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Cellule staminali e ricerca scientifica

novembre 24th, 2007
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Ha fatto ovviamente un certo scalpore, negli ultimi giorni, la notizia relativa ad una recentissima scoperta scientifica: alcuni ricercatori cinesi e americani sono riusciti ad ottenere cellule staminali con le stesse caratteristiche di quelle embrionali.

Cellule staminali

È un metodo per altro che, favorendo l’ottenimento di cellule dal paziente stesso, per usi clinici eliminerebbe anche il problema del rigetto. Abbiamo dunque la prova che quando la scienza non si fa portatrice di bandiere ideologiche come l’assoluta necessità della ricerca sugli embrioni, si possono ottenere importantissimi risultati. Ricerche per lo più taciute al grande pubblico (in virtù proprio della necessità di assuefarlo ad un tema scottante come questo), se è vero che il prof. Vescovi, docente di Bio­logia all’Università di Milano-Bicocca e di­rettore scientifico dell’Istituto «Brain Repair» di Terni, già nel 2004 annunciava l’esistenza di metodi per produrre cellule staminali embrionali senza ricorrere agli embrioni. Sebbene la ricerca sia ancora agli inizi, sono evidenti le implicazioni bioetiche: sarebbe in tal modo possibile superare l’annosa questione degli embrioni. Già, codesti sconosciuti…

Si sente spesso ripetere che in fin dei conti soltanto il fondamentalismo religioso impedisce una seria ricerca scientifica, poiché codesti integralisti considerano l’embrione un essere umano, laddove invece non si tratterebbe di nient’altro che un “grumo di cellule”, un “nulla” o come qualcuno è arrivato addirittura ad affermare negli anni della lotta per il diritto all’aborto (!) un “cancro”… Stando così le cose, la ricerca sulle cellule staminali embrionali permetterebbe un grande avanzamento nelle cure delle gravi malattie umane che impediscono una “vita dignitosa”… Alché, mi si presentano dei pensieri di tal sorta… Se parliamo di avanzamento medico tout court, perché le persone che gridano contro la Chiesa quando chiede che sia riconosciuta la dignità dell’essere umano, poi fanno picchetti contro la sperimentazione sugli animali? Si potrebbe dire o tutti o nessuno, perché anche la sperimentazione sugli animali consente di avanzare nella conoscenza. Ma per loro, un animale vale più di un essere umano: ma se si tratta di esseri viventi, si dovrebbe impedire tanto di sperimentare sugli uomini quanto sugli animali.

Ma soffermiamoci un secondo sulla questione dell’embrione come essere umano: gli scientisti gettano fumo negli occhi della gente confondendola con il concetto di “persona”. Dicono infatti «come si permettono di mettere sullo stesso piano un feto con sua madre o con un bambino nato?»: infatti nessuno fa questa equivalenza, il “feto” non è un cittadino, non è una “persona” (non è cioè dotata di razionalità e autocomprensione), ma è e rimane un “essere umano” in fieri, quindi se possibile anche superiore allo stesso concetto di cittadino e di persona. Rincarano la dose mettendo a confronto la foto di un embrione e la foto di un bambino felice e gioioso. Ma in realtà, come detto, tale equivalenza esiste soltanto nella loro mente, e fa davvero riflettere il fatto che codesti attribuiscano ad altri ciò che loro vogliono che gli altri pensino per poterli poi accusare di oscurantismo scientifico. In realtà, non mi risulta che si sia mai risposto alle seguenti domande:

  1. è stato stabilito quale sia il numero di cellule superato il quale l’embrione diventa essere umano?
  2. è stato stabilito quale sia il minuto nel quale l’embrione acquista lo status di essere umano?

Nessuno è in realtà in grado di fare una operazione del genere, ed è per questo che si stabiliscono delle “convenzioni” temporali nelle quali poter operare con libertà legislativa. Ma grazie agli studi condotti da Markkus Seppala, finlandese già presidente della Federazione Internazionale di Ostetricia, l’embrione comunica con l’endometrio producendo alcune proteine che hanno il ruolo di predisporre la parete uterina affinché accolga lo stesso: se quindi già in questo primissimo stadio (subito dopo la fecondazione) l’embrione è in grado di esprimere funzioni vitali, come lo si può definire un “grumo cellulare”? È qui che si trova il sottile dogmatismo dei laicisti, di coloro che propugnano l’assoluta libertà della ricerca scientifica: puntare sull’incertezza scientifica o meglio ancora, sull’ignoranza scientifica, per esprimere la loro ideologia. Nei loro programmi, accusano la Chiesa di fondamentalismo quando nella vera realtà il fondamentalismo è tutto loro. Non esiste la libertà dall’etica della ricerca scientifica, bisogna fare ricerca in modo responsabile, non è possibile guardare alle bio-tecnologie con uno sguardo utilitaristico: ciò che si può fare lo si deve fare. La vera libertà sta nella responsabilità di ciò che si fa. È per questo che è un dovere di tutti noi guardare con favore e con simpatia alle ricerche che percorrendo altre vie conducono al medesimo risultato: oggi, un nuovo filone di ricerca scientifica potrebbe essere stato individuato. È necessario che tutti concorrano affinché la strada sia felicemente percorribile, per dare alla scienza ciò che è della scienza, e all’essere umano la dignità che lo differenzia e lo eleva tra tutte le altre creature, la razionale autocomprensione della sua dignità.


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