Posts Tagged ‘giustizia’

Il Governo “amico” dei mafiosi

ottobre 9th, 2009
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Secondo la vulgata dipietresca, se “è vero come è vero” che 2+2 fa 4, Berlusconi è un amico dei mafiosi. La sua discesa in campo coinciderebbe con un momento politico nel quale la mafia cercava un nuovo asset istituzionale per continuare le sue losche attività: peccato che quel Governo durò 6 mesi a causa di un processo inventato dalla procura di Napoli e poi ci furono 7 anni di governo di sinistra… Come dire, se la mafia ha provato a truccare le carte non aveva fatto i conti con il pool di Napoli e Romano Prodi, che sarebbero riusciti là dove avevano fallito Falcone, Borsellino e decine di magistrati antimafia della Sicilia e non solo… Un po’ come Veltroni con i comunisti per intenderci.

Sicuramente, la mafia non ha fatto bene i conti neanche successivamente: se andiamo a vedere gli ultimi provvedimenti infatti, Cosa Nostra ha fatto il Tafazzi di turno nel far eleggere Berlusconi (piuttosto complesso che la maggioranza di 17 milioni di persone e oltre siano portate da Cosa Nostra ma alla fantasia di Di Pietro e Travaglio non poniamo limiti), a prescindere ovviamente dal fatto che il resto della mafia (Camorra, ‘Ndrangheta, Sacra Corona Unita) vive e opera in regioni rosse da illo tempore. Ad esempio, l’articolo 41bis, il carcere duro per i mafiosi, è stato fortemente inasprito: da 2 a 4 anni, meno aria, meno contatti, e carcere anche per il tentato favoreggiamento, e soprattutto spostamento nei carceri isolani. Sono state poi inasprite le norme per la confisca di beni e rese più veloci le operazioni di reimpiego: dall’insediamento del nuovo Governo hanno già trovato destinazione oltre 1 miliardo e mezzo di euro sequestrati ai criminali, in massima parte alle forze di polizia e a tutte quelle associazioni che lavorano per la giustizia e la tutela del territorio; la “confisca per equivalente” è stata estesa anche ai delitti di stampo mafioso. Il sequestro viene inoltre esteso anche agli eredi dei mafiosi. Sono stati aumentati i poteri in dote al Procuratore Nazionale Antimafia e quelli della DIA (Direzione Investigativa Antimafia).

Nel primo anno di Governo sono stati assicurati alle patrie galere quasi 3000 appartenenti alla criminalità organizzata nel suo complesso, di cui fino ad oggi 170 erano latitanti, 22 appartenenvano ai 100 più ricercati. Di oggi è la notizia che Santo La Causa, boss dei boss in quel di Catania, considerato uno dei 30 criminali più pericolosi d’Italia, è stato anch’egli sbattuto in gattabuia dal reparto operativo del comando provinciale dei carabinieri; negli ultimi mesi altri signori appartenenti a questa lista, come Salvatore Miceli e Rosario De Stefano, hanno fatto la stessa fine. Senza dimenticare che l’11 aprile 2006, il giorno dell’arresto del capo dei capi Bernando Provenzano, era al Governo ancora e da 5 anni Silvio Berlusconi, cioè colui che “sospettatamente” sarebbe sceso in campo quando il primo diventava “il capo”.

Al contrario, le norme che abbiamo prima ricordato e che il capo della Polizia Antonio Manganelli ha qualificato come “auspici del giudice Falcone“, sono state bocciate in Parlamento sia dal PD che dall’IdV, che hanno votato NO il troncone relativo alla criminalità organizzata del ddl sulla sicurezza approvato nel luglio di quest’anno.

Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica, legge 24 luglio 2008 n. 125.

Disposizioni in materia di sicurezza pubblica, legge 15 luglio 2009 n. 94.

Insomma, questo Governo sta facendo un culo così alla criminalità organizzata eppure certi ambienti, che da mesi con il lanternino scrutano cosa c’è in mezzo alle gambe della D’Addario, continuano a ritenere che Berlusconi sia sceso in politica per creare un Governo paramafioso. Questo Governo fa i fatti, gli altri fanno le chiacchere.

