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Elezioni 2009: una analisi reale e non virtuale del voto

giugno 9th, 2009
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Come al solito, in Italia le elezioni le vincono tutti e non le perde nessuno. La novità della campagna elettorale 2009 è che la sinistra giudica i risultati a partire dai sondaggi e non dai voti reali: oramai è sempre più evidente che la sinistra sa pensare e ragionare solo intorno al virtuale.

Analisi delle Europee 2009

10.807.327 di elettori hanno scelto il PdL /10.504.851 di elettori scelsero FI+AN nel 2004

8.007.854 di elettori hanno scelto il PD / 10.105.836 di elettori scelsero l’Ulivo nel 2004

Nel 2004 andarono a votare 35.717.655 con 32.516.246 di schede valide, mentre sono 32.747.722 gli elettori alle urne nel 2009 (65,05 %) con 30.645.765 di schede valide.

Cosa è evidente: rispetto alle precedenti europee cala il numero degli elettori alle urne, ma cresce il livello del PdL. Ricordo che nella seconda parte della legislatura 2001/2006, quindi nel triennio 2004/2006 il centrodestra era purtroppo in grossa difficoltà nei confronti del suo elettorato. Quindi il livello di crescita non dico fosse scontato ma era certamente in preventivo: in ogni caso nonostante i 2milioni ca. di elettori in meno il solo PdL guadagna 300.000 voti (vanno poi considerati i voti presi dalle altre formazioni attualmente maggioranza di Governo).

Il confronto rispetto alle Politiche del 2008 fa più ridere che altro, perché sono due contesti totalmente diversi: tuttavia è uso comune, in Italia ma anche in Europa, utilizzare l’unico momento intermedio della legislatura in cui sono chiamati al voto tutti i cittadini aventi diritto per valutare l’azione di Governo. Difficile però che in Italia questo giochino funzioni realmente, perché a differenza del 2004 questa volta le elezioni europee arrivano appena un anno dopo le politiche, dove è uso comune mettere in piedi o anche compiere tutte le grandi promesse elettorali.

13.629.069 di elettori scelsero il PdL

12.092.969 di elettori scelsero il PD

Nel 2008 andò a votare il 80,512 % per 36.452.286 di schede valide.

Il Premier Berlusconi, se in percentuale ha ottenuto meno voti diretti, come totale li ha aumentati: si passa da oltre 2.300.000 (35%) preferenze ad oltre 2.700.000 preferenze (25%). Siccome in questa occasione ha votato meno gente rispetto a quelle passate, è facile considerare come evidentemente sono state espresse molte più preferenze dirette, quindi anche a fronte di un aumento la percentuale è inferiore. Si tratta di matematica pura, basta aver fatto la 2ª elementare per capirlo (forse alla Pravda sono fermi alla 1ª…). Sotto questo aspetto è bene sottolineare, dati alla mano, che si tratta della miglior performance del nuovo millennio, visto che preferenze superiori come numero le ottenne soltanto nel 1994 (anno della discesa in campo) e nel 1999 (terzo anno di uno sciaguratissimo primo governo di sinistra della seconda repubblica). Altro che caduta libera e Berlusconi in ritirata… Anzi, il distacco tra PdL (senza MPA+Pensionati nel 2009) e PD (senza Radicali nel 2009) è più che raddoppiato, passando da 37-33 (+4%) a 35-26 (+9%).

