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Le fronde “partigiane” nella maggioranza: sarebbe ora di finirla

novembre 14th, 2009
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Gli accadimenti politici degli ultimi tempi sono la dimostrazione di quanto la discussione gossippara degli ultimi mesi stia dando i frutti di quanto avevamo fin da subito previsto: in Parlamento il dialogo tra maggioranza ed opposizione, se mai c’è stato, è defunto da un pezzo; nella maggioranza forse ci si crogiula troppo sul consenso popolare (che, si ricordi, è determinato anche da una sinistra totalmente inesistente); a livello sociale, si è perso il senso della misura della discussione politica, per cui oramai si vive solo giorno per giorno, senza nessuna lungimiranza, pensando soltanto a come affondare l’avversario di turno.

Questa grave situazione civile dell’Italia, che qui non si aveva avuto remore nel definire antidemocratica (e questo non certo per colpa del governo), esplode come sempre nel particolarismo partigiano: basta un po’ di confusione, e tutti cercano di arraffare il possibile per il proprio orticello. La manovra finanziaria “light” di quest’anno ne è stata l’ennesima dimostrazione: tutti, sinistra compresa, tentano di tornare al vecchio far west dell’assalto alla diligenza, in cui tutti, dato un testo base, possano recriminare la loro fetta di danaro ergo consenso politico (una mania questa che gli italici hanno ben imparato, essendo scritta nel dna fin dai tempi dei Romani). Non si può spiegare altrimenti il tentativo di disarcionare, senza mezzi termini, il Ministro Giulio Tremonti, reo di essere inflessibile sui conti pubblici italiani: se fosse per certi politicanti, di sinistra ma anche di destra, potrebbe anche schizzare al 150%, al 200%, al 1000%, tanto a loro cosa importa, l’importante è far vedere che “fanno”. È da troppo tempo che si è instaurato in Italia il concetto secondo il quale se qualcosa non funziona, basta ricoprirla di soldi: la giustizia non funziona? Più danaro… La scuola non funziona? Più danaro… Qualcosa non va? Più danaro… Peccato che quel danaro lo mettono i cittadini con le loro tasse, tanto per chiarire la faccenda.

In senato si è ieri conclusa la discussione sulla finanziaria 2010, che ricordiamo è una nota di variazione della vera finanziaria dello Stato, quel DPEF triennale varato nel 2008. Per un “errore”, ci si è dimenticati di discutere in commissione dell’istituzione della Banca del Sud, voluta da Tremonti e contenuta in un emendamento del relatore: così a questo giro non se ne farà niente, e la discussione è rinviata. Se il Ministro propone una manovra “light” da 200 milioni, è dalla stessa maggioranza che partono i siluri: Baldassarri (per altro uomo intelligente), propone una variazione da 37 miliardi di euro. Si, proprio così, 37 miliardi pari a 2 finanziarie e mezzo in regime normale (generalmente le finanziarie si attestavano sui 15-16 miliardi l’anno, cioè 1 punto del PIL), che dovevano servire a tagliare le tasse e ridurre la spesa. È lo stesso senatore a qualificare la sua azione “contro il superministro”, e questa a casa mia dove il dizionario esiste ancora si chiama fronda antiqualcuno o antiqualcosa. Oltre alla Banca spariscono anche 80 milioni che erano destinati alla ricerca nel senso più ampio del termine: bisogna mettersi d’accordo per capire a che gioco stiamo giocando, perché senza regole comuni si finisce che si lavora un anno per impiantare un certo tipo di discorso e poi al momento di quagliare si cambiano le carte in tavola. Su questo punto non c’è discussione, a Montecitorio quei soldi vanno rimessi nel testo, se non si vuole fomentare ancora di più lo scontro con un settore che è già sul piede di guerra perché gli si sta smontando il giochino dell’università come parcheggio di parenti, amici e raccomandati, che poi per forza di cose divengono precari e ritengono di avere il diritto di essere assunti dallo Stato pur senza aver dimostrato di essere realmente utili. Nella confusione generale, il testo ministeriale si salva in parte per pochissimi voti, ma passano 2 emendamenti del PD: 1 serve a tornare al far west, cioè il governo d’ora in poi potrà presentare solo uno “schema” di manovra e non più qualcosa in qualche modo vincolante. È così che, mentre senza soldi si stanno facendo ottime cose (si veda l’azione del ministro Brunetta ed il cambio di mentalità nel mondo dell’istruzione, dal ‘68 ad una scuola finalmente tale), quando bisogna mettere mano al portafogli tutti partono in quarta e nessuno rispetta più semafori e precedenze. Così, se qualche soldo in più nella tredicesima sarà soprattutto dovuto ad effetti congiunturali della situazione economica (inflazione più bassa e rivalutazione contrattuale), l’arrivo delle prime stime sullo scudo fiscale apre un vulnus che ho il terrore al solo pensiero di chi ci metterà le mani dentro. Voglio essere sincero e dire che pochissime volte mi sono sentito rassicurato dalla presenza della Lega, e questa è una di quelle volte.

