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Stato etico o Stato laico?

aprile 1st, 2009
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Riprendo questo straordinario articolo di Giorgio Nadali al quale non mi sento di aggiungere nulla. Chi non è in grado di comprenderlo, si attacchi un cartellino alla giacca con su scritto “io sono peggio dei talebani”! Compreso il signor Fini…

Roma 28 Marzo 2009Quando Gesù rende chiaro a tutti di avere distinto tra ciò che bisogna dare a Cesare e ciò che bisogna dare a Dio, pone le fondamenta dell’esercizio della libertà, quindi di un habeas corpus, di ciò che della persona resta impenetrabile al potere. Sacrificare questo sull’altare del politicamente corretto significa far risultare politicamente corretta l’esperienza della libertà.

Gianfranco Fini plaude a queste parole verso la conclusione del suo intervento al primo congresso del Popolo delle Libertà. Si riferisce al biotestamento, appena approvato al Senato
Le nostre istituzioni sono il frutto di una separazione convinta, completa e articolata che non è mai ostracismo tra religione e politica. Sono le parole di Mario Mauro, vicepresidente del Parlamento Europeo.

Gianfranco Fini plaude a queste parole verso la conclusione del suo intervento al primo congresso del Popolo delle Libertà. Si riferisce al biotestamento, appena approvato al Senato. C’è una contrapposizione tra Stato etico e Stato laico secondo Fini. La laicità garantisce di non finire nella deriva ideologica, sostiene il presidente della Camera.altinum “Non c’è contraddizione tra il riconoscimento delle radici cristiane e la richiesta di istituzioni laiche, perchè la laicità è innanzitutto separazione delle due sfere, come è ben chiaro ai cattolici più avveduti, e spero di non offendere nessuno”. Solo dopo questa premessa, Fini rivolge alla platea la domanda retorica: “E allora siamo proprio sicuri che il testamento biologico approvato al Senato sia per davvero laicità? Perchè quando si impone un precetto per legge, si è più vicini ad una concezione da Stato etico che da Stato laico”.

Non si tratta di imporre un precetto per legge, ma di fondare le leggi di uno Stato su dei valori che non possono sottrarsi dalla forza della ragione. Il valore della vita non può essere messo in discussione dalla laicità dello Stato, a meno che questi non scada in un relativismo etico incapace di scelte che siano in grado di essere fedeli alle radici culturali e storiche che l’hanno fondato.

La differenza, semmai, è tra Stato laico e Stato teocratico. Uno stato laico ha comunque delle radici religiose. Non esistono stati con ordinamenti democratici che non facciano riferimento alla religione come fondante la loro cultura e la loro storia. Cosa sarebbe l’Italia senza il cattolicesimo. Cosa sarebbe l’Europa, fondata dal monachesimo benedettino, senza il cristianesimo? Può uno stato tradire i suoi valori fondanti in nome di un malinteso concetto di laicità? Oppure i valori della tolleranza e dell’accoglienza, della solidarietà fanno comodo a tutti, anche per criticare la Chiesa, ma quello della difesa della vita, di ogni vita, anche della propria non fa comodo a tutti e bisogna tacerlo quando si legifera? Due pesi e due misure da sacrificare sull’altare della laicità? Anche i valori “laici” nascono in ambiente cristiano e gli devono molto.

Ad esempio basta leggere la dichiarazione dei diritti umani elaborata dai teologi islamici e tutta fondata sul Corano per la radicale asimmetria. L’Islam non ammette una conoscenza della natura indipendente dal Corano nel senso della legge naturale, di origine stoica che il Cristianesimo ha fatto propria assumendo nel suo ordinamento il diritto romano. No, lo stato etico è proprio un’altra cosa. Stato etico come fonte di libertà e di coscienza etica per i singoli cittadini. Quello era lo stato etico teorizzato da Hegel e ripreso per spiegare la concezione dello stato fascista di Mussolini. La fonte della libertà – lo ha ricordato Berlusconi all’apertura del congresso – non è affatto lo Stato, ma la natura stessa dell’uomo. E’ lo Stato che deve la sua storia e le sue tradizioni ai valori cristiani. I cittadini che non condividono questi valori devono aspettarsi uno Stato che in nome di una laicità scada nel relativismo che pone ogni scelta come ugualmente accettabile? Oppure si devono adeguare al sentire della maggioranza della popolazione della nazione in cui vivono? Ai cittadini che non condividono i valori cristiani fa solo comodo che lo Stato riconosca festiva la domenica cristiana e le altre feste, ma non che ti dica che, no proprio di fame e sete non vuol farti morire, ance se glielo implori in carta bollata? Ha uno stato l’autorità di proibire ciò che ritiene immorale o il politico deve essere abile solo nella demagogia di chi scambia la libertà con l’utilitarismo e la laicità con il laicismo? Un politico non può e non deve rinunciare alle sue scelte di coscienza.