Tornando al giochino attuale, si dice: tu hai perso qui, tu hai perso là, io ho guadagnato qui, io là, etc. Il dato reale è questo: ci sono 6milioni di elettori in meno alle urne, per i più disparati motivi; è alquanto difficile dire che il PdL perde consensi o subisce crepe nel suo elettorato. Un dato per tutti:

Roma: 690.340 per il PD, 663.747 per il PdL nel 2008

Roma: 583.716 per il PD, 776.325 per il PdL nel 2009

Roma è dunque a tutti gli effetti una antica roccaforte della sinistra visto che per il secondo anno consecutivo il centrodestra ottiene la percentuale maggiore (40 a 30, dieci punti secchi a favore del PdL, ricordo che nel 2008 il centrodestra ha conquistato il Campidoglio). Prendo Roma perché qui abito e perché è la capitale d’Italia simbolo del governo sinistrorso. Questo dovrebbe rendere l’idea di quale sia il calo del centrodestra in Italia. A sentire l’opposizione, l’attuale Governo sarebbe uno dei peggiori della storia: il Presidente del Consiglio mente, i disoccupati vengono abbandonati al loro destino, i salari sono in calo vertiginoso, la crisi attanaglia il Paese, la deriva xenofoba ci sconvolge da nord a sud, e così via seguitando. Non sembra proprio questa la fotografia dell’Italia: sconfitti in ogni dove, a sinistra hanno perso centinaia di presidi tra Province e Comuni, nei casi migliori hanno perso il 10% anche dove hanno vinto, nelle regioni rosse che più rosse non si può dal 1946 ad oggi. Una semplice domanda: anche questi elettori che da 60 anni votano a sinistra si sono lasciati imbacuccare dal Dominatore? Non penso proprio: la realtà è che il PD non ha alcun programma politico, la parola d’ordine è stata “fermiamo il dittatore”. La tesi del grande venditore, del grande imbonitore è comoda quanto stantia, diffusa quanto banale, spiega tutto spiegando e capendo nulla. L’antiberlusconismo come essenza di esistenza, ma dov’è finito il programma di Veltroni, dov’è finita quell’idea di rivoluzione a sinistra introdotta nel Paese da Walter “Santo Subito” Veltroni? La Lega ruba voti al PdL anche in Emilia-Romagna? È alquanto difficile sostenerlo se si vuole essere presi minimamente in serietà.

Nel risultato del PdL hanno pesato almeno 2 dati: la becera campagna gossippara fondata sulle frustrazioni di una moglie (traditrice?) e sulle foto illegati di un fotografo su cui dovrebbero indagare i servizi segreti, che certamente è valsa a poco ma intanto qualcosa all’UDC ha regalato, fosse anche uno 0,5%. Ed indubbiamente è stata utile ad accalappiare quegli elettori di sinistra che magari avevano in animo non dico di saltare il fosso ma almeno di astenersi. Altro dato importante è l’astensionismo, che rispetto alle politiche vale come visto 15 punti percentuali.

Come valutare l’astensionismo? Difficile: lo si può considerare come un monito al Governo, ma allora perché in Sardegna è stato superiore che in Sicilia? Nel sud è stato tendenzialmente superiore al nord, ma anche qui in Campania il PdL ha sfondato alla grande, ha raso al suolo il PD, difficile pensare che ci fosse un rifiuto verso Berlusconi. Indubbiamente una parte è anche andata al mare, un’altra parte ha semplicemente snobbato la tornata elettorale europea… Ci sono vari elementi da considerare: resta il fatto che i voti che mancherebbero (secondo una stima almeno 800.000) porterebbero il PdL a quel 37% ottenuto alle Politiche 2008 e senza il supporto di Pensionati+MPA, che alla fin fine almeno un altro punto/punto e mezzo fanno entrare: guarda caso, si arriverebbe proprio (o molto vicino) fatidico 40% dei sondaggisti. Anche qui è matematica pura, e basta anche il 3° anni d’asilo. Si dirà: in ogni caso il PdL non ha guadagnato (in compenso il PD è sprofondato). Questo certamente è un dato su cui riflettere: cioè, le coalizioni nel proporzionale puro si sono assolutamente cementificate, granitificate, e forse il Premier ha sbagliato a prendere i sondaggi più ottimistici come metro di paragone per queste elezioni. O forse la lettura correttiva che gli istituti demoscopici fanno durante le loro rilevazioni non ha valutato né l’astensionismo né tanto meno il livello poi raggiunto dalla Lega. In ogni caso, questa volta la propaganda comunicativa sulla forza del PdL che ha sempre ben portato in passato non ha pagato, perché non ha convinto gli elettori ad andare a votare, anzi magari è stata controproducente: che ci interessa a noi delle europee, tanto più che il PdL è già abbastanza forte di suo, un voto in meno non cambia la questione. Moltiplicato questo ragionamento per 6milioni di elettori purtroppo la questione è mutata, seppur di poco.