Questa è la mia sensazione: che le vicende extra politiche del Cavaliere, per quanto in massima parte costruite ad arte da certa stampa di sinistra, abbiano dato buon gioco a chi nella maggioranza, Fini in testa, ha già lanciato la successione alla guida del partito: una successione non solo di uomini, ma proprio di gruppi e di idee. Come se, la campagna di Repubblica non avesse ottenuto effetti pubblici ma effetti dietro le quinte ben più devastanti: l’ultima parte della carriera politica di Silvio (per motivi evidentemente cronologici) ha dato la stura a chi vuole accorciare questa fase di transizione, disarcionando il 12° uomo più influente della terra (secondo Forbes) per via politica (ben sapendo che a livello popolare non ci sarebbe partita). Nel 2013 potremo ritrovarci con un PdL ad immagine e somiglianza di un AN diventato secolarista e socialista, con idee che più che “moderne” sembrano perbeniste e terzomondiste: se devo cominciare a votare l’UDC, cari amici del centrodestra, ditelo subito, almeno so che quelle idee sono già chiare, e non dovrò ritrovarmi a costruire un partito su delle fondamenta che porteranno ad elevato affatto differente. Se Berlusconi non riprende in mano la situazione e sbatte il pugno sul tavolo con l’espressione: “Cari minchioni, questo è il programma e questi sono i voti, ergo questo è quello che dobbiamo fare”, l’arrivo alle Regionali rischia di avere un atterraggio piuttosto turbolento. Ma questo gli viene impedito da un sistema (giustizia in primis, ma non ultima la “cara” Veronica) che sente di star per cominciare a raccogliere i frutti di una guerra totale cominciata qualche mese fa: “visto che noi – pensano – siamo così incapaci di batterti sul piano democratico, cominciamo a spalare cacca per distruggerti”. A tutti gli effetti si chiama colpo di Stato legalizzato, ed io credo che mai come questa volta anche il popolo debba fare la sua parte di contrasto a questi atteggiamenti eversivi: o si parla chiaro e tondo, oppure davvero è meglio tornare alle urne. Ma dopo, al primo che fiata 2 schiaffi correttivi come quelli che si danno ai bambini troppo discoli non glieli leva nessuno.

EDIT ore 23:00: prendiamo atto che il Ministro dell’Istruzione Gelmini ha smentito categoricamente che vi sia stato il taglio di 80 milioni alla ricerca riportato dai giornali. Si sarebbe trattato di una confusione con un emendamento riguardante un vecchio taglio che nulla avrebbe a che fare con inesistenti ulteriori tagli. Partiamo da qui dunque affinché si lavori per aumentare i fondi a disposizione.

Vorrei capire cosa fa la maggioranza ma non ci riesco…

gennaio 14th, 2009
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Allora ricapitoliamo la questione: il PD aveva promesso un autunno caldo e si è ritrovato con manifestazioni giornaliere sempre più scarne quanto a presenze, si è ritrovato travolto da una questione giudiziaria probabilmente senza precedenti nella sua storia, nei sondaggi è in calo pazzesco, non se lo fila più nessuno, le stesse sezioni di partito non capiscono dove devono andare, il partito è spaccato al suo interno da correnti e correntine e sostanzialmente si naviga a vista e pure al buio. Nei sondaggi demoscopici di ogni colore mai il vantaggio tra destra e sinistra è stato così ampio, neppure ai tempi del primo Governo Berlusconi.

