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Massa: il titolo si ferma a 100m

novembre 2nd, 2008
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100m dal titolo. Così si può sintetizzare la stagione di Felipe Massa, metro più metro meno, che in quel del Brasile viene aiutato dal cielo e dalla terra a mettere un po’ di pepe lì dove non batte il sole ad Hamilton, il quale dopo una gara giudiziosa condotta con l’unico obiettivo di controllare la gara, si ritrova al sesto posto a due giri dalla fine, troppo poco per vincere. Ma quando i tifosi ferraristi di tutto il mondo (unitevi!) già assaporavano la seconda grandiosa impresa consecutiva, si sono dovuti arrendere alle gomme d’asciutto di T. Glock, il quale le ha provate anche sul bagnato ma non è riuscito a mantenere i 15″ di vantaggio sull’inglese (chissà quali problemi sul rettilineo finale, purtroppo).

massa

Il più giovane campione del mondo della Formula 1 scaccia l’incubo definitivo a pochi metri dal traguardo, quando, dopo essere stato sorpassato dal motorizzato Ferrari S. Vettel (seguitelo nei prossimi anni) si ritrovava troppo indietro per poter guadagnare i punti necessari alla vittoria. Ed invece, quando ti deve dire bene alla fine ti dice bene: se poi dimostri di essere il pilota più continuo nella stagione, allora c’è poco da fare. Chissà invece Ecclestone: ha telecomandato le nuvole affinché piovesse a 3 minuti dall’inizio, poi le ha rimandate via e le ha fatte ritornare a 3 minuti dalla fine, sparigliando le carte e offrendoci una stretta al cuore che ci porteremo fino al prossimo G.P. del Brasile. Grande ed emozionante è stata comunque la nuova era Ferrari: il mitico trio Todt-Schumacher-Brawn, che tante gioie ci ha regalato, ha lasciato strada alla nuova giovane gestione, che per aver fatto male (troppi errori quest’anno) ha comunque portato a casa un secondo posto nei piloti a -1 (con la terza posizione di Raikkonen) ed il titolo costruttori.

San Paolo ci ha provato: la torcida brasiliana ha spinto fino a quando ha potuto, facendo scongiuri su tutto e tutti, ma alla fine si è dovuta arrendere al pilota McLaren, con una macchina davvero formidabile ed assolutamente affidabile, oltreché estremamente competitiva lungo tutto il corso della stagione. Quando sembrava oramai fatta, la Ferrari ha tenuto aperto il campionato fino all’ultima curva del mondiale, e quanto oggi si può recriminare per quei punti persi in maniera stupida, ma adesso inutilmente.

Complimenti dunque al neo campione ma onore delle armi alle rosse. Arrivederci al 29 marzo, per una nuova entusiasmante stagione di Formula1.

F O R Z A  F E R R A R I  ! ! !

Roma-Intel: blackblue demolition team!

ottobre 20th, 2008
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In quel dell’Olimpico di Roma si è consumata, ieri domenica 19 ottobre, la prima stratosferica Inter della stagione. Nel passato campionato, l’Inter del contestato Mancini delle prime giornate aveva schiantato i giallorossi 4-1 iniziando un cammino che l’avrebbe presto portata in fuga solitaria; quest’anno il risultato è stato ancora più netto, un secco 4-0 con un divario che non si registrava dal lontano 1968 (Roma-Inter 2-6). E se Spalletti afferma che non c’era in campo la differenza che mostrava il tabellone, non si può che rispondere che la sua squadra è la brutta copia della formazione a tratti spumeggiante del passato campionato. Giocatori svogliati, assenze determinanti rimpiazzate da uomini inadatti, una società convinta di poter fare fuoco e fiamme andando a prendere gli scarti delle altre formazioni. Riise e Baptista sono inadatti allo schema di Spalletti, Menez è troppo giovane pur se di buon futuro, Loria è un titolare di formazioni che lottano al massimo per la qualificazione alla Coppa Uefa, non di squadre che partono con l’idea di raggiungere la finale di Champions League. Roma inguardabile anche perché con i giocatori a disposizione (Okaka in panchina mentre dall’altra parte sedevano Adriano, Cruz e Balotelli, non so se rendo l’idea…) ha pensato di poter affrontare l’Inter alla pari, sfidandola a viso aperto con uno schema “4-2-3-1″ assolutamente inconcepibile (e forse da rivedere in una prospettiva più generale): le famosissime verticalizzazione “alla mano” hanno fruttato soltanto un paio di pericolose penetrazioni in tutta la partita e soltanto una seria palla gol, quella di Cicinho all’inizio del secondo tempo ben sventata da Julione Cesar. In tutto il resto dell’incontro una punizione di Riise da applausi (ma a risultato ampiamente acquisito) ed un tiro di Aquilani dal limite che ha costretto l’estremo difensore nerazzurro a spedire in calcio d’angolo: troppo poco di fronte alla potenza di fuoco dell’Inter, che oltre ai gol ha scatenato un Maicon nel primo tempo da cineteca (per altro unica discesa della partita), lo ha scatenato di nuovo nel finale con un colpo di testa su punizione di Mancini che sta ancora facendo tremare il palo e poi tutta una serie di contropiedi che hanno spesso e volentieri visto gli uomini in maglia nerazzurra pareggiare o addirittura superare in numero gli uomini in maglia giallorossa. Gravissimi gli errori di Cicinho e di Loria sui gol di Ibrahimovic, poco reattivi uomini cardine come De Rossi e Perrotta, mai al centro dell’azione romanista (fuorigioco di quest’ultimo su passaggio filtrante di Totti unica nota da segnalare), Vucinic volenteroso ma poco concreto, solo Aquilani cerca di emulare il livello mostrato in quel di Lecce tra Italia e Montenegro. Troppo poco, davvero troppo poco per una squadra che si era presentata al match dopo le parole di B. Conti, che voleva una vittoria per svoltare la stagione dopo la clamorosa sconfitta di Siena e a pochi giorni da un’altra partita adesso davvero “ultrafondamentalissima” quale quella di Champions con il Chelsea che sabato ha passeggiato in Premier League.