Uno stato basato su valori cristiani non si impone su coloro che cristiani non sono. Così come il divieto costituzionale della schiavitù non obbligò coloro che credevano in questa forma di oppressione a seguire il cristianesimo. Uno stato deve compiere delle scelte etiche, non può essere considerato come un garante di presunti diritti, soprattutto quando questi si scontrano con i valori di rispetto della dignità umana. Perché mai lo stato dovrebbe garantirti il diritto di suicidarti? O di drogarti, magari. Lo stato in questo modo rinuncerebbe alla sua funzione di tutela del cittadino. Nessuna libertà è assoluta quando vivo in una comunità.

Le questioni eticamente sensibili devono sottostare ai valori della cultura che quello stato l’ha fondato. Uno stato laico non impone leggi religiose. Non pretende per legge la partecipazione alla Messa, ad esempio. E’ una laicità cultuale, ma non culturale. La laicità assoluta non è possibile e non è neanche auspicabile. Una laicità culturale sgretolerebbe il collante sociale e di identità di uno stato. Non a caso un sociologo ateo – Durkheim – osservava che “non esiste una società conosciuta senza religione” e che “la religione ha dato vita a tutto ciò che è essenziale nella società”.

Non dimentichiamo che è stato il cristianesimo a fondare la laicità. Con la speranza in un Dio amico degli uomini che viene a liberare l’uomo dalle ideologie che lo imprigionano nella logica di una libertà slegata dalla verità, e che quindi gli si ritorce contro. “Diventerete come Dio”. L’uomo dio di se stesso. La prima e originaria ideologia distruttiva.

Giorgio Nadali http://www.pensierolibero.eu/tgeu/index.php?op=new&id=899

Su Benedetto XVI con più calma

gennaio 17th, 2008
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Nel post che ho scritto ieri, sono stato definito razzista e omofobo. Bene, se dare dei caproni ad atei ed omosessuali significa essere razzisti e omofobi, sinceramente non saprei come definire i numerosi blog comunisti e anticlericali che con vignette ed espressioni ben peggiori apostrofano cattolici e credenti in generale. Così come non saprei definire cosa sia Giorgio Israel, docente proprio alla Sapienza, che sul suo blog ha avuto parole di fuoco ben peggiori delle mie. Ma si sa, il politically correct deve sempre avere la meglio, soprattutto quando a scrivere sono uomini credenti e di destra…

Sia come sia, si è fatto un gran parlare in questi giorni della mancata visita del Papa alla Sapienza: sarebbe sciocco addentrarsi in polemiche rinfacciandosi (come fossimo schieramento contro schieramento) cosa ognuno ha fatto nella sua propria storia. Certo, che dei comunistelli dell’ultima ora si mettano ad insegnare cosa sia la democrazia e la libertà fa sinceramente ridere. Che le lettere che hanno originato tutta questa protesta siano lettere piene di retorica veterosessantottina condita da luoghi comuni triti e ritriti e con la postilla finale della citazione storica falsa, l’ho spiegato con dovizia di particolari qui:
Benedetto XVI e il processo a Galilei

Che uno di quei oramai famosi 67 sia poi diventato presidente del CNR, dovrebbe sinceramente far riflettere profondamente a quale bassezza di tornaconto politico siamo arrivati con questo sinistrorso governo al Paese. In questa 4 giorni finale, di tutto è stato detto: lo scontro tra laicità e uomini credenti, lo scontro di civiltà tra comunismo e cattolicesimo, tutto è stato uno scontro, un muro contro muro. È stato un bello spettacolo? Si dice che 4 gatti non fanno la laicità dello Stato, peccato che proprio quei 4 gatti abbiano definito la loro farsa “una vittoria della laicità”. Sì, una vittoria di Pirro: per altro, ottenuta da strateghi ignoranti, perché contestano alla Chiesa di essere oscurantista ma invece di fare in modo che tale appaia, si comportano da formazione paramilitare mettendo in atto gli stessi atteggiamenti che contestano. Citare in modo capzioso e furbesco stralci di discorsi altrui ribaltandone l’interpretazione (come si dice facesse l’Inquisizione), chiedere che ad una persona venga impedito di parlare, agire per creare un clima di contestazione intollerante e permanente: questo è stato fatto da qualche centinaio di studenti fomentati da lettere retoriche e piene di falsità. Da carnefice che volevano far apparire il Papa, alla fine sono stati loro a farlo apparire come vittima, ottenendo il contrario di quello che si aspettavano. E meno male che ad essere oscurantista è la Chiesa!!! Beh, ammesso e non concesso che lo sia ancora, di certo è in ottima e più che numerosa compagnia.