Aggiornamento: alcuni dati segnalati dal Ministro dell’Interno Maroni. Il governo ha sottratto alla Mafia circa 5,4 miliardi di euro, dirottando le somme confiscate in un fondo che ha ora una disponibilità di 676 milioni che servirà a finanziare le forze dell’ordine. “Ogni giorno sono stati arrestati mediamente 8 mafiosi – ha affermato il ministro dell’Interno -. Non ci sono precedenti di un governo che nei primi 15 mesi ha adottato così tante misure contro la mafia e così efficaci“. Maroni ha detto inoltre che dall’inizio dell’azione di governo sono stati sciolti “12 consigli comunali per infiltrazione mafiose rispetto agli otto sciolti nello stesso periodo del governo precedente. Sono risultati che non hanno precedenti è una stagione straordinaria“. Per quanto riguarda il Comune di Fondi (guidato da una giunta di centrodestra), attenzionato dalle forze dell’ordine per possibili infiltrazioni mafiose, si è scelto la via del commissariamento e delle elezioni anticipate poiché nonostante la corposa relazione consegnata non risultano allo stato attuale indagati per alcun reato.

PS: ovviamente conosciamo benissimo la condanna ancora non definitiva che pende su Marcello Dell’Utri per “concorso esterno in associazione mafiosa”, che riguarda “quei soggetti che, sebbene non facciano parte del sodalizio criminoso, forniscano, sia pure mediante un solo intervento, un contributo all’ente delittuoso tale da consentire all’associazione di mantenersi in vita, anche limitatamente ad un determinato settore, onde poter conseguire i propri scopi”. (Cass. Sezioni Unite Penali, 5 ottobre 1994). Ma oltre a ragionare per presunzione (ruolo che lasciamo ai campioni del giustizialismo ed ai “cretini di talento”), non si può fare, e quello che rimane sulla carta, quello che rimane agli effetti di legge, sono i fatti che corrispondono alla lotta senza tregua e alle leggi contro la criminalità organizzata, che altri non hanno fatto.

Il Lodo Alfano è incostituzionale

ottobre 7th, 2009
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I 15 giudici della Corte Costituzionale, chiamati dai PM del pool di Milano a decidere sulla costituzionalità del Lodo Alfano, hanno a maggioranza bocciato senza appello detta legge. Infatti, richiamando gli articoli 3 e 138 della Costituzione, la legge è di fatto cancellata dall’ordinamento giudiziario italiano. Tra le altre possibilità vi era anche la bocciatura parziale del Lodo, che a quel punto avrebbe potuto essere corretto tramite una ulteriore legge ordinaria. La Consulta ha invece stabilito che una modifica del genere va praticata a mezzo di legge costituzionale, che significa doppio passaggio tra le due Camere del Parlamento, votazione a maggioranza qualificata e referendum popolare.

La decisione era ampiamente attesa, sebbene il cauto ottimismo della difesa negli ultimi giorni lasciasse uno spiraglio per l’ipotesi della parziale incostituzionalità.

È di tutta evidenza a questo punto che tale legge sia il risultato di un errore tecnico, nonostante fossero stati accolti i rilievi della Consulta sul Lodo Schifani del 2004. È ancora evidente che la tipologia e l’elevatezza della Corte Costituzionale non possono far gridare al complotto eversivo come si trattasse di semplici PM politicizzati, come ha in qualche modo lasciato intendere Umberto Bossi. Allo stato attuale, diventa ancora più stringente e necessario tornare a governare il Paese con ancora più fatti di prima, per dimostrare alle prossime elezioni regionali del 2010 quanto sia benvoluto questo Governo dal popolo indipendentemente dagli strascichi giudiziari del Premier (che c’erano anche prima e di cui il popolo se ne è fregato pur di cacciare quegli incompetenti della sinistra), come è stato fino ad ora.

Quando verrà pubblicata la sentenza della Corte torneremo ad analizzare più compiutamente la decisione, soprattutto per capire come mai l’attuale Presidente della Corte Costituzionale ha cambiato idea rispetto a quanto venne deciso dalla sentenza della Consulta del 2004, di cui egli era relatore, che non ritenne di stabilire che una decisione del genere dovesse essere presa modificando la Costituzione.

