Posts Tagged ‘centrosinistra’

PD-Universe: qui Fantasylandia, il nulla avanza

ottobre 7th, 2009
No Gravatar

Tempo fa si ebbe modo di mettere a nudo il modo in cui i dirigenti del PD osservano l’Italia: come fossero alieni venuti dallo spazio che nulla hanno a che fare con questo Paese. Alle elezioni di giugno 2009 infatti, nonostante fosse di tutta evidenza perfino ai cittadini del Burundi che il centrodestra aveva stravinto le elezioni, a sinistra si inventarono che le avevano vinte loro, poiché erano riusciti ad evitare che il Cavaliere sfondasse nell’Italia terracquea. Una arrampicata sugli specchi di proporzioni colossali, una doppia libidine coi fiocchi da ascoltare in panciolle seduti in poltrona con pop-corn, coca-cola e rutto libero…

Ieri ho assistito del tutto allibito alla performance di StraordiDario Franceschini in quel di Ballarò (dal minuto 20:00): ancora una volta infatti si appalesa come i politici di centrosinistra vivano in un mondo tutto loro, in una Fantasylandia in cui interpretano il ruolo di cavalieri impavidi, senza paura e senza macchia, costretti loro malgrado a randellare a destra e a manca per sconfiggere il Mostro di Arcore e tutti i suoi scagnozzi dediti alle peggiori nefandezze ed illegalità per ripristinare il Bene Supremo. Se fosse una favola rischierebbe perfino di avere un certo successo nelle librerie del Globo.

Ma è davvero necessario rileggere velocemente i suoi pensieri: “Ho la forza e l’orgoglio di difendere Prodi“, “Quando Berlusconi vince le elezioni diventa il Padrone dello Stato“, “La destra vuole togliere di mezzo tutti gli intralci ed i fastidi” (parlamento, stampa, magistratura, costituzione, etc.), “Berlusconi è un autoritario insidioso e pericoloso“, “Dobbiamo difendere le regole democratiche del Paese“, “C’è grande preoccupazione nell’immaginarsi cosa potrebbe succedere se la Corte Costituzionale bocciasse il Lodo Alfano” (si, da Arcore partono le testate nucleari!), “La destra al governo è portatrice di principi di illegalità“, e così via seguitando. E poi si chiedeno perché perdono le elezioni…

Tutto questo avrebbe potuto essere vero 15 anni fa, nel 1994, quando Berlusconi scendeva in campo: dopo tutto questo tempo una lettura così semplicistica non è più accettabile, a meno di non voler pensare che decine di milioni di Italiani sono degli emeriti ebeti dall’encefalogramma piatto. E purtroppo la cosa sconcertante è che questo assunto è proprio ciò che loro pensano: come ha detto l’ex fascista-razzista Giorgio Bocca ad Annozero loro si sentono come la minoranza illuminata che deve guidare questi stolti immaturi verso un futuro radioso, anzi l’unica capace di guidarlo perché chi è fuori dal recinto rosso è per ciò stesso un imbelle. Povera sinistra, che non è più in grado di distinguere la propaganda dalla politica e che da mesi vive oramai in un pantano antipolitico e per ciò stesso antidemocratico. Il massimo è stato raggiunto quando sono stati presentati gli ultimi sondaggi, di cui riporto uno screen:

sondaggiSecondo LeggenDario Franceschini ed il suo compagno di merenda Rodotà, questi sondaggi sarebbero frutto dell’informazione imbavagliata ed appiattita: Berlusconi fa in modo che in televisione finiscano solo le notizie a lui gradite, ergo per cui la gente viene distolta dai reali problemi del Paese, quindi non li conosce quindi non sa quanto sia cattivo ed incapace il Mostro di Arcore. E qui ovviamente mi ricollego a quella farsa della manifestazione di sabato 3 ottobre a Roma, sulla quale basterebbe rileggere cosa ha dichiarato il segretario del consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti Enzo Iacopino e il direttore de L’Avanti Piero Sansonetti, per capire fino in fondo cosa fosse realmente quella piazza. Questa è davvero da consigliare al posto dei manifesti dei bei tempi di Pamela Anderson a grandezza naturale. Basterebbe guardare i dati sotto gli occhi di tutti:

Lunedi: Gad Lerner su LA7, 2 ore di trasmissione in prima serata

Martedi: G. Floris su RaiTre, 2+ ore di trasmissione in prima serata, S. Dandini su Rai Tre, 1h30m di trasmissione in seconda serata

Mercoledi: S. Dandini su Rai Tre, 1h30m di trasmissione in seconda serata

Giovedi: M. Santoro su Rai Due, 2+ ore di trasmissione in prima serata, S. Dandini su Rai Tre, 1 ora di trasmissione in seconda serata

Venerdi: S. Dandini su Rai Tre, 1 ora di trasmissione in seconda serata

Sabato: F. Fazio su Rai Tre, 1h30m di trasmissione in preserata

Domenica: L. Annunziata su Rai Tre, 30m di trasmissione nel post-pranzo, F. Fazio su Rai Tre, 1h30m di trasmissione in preserata, M. Gabanelli su Rai Tre, 2 ore di trasmissione in prima serata (prima di lei Iacona su Rai Tre, altre 2 ore di trasmissione in prima serata)