È stato poi detto che in fin dei conti, nessuno ha impedito al Papa di parlare e che la scelta finale è stata la sua: beh, scusate lor signori, ma in quel clima voi avreste parlato? Avete visto cosa era oggi la Sapienza? Un bunker, protetto da cordoni di polizia dove c’è mancato poco che per entrare bisognasse avere il certificato di permesso della DIGOS… L’Università, che per definizione dovrebbe essere tempio della ragione e del libero confronto, è diventato un bunker, un bunker dove possono parlare terroristi come Adriano Sofri e Renato Curcio, dove possono parlare Vasco Rossi e Valentino Rossi, gente che certo in termini di cultura ha davvero poco da offrire, ma non il Papa. I giornali di sinistra hanno apostrofato questo evento come la “vittoria della libertà”: ma la libertà da cosa? Perché ieri ho definito queste persone una massa di pecore? Perché sono solite andare dietro al primo che parla con convinzione: sono persone facilmente condizionabili, che hanno passato la loro vita a fare prima quello che dice la mamma, poi quello che dice la maestra, poi quello che dice l’allenatore, ora quello che dicono gli ideologizzati dei Collettivi. Ed ecco perché, di fronte ad altre persone che parlando con altrettanta convinzione e coerenza, di fronte a persone che potrebbero in qualche modo indurli a riflettere su quali siano le vere “libertà dell’uomo”, ecco che hanno fatto scattare un comune meccanismo di autoprotezione: impedire all’altro di parlare onde evitare di rischiare di mettere in discussione le proprie idee. E se mi permettete, questa è un’altra grande differenza che intercorre tra i giovani di destra e quelli di sinistra. L’intolleranza laicista, di cui traccia un profilo egregio Filippo Rossi nel suo blog, è ciò che sempre di più permea la vita civile del nostro Paese: sono pronti a stracciarsi le vesti e i capelli quando ad un imam viene impedito di parlare, accusano l’Iran di essere uno stato teocratico che toglie i fondamentali diritti umani di libertà di espressione, ma al tempo stesso questi stessi atteggiamenti che condannano ferocemente, li applicano in casa nostra quando si tratta di far parlare il Papa oppure qualche rappresentante della Chiesa Cattolica al di fuori delle parrocchie o di S. Pietro. La laicità, così come comunemente intesa oggi, è stata fatta diventare anticlericale o, se vogliamo, anticattolica, trasformando al contempo il tempio della ragione e del confronto in un luogo fazioso e appunto intollerante. Innanzitutto non è un bel servizio reso alla democrazia del Paese, ma secondo poi non è neanche un bel servizio reso alla laicità dello stesso, che rischia in tal modo di spostare quell’osservatorio neutrale che sono i cattolici non praticanti (cattolici per modo di dire insomma) in un compattamento di idee con la frangia cattolica attiva e praticante, che giustamente ha reagito, con toni più o meno accettabili (ma questo dipende dai punti di vista), con atteggiamenti più o meno vistosi, all’attacco senza quartiere verso il loro Pontefice. Io credo ci sia da riflettere seriamente sulle argomentazioni utilizzare per appoggiare ed applaudire quanto successo in questi giorni alla Sapienza, perché è sempre più evidente oramai la deriva ideologica e culturale dell’università italiana, che oramai si sta configurando sempre più come l’ultimo avamposto sessantottino e veterocomunista rimasto in Italia. Nei prossimi decenni, il nostro Paese dovrebbe essere governato da persone che si sono formate dentro questi luoghi: beh, se queste sono le premesse, c’è davvero da aver paura. Quei “tempi bui” che non abbiamo mai attraversato (come oggi riconoscono tutti gli storici dotati di razione), sono lì alle porte: se apriamo quella sbagliata, saremo in grado di tornare indietro?

Una lettera di scuse da parte dei 67 professori, non fosse altro per riconoscere l’errore commesso, non mi risulta sia ancora arrivata. Quindi, siccome la sto ancora aspettando, non svegliatemi…

Nasce “Questioni Cristiane Forum”

gennaio 4th, 2008
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È con molto piacere che annuncio la nascita del nuovo forum collegato al mio sito sulla storia del Cristianesimo. Tale nuova comunità, dal nome inequivocabile Questioni Cristiane Forum, si pone come naturale porto di approdo per i navigatori del sito principale, e come punto di incontro di tutti coloro che vogliono discutere di tematiche legate alla storia, alla dottrina, all’esoterismo cristiano, ma anche e soprattutto al rapporto tra Scienza e Fede e quello, spinoso tanto quanto importante, tra Stato e Chiesa.

Per tutti coloro che vogliono confrontarsi su questi temi, le porte sono aperte. Il forum non è settoriale, non è infatti collegato ad alcuna parrocchia o movimento cattolico: tutti sono ben accetti finché discutono serenamente, nel rispetto delle idee altrui, mettendo in atto un proficuo scambio di idee e conoscenze. Non vi rimane quindi che collegarvi al seguente indirizzo:

http://www.cristianesimo.altervista.org/forum/index.php

Vi attendo numerosi! ;)


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