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Boffo-gate: le dimissioni e la sinistra dei quadrinariciuti

settembre 6th, 2009
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E ci risiamo: gli inguaribili trinariciuti con il buco aggiunto mettono in campo la loro superiorità morale e con grande non chalance falsificano la storia, la ribaltano. D’altronde, l’ambiente di provenienza è sempre quello, e si chiama PCI, tanto per milioni di elettori che lo votavano fino a qualche anno fa, tanto per le decine di politici che affollano il centrosinistra odierno.

E così dunque, imbastire una campagna gossippara di livello internazionale per affondare Berlusconi è soltanto un mezzo illecito per raggiungere un fine lecito, dunque come scrisse qualcuno una volta tutto fa brodo quindi campa cavallo. Le intercettazioni illegali, le foto rubate, le escort e le minorenni inventate sono l’idilliaco quadretto nel quale scavare la fossa del Cavaliere. Non importa che in Puglia la sinistra stia per attraversare uno dei più grandi scandali giudiziari della sua recente storia, non importa che nelle regioni rosse di mezza Italia le procure siano oramai piene di faldoni contenenti i nomi di uomini del PD e amici vari: tutto ciò viene artefattamente occultato, trasformato, relegato in trentesima pagina. Da mesi la politica ha abbandonato la scena democratica italiana: con un partito che non ha più nulla da dire, l’ultima arma rimasta era il gossip. L’ultima arma, quella definitiva, quella che avrebbe portato alla rottura definitiva del saldo rapporto tra Governo, Chiesa ed elettorato cattolico. Avrebbe…

Ovviamente, dopo il ribaltone il secondo: Berlusconi cita per danni (non querela, cita per danni, che è altra cosa) i giornali protagonisti di questa campagna? Apriti cielo, ecco tornare sulla terra l’Anticristo, ecco risorgere Hitler, ecco aprirsi gli steccati del ventennio. Franceschini però avverte: “La democrazia italiana ha anticorpi forti e di vecchia data”. È verissimo leggenDario, tanto è vero che infatti il gossip non ha spostato di una virgola l’elettorato, tu sei rimasto sull’orlo del precipizio, anzi Berlusconi ha pure guadagnato in fiducia secondi i principali sondaggisti.

Dopo il primo ribaltone, il giochetto della doppia morale: sparare a zero contro Berlusconi è lecito, insultare perfino i suoi figli anche è lecito, inventare notizie false e tendenziose anche questo è lecito. Provare a fare questo giochetto contro qualcuno della sinistra? Vergogna, killeraggio, menzogne, insulti inauditi… Pubblicare una sentenza vera che apre gli armadi a mostrare gli scheletri di lor signori, questo è illecito: se l’armadio era di Silvio invece, Feltri sarebbe stato portato in trionfo, con tanto di corona di alloro. Invece è soltanto un meschino, perché ha dato il via (lui!!!) ad una corsa verso il baratro.

Sulla Gazzetta dello Sport il mitico direttore Candidò Cannavò teneva una rubrica dal titolo “Fatemi capire”: ecco io voglio capire perché pubblicare foto illecite sia un esercizio di libertà di stampa, mentre pubblicare una sentenza di condanna (cioè un atto pubblico) sia una intimidazione mafiosa. Voglio capire perché se Berlusconi cita per danni un giornale che gli da del pedofilo (il più carino degli insulti per altro) sia mettere un bavaglio alla stampa, mentre se una escort cita i giornali di destra perché raccontano la verità è soltanto una donna che difende il suo onore. Voglio capire perché per mesi, mesi e mesi nessuno si è mai scandalizzato del gossip berlusconiano, anzi ci è sguazzato dentro scoprendo che poi nuotare nella merda non è così male, salvo poi erigersi a paladino della privacy quando il gossip colpisce uno di loro. Voglio capire perché Concita De Gregorio è sempre dalla parte delle donne, ma questa volta è dalla parte del molestatore, con buona pace della donna molestata. Voglio capire perché ora che di mezzo ci sono andati Boffo e Mauro è necessario abbassare i toni, mentre avremo potuto andare avanti per mesi se l’unico gossippato fosse stato il Cavaliere. Voglio capire perché Boffo ieri era l’inqualificabile omofobo e l’oscurantista antiabortista, ed oggi è il paladino della libertà ed il martire della lotta contro Berlusconi. Voglio capire perché la sinistra sta con la Chiesa solo quando le fa comodo, cioè solo quando si paventa una possibile frattura con Berlusconi. Voglio capire a cosa si stia riducendo quell’ectoplasma che è il PD, oramai tutto piegato sull’antiberlusconismo: ah, bei giorni quelli in cui Veltroni annunciava una svolta nella politica dei democratici del Paese! Vorrei capire dove sono i Travaglio ed i Fuksas di turno quando si scopre che l’evasore dichiarato è il direttore di Repubblica Ezio Mauro, quando in tribunale ci finisce la giunta di sinistra pugliese per una storia di appalti sanitari, fondi forse occulti e finanziamenti illeciti al partito.