Ogni settimana l’italiano medio può sorbirsi qualcosa come circa 18 ore di trasmissione condotte da giornalisti di sinistra (con 4 prime serate su 7). Nel corso della stagione si aggiungono poi trasmissioni come quelle della Gialappa’s Band che non mancano mai di punzecchiare Berlusconi pur lavorando a Mediaset, le trasmissioni di Maurizio Crozza su LA7, il programma di I. D’Amico Exit sempre su LA7 che non manca neanche lei di mandare in onda inchieste contro le scelte del Governo. I politici di sinistra li vediamo poi le seconde serate dal lunedi al giovedi sia a Porta a Porta su Rai Uno sia a Matrix su Canale 5. A tutto questo bisogna aggiungere i lettori della carta stampata, ed è noto a tutti che i giornali più venduti sono La Repubblica ed il Corriere della Sera, 2.500.000 milioni di lettori al giorno a testa seguiti tra i giornali non sportivi da La Stampa con oltre 1 milione di lettori: è lecito dunque affermare che se a questi aggiungiamo i vari Unità, Liberazione, Il Manifesto, Il Fatto e le centinaia di testate locali di orientamento di centro/sinistra, almeno 4,5-5 milioni di persone ogni giorno dovrebbero esere compiutamente informate su quello che il Cavaliere vorrebbe nascondere. Per non parlare dell’oceano “internet”, terra di conquista rossa, ormai balzato in testa alle principali fonti di informazione. A meno di non voler considerare Lerner, Santoro, Floris, Gabanelli, Dandini, De Bortoli, Mauro e tutta la combriccola come gente che non ha la libertà di pubblicare e mandare in onda tutto ciò che vuole. Soltanto vivendo a Fantasylandia si può fotografare l’Italia come ieri hanno fatto Franceschini e Rodotà, ma come più in generale fa l’intellighenzia sinistra del Paese: per nascondere la propria debolezza e la propria inconsistenza, per occultare il nulla politico delle loro menti, utilizzano la TV come arma di distrazione di massa, cioè cercando di convincere il mondo intero che loro non vincono le elezioni perché il Cavaliere è un dittatore che controllando l’intera informazione italiana lobotomizza il cervello del popolo…

Povera Italia con questa opposizione indegna ed incapace di ricoprire il suo ruolo: il suo compito sarebbe quello di incalzare il Governo e la maggioranza proponendo un’alternativa di fatti (e non solo di idee, perché la sinistra è campionessa intergalattica delle idee giuste ma dei fatti sbagliati: qualche elettore del PD sarebbe in grado di illuminarmi a tal proposito?), ad esempio sulle riforme strutturali e sulle misure per il rilancio dell’economia e dei posti di lavoro, il taglio del cuneo fiscale, la no-tax region, il rilancio del turismo e dei Beni Culturali in Italia che occupa milioni di posti di lavoro e produce decine di punti di PIL che potrebbero essere fortemente aumentati se esistesse una politica vera di rilancio nel settore (in questo la Brambilla sta facendo un onesto lavoro). Fino ad ora invece hanno portato avanti un’offensiva mediatica a base di mignotte, “patata” e Viagra, degna del “partito dei cretini di talento”: una massa informe di trinariciuti che è la vera artefice del pensiero unico nel Paese perché non è capace di contrapporne un altro. È proprio vero allora che il problema della destra è proprio l’assenza di una sinistra e che alla fine, tra beghe interne ed antipatie personali, finisce addirittura che in Veneto l’opposizione al Governo la faccia il Governo stesso, pensando di proporre come candidato alternativo a Galan il leghista Zaia… Chiudo con il solito Panebianco sul Corriere di ieri, ancora una volta lucido lettore della situazione politica italiana:

Berlusconi ha tutti gli strumenti per governare. Per giunta, ha dimostrato in varie occasioni, dalla vi­cenda dell’immondizia in Campania al terremoto dell’Abruzzo, al G8, alla gestione della crisi econo­mica, di saperlo fare. A lui e ai suoi conviene im­pegnarsi solo nell’azione di governo (facendo ma­gari, finalmente, anche certe riforme promesse e non attuate: per fare un solo esempio, non si do­vevano abolire le Provin­ce?), smettendola di se­guire sul terreno della drammatizzazione coloro che, forse pensando di va­lere poco, disperano di es­sere capaci di sconfiggere Berlusconi in campo aper­to, in una normale, demo­cratica, competizione elet­torale.

I (dis)valori (im)morali della sinistra

giugno 25th, 2009
No Gravatar

Mi sono chiesto se fosse utile scrivere un post del genere: non essendo un sinistrorso frustrato, preferirei interessarmi di politica e non di gossip, ma siccome gli emeriti giornalisti dall’altra parte schierati, ci dicono che quello che accade in Italia è tutta colpa dei “berluscones”, allora è mio precipuo dovere fare la mia parte. La difficoltà di un post del genere è tuttavia nel selezionare il materiale da mostrare a voi lettori: è tanto e di tal qualità il marcio a sinistra che una enciclopedia sarebbe riduttiva, figurarsi il post di un blog.

Così, en passant, si potrebbero citare i fondi neri che il Partito Comunista percecipa dall’URSS, Paese nemico dell’Italia: qui la morale ovviamente non c’entra nulla, anche perché loro si sono autoamnistiati, giova solo ricordare che in tempi passati, per una cosa del genere si finiva alla corte marziale. Si potrebbe citare il reoconfesso baffino D’Alema, il quale ammise di aver ricevuto finanziamenti illeciti, ma cosa volete, furono solo 20 milioni di lire nel 1985, poca roba, non vale neanche la pena ricordarlo, infatti il magistrato che indagò su D’Alema, non potendo fare altro che archiviare per prescrizione, fu poi candidato nel 1999 dallo stesso D’Alema (allora Presidente del Consiglio) alle elezioni suppletive per un posto da senatore. Ovviamente non fu l’unico magistrato ad indagare su baffino a finire candidato in Parlamento, né fu l’unico magistrato a finire in Parlamento, tutti rigorosamente nelle file del centrosinistra (figurarsi, mica si vuole insinuare che la magistratura è schierata, ohibò!). L’ultimo in ordine di tempo è De Magistris, un uomo il cui destino era scritto nel nome, ma forse non così chiaramente, visto che dopo aver indagato su Prodi e Mastella (il tutto senza cavare un ragno dal buco e noi si è convinti perché il ragno non c’era), è finito al Parlamento europeo nelle file dell’IDV.