Lodo Alfano: Gasparri sugli scudi. MITICO!

luglio 22nd, 2008
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È stato un Maurizio Gasparri verace, forte, impettito, quello che ha parlato questa sera nel dibattito al Senato sul Lodo Alfano, il provvedimento che prevede lo stop ai processi (con il blocco della prescrizione) per le alte cariche dello Stato. In pochi minuti, ha disintegrato tutte le parole dell’opposizione, fondate unicamente sul trito e ritrito concetto dell’antiberlusconismo: il Lodo non va bene perché salva Berlusconi, il Lodo non va bene perché viene fatto passare per legge ordinaria, il Lodo non va bene perché contravviene alla Costituzione, e così via seguitando. Il capogruppo al Senato del PdL si è lanciato in una nutrita serie di citazioni eccellenti, le quali una per una smontavano in serie le argomentazioni dell’IdV e del PD, dimostrando senza ombra di dubbio la legittimità del procedimento in ogni sua parte.

maurizio gasparri

Quando la Finocchiaro ha citato le parole “Tutti sono uguali davanti alla legge“, forse ha dimenticato che evidentemente il concetto della sinistra è “Tutti sono uguali, ma i diseguali sono diseguali“. Imbarazzante quanto avviene negli ultimi giorni che sta colpendo gli esponenti del PD (da Del Turco alle presunte tangenti di Fassino, fino a D’Alema ancora coperto dall’immunità del Parlamento Europeo, lui che chiede a gran voce che Berlusconi si faccia processare: ipocrisia senza tregua!), imbarazzante il loro modo di fare politica, sempre e soltanto teso a criticare l’azione altrui senza portare mai uno straccio di alternativa che sia minimamente credibile e/o praticabile (forse è per questo che non li vota più nessuno?). Ma tutto questo non ci interessa: l’intervento di Gasparri merita di essere visto e rivisto e di rimanere agli annali come dato fondamentale di smontaggio della propaganda sinistrorsa. Presto dunque l’intervento dovrebbe essere reso disponibile online, cercherò quanto prima di inserirlo nel canale TV della Libertà su YouTube. Ogni altra parola diventa vana…


http://it.youtube.com/watch?v=mcMoIu5sqXk

Qui l’iter parlamentare del ddl 903, con tutta la documentazione relativa alle “Disposizioni in materia di sospensione del processo penale nei confronti delle alte cariche dello Stato“.

Qui il discorso trascritto del senatore (pdf).

Berlusconi, i processi e gli “angeli” della sinistra

maggio 3rd, 2008
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C’è un aspetto molto interessante del mondo politico italiano: non solo l’uso politico della magistratura, ma il tentativo sempre attivo di demonizzare l’avversario. Prendiamo ad esempio un uomo qualsiasi, Silvio Berlusconi: da quando nel 1994 “scese in campo”, è stato fatto oggetto di una miriade infinita di procedimenti civili & penali e sebbene molti di questi siano finiti con una assoluzione, ancora oggi si continua ad agitarli come lo spettro di tutti i mali. Ad esempio, ancora recentemente il blog del giornalista Galimberti ha ripreso la pagina di Wikipedia dedicata al Berlusca per copia-incollare i procedimenti giudiziari a suo carico. Un email di uno pseudo-essere umano mi è arrivata nella mia posta nella quale si riportano tutte le accuse a suo carico, si definisce la Lega INDEGNA e Silvio un MAFIOSO DI MERDA! Questi dementi di sinistra, che scureggiano fuoco e fiamme per quanto gli rode il culo, ancora non hanno imparato la lezione. Il problema in Italia purtroppo è molto serio: è vero che all’estero un politico che non la fa giusta paga, ma è anche vero quanto segue:

  • un magistrato che lascia uscire di galera dei mafiosi non viene “assolto” dal CSM ma messo in galera
  • un magistrato che condanna persone innocenti viene punito
  • un magistrato che porta avanti indagini per puro spirito di partitismo ideologico viene sollevato dal suo incarico