Che pacchia si potrebbe dire… E invece no, la maggioranza cosa ti combina? Prima s’inventano una richiesta di fiducia sul ddl anticrisi che probabilmente non ha capito neanche Elio Vito (mi dispiace ma in tal senso ha perfettamente ragione il presidente Fini), poi cerca di inserire nel ddl sicurezza un “contributo” all’immigrazione di 200 euro… Ma si è mai sentita una vaccata più grande di questa? Un contributo all’immigrazione può essere partorito soltanto da una mente distorta, infatti credo sia ascrivibile a qualche pecora smarrita della Lega…

Insomma, di fronte ad una sinistra che praticamente non esiste, la destra riesce a risollevarla, a darle manforte, a darle visibilità, ad approvare cose che veramente ti tocca essere d’accordo con loro, il che diventa una grave sconfitta per l’azione del governo. Ora, personalmente non sono contrario all’idea che un medico abbia la facoltà, del tutto personale, di denunciare un clandestino: l’idea che un clandestino abbia il diritto di esserlo e che venga protetta dalla legge la sua “invisibilità” allo Stato può far parte soltanto di una cultura comunista che aborro profondamente. Però pregherei la maggioranza di dare una immagine migliore della sua azione, queste robette da quattro soldi che poi portano soltanto a divisioni interne sono utili alla sinistra ed alla sua propaganda, mentre sono inutili al Paese ed una manovra come la tassa sull’immigrazione rischia soltanto di attirarsi le ire dell’Europa, sempre pronta ad accusare l’Italia di essere guidata da un regime xenofobo, come in maniera schifosamente subdola hanno fatto i gruppi della sinistra in sede di Parlamento Europeo.

Di fronte agli importantissimi risultati raggiunti da questo Governo, gli errori di confusione servono soltanto a rovinarne l’immagine e a ringalluzzire il centrosinistra… Siccome non è la prima volta e neanche la seconda, vogliamo smetterla di scrivere le leggi a membro di segugio?

Perché materializzare l’ombra del razzismo?

settembre 21st, 2008
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C’è un aspetto davvero preoccupante nell’attuale discussione politica italiana: questo continuo tentativo becero e vergognoso di inculare nella mente della gente l’idea che “destra=fascismo, razzismo, xenofobia“.

Questo infruttuoso e vano tentativo è portato avanti da quel nulla che gli scagnozzi della sinistra, in un accanimento terapeutico senza pari, si ostinano a chiamare “opposizione“. Perché la banda di Topo Gigio & Co. dall’inizio della Legislatura è stato un pacco marcio di nulla più assoluto, nulla condito da continue invettive senza fondamento contro l’azione del Governo: vano perché l’opinione pubblica non è stata scalfita di un decimo nell’idea generale sull’attuale maggioranza. Anzi, mai come questo momento il PD è in zona retrocessione e anche l’IdV segna un certo regresso rispetto ai fumi di luglio. Per non parlare del capolavoro Alitalia, dove l’azione della sinistra ha fatto sì che una parte non irrilevante del popolo italiano voglia il fallimento della compagnia di bandiera.

Ma, detto che il nulla si rivela per quello che è, e difatti il popolo italiano lo schiaffa all’opposizione e non si cura di quel che dice ma passa avanti, c’è un altro aspetto che mi preoccupa davvero molto: vedere le scene di guerriglia in quel di Milano e in quel della Campania dove frotte di immigrati africani collusi con i soliti avvoltoi dei centri sociali di tutto punto coperti, hanno creato ore di tensione per le vie di due città italiane. Perché tutto ciò è avvenuto? Perché gli scagnozzi della sinistra nei loro insulsi giornali da mesi scrivono che ogni volta che qualcuno si rivolge ad un uomo di colore con un tono leggermente sopra le righe è un razzista ed uno xenofobo: è successo così quando al Pigneto ci fu quella vicenda nella quale per giorni si parlò di fascisti, poi si scoprì che a dare il via a tutto era stato un uomo con Che Guevara sul braccio e nella famosa “banda” che aveva assaltato alcuni negozi c’erano dei ragazzi di colore che assaltavano altri ragazzi di colore (poi si scoprì che era un regolamento di conti e che quel negozio assaltato spacciava droga, ma questo non interessa ai giornali della sinistra che appena scoperto a barare le carte hanno insabbiato il trucco). Sulle leggi proposte dal Ministro Maroni s’è fatta una maretta che ha persino coinvolto il Parlamento Europeo (un caso veramente vergognoso), salvo poi scoprire che per la UE quelle leggi sono perfettamente in regola e compatibili con l’ordinamento europeo: sui giornali, titoloni cubitali su Maroni razzista, sul Governo che fa pulizia etnica dei rom, e menate varie. Per arrivare alla stretta attualità, la vicenda di Milano, dove due assassini hanno preso a sprangate un ragazzo di colore reo di aver rubato alcuni biscotti: inutile che il PM e la magistratura sottolineino che il razzismo non c’entra niente; inutile ricordare che gli esercenti italiani da anni vivono in uno stato di tensione al limite della sopportabilità… In quel di Campania, un regolamento di conti di tipo camorristico sui giornali è diventato un avvertimento per cacciare gli extracomunitari: inutile dire che alla polizia risulti come tra i morti ci siano persone in precedenza arrestate per reati di droga.