Sul complotto internazionale è interessante vedere gli intrecci che legano le varie testate: si parte dal Times di Murdoch, si continua per Le Monde Diplomatique distribuito in Italia dal Manifesto. Ecco che negli USA il New York Times afferma che gli Italiani non sopportano più Berlusconi, giusto all’indomani del 35-0 inflitto dal centrodestra al centrosinistra alle Amministrative 2009. Ecco che nei grandi giornali internazionali, mentre si spara a zero, da tutto il mondo (e quando dico tutto, dico tutto, perfino Giamaica e Senegal), ci si collega per commentare gli articoli contro Berlusconi chiedendo “dove sia lo scandalo”, chiedendo cosa abbia a che fare la politica con le lenzuola. Ecco che El Pais in Spagna è il più agguerrito giornale europeo contro il Cavaliere, ma il fatto che sia cugino diretto dell’Espresso è solo un caso fortuito.

Ecco che torna alla mente Ezio Mauro, quando all’epoca si indignò per come Clinton venne politicamente attaccato per l’uso “flautesco” delle sue stagiste, puntualmente dichiarando che l’Italia sarebbe risultata senz’altro superiore nel trattare argomenti del genere. Come no, il primo ad utilizzare argomenti triviali per fare lotta politica è stato proprio il giornale di Ezio Mauro, ma non parlate di coerenza, poi vi prendono fisicamente a schiaffi, come succede quando si fanno domande scomode ad esponenti di sinistra. D’altronde si sa, Kennedy era uno sciupafemmine, ma era Kennedy, Mitterand anche era uno che non le mandava a dire, ma anche lui era Mitterand. Poi l’Unità, come non ricordare le sue parole di elogio alla morte del “grande statista” Stalin? Come non dimenticare la sua difesa d’ufficio della famosa notte di Praga?

Il guru dell’antipolitica italiana Beppe Grillo è un uomo che per diverso tempo ha pubblicizzato la famosa pallina Bio Wash Ball, una emerita truffa certificata perfino da Mi Manda Raitre: Grillo ha mai chiesto scusa agli italiani? Lui che ha una villa che consuma come un quartiere e va in giro a parlare di fotovoltaico, lui che siccome la politica fa schifo insulta perfino il Presidente della Repubblica ma ovviamente senza commettere reato. Il pluripregiudicato Travaglio, più volte condannato per diffamazione (ma non diteglielo, che tanto risponde che non è vero), ha mai scritto libri su BNL, Unipol, sul mitico “abbiamo una banca, facci sognare” di Piero Fassino? Quanti articoli ed interviste ha rilasciato il guru del giustizialismo italiano sulla vicenda Del Turco, sulla mafia nelle amministrazioni regionali sinistrorse della Campania a tutti i livelli, sulla condanna di Rutelli per abuso d’ufficio in merito ad alcune consulenze particolarmente onerose al tempo della sua presenza in Campidoglio? E dell’IRI di Prodi, chi si ricorda o sa ancora qualcosa? O del perché sempre Prodi ad una commissione d’inchiesta parlamentare dichiarò di sapere dove si trovava Aldo Moro (quando ancora era in prigionia) dietro rivelazione “spirituale” in una seduta spiritica? E delle amministrazioni di Firenze per cui è stato accusato Domenici, o di quello che ha fatto Orlando a Palermo, o dei problemi avuti da Soro in Sardegna?. Stendendo un velo pietoso su quello che il centrosinistra ha combinato a Napoli, con le montagne di spazzatura che hanno fatto il giro del mondo: chi mi segnala un articolo di Travaglio che abbia solertemente indagato a fondo i motivi di quel problema? Senza dimenticare che di TorqueMarco rimane sempre una certa amicizia poco onorevole che mai è stata chiarita.

Le amicizie “poco onorevoli” non sono comunque la sola sua specialità: se Berlusconi viene sempre accusato di essere un piduista (ma fu assolto da illeciti di qualsiasi tipo), cosa dire del Diliberto amico di un massone ex P2, come rivelato da Marco Rizzo?

Facciamo un salto a Bologna, dove il neosindaco Delbono è stato apertamente accusato di utilizzare fondi pubblici per la sua ex-compagna Cinzia. Ecco la risposta di Delbono: «Strumentalizzare la vita privata delle persone perché non si sa rispondere a domande di pubblico interesse poste dai cittadini è segno di vigliaccheria». Gulp, come come? Eppure mi è sembrato che la nuova linea politica della sinistra italiana fosse proprio l’utilizzo pubblico della vita privata. In diretta nazionale Pannella accusò leggenDario Franceschini di “avere la faccia come il culo”: ogni giorno che passa penso sempre di più che sia una caratteristica precipua dei piddini.