Dell’Inter c’è poco da dire: cinica e stratosferica come poche volte negli ultimi anni, finalmente concreta quando serve, attenta in ogni momento della partita (tranne in qualche occasione più fisiologica che altro). Sempre in vantaggio sul pallone, con questo “4-1-4-1″ in fase di non possesso che diventa “4-3-3″ in fase di attacco con Cambiasso alternativamente basso a controllare Totti ed alto a pressare l’impostazione di gioco della Roma, Mourinho ha dato una lezione di tattica al calcio italiano da far paura, dopo le critiche piovutegli contro nelle prime giornate di questo torneo. Non un gioco bellissimo, ma potente e prestante come nelle caratteristiche dei giocatori di questa rosa, di gente come Ibrahimovic e Maicon. Quaresma deve ancora integrarsi ma il mister crede in lui e questo significa che non abbiamo preso un pacco (almeno speriamo!), la difesa pur se di emergenza (Chivu-Cordoba mai insieme quest’anno e Zanetti terzino sinistro in un ruolo non suo) ha incartato perfettamente l’azione offensiva degli avversari, ben spalleggiata dal duo Cambiasso-Muntari con deki Stankovic assolutamente stellare (l’ultima volta così fu in quel derby indimenticabile finito 4-3 per l’Inter ma datato oramai al 2006) ed autore di un gol da cineteca che gli mancava da ben 14 mesi. Segnali dunque confortanti, con Mourinho che dice “Ho fatto giocare chi ho avuto a disposizione in queste settimane”, lasciando dunque in panca gente come Balotelli ed Adriano che alla vigilia erano dati tra i sicuri papabili per la partita di ieri sera. Segno che l’unica gerarchia è quella di Ibrahimovic, tutti gli altri partono alla pari e devono sudare per giocare.

Non c’è molto altro da dire: se fossi un tifoso romanista sarei incazzato come pochi contro la società che mi ha convinto che si poteva puntare alla finale di Champions League dopo aver preso Loria, Baptista ed una combriccola di giocatori inutili allo schema di Spalletti; ma siccome sono un tifoso interista mi godo come pochi il primato solitario in classifica, con una Juventus sempre più lontana e cancellata da un Napoli straordinario e con un Milan rimasto a ruota forse più per l’arbitro che per reali meriti suoi, visto che la Sampdoria ha retto benissimo la prima ora di gioco. La Lazio è svanita appena si è cominciato a parlare di scudetto, le altre realtà che ora stanno venendo fuori sono come i velocisti al Giro d’Italia o al Tour de France, raccolgono gloria nelle prime tappe ma appena comincia la salita si spengono lasciando spazio ai veri protagonisti della corsa. È presto per tirare delle somme concrete, ma certo è che la classifica comincia a parlare: campionato dai valori molto livellati soprattutto a certi livelli, dove non esistono più le squadre materasso e dove ogni vittoria va sudata e conquistata metro per metro. I punti lasciati sul campo peseranno molto più avanti nella stagione, mentre quelli messi in cascina torneranno utili presto. L’Inter di Mourinho, priva di molti titolari, con alcuni giocatori non al top della condizione, con un gioco che stenta a decollare, sgomma sul prato dell’Olimpico con una prova di forza mai vista in questo primo scorcio di stagione e stampa il suo timbro con un messaggio chiaro: per ora, i Campioni d’Italia siamo sempre noi e sono le altre squadre a dover inseguire. Il futuro ci dirà…