C’è anche il dato della libertà che si ha in elezioni non politiche: non c’è da scegliere un governante diretto quindi l’elettorato non militante si sente più libero di votare nel modo che ritiene più opportuno. Si valuti ad esempio Napoli, provincia che ha avuto un certo plebiscito verso il centrodestra dopo 15 anni di malgoverno (per utilizzare un eufemismo) del centrosinistra:

Napoli Europee 2009: 775.186 voti per il cdx = al 56,09% su 1.381.530 di voti

Napoli Provinciali 2009: 809.346 voti per il candidato PdL = al 58,28% su 1.388.656 di voti ai candidati presidenti

Risulta evidente come oltre il 2% della popolazione (decine di migliaia di cittadini) alle provinciali dovendo scegliersi il candidato che li avrebbe rappresentati direttamente sul territorio abbiano maggiormente puntato sul centrodestra di quanto non abbiano fatto alle europee, dove la rappresentatività territoriale viene meno. E dove indubbiamente vengono meno le alleanze territoriali, fatte anche con le liste civiche, i cui elettori si sentono meno in dovere come detto di votare il partito principale della coalizione di riferimento. Ad es., la Fiamma Tricolore alle provinciali ha raccolto la metà dei voti delle Europee. Se estendessimo questo tipo di studio a livello nazionale risulterebbe un ulteriore dato da dover necessariamente mettere in conto nella valutazione complessiva del voto.

Il ragionamento finale è il seguente: se gli Italiani preferiscono il Dittatore menzognero alla grande sinistra italiana, io fossi in Franceschini o chi per lui mi farei una domanda seria e cercherei una risposta altrettanto seria che non siano le fantasie da mondo parallelo nelle quali lui & co. vivono da 15 anni. Oppure molto semplicemente la sinistra si arrampica sugli specchi, e mentre c’è gente che ogni giorno suda e si rimbocca le maniche per sistemare questo Paese baluardo del terzo mondo in Europa, qualcuno comodamente seduto in poltrona grida “al lupo al lupo”: e come la ben nota favola, oramai il contadino non si lascia più infinocchiare…

Per testare la tenuta del Governo a fronte di questa opposizione e di un anno di crisi, un piccolo roundup europeo: in Gran Bretagna Labour al 16%, in Francia Sarkozy al -11%, in Germania la Merkel ed in Spagna Zapatero perdono colpi in maniera sensibile, tanto che addirittura in Spagna è l’opposizione a cantare vittoria. Basta e avanza così.

Analisi delle Provinciali 2009

È interessante anche andare a valutare il dato finale dei voti alle Provinciali. Sul territorio nazionale è sempre difficile fare delle valutazioni, causa presenza di una miriade infinita di liste civiche apparentate o meno che ovviamente alterano il senso del voto. In ogni caso è un livello amministrativo in cui l’appartenenza politica ha ancora un valore, seppur minimale. Ergo è interessante notare come:

4.721.274 di elettori hanno scelto direttamente il PdL / 22,69%

4.492.697 di elettori hanno scelto direttamente il PD / 21,59%

Il Popolo della Libertà è dunque il primo partito in Italia. Siccome nel 2004 l’allora coalizione di centrosinistra conquistò 50 Province, è facile valutare la crescita netta del centrodestra, quindi ritengo inutile andare a cercare i voti totali di quel tempo.