Tutto questo in Italia non avviene! I magistrati sono schierati, si candidano nei partiti, addirittura esistono partiti all’interno della magistratura che si richiamano ai grandi partiti nazionali (si veda il movimento Magistratura Democratica, vicino all’area di sinistra). Cosa da far rabbrividire, soprattutto quando vi sono magistrati che comunicano ai giornali intercettazioni che invece avrebbero dovuto distruggere mesi e mesi prima. Altra cosa molto interessante è che, negli stessi periodi nei quali Silvio Belusconi viene fatto oggetto di una persecuzione giudiziaria senza precedenti nello Stato Italiano (in verità senza precedenti nelle democrazie del mondo, giacché anche questo non sarebbe ammesso all’estero), tutti gli altri protagonisti della politica di sinistra sembrano degli angeli vestiti di bianco:

  • l’on. Romano Prodi ad esempio è stato coinvolto in numerose inchieste (sommariamente ricordo i casi IRI-SME, il caso CIRIO, la consulenza Nomisma, la seduta spiritica del famoso “piattino”, i presunti rapporti con il KGB, l’affare Telekom Serbia) senza mai venire processato. I giudizi infatti ritennero opportuno non andare oltre le udienze preliminari
  • i politici coinvolti nel famoso “caso Unipol” (tra gli altri, Piero Fassino), appartenenti all’ambito dell’allora Ulivo, ovviamente non hanno subito procedimenti di alcun tipo, nonostante avessero coperto una scalata bancaria che ha prodotto il pata-crack di cui tutti sappiamo
  • l’on. Massimo D’Alema è stato prescritto nel processo per finanziamento illecito del 1995: egli aveva infatti ricevuto 20 milioni di lire dal miliardario barese Francesco Cavallari, condannato per concorso esterno in associazione mafiosa. L’allora segretario del PCI ammise il fatto solo quando il procedimento oramai andava concludendosi. Fu poi coinvolto nel famoso scandalo “affittopoli” di Roma (enti pubblici davano in locazione a VIP appartamenti a prezzi agevolati), giustificandosi con il fatto che il suo misero stipendio (12 milioni di lire) non bastava a vivere in case normalmente affittate (metà del suo stipendio era devoluto al partito)…
  • l’on. Francesco Rutelli è stato condannato, con sentenza più volte confermata, a risarcire 301.674.228 di Lire per la vicenda legata alle consulenze del Comune di Roma scoperte nel 1995. Nonostante perfino la Corte di Cassazione si sia pronunciata su questo fatto (sentenza n° 1379 del 25/01/2006), nessun giornale ne ha parlato

Questo è solo per fare un esempio. Vi sono politici condannati e politici che sembrano angeli vestiti di bianco: ovviamente tutti regolarmente candidati, tutti regolarmente a fare da moralisti sulle condanne altrui. Si potrebbe andare avanti: vediamo cosa ha combinato il recente governo Prodi:

  • Sergio D’Elia, condannato per concorso in omicidio dell’agente Fausto Dionisi (avvenuto il 20/01/1978), già dirigente dell’organizzazione terroristica di estrema sinistra Prima Linea, viene eletto deputato nelle file della Rosa nel Pugno ed è in seguito stato nominato segretario alla Presidenza della Camera. Condannato a 30 anni di carcere, scontata le pena a 25, ne ha passati in galera soltanto 12 per i soliti benefici di legge. C’è stato anche chi, come il deputato Natale D’Amico (Ulivo) ha voluto difendere il D’Elia ricordando a gran voce la sua redenzione
  • La sede dell’ufficio di presidenza del gruppo parlamentare di Rifondazione Comunista al Senato è stata dedicata a Carlo Giuliani, un ragazzo “eroe dei Centri Sociali” che nei giorni del famoso G8 di Genova morì mentre con un estintore stava assaltando una camionetta dei Carabinieri. Nel 2004, una proposta di legge presentata da parlamentari dell’area estrema della sinistra, voleva istituire un “Archivio storico dei movimenti e delle culture giovanili in Europa” dedicato al medesimo Giuliani
  • Francesco Saverio Caruso, nelle file di Rifondazione Comunista, è stato eletto deputato: a suo carico pende una condanna a 3 anni e 4 mesi di reclusione per l’assalto all’Ipercoop di Afragola. Il 24/03/2003 viene condannato (nell’ambito del caso “36 occupato ed autogestito”) a 10 anni di carcere per aggressione ad agente di polizia e interruzione di pubblico servizio, pena poi recentemente prescritta con le attenuanti generiche causa ricorso in appello.