A proposito di letti, ecco spuntare fuori i soliti cattocomunisti duri a morire, i clericomoralisti da strapazzo, pronti ad approvare l’eutanasia Bibbia in mano per far morire Eluana, ma giammai ad accettare che in fin dei conti, la vita privata di ognuno di noi è un problema nostro intimo personale. Ai quattro venti predicano che la Chiesa non deve impicciarsi di quello che avviene sotto le lenzuola, ma agli otto venti lo fanno per avere l’esclusiva dell’impiccio. Ecco che un antico giornale di riferimento come Famiglia Cristiana, sceglie la lotta senza quartiere al Governo di centrodestra: lotta senza se e senza ma, visto che perfino la Santa Sede si è dovuta dissociare dai suoi articoli e soprattutto visto che dalle antiche 2 milioni di copie vendute FC è scesa a poco più di 500mila… Dove erano i clericomoralisti quando Sircana se la faceva con un transessuale? Ah ovviamente erano a difendere la privacy del malcapitato portavoce di Prodi, che da buon “cattolico adulto” non ha dato troppo peso alla questione.

I clericomoralisti, i preti del clero e non del popolo, quelli che dal pulpito ogni domenica fanno del sentimentalismo sugli “ultimi” e della demagogia sui “poveri”, gli psicologi da 4 soldi che si scagliano contro l’illusione della sicurezza della società occidentale (e del cdx in particolare), cosa hanno detto quando il pattugliamento navale organizzato dal Governo Prodi nel 1997 portò alla morte 105 albanesi? Figuratevi, il prete della mia parrocchia antiberlusconiano di ferro, di questo episodio semplicemente non sa nulla… Si pensi che l’iter giudiziario per quel disastro è stato sempre molto farraginoso, dopo 10 anni il processo in appello era ancora “in alto mare”. Cosa dire poi quando gli stessi, insieme ai parrucconi dell’ONU, sparano contro i provvedimenti di Maroni ma poi nulla si sa di quello che succede in Spagna? Cosa pensano lor signori quando in Spagna si sparò con i fucili contro cinquecento clandestini? Cosa pensano quando il governo spagnolo approva leggi che somigliano tanto ad una “caccia al marocchino” con tanto di premi per i vigili che scovano più clandestini?

Vogliamo tornare al gossip? Nella realtà l’inchiesta di Bari riguarda sospetti giri di prostitute a carico di esponenti del PD regionali: ovviamente questo piccolo particolare è conosciuto soltanto ai bene informati, quelli che hanno il fegato per arrivare a pagina 35 del quotidiano. E cosa dire, tornando più addietro nel tempo, quando i fedelissimi di baffino (ancora lui?) sembra facessero parte di un giro di escort ben organizzato, inviate loro da una maitresse in cambio di favori economici? Chi di voi conosce questo processo? Diciamo solo che si indagò nel 1999 (D’Alema era Presidente del Consiglio, giusto per ricordare), e quando si venne a sapere che nel giro della Roma-bene erano registrati anche alcuni politici, l’inchiesta fu mezza insabbiata e s’interruppero perfino le intercettazioni in corso.

Quelle stesse intercettazioni che hanno permesso al signor Di Pietro di avvertire il figlio che era sotto indagine (ovviamente, quale padre non sa che il figlio è indagato). Ancora è lo stesso Di Pietro, che mentre davanti attacca Berlusconi, dietro si avvale della immunità riservata ai parlamentari europei: d’altronde il povero Antonio avrà commesso giusto qualche graffio ad una vettura, niente di cui preoccuparsi. Sempre l’Antonio nazionale è quello a cui ovviamente fa schifo lo stile Grande Fratello, ma candidare una sua partecipante no: però si sa, la Piredda fu una icona delle lotte contro il governo di Berlusconi, anche se a pensarci bene, “che c’azzecca” con il Parlamento Europeo? Passi per il “famoso isolano” Cabrini, almeno lui di sport qualcosa ancora ci capisce…

A proposito di vetture, nell’ambito del gossip barese ci sono due protagoniste: l’una, Patrizia D’Addario, ha promesso di infangare il premier, ed è diventata la nuova icona del femminismo italiano; l’altra, Barbara Montereale, ha promesso di difendere il premier dalle accuse infondate della prima, e questa mattina si è ritrovata con la macchina bruciata. Vabbè dai, a chi non è mai capitato di ritrovarsi con la macchina bruciata per errore?

PD-Universe: L’ammucchiata 2 – The sword of democracy

giugno 21st, 2009
No Gravatar

Dopo aver vinto le elezioni, continua la saga per il ritorno al potere di Franceschini & Co.

All’indomani della “vittoria” elettorale, nel bel mezzo dei preparativi per la definitiva affermazione ai ballottaggi, il PD prepara la sua nuova rivoluzione politica: la grande ammucchiata. È durato dunque meno di un anno (a conti fatti) l’idea alla base del progetto politico del centrosinistra: per la verità, che fosse finito ancor prima di cominciare lo si era capito nel giro di un paio di mesi. Ripercorriamo le tappe principali del neo Partito Democratico:

  1. dopo 2 funesti anni di Governo Prodi, l’anima maggioritaria del PD decide di tagliare il cordone ombelicale delle alleanze: via i socialisti, via i comunisti, via soprattutto la sinistra estrema, via anche Mastella (che si ritira dalla scena politica); incorporati i Radicali, rimane soltanto l’Italia Dei Valori di Antonio Di Pietro, l’uomo cult del giustizialismo italiano, con il quale (con)dividere un progetto politico (virtuale) alternativo a quello (reale) del centrodestra
  2. la Legislatura non è ancora cominciata e subito il PD parte all’attacco: sul piatto della bilancia qualche provvedimento politico? Qualche voce del “progetto” che stia particolarmente a cuore alla sinistra, che so, i poveri, i precari, gli indigenti? Macché, l’oggetto del contendere è Silvio Berlusconi ed il suo conflitto di interessi, tra Rete 4 e Lodo Alfano
  3. Veltroni al Circo Massimo raduna 150.000 fedelissimi, che a causa dell’effetto-Uolter diventano “oltre 1 milione”. Lancia subito la sfida al Governo: raccoglieremo 5 milioni di firme entro l’autunno
  4. l’alleato IDV ha già praticamente rotto con il PD: in Parlamento costituisce un gruppo a parte, nel Paese fa campagna elettorale permanente accusando apertamente Veltroni di fare comunella con il Cavaliere
  5. nel frattempo, delle 5 milioni di firme non c’è più traccia: neanche una parola, un accenno, la parola d’ordine a tutti gli esponenti del PD è tacere, insabbiare. Questa campagna rappresenta il più grande fallimento del PD: secondo il sito nazionale le firme raccolte sono state oltre 4,6 milioni, e tra esse c’erano anche quelle di Giorgio Napolitano e di Silvio Berlusconi, molto probabilmente degli omonimi…
  6. in autunno le grandi bugie sulla Scuola, il terrorismo mediatico portato avanti, e le solite manifestazioni di piazza nelle quali 300.000 persone diventano 1,5 milioni
  7. nonostante le “imponenti” mobilitazioni, la “grande protesta” che monta in Italia, le elezioni regionali anticipate in Abruzzo ed in Sardegna rappresentano una durissima sconfitta, tale da indurre Walter “Santo Subito” Veltroni a lasciare la segreteria del Partito
  8. in inverno, in piena crisi economica, il terrorismo psicologico e le “tre proposte tre” respinte dal Governo, tra le quali la principale era “tassare i ricchi onesti per dare due spiccioli ai poveri” (questo il concetto espresso da candidato sindaco per il centrosinistra in quel di Firenze, Matteo Renzi)
  9. in primavera, mentre le stime degli economisti lasciano intravedere barlumi di speranza per una prossima fine della crisi economica, il PD, esaurite le cartucce politiche, di fronte ai sondaggi decide di lanciare l’attacco definitivo al grido di “o la va o la spacca”: sul principale quotidiano italiano, la Repubblica alias la Pravda, parte una durissima campagna gossippara, fatta di lettere di mogli frustrate, insulti di bassa lega, di foto del signor Zuppetta, Zuffetta, Zappetta (ah scusate, Zappadu), di voli di Stato e del solito immancabile processo giudiziario che vede coinvolto Berlusconi. Alla base di tutto sembrano esserci le decine e decine di miliardi di euro provenienti dall’Europa per lo sviluppo, difficili da gestire e da spartire se si è all’opposizione…
  10. la campagna elettorale, completamente svuotata di contenuti politici, si risolve in un clamoroso (in)successo

Questa è in sintesi la storia politica del PD, un anno di Partito Democratico da Veltroni a Franceschini. La sinistra, annebbiata dal berlusconismo, si consola proclamando di aver fermato lo Straniero e di aver impedito che l’Italia crollasse sotto la pseudo-dittatura berlusconiana. D’Alema si lancia in fosche previsioni di scossoni (chissà come mai tempo 3 giorni e subito salta fuori una inchiesta giudiziaria in cui è finito in mezzo, non come indagato, Berlusconi) in grado di abbattere l’attuale maggioranza, mentre il resto dell’intellighenzia di sinistra, da Travaglio a Scalfari, si unisce in un sol coro: tutti insieme appassionatamente per sconfiggere il nemico.

Da Veltroni che inaugura un nuovo periodo politico per la sinistra, un periodo fatto di proposte concrete e di riforme, un periodo che mette al bando la lotta permanente contro il Cavaliere per mettere al centro i problemi dei cittadini e del Paese, alla grande ammucchiata senza alcun programma politico che non sia quello di tornare al potere, ovvero conquistare la maggioranza degli elettori per impedire che la conquistino altri, facendosi baluardo della democrazia contro una dittatura immaginaria, contro un regime che esiste solo a parole, solo nei fiumi d’inchiostro di una piccola cerchia di ideologizzati che riesce a farsi votare soltanto accusando gli altri di fascismo con una tiritera alla quale gli Italiani non vogliono più credere. Franceschini accusa Berlusconi di ripetere le stesse cose da 15 anni, ma cos’è che fa la sinistra da 15 anni, se non appunto essere il Don Chisciotte che combatte contro mulini a vento con le sembianze di Mussolini?

Però forse due punti a favore li hanno incassati: all’estero, dove i cittadini pensano giustamente ai loro problemi e delle storie di Berlusconi con Noemi importa nulla, i giornali di sinistra sono riusciti a rovinare l’immagine dell’Italia, a rovinare l’immagine del Paese rappresentandola come la Repubblica delle Banane, in cui invece di discutere dei problemi della gente si parla del “topo” di Topolanek, delle frequentazioni private del Cavaliere e si cerca, ancora una volta, di inventarsi un reato pur di riuscire finalmente a condannarlo. Perfino Murdoch si è mosso: si era legato al dito la storia dell’iva alle sue reti satellitari e ha restituito pan per focaccia attaccando Berlusconi, salvo poi dire che lui si limita a fare informazione… Il secondo in Italia: PierFurby Casini, dopo aver sbandierato ai 4 venti che lui insieme al PD+IDV non avrebbe mai avuto nulla a che spartire, annuncia che ai ballottaggi in molte località italiane si presenterà insieme proprio al PD+IDV. A parole, perché garantiscono maggior moderazione, nei fatti perché offrono più poltrone: ad es. alla Provincia di Frosinone l’UDC ha annunciato di appoggiare il candidato del PD Schietroma (38%).