Il Pdl vince al primo turno in 27 amministrazioni provinciali, strappandone 17 al centrosinistra e conservando le 7 che aveva precedentemente. Il Pd vince in 14 e 22 sono le amministrazioni provinciali che andranno al ballottaggio del 21 giugno (via DestraLab). Alcune anche nella grande striscia rossa toscano-emiliana.

Non mi addentro nel problema delle Comunali, troppi dati ed in ogni caso la semplice conta dei comuni persi e conquistati senza tenere conto il numero di elettori totali è giocare al totocalcio e basta.

Ergo, soltanto in un universo parallelo il centrosinistra ha vinto le elezioni… Rimettessero in freezer lo champagne, non mi sembra proprio il caso di brindare: è come se un milanistra esultasse dopo aver perso il derby 3-0 perché il pendolo di Maurizio Mosca aveva predetto un 5-0… :lol:

Le armi di rincoglionimento di massa di Dario-spia

maggio 27th, 2009
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C’era un volta… No non va bene, troppo favoleggiante.

In quel tempo… No neanche questo, troppo evangelico.

Quando mesi addietro (ecco meglio) Uolter “Ombra” Veltroni fondò il suo governo-buio, sembrava che le cose per la politica italiana fossero ad un punto di svolta: il “Santo Subito” aveva tirato fuori i comunisti dal Parlamento dopo 50 anni (roba che manco la P2), aveva fatto dichiarazioni importanti… Certo, quell’alleanza con Di Pietro non prometteva nulla di buono, ma tutto lasciava ben sperare. La politica del fare l’aveva chiamata Uolter, la svolta, il sorpasso, abbiamo messo la freccia, un refrain ripetuto anche da quel “profeta” di Scalfari ad 1 settimana dalle elezioni. Sappiamo tutti come andò a finire: sparirono si i comunisti dal Parlamento, ma ci mancò poco che sparisse pure la sinistra: e giù allora a raccogliere firme (5 milioni, ma che fine hanno fatto?), a fare petizioni, a girare l’Italia in bici, in treno, in pullman, perfino a piedi… Giù con manifestazioni e contromanifestazioni (con tanto di insulti al Papa che non guastano mai), la solita combriccola che grazie all’effetto Veltroni moltiplica x10 i partecipanti. Giù soprattutto con sentenze-farsa (perfino un bambino capirebbe che sono tali) che tanto bene fanno alla sinistra. Risultato? C’è mancato poco che la sinistra sparisse di nuovo per davvero: infatti Uolter “Buio” Veltroni si è dimesso, al suo posto il mite cattolico Franceschini, un uomo tutto d’un pezzo. Siccome però l’uomo dalla faccia come il culo (Pannella dixit) conta a sinistra meno di zero, l’unico suo modo per sentirsi importante era quello di inseguire Di Pietro nel refrain contro Berlusconi. La sinistra, morta politicamente, prova a sopravvivere con l’accanimento terapeutico dell’antiberlusconismo… Ma, udite udite, non serve più a niente neanche quello: giusto la boccata d’ossigeno di 0,5% recuperato nei sondaggi, che già la settimana successiva il PdL torna sopra il 40%. Uno spettacolo talmente deprimente e desolante da non lasciare scampo, nessun film di fantascienza avrebbe potuto trattarlo meglio.