Si potrebbe continuare (tralascio per pietà i rapporti di Bassolino in Campania e di altri potenti del luogo a lungo nelle file della sinistra)… Insomma, nel precedente parlamento, sono stati premiati coloro che assaltavano camionette della polizia, che uccidevano agenti, che devastavano ipermercati. Ecco ciò per cui si distingue l’ideologia di sinistra. Fatta questa carrellata di “angeli della sinistra”, torniamo al problema Berlusconi. Credo che siamo intorno a 100 come quantitativo di processo giudiziari a suo carico. Ricordo solo i principali che ancora oggi infestano l’Italia.

CORRUZIONE LODO MONDADORI

Sentenza definitiva di non doversi a procedere causa estinzione del reato per prescrizione con concessione di attenuanti generiche. Il non rinvio a giudizio fu stabilito già nel 2003 nella sentenza di I grado (quella che condannò Previti).

CASO ALL IBERIAN 1

Sentenza definitiva nel 2003 di non doversi a procedere, reati estinti per prescrizione con concessione di attenuanti. Si tratta delle presunte tangenti che la Fininvest pagò a Bettino Craxi (1,23 miliardi di lire). La nuova legge è la tanto contestata e cosiddetta “depenalizzazione del falso in bilancio”: spesso accostata al caso americano, in realtà questa legge non depenalizza il falso in bilancio tout court, ma come argomentò la seconda sezione penale di Milano: “Il falso in bilancio non è più punibile – in base alla normativa sui reati societari – se non ci sono azioni legali intraprese dalle eventuali parti lese”. Il che è abbastanza diverso a mio avviso: la Dott.ssa Alessandra Colombo ad esempio ricorda che la vecchia formulazione (art. 2621) aveva come conseguenza lo “sproporzionato uso della fattispecie di falso in bilancio, figura che veniva richiamata a prescindere da un vero e proprio intento fraudolento”. Come contrappeso per altro sono state rese più pesanti le pene per chi, falsificando i bilanci, crea danno a qualcuno con profitto personale. Da questo link si può partire per un approfondimento alla nuova legge.

CASO LENTINI

Il caso Lentini si riferisce all’acquisto da parte del Milan dell’attaccante allora in forza al Torino, Gianluigi Lentini. La cifra messa a bilancio di 18 miliardi non comprenderebbe 10 miliardi versati in nero di cui 6 in particolare all’allora presidente granata Borsano. Silvio Berlusconi e Adriano Galliani furono rinviati a giudizio per falso in bilancio. Come sopra, sentenza definitiva di non doversi a procedere, reato esinto per prescrizione con concessione di attenuanti, sentenza definitiva del 2005.

ALTRI CASI

Per quanto riguarda altri casi di una certa rilevanza, si segnala l’assoluzione con sentenza definitiva nel processo di I grado nel caso All Iberian 2, è stato archiviato sia per il “Consolidato Fininvest” sia per la “Spartizione pubblicitaria Rai-Fininvest”, sul traffico di droga e sul suo presunto coinvolgimento nelle stragi del 1992-93 nelle quali persero la vita Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Ve ne sono poi molti altri nei quali o è stato assolto oppure, come nel caso della corruzione giudiziaria con tangenti a David Mills, i procedimenti sono ancora in corso (a tal proposito, invece di bersi sempre la solita solfa di TorqueMarco Travaglio, si potrebbe andare a vedere cosa disse il giornalista Filippo Facci nella trasmissione Annozero, condotta da Michele Santoro, il 02 novembre 2006 (puntata non presente nell’archivio del programma su RaiClick: perché?).