Inter campione: ecco la vera lista di errori arbitrali

maggio 24th, 2008
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La professoressa Daniela Zambarbieri dell’università di Pavia ha spiegato, recentemente, come mai l’occhio umano a volte non è in grado di percepire qualcosa che, se rivisto al replay televisivo, appare a tutti come lampante e clamoroso. Le sviste arbitrali, gli errori, gli “aiutini”, fanno parte dello sport e dell’umana natura da sempre. In questo primo vero campionato del dopo-calciopoli, grande attenzione era rivolta al mondo arbitrale, rinnovato da Collina ma con un parco di giovani inesperti molto ampio. A tenere banco, soprattutto nella seconda parte della stagione, gli aiuti arbitrali che avrebbero favorito la corsa dell’Inter, a detta di alcuni determinandola pesantemente. Di seguito non mi occuperò di ciò che ha coinvolto (in alcuni casi travolto) alcune squadre del campionato, ma soltanto di stilare una tabella reale dei presunti aiuti ai nerazzurri che, su alcune testate giornalistiche hanno portato alla pubblicazione di alcune fantatabelle, di alcune classifiche stilate a tavolino che manca poco avrebbero fatto retrocedere l’Inter in serie B: come ad esempio quella di questo sito (la foto d’apertura è tutta un programma!), che si avvarrebbe di metodi statistici con formule basate sul giudizio dei principali quotidiani sportivi. Ma se basta leggerli questi quotidiani per capire quanto siano falsi nelle loro critiche! Veniamo al dunque:

Giornata – Partita – Risultato
Errori a favore Errori 50/50 Errori a sfavore Saldo punti
1ª – Inter-Udinese 1-1

Stankovic 9’/Cordoba 92′ (aut.)

- - - -
2ª Empoli-Inter 0-2

Ibrahimovic 14’, 83’

Sullo 0-1, al 16′ Samuel e Cordoba contrastano fallosamente Saudati: non concesso il calcio di rigore. - - -
3ª Inter-Catania 2-0

Crespo 14’/Cesar 79’

- - - -
4ª Livorno-Inter 2-2

De Vezze 1’/
Loviso 62’ (rig.)/ Ibrahimovic 34’, 72’ (rig.)

Al 9′ Burdisso tira la maglia e spinge Diamanti: rigore non concesso sull’1-0. 83′: gol annullato ad Ibrahimovic, ma la posizione dello svedese appare regolare. Galante e Pavan placcano Adriano ed Ibrahimovic: rigore non concesso. -1
5ª Inter-Sampdoria 3-0

Ibrahimovic 23’, 49’/Figo 58’

- - - -
6ª Roma-Inter 1-4

Perrotta 53′/Ibrahimovic 29’ (rig.) /Crespo 56’/Cruz 60’ /Cordoba 67’

- - - -
7ª Inter-Napoli 2-1

Cruz 20′, 36′/Sosa 85′

- - - -
8ª Reggina-Inter 0-1

Adriano 18′

- - Cruz e Suazo, lanciati a rete, sono fermati per fuorigioco inesistenti. -
9ª Palermo-Inter 0-0 - - - -
10ª Inter-Genoa 4-1

Cordoba 8’/Cambiasso 50’
/Suazo 74’/Cruz 88’/ Konko 73′

- - - -
11ª Juventus-Inter 1-1

Camoranesi 77′/Cruz 41′

- Al 5′ Cordoba cintura Del Piero in area di rigore: poteva starci il penalty. Al 56′ Nedved falcia Figo da dietro: il portoghese rimedia la frattura della gamba, il ceco soltanto un giallo. Da regolamento sarebbe rosso. -
12ª Inter-Lazio 3-0

Ibrahimovic 22′ (rig.)/ Maicon 33′/Suazo 54′

- Al 22′ Stendardo controlla Burdisso in area: c’è la trattenuta, ma non appare determinante. Rigore dubbio più che generoso. - -
13ª Inter-Atalanta 2-1

Suazo 10′/Cruz 30′/ Floccari 39′

Al 30′, Cruz si libera di Carrozzieri con una plateale spinta: gol da annullare. - Al 16′ Manfredini in tackle fa volare Suazo: ci stava il rosso diretto, l’atalantino soltanto ammonito.

Al 42′ Carrozzieri commette fallo su Ibrahimovic: non scatta la seconda ammonizione.

-
14ª Fiorentina-Inter 0-2

Jimenez 10’/Cruz 45’

- - - -
15ª Inter-Torino 4-0

Ibrahimovic 38’ (rig.)/
Cruz 50’/Jimenez 52’/
Cordoba 74’

- Al 38′ Comotto con l’anca affossa nettamente Ibrahimovic: rigore generoso, ma ci può stare. Sullo 0-0, Natali commette fallo su Materazzi, poi al 28′ trattiene Cruz: ci stavano due penalties, non fischiati. -
16ª Cagliari-Inter 0-2

Cruz 57′/Suazo 79′

- - Al 49′, sullo 0-0 Agostini entra in ritardo su Crespo: penalty non concesso. -
17ª Inter-Milan 2-1

Pirlo 18′/Cruz 36′/ Cambiasso 63′

Cambiasso da terra tocca Kakà che cade: gesto che appare volontario, ci poteva stare il rigore. Al 26′, sullo 0-1, Oddo colpisce nettamente Cruz in area di rigore: tiro dal dischetto non concesso. -
18ª Siena-Inter 2-3

Maccarone 31′/Forestieri 90′/ Ibrahimovic 26′ (rig.), 52′/ Cambiasso 45′

Al 25′ lo scontro Cruz-Codrea è di gioco: non c’è rigore. - - +1
19ª Inter-Parma 3-2

Cambiasso 30′/Ibrahimovic 88′ (rig.), 92′/Cigarini 40′/Gasbarroni 69′

22′: Cordoba frana su Corradi che tenta di colpire di testa: rigore non dato.