Spuntate le armi che hanno fatto quel poco di “gloria” (quella che puzza di cicoria, come cantavano noi bambini alle elementari!) della sinistra negli ultimi 15 anni, cosa è rimasto all’avvento della campagna elettorale per le Europee  2009? La magistratura con le sue sentenze cronologicamente pilotate, ma questa non è una novità, sono 15 anni che vanno avanti così, ergo per cui… Un ritorno serio alla politica? Un incalzare pressante sulle mancanze del Governo? Macchè signori, i sinistrorsi ed i loro alfieri d’attacco (o D’Avanzo che dir si voglia), da Santoro a Floris ad Ezio Mauro, da Lerner a quel depravato di Stiller, da TorqueMarco Travaglios alla bionda Conchita, si sono gettati in una nuova avventura: fare i gossippari. Cos’è che impedisce ad un Paese democratico di realizzarsi? Cos’è che conta davvero per gli Italiani? Ma ovvio, sapere se il 70enne Berlusconi s’è scopato una 16enne di Casoria, magari davanti ai suoi genitori che ne valutavano la prestazione… Che deprimenza: 3 settimane in cui ad una povera ragazza è stato detto semplicemente di tutto, insultata e vilipesa in un modo che manco 100 Padre Nostro potrebbero sistemare e davvero non so come il padre non abbia ancora preso una spranga di ferro chiodata e non abbia difeso l’onore di sua figlia contro certa gentaglia che paragonarla ai maiali diventa un insulto per i maiali stessi (almeno loro sono utili a qualcosa). Insomma, in 15 anni siamo passati dalle ricerche storiche su Togliatti e la gioiosa macchina da guerra di Occhetto, al gossip può becero e spudorato. Trasmissioni, intere prime pagine, persino i pregiudicati condannati per Repubblica sono attendibili al 100% (e più certo di Berlusconi, quello è “ovviamente scontato”). E cosa ha avuto il coraggio di dire il signor Franceschini? Che Berlusconi svicola dai suoi obblighi di campagna elettorale parlando di altro…

Ha ragione Pannella, proprio la faccia come il culo… Il richiamo della foresta è diventato (o rimane) l’ultima arma percorribile: in mancanza di un qualsiasi straccio di idea politica, l’interesse si concentra in mezzo alle gambe di una 18enne…  Il DNA è sempre lo stesso: ribaltare la realtà, negare l’evidenza, ogni mezzo è lecito, ma proprio ogni… E allora anche noi, come Repubblica, vogliamo porre alcune domande al Premier, perché anche a noi come a Repubblica preme il bene della Patria:

  • Quando Noemi comprò le babbucce, ha preso anche un pigiama a pois?
  • Mentre si guardava la partita insieme al maggiordomo Alfredo, c’era il rutto libero? Oppure facevano proprio le gare?
  • C’era un arsenale di trombette e sciarpe con tanto di insulto obbligato all’odiato calciatore avversario?
  • Dopo la partita, le canotte di lor signori avevano il classico alone di birra?
  • Birra e patatine o whisky e pop-corn?
  • È vero che le cartoline storiche di Elio Letizia ritraggono nudi dell’800?
  • Il tuffo nella fontana a mezzanotte? È vero che il Premier ha fatto il doppio carpiato che manco Klaus Dibiasi?

Ecco signor Presidente, rispondere a queste domande è vitale per il futuro della democrazia italiana: lasciamo al loro destino i cassintegrati, le morti bianche, la crisi economica, le famiglie che non riescono a salire la scala sociale, lasciamo al loro destino queste futili problematiche e ci risponda a questa semplice domanda: ma è vero che Lei mentre guarda le partite del Milan indossa le pantofole nerazzurre?

Ma quello che è davvero deprimente e desolante, sono tutti coloro che questa roba la trovano giusta e veritiera, che danno credito ad una moglie frustata che sta divorziando e ad un pregiudicato pur di rinvigorire il loro voto sinistrorso: questa è la vera tragedia, la vera deriva antidemocratica (non le vaccate sul regime di certi cerebrolesi logorati dalla mancanza del potere), che qualcuno ancora oggi possa decidere di votare a sinistra non per obiettivi ed oggettivi motivi politici, ma perché su Repubblica si gossippa sui movimenti delle gambe di una 18enne. Il PD è già morto…

pd-berlusconi ringrazia

Miracolo italiano: il PD fa una proposta!