LEGGI AD PERSONAM

Quanto abbiamo appena visto, dagli avversari di Berlusconi viene definitivo “legge ad personam”, cioè quando chi ha incarichi legislativi, conoscendo la propria situazione giudiziaria, legifera onde fare in modo che i propri processi arrivino a conclusione positiva. Si potrebbe disquisire sul fatto che in pratica ogni legge potrebbe essere “ad personam”, ma siamo sicuri che la sinistra sia esente da tale pratica? Si potrebbe ricordare la cosiddetta “aministia Togliatti” con la quale si estinguevano i reati comuni, politici e militari: l’intento era di pacificare l’Italia dopo la guerra civile ma a trarne vantaggio furono soprattutto i partigiani che si resero protagonisti di crimini efferati sui quali ancora oggi pende la scure del silenzio comunista. Il 12 aprile 1990 una nuova legge di aministia estingueva i reati che si riferivano ai finanziamenti illeciti dei partiti (l’allora PCI riceveva dall’Unione Sovietica finanziamenti ampiamente documentati, soldi sporchi del sangue versato dal peggior regime criminale e assassino della storia mondiale). Quando Romano Prodi, nell’ambito del caso Cirio, fu indagato per abuso d’ufficio, tra le motivazioni che lo portarono all’assoluzione vi era anche un riferimento alla legge varata dall’Ulivo che modificava proprio l’abuso d’ufficio: benché quella modifica fu ritenuta non determinante per l’esito del processo, è quanto meno singolare quel richiamo. La modifica a quella legge portò inoltre alla fine prematura del caso Affittopoli nel quale era indagato Massimo D’Alema.

Molti hanno sostenuto che Berlusconi da alcuni suoi processi sia uscito illeso grazie alle leggi da lui promulgate che dimezzavano i tempi di prescrizione, senza le quali sarebbe stato certamente condannato. La realtà è ben diversa: in Italia, nel 2006 per un procedimento civile sono occorsi in media 902 giorni, per uno penale 240: La Corte Europea dei diritti dell’uomo ha condannato l’Italia per l’irragionevole durata di un processo che, se contrapposta alla durata che si ha ad esempio in Inghilterra (nel 1996 i tre gradi di giudizio vedevano in Italia 116 mesi di processo, in Inghilterra 52), è semplicemente vergognosa: Striscia la Notizia ha dato voce a persone i cui processi sono stati rinviati, oggi 2008, con udienza da tenersi addirittura nel 2013!!! Il Ministero della Giustizia ogni anno è costretto a pagare decine di milioni di euro come risarcimento per danni morali derivanti da questo problema. Dunque, se la Magistratura facesse il suo corso in modo regolare e corretto, rispetto dei tempi della “durata ottimale”, il problema di dimezzare i tempi di prescrizione non si porrebbe. In un Paese civile questo non dovrebbe avvenire: non è che siccome la Giustizia non funziona, bisogna lasciare che i cittadini marciscano nelle aule giudiziarie perché toccare i tempi di prescrizione significherebbe fare “leggi ad personam”… Sarebbe poi bello che i signori di sinistra ci spiegassero come mai praticamente tutti i processi a carico di Silvio Berlusconi sono iniziati quando è sceso in campo a contrastare i comunisti e in generale il centrosinistra che voleva raccogliere l’eredità governativa dopo quella Tangentopoli che aveva dichiarato la fine della c.d. Prima Repubblica… È quanto meno singolare che Berlusconi sia il personaggio che in Italia è stato praticamente accostato ad ogni reato immaginabile: spaccio, falsa testimonianza, falso in bilancio, corruzione, mafia, mandante di stragi!

Chiudo oramai che penso di aver detto quanto dovevo: in un Paese nel quale chi è di sinistra (come Travaglio) può dire in diretta nazionale su una rete RAI che chi vota a destra è ignorante, incolto, mafioso e nel migliore dei casi stupido. Viene eletto Berlusconi e ritorna la tiritera sui fascisti in Italia, sulla mancanza di democrazia, sulla dittatura, sul conflitto di interessi. Forse è proprio per questo che ad oggi, tra centrodestra e centrosinistra ci sono buoni 10 punti di distacco a vantaggio dei primi: le bufale, le bugie, la propaganda ideologica di questi dementi sinistrorsi ha stufato tutti quanti. A forza di sentirsi superiori, hanno scoperto che gli italiani evidentemente preferiscono gli “inferiori”. Come fa Di Pietro, nella puntata sopra citata, a dire che da 14 anni gli Italiani si fanno abbindolare dai mezzi di informazione? Ancora andiamo avanti a credere che siamo un popolo di cretini che si beve tutto quello che dice la televisione senza un minimo di capacità critica? Allora come mai c’è un 38% di cittadini che votano centro-sinistra? Ah dimenticavo, chi pensa sinistra pensa superiore… La cosa poi più buffa è che i sinistrorsi con in testa il duo Travaglio-Santoro da anni ripetono che negli Stati Uniti un uomo come Berlusconi non si sarebbe neanche potuto presentare, perché lì il “conflitto di interessi” è una cosa seria: senza tornare sul fatto che la sinistra, dopo 7 anni al governo, non è riuscita a fare uno straccio di legge che lo regolasse nonostante tutte le volte se ne riempisse la bocca, come ci spiega Christian Rocca sul suo blog riprendendo un articolo sul Foglio, in America il conflitto di interessi non è neanche regolato!!! Diciamoci la verità, la sinistra perde perché i suoi alfieri culturali come Santoro, Travaglio e recentemente anche Fuksas raccontano BALLE e continuano a ripeterle da anni e in modo clamoroso. Quindi, perdono perché hanno stufato, perdono perché di cazzate ne sparano di più e più grosse…