86′: Couto colpisce il pallone di testa e solo dopo di mano: rigore inesistente.

- - +3
20ª Udinese-Inter 0-0 - - 21′: Cesar trattiene Mesto a centrocampo: ammonizione fiscale per fallo tattico.

22′: Cesar su Mesto entra duro ma sulla palla. Seconda ammonizione ed espulsione.

59′: annullato gol ad Ibrahimovic per presunto fallo commesso su Lukovic: la marcatura era regolare.

-2
21ª Inter-Empoli 1-0

Ibrahimovic 34′ (rig.)

Al 34′ il tiro di Stankovic viene respinto con la testa da Vannucchi. Solo dopo, forse, il tocco di braccio: rigore inesistente. Al 39′ Vieira trattiene leggermente Marianini: ammonizione eccessiva, il rosso successivo è una conseguenza (non giustificabile) dell’errore. 70′: Vannucchi con il piede a martello su Chivu: intervento da rosso diretto, neanche ammonito.

88′: Pozzi si aggiusta la palla con la mano: seconda ammonizione (ed espulsione) non comminata.

+1
22ª Catania-Inter 0-2

Cambiasso 64′/Suazo 67′

Al 64′ Zanetti serve Cambiasso che però è in fuorigioco: gol da annullare. - - -
23ª Inter-Livorno 2-0

Suazo 14′, 18′

- - Possibili ammonizioni per Pasquale su Maicon (13′) e Vidigal su Pelè.

64′: Pulzetti trattiene Maxwell: poteva starci la seconda ammonizione.

-
24ª Sampdoria-Inter 1-1

Cassano 65′/Crespo 76′

- Al 39′ Zanetti interviene in area di rigore su Campagnaro: dubbio penalty ma il giocatore colpisce prima il pallone.

Al 53′ Vieira colpisce Accardi: possibile secondo giallo.

Al 57′ Franceschini interviene duro su Maicon: poteva starci l’ammonizione.

Al 30′ Suazo steso in area da Accardo: rigore, ma l’arbitro fischia un fallo inesistente all’honduregno. -
25ª Inter-Roma 1-1

Zanetti 88′/Totti 37′

- Da rivedere una doppia manata di Totti su Maxwell: se è volontaria come appare, poteva starci l’espulsione.

Al 69′ Burdisso interviene in maniera rude su Taddei: poteva starci il secondo giallo.

Mexes viene ammonito la prima volta per comportamento non regolamentare (82′), poi nuovamente ammonito per fallo da dietro su Crespo (83′): la sanzione è forse eccessiva, ma Rosetti, fiscale ed irreprensibile, l’aveva avvertito per un fallo simile in precedenza.

- 0/+1
26ª Napoli-Inter 1-0

Zalayeta 3′

- - Savini (10′) e Blasi andrebbero ammoniti per interventi duri rispettivamente su Figo e Chivu.

30′: la gomitata di Contini a Balotelli appare volontaria. Da regolamento potrebbe starci il rosso diretto, ma l’arbitro lascia proseguire.

Al 73′ il rigore per il Napoli non c’è: Julio Cesar interviene chiaramente sul pallone, solo dopo tocca Gargano.

-
27ª Inter-Reggina 2-0

Ibrahimovic 14′ (rig.)/ Burdisso 34′

14′: il rigore all’Inter viene fischiato per fallo su Jimenez di Valdez o di Tognozzi (quasi contemporanei)? Nel secondo caso c’è il rigore, nel primo il contatto è fuori area. Aronica travolge Maniche poi entra a valanga su Maicon, infine falcia Suazo (78′): soltanto 1 giallo. -
28ª Inter-Palermo 2-1

Vieira 5′/Jimenez 36′ /Materazzi 25′ (aut.)

- - - -
29ª Genoa-Inter 1-1

Borriello 85′/Suazo 11′

- - La seconda ammonizione a Pelè (40′) è eccessiva. L’arbitro utilizza un metro molto indulgente con il Genoa e molto fiscale con l’Inter nella gestione dei cartellini gialli. -
30ª Inter-Juventus 1-2

Maniche 83′/ Camoranesi 49′/ Trezeguet 63′

- - 49′: Camoranesi segna l’1-0 ma parte con 2m di fuorigioco.

Chivu solissimo sulla fascia destra: la palla gliela dà Nedved, ma l’arbitro fischia fuorigioco!