ottobre 29th, 2008
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Venghino siore e siori, venghino ad ascoltare il primogenito della “feconda” mente pidiana… All’ascolto di tale annuncio, mi sono messo quasi a piangere tanta era la commozione: il PD ha finalmente fatto una proposta che corrispondesse alla definizione di “proposta” data dal dizionario della lingua italiana. Vabbè, quelle 10 proposte le poteva pensare qualsiasi persona dotata di q.i. pari a 50, tanto sono banali (in effetti, non pare una grande trovata aver affidato l’estensione del testo all’ex sottosegretario Modica della cui riforma concorsuale si disse che era semplicemente illegale), però signori, la botte piena e la moglie ubriaca nun se poteno avè! Vabbè anche che i ricercatori precari le abbiano giudicate una minestra riscaldata, ma vero pure che della 133 loro non salvano neanche l’art. 84 e che probabilmente, di fronte alle proposte rivoluzionarie del prof. Perotti farebbero ugualmente le barricate, quindi diciamo il loro giudizio non è proprio il più attendibile ora come ora…

Rimane la grandissima svolta del partito, come il bambino che dopo essere nato emette il primo vagito: il PD è vivo, ne abbiamo le prove, ora tocca vedere come cresce!

A proposito, venerdì è già la sua prima festa… Indovinate quale?

halloween

La raccolta firme del PD che fine ha fatto?

ottobre 23rd, 2008
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Nel periodo estivo vi abbiamo dato conto dell’iniziativa del PD di fare una raccolta firme contro il Governo Berlusconi: Uolter non aveva null’altro da fare che rompere i maroni ad un Governo appena entrato in carica che già registrava un aumento di consensi rispetto alle elezioni di pochi mesi prima.

Il PD disse di aver raccolto nei mesi estivi ben 650.000 firme e che alla ripresa autunnale avrebbe fatto sfracelli: 5 milioni di firme promise Velproni di portare in piazza il 25 ottobre. A quell’iniziativa si contrapposero senza mezzi termini alti esponenti del partito come Bassolino e soprattutto Cacciari, che criticò l’iniziativa in modo aspro. A Napoli fu un record, perché mentre folle seguivano Berlusconi per le vie della città, appena 120 persone firmarono la petizione nonostante il banchetto fosse posto a poche centinaia di metri dalla spiaggia, dove migliaia di bagnanti di godevano la calura estiva fregandosene altamente della protesta sinistrorsa.

Ora mi chiedo: è parecchio tempo che questa iniziativa è totalmente scomparsa dalla cronaca nazionale. Eppure, sul sito online del partito leggiamo:

Hanno già firmato in 4029672.

Avete capito? Hanno firmato più di 4milioni di persone, compreso Silvio Berlusconi, e nessun giornale, neanche la Pravda, ne dà notizia! Neanche il Cavaliere è riuscito a mobilitare tanta gente contro il Governo più inetto ed odiato della storia d’Italia, il Governo Prodi II, ed ora il Nulla vuole farci credere che lui ha mobilitato 4 milioni di persone contro il Governo più amato della storia d’Italia, quel Governo Berlusconi IV che secondo i sondaggi ha raggiunto percentuali in alcuni casi ben più che bulgare, con un gradimento costantemente intorno al 60%.

Urge che qualcuno mediamente più intelligente di me mi spieghi come sia avvenuto il miracolo e di come mai nessuno ne dia più notizia (manco lo stesso Veltroni per intenderci…)… Di misteri della fede non penso si possa parlare, ergo, cosa è successo nel frattempo?

Va da sé che con oltre 4 milioni di firme sabato in piazza dovremo vedere arrivare gente “a frottole” (è proprio il caso di dirlo!), almeno 3 milioni di persone: vedremo se reggerà il record storico del 2 dicembre 2006, quando oltre 1,5 milioni di persone (per gli organizzatori 2,2) parteciparono al corteo che dal Circo Massimo si mosse verso piazza S. Giovanni. Intanto sappiamo che per il manifesto il PD non ha trovato altro da mettere che una foto di piazza S. Pietro all’udienza con il Papa: evidentemente, nell’archivio di partito non si era trovata nessuna foto abbastanza recente con un assemblamento di gente degno di questo nome…


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