Voglio capire, ma non ci riesco, o forse non sono capace. Una cosa la capisco: che di fronte a questa sinistra, di fronte a certi ambienti cattolici che magari non saranno cattocomunisti ma invece di essere cristiani sono di sinistra, non sarà difficile continuare a votare a destra contro la sinistrorsa ideologia del nulla. Potrei dire: beh così è troppo facile, non c’è gusto. Purtroppo questo ci tocca…

Boffo si dimette e tutti a piangere per lui, la CEI in primis. Boffo si dimette e secondo Madama La Marchesa ciò è la massima espressione del potere dittatorio berlusconiano, della sua volontà di ridurre a zero la stampa nemica. Boffo si dimette forse perché è un condannato per molestie ed un bugiardo smascherato? Boffo forse si dimette perché invece di raccontare la verità tenta di nasconderla accusando un uomo morto? Boffo forse si dimette perché invece di pubblicare le carte che lo scagionano, proclamando così la sua santa innocenza, preferisce adottare schemi incompatibili con il suo ruolo di direttore di un giornale cattolico? Macché, Boffo si dimette perché è la vittima di Feltri e dei suoi scagnozzi, in definitiva la vittima del potere di Arcore. Nulla da dire come professionista, ma come uomo era diventato di fatto incompatibile con la carica che ricopriva. Troppo comodo però per la sinistra, e poi come lo ergiamo a icona della libertà di pensiero e di espressione? Se non fosse che, ovviamente, per la sinistra la libertà di pensiero e di espressione è solo quella di infamare e di insultare Berlusconi e tutti coloro che lo sostengono, perché quando la libertà di pensiero e di espressione li colpisce direttamente, siamo alla barbarie. Il classico schema della doppia morale, di cui dalle parti di Botteghe Oscure ma non solo sono maestri mondiali.

Boffo è oggi il nuovo eroe usa e getta della sinistra, dopo le eroine Noemi e D’Addario: funzionerà finché funzionerà, ovvero funzionerà prima che dalla mitologia si passi alla realtà dei fatti. Dopo? Dopo avanti il prossimo mito: e poi si chiedono perché sono piantati al 26% e perdono sempre… Finché il suo elettorato, turandosi il naso e tutti gli orifizi del corpo, continuerà ad accettare questo modo di fare politica (ovvero il nulla), continuerà a godere del suo essere trinariciuto con il buco aggiunto, non ci sarà partita. Una volta parlare con un elettore di sinistra significava confrontarsi sui massimi sistemi, sull’economia, sulla società, su diversi sistemi di pensiero e diverse ricette per migliorarle: oggi, parlare con uno di sinistra significa sedersi dal parrucchiere a farsi raccontare il colore degli asciugamani di Villa Certosa così come riferiti dalla escort di turno. E la chiamano politica? La chiamano alternativa di governo? Che c… Oramai, dalla demenza profonda in cui è scaduto l’intero centrosinistra, ci si aspetta solo un tributo alla scemenza universale, e nulla più.

ezio mauro evasore fiscaleAlmeno Boffo, molestatore, moralista smascherato e bugiardo come te, l’ha fatto…