A forza di materializzare l’ombra del razzismo, a forza di materializzare l’idea dell’odio, l’unica cosa che si è ottenuta sono state le scene di guerriglia in quelle stesse città, perché in questo momento gli extracomunitari si sentono davvero in mezzo ad un popolo di razzisti e xenofobi. Quel nulla che qualcuno chiama PD dovrebbe fare una seria riflessione di coscienza… oops scusate, una seria riflessione sul suo nulla, perché questo suo modo di fare propaganda non solo non gli sta giovando, non solo non sta sgonfiando il supporto all’attuale maggioranza, non solo sta riportando il Paese nella melma delle paludi del politichese, ma sta creando forti tensioni sociali all’interno del Paese soprattutto verso la comunità extracomunitaria. Materializzando paure inesistenti, il popolo fa corporazione e poi con il pretesto di sostenere l’amico morto fanno guerriglia urbana per le vie di Milano…

Ci sveli Velproni, che vuole invernarsi in quel dell’Artico, cosa ne vuole fare di quel nulla che è la sua idea politica chiamata PD, partita da 1 in aprile e approdata a 0 già in estate. Perché il suo modo di aizzare gli scagnozzi che poi vuol dire inculcare alcune idee false e tendenziose in una parte (per quanto esigua) dell’opinione pubblica italiana (e non solo), rischia di alzare il livello di scontro sociale che è l’ultima cosa che serve all’Italia per liberarsi definitivamente del peso della politica del compromesso che l’ha portata sull’orlo del baratro. Il modo in cui il PD ha portato avanti la questione Alitalia (e spalleggiato la CGIL) è lo specchio di quello che loro vogliono per l’Italia: il fallimento onde riaccaparrarsi le poltrone governative

Molto incazzato e sempre più orgogliosamente di DESTRA, voglio cercare di capire, anche perché esercitare la mia ragione sul nulla è un bel da farsi, però ne vale la pena perché il futuro dell’Italia, in questa congiuntura economica estremamente difficile e complicata ad essere compresa e risolta, è appeso ad un filo che si chiama “non aprite quella porta”, cioè tenete lontano il PD dalla coscienza degli Italiani.

La maggioranza è proprio in confusione

luglio 30th, 2008
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È sempre bello vedere come gli esponenti del PD, pur in una situazione per loro a dir poco imbarazzante, con i sondaggi in netto calo (3 punti ed oltre persi da aprile) e le beghe di partito, riescano ad essere felici e giulivi.

Ma questo è anche colpa, o forse quasi interamente, dell’attuale momento di confusione che sta vivendo la maggioranza. Dopo un’inizio di legislatura all’insegna del lavoro e dell’efficienza programmatica, il caldo ha fatto venire meno quel minimo di concentrazione e di impegno informativo che dovrebbe contraddistinguere ogni esecutivo. Ne abbiamo parlato proprio ieri di come l’agenda mediatica del Paese, da inizio legislatura, sia dettata dall’opposizione, con feticci antiberlusconiani e sotterfugi politici da voltastomaco.