-2
31ª Lazio-Inter 1-1

Rocchi 59′/Crespo 11′

- Placcaggio di De Silvestri su Rivas in area di rigore: intervento dubbio. 59′: Rocchi segna l’1-1 ma, seppur minimamente, parte in fuorigioco. -2
32ª Atalanta-Inter 0-2

21′ Vieira/74′ Balotelli

Al 21′ Vieira segna impedendo a Pellegrino di saltare: gol da annullare. Sul 0-2 Materazzi trattiene Inzaghi: possibile rigore per l’Atalanta. - Al 40’ Floccari sgambetta Vieira: rigore negato sullo 0-1.

Al 73′ Pellegrino falcia Cruz in area di rigore: rigore ed espulsione non fischiati.

-
33ª Inter-Fiorentina 2-0

Cambiasso 55′/ Balotelli 62′

- - - -
34ª Torino-Inter 0-1

Cruz 30′

- - - -
35ª Inter-Cagliari 2-1

Cruz 22′/Materazzi 82′/Biondini 89′

- L’1-0 è firmato da Cruz che si libera in modo maschio dell’avversario. Difficile tuttavia annullare perché mancano le basi per fischiare fallo. - -
36ª Milan-Inter 2-1

Inzaghi 51′/Kakà 55′/ Cruz 76′

- - - -
37ª Inter-Siena 2-2

Vieira 11′/Balotelli 45′/Maccarone 30′/ Kharja 69′

- Al 77′ Trattenuta reciproca Riganò-Materazzi: il senese inizia per primo. Rigore generoso. Riganò blocca la palla con le mani in area di rigore: Cruz non commette fallo, penalty non concesso. -
38ª Parma-Inter 0-2

Ibrahimovic 62′, 79′

Al 35′ Vieira colpisce Couto con il gomito alto: ci poteva stare l’espulsione. Al 55′ Materazzi interviene in tackle su Budan: liscia il pallone, che colpisce con il sinistro insieme al giocatore ducale. Ci poteva stare il fallo da ultimo uomo.

Al 72′ Materazzi spinge leggermente Coly che girandosi lo colpisce al volto: lo scontro appare veniale, seppure deciso.

Al 4′ Couto colpisce al volto Maicon saltando con il gomito alto: gioco violento, ci poteva stare l’espulsione.

Al 14′ Parravicini travolge Balotelli: da regolamento è rosso diretto, ma l’arbitro ammonisce soltanto.

Al 67′ Castellini falcia da dietro Balotelli: da regolamento è rosso diretto, ma l’arbitro ammonisce soltanto.

-

Detto quanto sopra, se andiamo a contare tutti i calci di rigore nelle 38 giornate che hanno destato più di qualche dubbio, questa è l’evidenza documentabile (il resto è noia):

Rigori a favore concessi Rigori a favore non concessi Rigori contro concessi Rigori contro non concessi
6 8 1 4

Questa è la realtà del campionato dell’Inter. Se ponderiamo la somma finale delle quattro colonne, è abbastanza evidente la sostanziale parità: sommando la prima e la quarta colonna che rappresentano i “favori” contro la somma della seconda e della terza colonna che rappresentano gli “sfavori” il risultato finale è 10-9. L’Inter sarebbe dunque in credito di 1 solo rigore, e per un rigore su 38 partite bisogna richiedere l’intervento dei Marines gridando allo scandalo della sudditanza arbitrale? Il credito di 1 rigore avrebbe falsato il campionato? Nei romanzi di fantacalcio… forse… Se si vuole essere obiettivi e sportivi, ci vuole grande fegato a sostenere una cosa del genere, se poi si vuole essere per forza tifosi allora non conviene neanche stare a discutere.

Nella tabella seguente invece vengono presi in considerazione i cartellini rossi: nella prima colonna sono conteggiati i giocatori dell’Inter che sono stati espulsi in maniera frettolosa e fiscale, nella seconda colonna i giocatori militanti nelle squadre avversarie dell’Inter che dovevano essere espulsi ma non sono stati sanzionati con il rosso, nella terza colonna i giocatori dell’Inter che andavano espulsi ma non sono stati sanzionati con il rosso.

Espulsioni contro Espulsioni “favorevoli” non sanzionate Espulsioni “sfavorevoli” non sanzionate
2 (3) 10 3

Come si evince dalla tabella, le massime sanzioni disciplinari sono state quasi tutte contro l’Inter: in ben 12 (13) casi, che equivalgono a 10 partite, la squadra nerazzurra avrebbe dovuto giocare in superiorità numerica oppure continuare a giocare in parità numerica (in 4 occasioni il risultato finale è stato sfavorevole: queste partite come si sarebbero concluse se gli arbitri avessero comminato le giuste sanzioni?). Al contrario, sono soltanto 3 i casi in tutto il campionato nei quali l’Inter avrebbe veramente dovuto chiudere l’incontro in 10 ma ha continuato a giocare con tutti gli effettivi. Quindi, gli errori arbitrali contro l’Inter in fatto di errata gestione dei cartellini rossi risultano essere di ben 12 a 3: le fantaclassifiche che circolano su internet e sui giornali hanno tenuto conto di questo dato? Perché questi “aiutoni” al contrario vengono sempre taciuti dagli avversari i quali sistematicamente tengono conto soltanto di ciò che fa loro comodo?