A Frosinone la storia è interessante: candidato dell’UDC è Domenico Marzi (13%), ex sindaco proprio di Frosinone nelle fila dell’allora DS. Incacchiato come una iena verso il partito che non gli ha concesso, a suo dire, il dovuto riconoscimento per il lavoro svolto candidandolo al Parlamento (nel 2008), ha abbandonato sbattendo la porta. Oggi nel 2009 si presenta con l’UDC e cosa ti combina? Si allea con il PD del nemico Schietroma, dopo averlo attaccato per tutta la campagna elettorale, perché sembrerebbe (da voci interne al suo entourage: anche qui la digressione è interessante, poiché si tratta di un sindaco eletto nelle fila del PdL che ha replicato in piccolo il modello-Lombardo, cioè litigare con il partito accusandolo di non fare abbastanza per la gente e presentandosi ora come consigliere dell’UDC ergo come futuro possibile consigliere del PD, anch’esso dopo averlo criticato durante la campagna elettorale! E in tutto questo tale sindaco potrebbe presto diventare mio parente per acquisizione matrimoniale, sic!) che abbia offerto 4 assessorati, contro 1 solo assessorato offerto dal candidato Iannarilli (44%) del PdL, che ovviamente di fare giochetti di poltrone con Marzi non ha alcuna voglia, soprattutto dopo aver attaccato pesantemente il sindaco poc’anzi citato. Insomma qui a Frosinone anche 1 solo voto potrebbe fare la differenza, ma più in generale, l’elettorato centrista quanto sarà contento di questa svolta? Io speso il meno possibile, poiché sono convinto che l’intimo animo di centrodestra di questo popolo non possa avere nulla a che fare con l’animo giustizialista dell’IDV, e se a livello politico una manciata di poltrone più fare molto, a livello popolare potrebbe risultare un boomerang. Almeno spero.

Dunque, eccoti servita la strategia del PD: ciancicare qualche idea “popolana” tanto per sopravvivere, riaprirsi al dialogo della grande Unione per un nuovo gruppo di contrasto che guardi soprattutto alla consistenza numerica, cominciare ad offrire poltrone a destra e a manca per mettere insieme una lista eterogenea che nelle località più a rischio possa consentire di oltrepassare la soglia del 50%. Ci vedete la parola “politica” in mezzo al progetto del PD per il futuro della sinistra italiana?

“Se” ho dimenticato qualcosa avvertitemi…

Pillole di “democrazia” sinistrorsa

agosto 1st, 2008
No Gravatar

Si è scritto tanto su questo argomento. Valenti politologi si sono arruffati a vicenda nel tentativo, vano ancorché vanificato, di spiegare lo tsunami elettorale che ha colpito la sinistra italiana ed il maremoto che ha escluso dal parlamento la sinistra massimalista nelle recenti elezioni di aprile 2008. Qualcuno se l’è presa con i tempi, qualcun’altro con Berlusconi (tanto per cambiare), qualcuno con il lassismo di Veltroni e qualcuno ancora con “…”

L’unica cosa certa ed inoppugnabile che rimane è il risultato finale. Non è però nostro obiettivo odierno tentare di spiegare tali motivi, giacché sarebbe tempo sprecato. È invece nostra intenzione mettere in luce un aspetto che i trinariciuti sinistrorsi fanno finta di non conoscere: il doppio pesismo dei presunti “moralmente superiori”.

Si è detto a palate, negli ultimi 14 anni, che l’avvento di Berlusconi in politica corrisponde all’instaurazione di una dittatura dolce. Giovanni Sartori, considerato uno dei massimi esperti di politologia italiana ed internazionale, ed Eugenio Scalfari, che sinceramente non so come definirlo, si stanno spendendo negli ultimi anni per cercare di mettere a punto tale teoria: considerando la matrice politico-ideologica dalla quale entrambi discendono, non ci si dovrebbe preoccupare più di tanto di quello che dicono, se non fosse che poi c’è sempre qualcuno che ci crede…

Vorrei oggi analizzare invece il comportamento dei politici di sinistra alla luce delle recenti dichiarazioni da loro rilasciate nell’ultimo mese. Qualche esempio a caso:

