«Bisogna essere coglioni per votare contro i propri interessi»
Con questo annuncio, nell’aprile del 2006 Silvio Berlusconi spiegava preventivamente agli Italiani ciò che essi avrebbero capito con eccessivo ritardo: che la sinistra non fa gli interessi del popolo ma solo del suo tornaconto, e che dunque votare per essa sarebbe equivalso a peggiorare la condizione generale di tutti. Tempo 2 anni, e la previsione purtroppo per noi si è avverata, tanto che molti orgoglioni del 2006 non erano più tanto fieri di esserlo e nell’aprile del 2008 hanno votato in massa proprio Berlusconi. Ve li ricordate in piazza Argentina lanciare la grande iniziativa “Io sono un coglione”?

Era stato anche adottato uno slogan, una maglietta da sfoggiare con grande felicità:


Ebbene amici, questa specie è oggi a rischio. Erano 19.002.598 (uno più uno meno) nell’aprile del 2006, erano 15.876.270 (uno più uno meno) nell’aprile del 2008, sono oggi ancora meno se come rilevano gli ultimissimi sondaggi hanno perso un ulteriore punto percentuale negli ultimi 3 mesi.
Essendo dunque una specie in estinzione, dobbiamo farci carico della loro salvezza. Ecco dunque il piano d’azione:
ognuno di noi dovrà formalmente adottare un coglione e farsi carico della sua salvezza, assicurandosi nel miglior modo possibile che la sua dipartita politica sia la più indolore possibile. È un grande atto di umanità che ci chiede l’Italia, affinché i rossi trinariciuti siano per sempre confinati fuori dal Parlamento.
Unendo le forze possiamo farcela.
SALVA L’ITALIA. ADOTTA UN COGLIONE!