Televisioni e giornali ci hanno detto e ripetuto fino alla noia negli ultimi mesi che il punteggio finale dell’Inter è pompato, eccessivamente, fino a “falsare” il risultato finale, dagli errori arbitrali. Ora, se la matematica non è una opinione, un ragionamento onesto e obiettivo che tenga conto dei fattori che regolano una partita di calcio, non può basarsi soltanto sulla base di somme e sottrazioni algebriche di gol su rigore, rigori non concessi, etc. etc. Ora, magari sarà difficile concordare sulla tabella di cui sopra che vede sostanzialmente in pari il bilancio nerazzurro, ma dove sono i +8, +10 o addirittura +14 punti? Dove sono i clamorosi e ripetuti “aiutoni”? Dove sono le 10 partite di fila che l’Inter avrebbe vinto soltanto grazie all’aiuto arbitrale, come afferma De Rossi? È più obiettivo questo riepilogo oppure quello di chi gioca al fantacalcio? Ovviamente invito tutti a segnalarmi ulteriori episodi da poter integrare in questa tabella, episodi documentabili attraverso le moviole televisive (quanto sopra è su base moviola Gazzetta dello Sport, i tabellini delle partite possono essere recuperati a questo sito oppure sul sito della Gazzetta stessa a questo indirizzo) presenti in giro per la rete. In ogni caso, è necessaria qualche interpretazione su quanto calcolato sopra per rendere palese ed evidente il modo di ragionare utilizzato nei vari casi. Va sottolineata l’importanza di contestualizzare l’evento, cioè il minuto nel quale avviene, per considerare soprattutto cosa è successo prima e il punteggio della partita: questo non viene fatto generalmente dalle moviole, ma è evidente che così il ragionamento viene falsato dalla fallace percezione dell’evento.

In Empoli-Inter, 2 minuti dopo il gol di Ibrahimovic poteva essere concesso un calcio di rigore ai padroni di casa. L’episodio non può essere considerato determinante perché mancavano 75 minuti di gioco e l’Inter aveva tutto il tempo di segnare il secondo gol, tanto più con un punteggio di parità. In Livorno-Inter il gol annullato ad Ibrahimovic appare regolare: al mancato rigore del possibile 2-0 per i padroni di casa fa da contraltare quello non concesso all’Inter per falli contemporanei su Adriano e sul Genio e l’episodio testé citato; l’andamento della partita ci fa optare per un “-1″. In Inter-Lazio a sbloccare il risultato c’è un rigore più dubbio che generoso, assegnato al 22′ ma la partita era senza storia già da 10 minuti: in ogni caso un episodio seppure importante nel primo quarto di gara non può essere considerato determinante. La tanto contestata Inter-Roma vede un arbitraggio di Rosetti sostanzialmente uniforme: Mexes viene ammonito per comportamento non regolamentare; «due minuti dopo l’altro giallo: fallo da dietro su Crespo, è già stato avvertito dopo un simile fallo sull’argentino: giallo per falli ripetuti», come già successo in precedenza (moviola Gazzetta). Poteva però starci anche il secondo giallo su Burdisso qualche minuto prima: difficile in questo caso decidere quanto questi eventi abbiano influito sulla bomba finale di Zanetti, episodio del tutto casuale. 4 giorni dopo, in Napoli-Inter Contini non viene neanche ammonito per una gomitata a Balotelli che appare volontaria: da regolamento sarebbe da rosso, ma l’arbitro lascia proseguire e quando all’85° minuto Contini viene ammonito per aver colpito con il gomito (ancora!) Suazo, può tranquillamente rimanere in campo; stessa cosa dicasi per Blasi: l’arbitro non interviene per il suo duro intervento su Figo, e quando lo ammonisce al 65′ per fallo di mano, non scatta la dovuta espulsione; per l’andamento della partita non ci sentiamo di aggiungere alcun punto all’Inter, anche se appare evidente che giocare gli ultimi minuti in 11vs9 avrebbe potuto cambiare il risultato finale della partita. In Siena-Inter la partita viene sbloccata da un rigore inesistente, ma siamo solo al 25′: difficile pensare che questo errore sia stato decisivo ai fini del risultato, tanto più che il Siena pareggia subito sulla reazione post-gol. Tolto soltanto 1 punto invece di 2. In Inter-Empoli, il vantaggio nerazzurro matura con un rigore inesistente, ma la partita di chiude in 10vs11 quando invece doveva chiudersi 11vs10 già al termine del primo tempo. Ingiustificabile pensare che la vittoria dell’Inter sia frutto soltanto di quel rigore, tanto più che Julio Cesar ne para uno ai toscani. Tolto soltanto 1 punto invece di 2. In Catania-Inter il pubblico contesta con cori ironici l’arbitro che però non commette errori sui rigori non dati ai padroni di casa: il contatto tra Burdisso e Spinesi è veniale, quasi ininfluente, mentre sul tiro di Martinez sempre Burdisso respinge con la coscia e non con il braccio come chiedevano i giocatori catanesi. In Genoa-Inter l’espulsione fiscale ed eccessiva di Pelè cambia la partita a tutto svantaggio dell’Inter. Il pareggio ci sta per l’evoluzione della partita, ma in 11vs11 poteva essere un incontro diverso: visto il secondo tempo dei liguri, manteniamo il punteggio finale.