  • Maroni propone lo stato di emergenza nazionale per semplificare a livello organizzativo l’ondata anomala di sbarchi clandestini? La sinistra, scomposta, si lascia andare ai soliti improperi: “razzista”, “fascista”, “xenofobo”, e tutto il repertorio con annessi e connessi. Minniti dice che l’emergenza non si affronta in questo modo: ha ragione, peccato che nel 2007 Prodi reiterò lo stesso stato di emergenza nazionale, senza che nessuno, né da destra né tanto meno da sinistra, si lasciò andare a dichiarazioni di questo tenore
  • Il Governo propone un emendamento per salvare soprattutto le Poste Italiane da una valanga di ricorsi senza senso? Apriti cielo, il Governo è antipopolare e contro i precari, gioca con il futuro dei giovani e propone politiche socialmente immorali. Vero, peccato che il Governo Prodi emanò una legge che impediva la reiterazione di contratti a tempo determinato oltre i 36 mesi, con il risultato che migliaia di “precari” che lavoravano presso la RAI allo scadere dei 36 mesi si ritrovarono senza lavoro (e senza stipendio)
  • Il Ministro Brunetta dà una stretta ai fannulloni nella Pubblica Amministrazione? Apriti cielo, come si permette Brunetta di minacciare e colpire degli “onesti” lavoratori? Peccato che nel Governo Prodi il giuslavorista Ichino propose un disegno di legge con il quale istituire una authority di controllo della produttività nella P.A.: portato in Parlamento non se ne fece niente perché la CGIL (da sempre attenta alla parità dei diritti e dei doveri, all’uguaglianza dei lavoratori…) annunciò scioperi, e non si poteva turbare la tranquillità dell’allora Ministro Nicolais. Poi l’intervento è stato fatto in altre forme, e i lavoratori non solo non hanno scioperato ma non hanno neanche manifestato la benché minima solidarietà verso coloro che prendono giorni di malattia per andare al mare o a fare la spesa con la moglie
  • Alla Camera viene approvato un emendamento proposto dal PD verso il quale il Governo aveva dato parere contrario? Urca, Antonello Soro si lascia andare ad esultanze scomposte: la maggioranza è fragile, non è in grado di operare senza mettere la fiducia. A parte che 2 fiducie su provvedimenti di vitale importanza in mezzo ad una mole immensa di provvedimenti sono come le gocce in mezzo al mare, ma forse ad Antonello Soro bisognerebbe ricordare quante volte Prodi pose la questione di fiducia anche su leggine di poco conto, quante volte il suo Governo fu salvato dai senatori a vita perché non ce la faceva da solo, quante volte in appena 18 mesi di esecutivo. E il Soro viene a fare le pulci al Governo Berlusconi?
  • Il Cavaliere viene perseguitato dai Magistrati? ‘Azzarola, Silvio deve andare di corsa a difendersi “nei” processi! Peccato che D’Alema è più di un anno che fa ricorso allo scudo dell’immunità parlamentare europea, la Forleo è stata cacciata da Milano per aver definito “disegno criminoso” le parole di Fassino sulla scalata Unipol, De Magistris è stato anche lui cacciato da Reggio Calabria per essersi permesso di indagare su Prodi e Mastella. D’altronde, il doppio standard secondo il quale le conclusioni giudiziarie che non soddisfano i postulati di un teorema (generalmente il teorema è che politici e imprenditori di destra sono a priori dei criminali) sono comunque sbagliate, è un dogma sinistrorso difficile a morire, perché significherebbe riconoscere che la propria politica è andata avanti soltanto con infiniti pregiudizi: ecco che allora, se il teorema della sinistra non viene confermato, svaniscono in un colpo l’integrità e lo spirito d’indipendenza della magistratura, perfino di quella considerata “amica” come Milano, che non ha condannato Tronchetti per la vicenda Telecom, per non parlare di quella di Genova, rea di non aver condannato ai lavori forzati in Siberia i poliziotti macchiatisi di azioni delittuose in quel del G8-2001
  • Il Governo Berlusconi propone leggi “incostituzionali”? Porca miseria, bisogna fare le barricate, e quelli di sinistra, difensori sempre e comunque dalla parte del bene e della moralità, sono i più adatti. C’è bisogno di sciorinare tutte le azioni di stampo fascistoide di cui sono stati protagonisti questi difensori della Costituzione minacciata? C’è bisogno di ricordare i trattamenti riservati a Ferrara o a Pansa nei loro interventi pubblici, rei di presentare idee e fatti storici che non piacciono ai sinistrorsi di casa nostra? Oppure di come, Rifondazione abbia promesso fischi e contestazioni al Governo alla manifestazione di Bologna del 2 agosto, contro il terrorismo? Vogliamo ricordare cosa ha detto Mancuso, assessore alla sicurezza proprio in quel di Bologna, rivolgendosi ad un Ministro della Repubblica Italiana? Ha definito Rotondi «Una persona sconosciuta e del tutto incolore. Non credo proprio che qualcuno si accollerà la fatica di fischiarlo». Ovviamente, Mancuso ha tenuto a precisare che questa dichiarazione è soltanto impropria, e che come tale non costituisce materia d’offesa e comunque tale non era nelle sue intenzioni! Roba da far accapponare la pelle: se l’avesse detto Berlusconi sarebbe stata chiesta un’interrogazione parlamentare e tutti starebbero chiedendo le sue dimissioni
  • Berlusconi richiama all’ordine i suoi parlamentari della Camera troppo assenteisti? Vergogna, il Premier si comporta come un dittatore! Peccato che, quando agli inizi del 2007 si votava per le missioni militari all’estero, Rossi e Turigliatto allora di RC decisero di votare secondo coscienza e non secondo i diktat del partito. Risultato? Al Senato insulti e improperi di ogni genere, ed entrambi espulsi dal partito stesso. Per non ricordare come Antonio Borghesi dell’IdV, pur dichiarandosi personalmente favorevole ad una norma simile a quella c.d. “antiprecari”, ha candidamente scritto di aver votato contro “per spirito d’opposizione e per spirito di partito”. Si sa, la disciplina a sinistra è tutta un’altra cosa

Pillole di una sinistra in confusione, che cavalca l’onda del politicamente utile, che vive di una propaganda di natura paracomunista fondata sul doppio peso e sulla doppia morale, sulla convenienza istantanea tesa soltanto alla sopravvivenza politica. Forse è questo il vero problema della sinistra: hanno governato dal 1996 al 2001 e poi sono stati colpiti da uno tsunami elettorale di proporzioni memorabili. Hanno governato dal 2006 ad inizio 2008 e poi sono stati colpiti di nuovo da uno tsunami di proporzioni ancora più memorabili. Vivono di dichiarazioni, ma quando sono chiamati a governare scopiazzano male programmi di destra, con il risultato ovvio che la copia è sempre e comunque peggio dell’originale. Come avrebbero raggiunto il pareggio di bilancio nel 2011? In che modo avrebbero operato i tagli che avevano annunciato? Vendere Alitalia ad una compagnia concorrente ne avrebbe garantito il rilancio oppure, giacché si tratta di mercato, quella era una manovra condotta in fretta e furia dai risvolti tutt’altro che limpidi? L’Italia ne ha pagato le conseguenze per troppi anni, ora basta: gli Italiani lo hanno capito, si sono ravveduti, e il Paese ringrazia.