Ieri sera però si è vissuto un altro momento difficile: l’emendamento del PD sul decreto legge Milleproroghe, il dl che si presenta all’indomani della manovra economica, è risultato approvato in Camera con 250 sì, 246 no e tre astenuti nonostante il parere contrario di governo e commissione. L’emendamento riguardava la possibilità di produrre combustibili sintetici ma soltanto se derivati da biomasse, come chiesto per altro dalla commissione Agricoltura. I 5 deputati dell’MPA hanno votato a favore dell’emendamento come segno di appoggio al mondo agricolo, ai quali si sono aggiunti gli errori di un deputato PdL e di due deputati Lega. Altri tre deputati Lega si astengono dal voto, e complice una mancanza di numeri (75% di presenti cdx ma 86% di presenti csx), l’emendamento presentato da Giuseppina Servodio viene approvato. Casini dell’UDC ha colto la palla al balzo per sperare che quando il dl tornerà in aula sia ulteriormente migliorato (ma va approvato entro il 3 agosto), aggiungendo che «Una opposizione migliore di questa che vota tutto non l’hanno mai vista» (il significato dell’affermazione tuttavia mi risulta oscuro). Antonello Soro, capogruppo del PD, ha sparato fuochi d’artificio al risultato finale: «È evidente che tutte le volte che questa maggioranza affronta il Parlamento, non riparandosi dietro il voto di fiducia, non regge la sfida», che non è altro che una bestiale stupidaggine, grossa almeno quanto quella del suo amico Letta quando ha detto che in Italia ci sono 9milioni di precari (sono 4 volte di meno). Il Governo fino ad oggi ha posto la questione di fiducia soltanto sul Decreto Legge relativo alla sicurezza e alla Camera sulla manovra economica, appena 2 volte a fronte di una miriade di provvedimenti già approvati fino ad oggi. Bisognerebbe ricordare a Soro quante volte la maggioranza di Prodi ha dovuto fare ricorso alla fiducia in appena 18 mesi…

In ogni caso, Berlusconi ci ha tenuto ad elogiare, probabilmente in maniera ironica, la «indiscussa e indiscutibile superiorità» dei senatori del PdL. Dal centrosinistra, che ritiene i parlamentari di maggioranza delle marionette al soldo del Cavaliere, non è stata invece elogiata l’indipendenza politica del MPA, che ha votato per coscienza e non per partito, come invece ha fatto Borghesi dell’IdV, che pur annunciando il suo appoggio all’emendamento cosiddetto “antiprecari” ha detto ufficialmente (la notizia è pubblicata sul suo sito internet) di aver votato contro per spirito di partito e per spirito d’opposizione! Due pesi e due misure, come al solito… Rimane comunque il fatto che Italo Bocchino, presidente vicario del gruppo del PdL alla Camera, ha espresso parole di forte risentimento per le espressioni del Premier, definendole «infelici, irrispettose e irricevibili». Consiglierei a Bocchino di farsi un weekend di vacanza, perché quelle parole di Berlusconi erano tutt’altro che un attestato di stima…

Infine, il Ministro Sacconi, che l’altro giorno aveva prontamente affermato di essere completamente estraneo all’emendamento “antiprecari” presentato in Commissione Bilancio di Montecitorio, ha rilasciato una nota ufficiale tramite il dicastero del Welfare per annunciare che il Governo ha intenzione di circoscrivere alle sole Poste Italiane tale intervento, quindi alla metà dei circa 10.000 lavoratori che la formulazione, già modificata rispetto a quella originale, includeva. Annunciata anche, ma scontata, la modifica all’emendamento sugli assegno sociali: il presidente della Commissione Bilancio Azzolini ha tenuto a precisare che il testo va corretto affinché la volontà del Governo sia chiara per evitare equivoci. D’altronde, si tratta di un banale errore tecnico di formulazione, facilmente correggibile, ma che se non viene fatto può portare alla cancellazione di tale assegno anche per gli italiani che ne hanno bisogno. Ovviamente, soprattutto sul primo punto, Epifani della CGIL ha tenuto a sottolineare che il Governo, se incalzato, sa fare marcia indietro: Epifani dovrebbe capire che è assurdo e vergognoso che l’opposizione abbia sollevato il polverone soltanto nel momento in cui la norma non era più modificabile, ma prendiamo comunque atto del suo riconoscimento che di fronte agli errori questo esecutivo sa cambiare idea, a differenza di qualcun’altro…

L’incidente al Senato, l’errore tecnico sugli assegni sociali, la “bomba” non prevista sui precari, tutto ciò che abbiamo ricordato ieri, rappresentano i giorni di confusione che sta vivendo la maggioranza prima di andare in vacanza. Sarà il caldo, sarà il molto lavoro da svolgere, sarà quel che volete, ma queste ultime battute a vuoto sono il segnale che la maggioranza sta di nuovo compiendo quegli antichi errori di comunicazione mancata che il Premier si era promesso di correggere. Berlusconi dovrà darla comunque una svegliata perché altrimenti, in autunno, i problemi saranno altri e molto ma molto più grossi.


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