Non ripeterò la stessa operazione per la Roma, magari ci penserò un’altra volta. Tuttavia, qualche piccolo appunto utilizzando lo stesso ragionamento applicato ai danni dell’Inter: 7ª giornata, il vantaggio della Roma sul Parma è viziato da un fallo di Vucinic su Zenoni non fischiato; all’8ª giornata, in Roma-Napoli la punizione che genera il momentaneo 4-3 per i giallorossi è inesistente: non è Hamsik a colpire Cassetti ma il giallorosso a cercare il contatto; 21ª giornata, in Siena-Roma Totti colpisce con un 2 pugni il portiere Manninger, sarà soltanto ammonito: il regolamento prevede rosso diretto per gioco violento e una squalifica aggravata dal suo essere capitano: vista la larga vittoria del Siena, il problema sarebbe di minor conto se non fosse che alla 22ª giornata, in Roma-Reggina, a sbloccare il risultato ci pensa Panucci al 21′ su cross di… Totti!!! 24ª giornata: mentre Roma-Fiorentina è sullo 0-0, Kuzmanovic insacca alle spalle di Doni ma l’arbitro Morganti annulla per fallo di Vieri su Ferrari, fallo che al replay si palesa come inesistente: la Roma vincerà poi la partita di misura. 33ª giornata, Udinese-Roma, sul risultato di 1-0 per i friulani Totti manda ripetutamente e platealmente l’arbitro “a fare il turista”, soltanto ammonito (partita falsata in favore della Roma, che riuscirà a rimontare il risultato: se fosse rimasta in inferiorità numerica?); 34ª giornata, in Roma-Livorno sullo 0-0 Tavano viene fermato due volte (solo contro Doni) per fuorigioco inesistenti (possibile rigore su Vucinic, l’1-1 sembra corretto ma partita falsata in favore della Roma: difficilmente Tavano avrebbe sbagliato a tu per tu contro il portiere per due volte). Qualche esempio tanto per dire che non mi risulta che la Roma sia stata la vittima immolata di questo campionato.

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Inter Campione d’Italia!!! E sono 16…

maggio 18th, 2008
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Gufi d'Italia

Gufi d’Italia unitevi!!! C’avete provato, avete sparato escrementi fino all’ultimo secondo, per tutto l’hanno l’avete menata contro l’Inter, adesso INCHINATEVI ai CAMPIONI D’ITALIA!!! L’Inter ha sofferto, non è ancora il momento per tirare le somme finali di questa stagione perché già incombe la finale di Coppa Italia contro i nuovi rivali storici della Roma. Però, lo scudetto nell’anno del centenario, continuando una tradizione iniziata 9 anni fa con il Milan, era quasi obbligatorio, soprattutto dopo l’eliminazione ancora una volta precoce dalla Champions League. I nerazzurri hanno dominato come un rullo compressore la prima parte della stagione, poi si voglia per gli infortuni, si voglia per la preparazione, si voglia per il vantaggio acquisito, hanno rallentato fin troppo favorendo la grande rimonta dei giallorossi che hanno avuto il merito di crederci fino agli ultimi 10 minuti del campionato.

È stata certamente una stagione straordinaria: a Parma l’Inter ha sfatato gli incubi di Mantova nel 1967 e di Roma nel 2002. Ha superato i momenti difficili, ha sfruttato al massimo il vantaggio acquisito concludendo con 3 punti di vantaggio sulla seconda. 85 bigliettoni sono sempre un bel punteggio, d’altronde i 97 della scorsa stagione sono un record difficilmente ripetibile, soprattutto nel campionato italiano, che dopo decenni è tornato ad essere emozionante lungo tutte le sue 38 giornate in ogni sua estensione (retrocessione, Europa, Champions, Scudetto). Complimenti agli sconfitti, di tutte le categorie e, con il Milan in Coppa Uefa, finalmente i tifosi interisti possono togliersi un piccolo sassolino dalla scarpa. Per il macigno ci sarà tempo… Adesso silenzio, un solo grido…

FORZA INTER CAMPIONE D’ITALIA!!!

We are the Champions

Serie A Tim: 11ª giornata – il punto

novembre 6th, 2007
No Gravatar

Siamo quasi giunti al primo terzo di campionato, è stata superata la metà del girone di andata e già si possono cominciare a tirare le prime somme. L’Inter conferma la sua supremazia in territorio italiano guidando la carretta delle squadre nazionali, la Fiorentina è la piacevole sorpresa della stagione, la Juve è la squadra che non molla mai mentre la Roma quella che molla spesso quando si trova in vantaggio contro le formazioni di rango inferiore. Il Milan appalesa i problemi che la attanagliano da un paio di stagioni e che qualcuno ha nascosto, erroneamente, dalla pur importante vittoria in Champions.