PS: consiglio di seguire attentamente il blog di paraffo, che in questi ultimi tempi è molto impegnato nello smascherare queste pillole di “democrazia” sinistrorsa…

Il centro-destra contro Berlusconi?

novembre 24th, 2007
No Gravatar

La terza settimana di novembre è stata certamente una delle più calde (nonostante il meteo) della politica italiana: da una parte la finanziaria 2008, dall’altra il nuovo partito annunciato dal Cavaliere Silvio Berlusconi, dal nome ancora incerto. La mossa del Silvione nazionale ha scatenato l’elettorato del centrodestra: in pochi giorni, i sondaggi davano infatti il Cavaliere tornato davanti all’amico Fini, che appena un mese fa sembrava il preferito come successore alle prossime politiche (sicuramente del 2011, ma si spera per il bene dell’Italia molto molto prima). E cosa combina l’amico Finazzo? Si allea con quel Casini che meno di un anno fa accusava di separatismo in casa e con lui scrive un comunicato congiunto nel quale accusa Berlusconi di populismo laddove invece servono progetti per far cadere Prodi. Servono progetti? E quelli di Fini e di Casini dove sono? Ben ha risposto Berlusconi «A voi i progetti, a me i voti»…

Questo è quello che penso: l’idea che possa essere Berlusconi a far cadere il Mortazza fa semplicemente andare fuori di testa tanto Fini quanto Casini. Infatti, se ciò dovesse avvenire Silvio sarebbe il leader del Centro-Destra per i prossimi 10 anni, senza se e senza ma: soprattutto a Fini, che in qualche modo già si sentiva suo successore, questa cosa non può far piacere (per la prima volta ha pure appoggiato la riforma del sistema radio-televisivo, come a dire “se mi fai uno sgarbo ti rendo pan per focaccia”). Tanto è più vero questo se si considera che i partiti più piccoli, vedasi Storace, la Mussolini ma anche lo stesso Rotondi, guardano con favore alla nuova iniziativa politica, alla nuova “discesa in campo” del Cavaliere di Arcore. Riappropriatosi del favore elettorale del suo popolo, Berlusconi ha poi spiazzato mezzo mondo politico annunciando di voler dialogare con il nuovo PD di Veltroni: proprio il PD, la stampella del Governo Prodi, è probabilmente alla base di questo improvviso cambio di rotta di Silvio, che ancora ad Agosto non aveva fatto trapelare nulla del suo nuovo progetto (a patto che esistesse già a quel tempo). Ora, Fini e Casini devono nuovamente confrontarsi con il PpL: da una parte perché da soli non vanno da nessuna parte (insieme non raggiungono neanche lontanamente la sola Forza Italia, a meno di qualche terremoto interno), dall’altra perché la loro strategia è stata sconquassata da questo evento assolutamente imprevisto e per certi versi imprevedibile almeno nei tempi nei quali si è realizzato; senza dimenticare che non possono trattarlo come un “avversario”, perché così facendo regalerebbero una grossa fetta dei loro votanti che si andrebbe ad aggiungere a quella che attualmente Silvio ha preso con la geniale improvvisa mossa del nuovo partito. Sicuramente, i milioni di cittadini che hanno firmato nei gazebo del Centro-Destra per dire basta a questo Governo fantoccio di (Centro-)Sinistra forse non saranno proprio 8, ma anche (ammesso e non concesso) che fossero soltanto la metà, sono stati la forza che ha portato da una parte Berlusconi a ritrovare le energie necessarie per tornare a tempo pieno sulla scena politica, dall’altra hanno fatto capire a Fini e Casini che adesso il loro elettorato rischia di essere territorio di “shopping” elettorale con tutto ciò che ne consegue in termini di peso e di importanza, anche nel dialogo con Veltroni (e il suo “maanchismo”). E se vogliamo dirla tutta, il piccolo vuoto lasciato accanto a Veltroni che in quel di ottobre si era appropriato del ruolo di leader della scena politica, di fronte alle titubanze di AN e UDC, è stato pappato dal Silvio con una mossa alla “Cesare” da veni, vidi, vici, secondo il ben noto detto “Chi prima arriva…”, è tornato leader incontrastato del Centro-Destra, e sottolineo “centro”, perché i tentativi sottobanco di costituire un forte centro come terzo polo in grado di scardinare il bipolarismo italiano, con il PpL modello PpE riceve una batosta ridimensionante di non piccole dimensioni. Nel 1994, al tempo della prima discesa in campo, Berlusconi in poco tempo ottenne una vittoria in grande stile: ora, sta preparando il campo per una nuova vittoria politica destinata a durare molto più a lungo della precedente. Con buona pace di chi pensava di poterne prendere il posto a stretto giro…

Alla prox.


Bad Behavior has blocked 51 access attempts in the last 7 days.