Boffo-gate: le menzogne e le sconcertanti reazioni della CEI

settembre 1st, 2009
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Ancora una volta mi tocca tornare a tuonare contro l’agenzia di potere religioso che è la CEI. Lo faccio a seguito di una lettera inviata dal vescovo di Como Diego Coletti a Vittorio Feltri e delle nuove assurde dichiarazioni rilasciate da alcuni vescovi. Scrive Coletti:

Lei sa che accettare il rito abbreviato e il conseguente patteggiamento di pena non costituisce, da parte dell’accusato, ammissione di colpa

Questa è straordinaria: io accetto di patteggiare, pagare una multa e finire nel registro dei pregiudicati soltanto perché non ho voglia di finire nel baratro delle lungaggini della giustizia italiana in merito al fatto che non ho prove sufficienti a dimostrare la mia innocenza. Le cose sono due: chi mi accusa di molestie o dice il falso o dice il vero. Essendo l’accusatore a dover dimostrare di dire la verità, se io non ho le prove per controbatterlo vuol dire che quanto meno qualcosa di poco carino ho combinato. Tra l’altro non bisogna confondere il patteggiamento con l’accettazione incondizionata di un decreto penale di condanna.

vuole spiegare come mai una notizia che, a suo dire, già girava da tempo, documentata e ben nota, su tanti tavoli di redazione è stata pubblicata solo dopo una chiara presa di posizione di Avvenire nei confronti di un malcostume, sia morale che mediatico, che implicava la figura di un determinato personaggio politico (che, del resto, ha avuto la saggezza di prendere le distanze da questo zelo del direttore del “suo” giornale) con il risultato di favorire ancora una volta il degrado della politica e della vita pubblica del nostro Paese?

Cerchiamo di capire: il degrado lo favorisce Feltri alla guida di un giornale di destra, mentre la stampa internazionale che da mesi pubblica spazzatura su Berlusconi cosa fa? Ci accorgiamo del degrado politico prodotto dal gossip soltanto quando ci tocca da vicino, mentre se tocca gli altri (ovvero il Cavaliere) possiamo strabattercene le rotonde? Caro vescovo, se questo è il suo modo di ragionare, comprendo benissimo il perché la Chiesa da qualche anno a questa parte faccia fatica a mantenere a sé i suoi fedeli, figuriamo a conquistarne di nuovi.

anche Gesù si trovò di fronte a moralisti improvvisati che accusavano un’adultera; e quando disse che poteva cominciare il massacro solo chi era senza peccato, se ne andarono tutti cominciando dai più vecchi.

E cerchiamo ancora di capire: un quotidiano che paragona il naufragio di alcuni migranti in mare alla Shoah, ben sapendo che né il Governo Italiano né probabilmente altri hanno colpe dirette su questo accadimento, cosa fa se non scagliare macigni? Siamo sicuri che in quel caso il detto di Gesù non consigliasse maggior prudenza? Soprattutto in considerazione del fatto che la comunità ebraica ancora una volta si è detta sorpresa dell’utilizzo sconsiderato di tragedie umanitarie come fu la Shoah nazista.

In tutto questo turbinare antigossipparo soltanto quando non riguarda Berlusconi (chissà cosa avrebbe detto Coletto se quel decreto penale avesse riguardato Silvio!), vi sono delle chiare ed inequivocabili certezze: che Boffo è stato condannato penalmente, che ha mentito spudoratamente definendo “patacca” un documento che invece è stato confermato esistere nella sua essenza cartacea, ha mentito nuovamente tirando in ballo un ragazzo morto affermando di aver accettato la condanna per proteggere la sua vita. Boffo si è tirato dentro da solo in un vicolo cieco: un amico di quel ragazzo ha infatti affermato che ritiene incredibile che il direttore lo abbia tirato in ballo, giacché lui con Terni (luogo nel quale sono accaduti i fatti) non aveva niente a che spartire. Caro vescovo Coletto, invece di pensare all’immoralità di chi fa gossip su altri che non siano Berlusconi, ha il coraggio di dire cosa pensa della carica che ricopre Boffo in relazione alla sua condanna e cosa pensa dell’atteggiamento di un cristiano che mente spudoratamente per difendere la sua carriera? Lei si dice esterrefatto di come quel documento venga alla ribalta soltanto oggi a distanza di 5 anni, si dice certo che la proprietà del Giornale non poteva non sapere: ecco mi chiedo, la CEI non poteva non essere al correnete della situazione penale di Boffo, non poteva non prevedere che un giorno o l’altro quella situazione sarebbe stata utilizzata contro di lui, eppure nonostante tutto ha continuato (e continua tutt’oggi) a difenderlo a spada tratta e a confermargli fiducia piena sul suo operato.

