Un’ora di nulla. La manifestazione del PD era esattamente ciò che la maggioranza degli Italiani si aspettava: demagogica e populista all’ennesima potenza.
Il leitmotiv che ha guidato l’intervento del Nulla era “L’Italia è un Paese migliore di chi lo governa“, lasciando presagire senza mezzi termini che chi quel governo lo vuole è peggiore di chi non lo vuole: La superiorità antropologica di sinistra, funzionale all’aggregazione di quella parte dell’elettorato che coltiva odio politico nelle viscere del suo più profondo pensiero: questo è stato il centro dell’intervento di Velproni. La sinistra non è razzista, la destra si; la sinistra coltiva cultura e ricerca, la destra no; i bambini si ubriacano e si drogano a 12 anni perché c’è la destra; la crisi internazionale è figlia della destra; la crisi del Paese è figlia della destra che ha governato per 7 anni… Tutti temi ripetuti più e più volte: il perfetto esempio di comizio elettorale nel quale si è lodato il lavoro di Romano Prodi, si è esaltato il ruolo della sinistra che pensa all’Italia nel suo insieme. Al contrario, Silvio Berlusconi non è uno che governa ma uno che pensa a prendere il potere, uno che pensa a proteggere le banche ed i poteri forti, alla cultura delle veline e non a quella universitaria, al protagonismo individuale e non alla società.
Ovviamente, subito Veltroni si smentisce: dopo tutto quello che ha detto, chiosa “Noi non siamo qui per insultare e parlare di regime“. Ora, anche tenendo spento il cervello si capisce senza sforzi che il comizio di oggi è stata soltanto una sequela di insulti verso la maggioranza, e magari domani ci verrà a dire che se il Governo non vuole il dialogo è perché è fascista. Sì perché 15 minuti il Nulla li ha spesi a ricordare cosa è stato il fascismo, cosa ha prodotto e che “l’Italia è profondamente antifascista” (l’Italia è profondamente anticomunista, caro Uolter), e che il Presidente del Consiglio non ha voluto dichiararsi anche lui antifascista. Ci lamentiamo del fatto che Berlusconi indichi in questa sinistra una forza politica non democratica, allora per correttezza dovremo dire che la sinistra non parla in modo diverso dalla destra, ergo per cui…
Stamattina mi sono gustato un fantastico editoriale di Antonio Polito, direttore de Il Riformista, giornale di area Margherita, quindi PD, nel quale scrive: «La grande manifestazione di oggi servirà solo se sulla fiducia in se stesso che ne trarrà il giovane partito, si costruirà un partito diverso da quello che abbiamo visto fin qui all’opera. Un partito nazionale, non demagogico, capace di studio e di proposta» (p. 4). Peccato, dott. Polito, che alla sua analisi non abbiano fatto seguito i fatti: l’unica proposta è stata quella di stanziare 6 miliardi di euro a favore delle famiglie. Non che non si possa condividere, basta trovare i soldi, e non sarà certo la sempre chiamata in causa ICI (tema che rode il PD in maniera senza pari) a farli saltare fuori. Non sarà certo continuando a raccontare fantasmagoriche menzogne sul futuro della scuola che si costruisce un’Italia migliore, non sarà certo ripetendo a pappagallo la superiorità antropologica della sinistra che essa riconquisterà il Governo del Paese, non sarà certo flirtando con loschi personaggi che parlano di dittatura e di despoti che ci riuscirà. Veltroni si prepari pure, tanto alle urne vanno a votare i cittadini e per ora questi ultimi non se lo filano proprio “de pezza”.
Non solo purtroppo Polito non ha avuto ragione, ma ha perfettamente avuto ragione invece Cacciari: «Cerco di portare a termine il mio mandato e lasciare la scena ai demagoghi [...] Della manifestazione non me ne frega niente. Non mi preoccupa la manifestazione, ma che il governo ombra non abbia prodotto assolutamente nulla».
Dobbiamo dunque rassegnarci, come dice Silvio, ad attendere almeno una generazione prima di vedere una sinistra non solo degna di questo nome ma degna del suo ruolo? Non lo so e non lo credo, ma certo la manifestazione di oggi è stata una bella smentita a quello che penso. Se “L’Italia è un Paese migliore di chi lo governa”, “Walter è esattamente quello che dice”: nulla.
Ultimo pensiero: l’organizzazione ha parlato di 2,5milioni di presenze. Innanzitutto, neanche una virgola Veltroni l’ha dedicata alla sua fantomatica raccolta firme, che pure ha superato (stando al sito online) i 4milioni di registrati: due sono le cose, o è falsa oppure era uno specchietto per le allodole che infatti è sparito ben presto dalla discussione politica. Inoltre, quando l’Italia manifestò la vittoria della Coppa del Mondo, si disse che partecipò oltre 1 milione di persone, e basta recuperare le immagini per capire che erano molti più di quelli presenti oggi. Ma basta un semplice calcolo matematico: il Circo Massimo copre un’area di ca. 600×200m, che fanno evidentemente 120000m². Considerando lo spazio vitale di un uomo, la presenza del palco ed altri amenicoli vari, la presenza di vuoti e del fatto che evidentemente il popolo non era schierato come l’esercito, dubito anche che si sia arrivati ad 1,5 milioni di persone, ma dubito fortemente. Vabbè che il valzer dei numeri lascia il tempo che trova, comunque il Nulla ha perfettamente ragione: è stata una grande giornata di democrazia e di demagogia, in cui il partito si è inondato del suo popolo ed ha ritrovato un po’ di fiducia dopo la batosta elettorale.
Uolter, quando verrà il momento della politica, facci sapere, noi intanto attendiamo fiduciosi…
EDIT: secondo la Questura erano presenti 200mila persone. Probabilmente erano qualcuno in più, ma la stessa Questura disse che il 2 dicembre 2006 erano presenti da Berlusconi 750mila persone. Uolter, “a ritirate”!!! Ma chi hai chiamato per decuplicare le presenze, Steven Spielberg o George Lucas?
NB: dopo la tristezza del comizio di oggi, piangiamo adesso di gioia a rivedere queste immagini!!!




