitto di interessi non è neanche regolato!!! Diciamoci la verità, la sinistra perde perché i suoi alfieri culturali come Santoro, Travaglio e recentemente anche Fuksas raccontano BALLE e continuano a ripeterle da anni e in modo clamoroso. Quindi, perdono perché hanno stufato, perdono perché di cazzate ne sparano di più e più grosse…

È finita!!! È finita!!! È finita!!! PRODI A CASA!!!

gennaio 24th, 2008
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Ore 20:43. L’Italia tutta (o quasi) festeggia il nuovo anno, la nuova fase politica che speriamo si apre. Ora, dopo che la sinistra ha sempre detto: «Se il Governo cade si va alle elezioni», speriamo che sia davvero così, e che nessuno si inventi nulla!!! Già in passato la sinistra ci ha abituato a rimpastoni sotto banco (vd. 1998 e 2000), ora BASTA!!! A CASA!!! E per DAVVERO!!!

Non sono bastate negli ultimi giorni le ennesime bugie raccontate agli italiani, di un Paese idilliaco dove tutto andava alla perfezione… Ora, le solite menate sul “tradimento del mandato degli elettori”, sul “tradimento del programma”… BASTA! A CASA! Non ce la facciamo più!!! Hanno pure avuto la faccia tosta di dire che la pressione fiscale è diminuita!!! ROBA DA PAZZI!!! VIA VIA VIA!!! Ora si torni al voto, con una legge elettorale decente e soprattutto, speriamo, con un prossimo governo di destra…


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