Ecco monsignor Coletti, non le pare che tutto questo, il modo di ragionare e di relazionarsi con l’opinione pubblica e la Chiesa, sia palesemente in contrasto con il ruolo di uomo di Chiesa che lei ricopre? Non c’è altro da augurarsi che la Santa Sede nella persona di Papa Benedetto XVI continui la sua opera di smontaggio di quella agenzia di potere che è la CEI.

E se il vescovo Mogavero ritiene che l’informativa circolante da qualche mese nei suoi ambienti vada configurata come un “avvertimento di tipo mafioso”, almeno ha avuto il coraggio di affermare che forse la decisione migliore che possa prendere Boffo è quella di dimettersi: non perché sia colpevole, ma perché così facendo potrebbe salvare l’onorabilità del giornale Avvenire, in attesa che le “sedi opportune” chiariscano definitivamente i fatti. Quali sedi monsignore? C’è un decreto penale di condanna depositato in un Tribunale della Repubblica Italiana, la sua esistenza è stata confermata da chi in quel tribunale lavora, e lei chiede che qualcuno ne accerti inequivocabilmente l’esistenza? Oppure lei si riferisce al fatto che qualcuno accerti la reale colpevolezza di Boffo? Ma se lui ha accettato una condanna, non credo sia possibile riaprire quel procedimento e d’altronde se l’ha accettata a suo tempo perché non aveva sufficienti prove per dimostrare la sua innocenza, dubito che le abbia ora che il mondo intero ha saputo di questo suo precedente. In ogni caso, il GUP di Terni ha negato l’accesso agli atti della cartella-Boffo, consentendo la visione del solo documento già pubblicato da Il Giornale. Il GIP del Tribunale ha inoltre confermato che non vi sono note sull’inclinazione sessuale del Boffo, ma a tal proposito vale ricordare che il fatto che il direttore sia omosessuale o meno a noi non interessa un fico secco, mentre una condanna per molestie è decisamente più rilevante rispetto all’incarico che ricopre e alla sua decisione di schierare il suo giornale contro Berlusconi sulla base delle fandonie pubblicate dalla Pravda.

Ovviamente, in tutto questo la Santa Sede mantiene le debite distanze, anche per bocca del suo quotidiano ufficiale, l’Osservatore Romano, diretto dal prof. Vian, che rivendica la scelta di non aver mai trattato di questioni particolari inerenti gli Stati sovrani: in ballo ci sono i rapporti con lo Stato Italiano, raffreddatisi negli ultimi tempi a causa della spregiudicatezza con la quale certi uomini di Chiesa (a vari livelli) hanno giudicato il governo fino ad insultarlo per le note vicende dei migranti provenienti dal Nord Africa (ma chissà perché tutti se ne strafregano di quelli provenienti dall’Est, che rappresentano l’85% dei migranti che giungono in Italia). Fino a ricordare che l’Italia, tra i Paesi Europei, è quella che di più ha fatto e di più sta facendo per la loro accoglienza tra tutti i Paesi direttamente interessati dai flussi migratori (Spagna e Malta in primis).

