Ieri la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (!) ha condannato l’Italia a risarcire una signora finlandese oppressa dal fatto che i suoi figli fossero costretti ogni giorno a guardare un crocefisso appeso alla parete scolastica, lei che vuole educare i suoi figli secondo i principi del secolarismo (che poi fa paio con ateismo); per corollario, lo Stato dovrà dar seguito alla sentenza per cui la presenza di detto simbolo religioso è incompatibile con il diritto dell’uomo a professare la religione che più ritiene opportuna. Si dice infatti che la presenza di tale simbolo non può essere non notata ergo non può non influire sulla psiche umana: eppure mi par di notare che in ogni dove si dica che la religione cattolica è in crisi, che le chiese di svuotano, e così via seguitando (vero o non vero che sia). Mi par di capire dunque che qualcosa non torna… Anche perché, se il crocefisso è costrizione della libertà di religione, una madre che impone una educazione secolare ai propri figli cosa altro non è se una costrizione al contrario? C’è un evidente cortocircuito… Un giorno, presto o tardi, aboliranno anche lo studio della Divina Commedia e dei Promessi Sposi, capolavori della letteratura mondiale di ogni tempo ma che purtroppo sono così intrisi di cattolicesimo che potrebbero risultare un impedimento ad una educazione atea, secolare o magari anche musulmana, buddhista, etc. che sia realmente tale.
Questo è l’ateismo moderno: mentre vuole per sé tutti i diritti, li nega poi agli altri. L’assunto è molto semplice, perché gli atei sono una minoranza, perché i credenti sono la stragrande maggioranza. La democrazia impone che le regole di vita sociale vengano approvate dalla maggioranza del popolo (attraverso la rappresentatività parlamentare), e che a queste regole TUTTI si debbano adeguare. A me non piace pagare le tasse, ma lo faccio perché il popolo fino ad oggi non ha deciso il contrario.
Dallo stato teocratico stiamo piano piano passando ad una teocrazia atea, al relativismo nichilista come religione di Stato e come paradigma delle sue leggi: dove questo è diventato realtà troviamo solo morte e sofferenza (leggasi Cina e Corea del Nord). Né vale a tal proposito ricordare (ogni volta come fosse un disco rotto) cosa succedeva 800 anni fa, perché allora ricordo che la società pagana di 2000 anni fa questi giudici li avrebbe decapitati, essendo per essa inconcepibile anche il solo pensare che si potesse governare senza l’approvazione degli dèi. Per fortuna l’evoluzione culturale ha prodotto un progresso per cui ognuno oggi è libero di scegliersi lo Stato in cui vivere, di approvare le leggi che più gli aggradano, avendo come unica “costrizione” la Costituzione del suo Paese (se democratico). Oggi invece è in pericolo la stessa libertà di professare la religione cristiana: più passa il tempo più aumentano coloro che in nome di una falsa laicità cancellano tradizioni secolari (inteso in senso cronologico) che sono alla base delle democrazie europee. Essere laici significa essere liberi, essere laicisti significa essere costretti all’interno di una campana di ateismo che al popolo non piace: cioè esattamente tutto il contrario di quello che vorrebbero farci credere! La guerra che i laici furiosi hanno indetto contro la religione è una guerra già persa in partenza, solo che non se ne sono ancora accorti: sono una specie di dead man walking, con i loro rigurgiti giacobinisti per cui se il popolo non li ascolta tanto peggio per il popolo (paiono secolaristi postcomunisti), che a quel punto deve essere costretto ad accettare la loro visione della vita attraverso l’imposizione con leggi e sentenze ad hoc o ad personam (come nel caso della signora finlandese, alla quale nessuno ha impedito di tornarsene da dove veniva). Infatti, è proprio al grido di “libertà, uguaglianza e fraternità” che i paladini della democrazia trucidarono e decapitarono in una notte decine di migliaia di persone, più di quante la Chiesa Cattolica abbia fatto con i suoi errori in 20 secoli di storia. Per tacere (per pietà) delle vittime dell’ateismo di Stato fatto proprio dalla dittatura comunista e non solo.
La soluzione che sta portando il mondo alla rovina (altrimenti non staremmo a parlare un giorno si è l’altro pure di quanto sia brutta la gioventù d’oggi, tra violenze, intolleranza, fobia del diverso, droghe, alcol, incapacità di amare, e così via seguitando) è quella di Grozio: etsi deus non daretur. Vivere come se Dio non esistesse. Il cortocircuito richiamato all’inizio esiste nel momento in cui si pensa che la religione o il sentimento religioso (l’essere santi) venga inteso come una privazione per se e per gli altri, come un essere fessi o “cretini” per dirla con il matematico def… Visione gretta, ignorante, deficitaria e quindi questa sì realmente cretina. La soluzione migliore sarebbe vivere come ognuno ritiene più giusto vivere (leggi permettendo: il detto “vivi è lascia vivere” in tal senso è una boiata pazzesca, per dirla alla Fantozzi), e se una certa visione di vita sociale è condivisa dalla maggioranza delle persone che compongono una comunità, per ciò stesso essa diventa paradigma del vivere comune: imporre o voler imporre una visione diversa comune solo ad una minoranza del popolo significa essere antidemocratici, né più né meno. Il laicismo è quella cosa che maschera la teocrazia dell’ateismo: si vuole dare a tutti l’opportunità di vivere secondo principi propri, ma si vuole impedire che chi non è d’accordo decida diversamente. Per cui, se nel Maine (USA) la maggioranza del popolo decide che i matrimoni gay vanno aboliti, non è perché la maggioranza è terrorista e vuole negare alcuni diritti (non naturali ma artificiali, quindi per ciò stesso passibili di ripensamento), ma è perché la maggioranza decide di stabilire alcune regole comuni, esattamente come tempo addietro aveva stabilito al contrario di approvarli: fortunatamente la democrazia americana è anni luce avanti a quella europea, e nessuno si sognerebbe mai di sovvertire il giudizio popolare democraticamente espresso attraverso leggine e sentenze di opposta natura. I laici integralisti oggi perdono consensi proprio perché incapaci di aprirsi al sentimento religioso: hanno lanciato una guerra “santa” contro gli integralisti del senso opposto, gli acriticamente fedeli al dogma, in uno scontro in cui a perderci è la democrazia ergo la società. Mancando di una visione culturale realmente e reciprocamente aperta, mettono mano alle armi della costrizione di massa quali sono sentenze e leggi invise alla maggioranza del popolo.
Ancora una volta, i veri intolleranti sono gli atei, come purtroppo la storia ha ampiamente dimostrato… Ed è per questo che hanno già fallito.

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