La dittatura della minoranza

gennaio 17th, 2008
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Oggi si sono svolte alla Camera dei Deputati le dichiarazioni di voto relative alle dimissioni del Ministro della Giustizia Clemente Mastella. L’espondente della Lega Roberto Maroni ha utilizzato una espressione che potrebbe essere giustamente il titolo di un libro sulle storture del’italica cultura: “la dittatura della minoranza“. Di cosa si tratta? In pratica, quando in una democrazia viene sovvertito il principio che a condurre la vita del Paese sia quanto decide la maggioranza dei cittadini: in tal modo, un gruppo più o meno numeroso ma comunque nettamente minoritario, mette in campo gli strumenti in proprio possesso per bloccare le iniziative della maggioranza. Due casi emblematici si possono citare su tutti: da un lato la magistratura, che sempre più pervasivamente utilizza quanto la legge gli concede per minare, bloccare, distruggere gli schieramenti politici o le personalità politiche che ostacolano il potere della sinistra. Quando il principale avversario era Silvio Berlusconi, la magistratura lo ha sepolto sotto una montagna di denunce la stragrande maggioranza delle quali rivelatesi infondate per non dire fantasiose (come l’ultima di cui ho parlato qui). Oggi, venuto in parte meno il grande spauracchio berlusconiano anche in virtù del rimpasto che sta attraversando il centro-destra, il nuovo nemico è Mastella e il suo UDEUR: riesce sinceramente difficile credere che i vertici di un intera sezione regionale di un partito siano tutti dei criminali, anche se ovviamente la giustizia farà il suo corso (speriamo onesto) e chi ha sbagliato dovrà pagare. Sia come sia, Mastella è politicamente antipatico tanto al centro-sinistra (perché i suoi principi cozzano con quelli della sinistra massimalista), quanto a certa parte della magistratura che non ha visto di buon occhio le operazioni che il signor Mastella ha effettuato da Ministro della Giustizia. Il fatto che il CSM, accusato di difesa corporativistica della categoria, abbia reagito scompostamente, come dice Casini, è sintomo del fatto che questa interpretazione non è poi tanto lontana dalla realtà.

Dall’altra parte, l’altra minoranza che, grazie ad azioni paramilitari che nulla avevano se non di intollerante, ha bloccato la vita civile del Paese è stata quella dei gruppi dei Collettivi Universitari della Sapienza, che tanto si sono prodigati, in nome della libertà e della laicità della scienza, per impedire al Papa di parlare esprimendo un suo pensiero, diritto riconosciutogli dalla Costituzione Italiana. Si riempiono la bocca di concetti che essi stessi non sono in grado di comprendere, ne alterano il significato facendoli diventare bandiere di una ideologia faziosa e intollerante, e con ciò stesso ribaltano il concetto di cultura degradandola e declassificandola a strumento di lotta politica. Semplicemente deprimente.