GLI ARBITRI: la mediocrità della classe arbitrale italiana oramai va avanti da diversi anni. Messa da parte la spiacevole vicenda dei campionati più o meno taroccati, i neroazzurri di Milano subiscono errori nella media standard, ma sono i rossoneri ad aver scoperto una faccia della medaglia che non conoscevano. Negli anni passati, quando noi gridavamo allo scandalo per gli incredibili e innumerevoli errori che ci negarono la vittoria di almeno uno scudetto, i “cugini” ci prendevano in giro chiamandoci perdenti. Oggi che invece non siamo più perdenti, Galliani fa i dossier sugli errori arbitrali… Certo, se la sua formazione mettesse dentro almeno il 15% di ciò che costruisce, la stragrande maggioranza di questi errori non sarebbero influenti. Ovviamente l’a.d. vuole tenere ben distinti i due piani, ma fa ridere l’idea che ogni errore arbitrale si trasforma in punti in meno, chiunque la proclami (e in Italia sono sempre in tanti, Roma docet). Guardasi Juve-Inter: è VERGOGNOSO e INCREDIBILE che la Juve si senta in un qualsivoglia modo defraudata!!! Non dico che l’Inter abbia asfaltato i bianconeri, ma il rigorino su Del Piero all’8° minuto fa il paio con la mancata espulsione di Chiellini su Ibrahimovic (gomitata in faccia), quella mancata su Nedved (entrata violenta da dietro, Figo con il perone spaccato) che avrebbe permesso all’Inter di giocare una buona parte della partita in doppio vantaggio numerico. Allora forse è l’Inter la vera derubata (Cesar indebitamente fermato all’85° per un fallo di mano fantasma), perché ai neroazzurri generalmente basta un solo uomo di vantaggio per vincere in scioltezza (sempre Roma docet).

L’INTER: attanagliata da numerosi problemi a centrocampo (ultimo, come detto, Figo), la corazzata milanese ha dimostrato una strapotenza fisica che in Italia non ha eguali. Pecca ancora di cinismo (troppi errori contro Genoa e Juve), non esprime con continuità un gioco degno del suo nome e dei suoi giocatori, ma continua la sua marcia in campionato. Quest’anno non vincerà il campionato con 20 punti di vantaggio sulla seconda, ma per vincere ne basta 1 solo, ergo per cui…

LA MOVIOLA IN CAMPO: è sempre più evidente che la velocità e i tanti interessi che ruotano intorno al calcio fa necessitare a questo sport una dose di tecnologia che possa limitare i pacchiani errori arbitrali. Bisogna però rifuggire dalla tendenza a considerare la moviola in campo come ripulitrice di tutti i mali: basta vedere le vivaci discussioni che ogni domenica gli ospiti delle trasmissioni sportive pongono in essere, altro che rapidità real-time. Ci sono anche controindicazioni: nella scherma ad esempio la moviola ha deresponsabilizzato gli arbitri che per ogni singola azione consultano i replay. Questo purtroppo spezza eccessivamente il ritmo di gioco e mette gli atleti in condizioni disagevoli. Quindi, assolutamente sì alla moviola per i gol-non gol, sì per i calci di rigore, ma con un sistema modello rugby americano o baskettistico o del baseball, ad esempio con un tetto di richieste da parte di ogni squadra. Gli arbitri sarebbero coperti nelle decisioni importanti, ma saprebbero di doversi preparare seriamente per tutto il resto della partita: anche una ammonizione mancata, anche una rimessa laterale invertita o un calcio d’angolo non concesso, possono falsare una partita…

I DIRITTI TELEVISIVI: la nuova riforma della contrattazione dei diritti televisivi ha fatto annunciare al Ministro dello Sport italiano Giovanna Melandri che da adesso anche le piccole possono sognare. In effetti, ci sono squadre che passano dall’incasso di 6-7 milioni di euro ad incassi da 25-27 milioni di euro. Certamente questo permetterà a queste società di tenere i giocatori più in vista alzando loro l’ingaggio, quindi le mette in condizione di non vendere per fare cassa. Però è anche vero che se andiamo a vedere i campionati dove un sistema simile di ripartizione viene utilizzato, non sembra che le piccole sognino più di tanto: in Francia il Lione ha vinto gli ultimi 6 campionati di fila, in Spagna vincono o Barcellona o Real Madrid (e dietro di loro più o meno le solite squadre), in Inghilterra ci sono sempre le stesse 4-5 squadre (Manchester, Liverpool, Arsenal, Chelsea)… La differenza vera la fanno le proprietà che possono mettere tanti soldi e le partecipazioni alla Champions League, che porta soldi e notorietà internazionale per una vetrina mondiale non indifferente per tutti i giocatori.

Alla prox.


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