La sentenza che inchioda Boffo e la CEI

agosto 30th, 2009
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Hanno detto che è tutto un falso. Hanno detto che siamo alla barbarie, al killeraggio mediatico. Tutta l’intellighenzia sinistrorsa ha difeso Boffo dalle accuse lanciate da un giornale, esattamente come tutta l’intellighenzia sinistrorsa ha accusato Berlusconi dopo le falsità uscite su un giornale (ma della doppia moralità ne abbiamo parlato ieri). Ecco il documento che inchioda Boffo alle sue responsabilità:

sentenza boffo

Che Boffo abbia relazioni omosessuali non mi interessa un fico secco: che Boffo abbia violato principi evangelici, sacramenti e comandamenti della Bibbia e continui a dirigere un giornale cattolico, questo si mi fa girare le palle che manca poco prendo il volo… Non è inoltre accettabile per un cattolico approvare il comportamento della CEI che lo ha difeso a spada tratta (ma non così fece con Renato Farina, che anzi fu trattato da mascalzone) senza neanche preoccuparsi di chiedere chiarezza pubblica (come invece ha fatto con il Cavaliere). Bene ha fatto il vescovo dell’Aquila ad invitare Boffo affinché “superi le sue debolezze”, ma tutto ciò non basta: non basta perché ancora una volta la Chiesa (intesa come popolo) di Cristo viene messa a dura prova dal comportamento inidoneo ed immorale dei suoi ministri. Gli stessi ministri a cui un Papa come Benedetto XVI non può andare bene perché ogni giorno li inchioda alle loro responsabilità di cattolici. Io sto con Feltri, con Berlusconi, e con il Papa, contro la CEI ed i suoi protetti che ancora una volta infangano la Chiesa Cattolica Una e Santa (come recita il Credo). Se Bagnasco rinnova la fiducia a nome delle comunità cristiane, sappia che deve sfrondare il mio nome. Contro soprattutto la sinistra, che non manca mai di fare la paladina della doppia morale, di agitare la bandiera della democrazia e della libertà solo quando le fa comodo: Messori ha ricordato che il popolo cattolico non si lascia impressionare da queste cose, un sondaggio di Sky TG 24 ha mostrato che la netta maggioranza è con Feltri, al Meeting di Rimini le battute contro Berlusconi che insegue le minorenni sono state accolte dai mugugni della platea (ci sono anche i video pubblici). Davvero la regia occulta che in questi mesi ha infangato il Cavaliere con il gossip spera di spostare il voto cattolico da destra a sinistra? Davvero spera che portare allo scontro istituzionale tra Governo e Vaticano significhi allontanare il voto cattolico da Berlusconi per portarlo alla corte di Franceschini/Bersani?

Le sentenze penali sono di interesse pubblico, perché la gente deve sapere che il vicino della porta accanto non è un uomo di comprovata legalità: se per un cittadino privato nessuno si mette a fare ricerche nei casellari giudiziari, non così è per un direttore di giornale, personaggio pubblico che fa informazione ed orienta i suoi lettori. Io pubblico il nome di Boffo in virtù della sentenza che potete leggere a questo indirizzo, quindi nella piena legalità del mio operato di blogger.

Ha ragione Grillini: se un cattolico, tanto più un personaggio pubblico, un direttore di giornale, vuole fare la morale sul comportamento sessuale altrui, deve avere la “telecamera nelle mutande”: quella di Boffo, ahi lui, ha mostrato cose brutte. Se è davvero un falso (ma per ora non è arrivata alcuna smentita né da lui né dal Tribunale, anzi ha perfino chiamato informativa quella che è a tutti gli effetti una sentenza), se le sue querele (già annunciate) lo vedranno vincitore, procederemo di conseguenza, cancellando il testo e porgendo le dovute scuse con tanto di ammenda, se invece è tutto vero come purtroppo appare (e con Feltri c’è poco da dubitarne), che se ne vada in esilio volontario in Uganda a fare il missionario, almeno la sua azione potrebbe diventare utile a qualcuno… E stia lontano dagli uomini sposati, come recita la Bibbia in cui lui crede… Se poi la cosa come ha scritto qualcuno era risaputa ma opportunamente taciuta, chi ha scelto il silenzio omertoso tragga le dovute conseguenze.

Intanto, per dovere di cronaca, riporto il link alla lettera difensiva di Boffo. Continueremo a seguire la vicenda da vicino aggiornando il blog con tutte le ultime notizie più rilevanti.


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