Poi vi sono tutte le altre minoranze che sempre più vengono assurte a nuovi tabù della modernità. Ad esempio, non è più possibile mettere in discussione l’aborto, considerato oggi diritto fondamentale dalle femministe: non è possibile chiedere l’integrale rispetto della legge 194 perché subito si levano alte le grida che accusano i cattolici di oscurantismo e arretratezza; non è possibile chiedere un nuovo dibattito pubblico alla luce delle scoperte scientifiche occorse negli ultimi 30 anni perché si grida allo scandalo. Un altro tabù è il sesso: una volta il sesso era tabù perché parlarne sembrava diabolico, oggi è tabù perché ha talmente invaso la nostra cultura e la nostra vita quotidiana che qualsiasi parola atta a descriverlo come un atto d’amore tra due persone diventa anacronistica e illiberale: ci sono proposte di legge che vogliono addirittura giustificare il sesso con minori retrocedendone l’età a 12 anni (vedasi il partito dei pedofili in Olanda), l’ONU e l’UE sono da decenni impegnate in una battaglia senza quartiere per il controllo demografico, e più in generale nessuno vuole in alcuna maniera venire in qualche modo non bene apostrofato se nella propria vita ha soltanto fatto collezione di uccelli e/o uccelliere. Capita sempre più spesso sentire discorsi assurdi del tipo «Se a 18 anni non hai consumato almeno 10 relazioni, sei uno sfigato». Mi verrebbe da rispondere ma sfigata sarai tu che a 30 anni ancora non sei in grado di farti una famiglia e vai girovagando di letto in letto pensando che l’unico modo per far andare avanti un rapporto sia soltanto quello di basarlo essenzialmente su sesso e sentimento… Poi ci lamentiamo del fatto che dei ragazzini uccidano persone vere emulando i videogame della playstation oppure gettando sassi dal cavalcavia, ci lamentiamo della droga imperante, ci lamentiamo del bullismo dei ragazzi, facciamo convegni a non finire sul disagio giovanile. Ma guai a parlare di etica e di valori (tanto più se sono cristiani), perché tutto è relativizzato, tutte le opinioni sono buone, tutte sono egualmente valide. Si confonde evidentemente in tal modo il concetto del diritto alla libertà di opinione e di espressione e il rispetto per le idee altrui con la validità intrinseca delle stesse: un errore tanto grave quanto dilettantesco.

Poi ci sono i tabù legati a particolari figure: ad esempio, oggi sono accettabili vignette su tutti, anche vignette satiriche poco decorose sul Papa e sulla Chiesa, ma guai a fare vignette satiriche sui musulmani perché sennò ti bruciano, e altrettanto guai a farle sugli omosessuali, perché oltre ad essere poco di moda, ti considerano razzista e omofobo. Io cattolico ed etero devo accettare di essere vignettizzato, ma non solo non posso rispondere a mia volta, ma se lo faccio mi è concesso soltanto dire “Grazie, tutto bene madama la marchesa”!!!

Si dice che la Chiesa nel Medioevo fosse arretrata (ma rispetto a chi?) e oscurantista (ma rispetto a cosa?). Certamente è innegabile che abbia creato un cristianesimo della paura che tuttavia andrebbe analizzato nei libri e nelle carte storiche, non certo attraverso stereotipati luoghi comuni e pseudo-enciclopedie internettiane che raccolgono tutto e il contrario di tutto, anche “leggende auree” e metropolitane. Ma è altrettanto innegabile che oggi si sta andando verso una nuova forma di controllo dall’alto: nuove ideologie che vogliono guidare il nostro pensiero verso i sicuri lidi del politically correct e i certi approdi del facile controllo delle masse si uniscono alle tante caste che stanno sorgendo qui e la tra le minoranze le più varie possibili, tutte accampanti diritti spesso più arbitrari che altro. Una volta si diceva che alle minoranze andavano comunque garantiti i diritti fondamentali e il rispetto che si doveva alle maggioranze. Oggi sembra che siano le maggioranze ad essere state espropriate di quei diritti e di quel rispetto che dovrebbe essere garantito loro. Pesare le proprie affermazioni non può trasformarsi in bavaglio al proprio diritto di espressione e di critica per gli atteggiamenti altrui, né questa critica può essere soltanto vista come una forma di razzismo (o di omofobia in taluni casi) nei confronti dei meno numerosi.

Questo è sinceramente inaccettabile, e se non ci sveglieremo presto dal torpore nel quale ci siamo fatti indurre da una certa cultura che vuole la libertà di ridurre gli altri al silenzio e la democrazia per definirli oscurantisti e arretrati, ci attendono tempi davvero bui, ben peggiori di quelli dove si era pur sempre sotto una dittatura, ma dove almeno la dittatura era una ed era quella della maggioranza…


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