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Calciomercato 2009: un commento

settembre 1st, 2009
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La stagione è già iniziata ma il calciomercato estivo 2009 si è chiuso soltanto ieri. Con i risultati che andiamo a commentare di seguito.

FIORENTINA: è l’eterna incompiuta. Il progetto lanciato diversi anni or sono dai Della Valle non ha portato ancora a nulla: l’approdo alla fase a gironi della Champions è certamente importante, ma va affrontato con una squadra all’altezza. Il solo acquisto di C. Zanetti rafforza il centrocampo, ma un uomo da solo non può cambiare le sorti di una squadra. Per di più, su Mutu pende una situazione difficile che lo poterà quasi certamente ad una lunga squalifica. Marchionni sulla destra e Natali centrale difensivo sono buoni rinforzi ma i viola avrebbero bisogno di altro per puntare agli obiettivi prestigiosi che si prefiggono. Prandelli cercherà di massimizzare gli schemi acquisiti di una rosa in gran parte confermata dall’ultima stagione.

GENOA: partita la coppia “Giochi Preziosi” Milito-Thiago Motta, Gasperini ha avuto in regalo l’ottimo Kharja e Crespo-Floccari per l’attacco. Hanno rinunciato ad Acquafresca, ma sembrano perfettamente in grado di fare la quinta incomoda anche quest’anno: l’obiettivo di un posto in CL, se l’allenatore farà girare la squadra come lo scorso anno, non appare così mitologico.

INTER: per molti è la regina del mercato anche in questa stagione. I Campioni d’Italia hanno scelto di privarsi di un campione come Ibrahimovic per fare 5 acquisti di grande spessore e puntellare la squadra: Eto’o, Milito, Thiago Motta, Sneijder, Lucio. Sfoltita parte della rosa che non rientrava nel progetto, l’11 titolare ha mostrato di poter davvero sfondare anche in Europa, obiettivo per il quale è stato costruito. E qualche giovane della primavera voluto in rosa da Mourinho (oltre a Santon, Obi, Krhin e Destro) potrebbe avere la definitiva consacrazione aumentando ancora il già elevatissimo potenziale. Dovevano partire almeno 3 giocatori, alla fine la rosa è rimasta di 28 uomini: basteranno allo SpecialOne?

JUVENTUS: mercato in chiaro-scuro quello della società bianconera. Se l’obiettivo indiscusso è strappare lo scudetto all’Inter (Ferrara dixit), l’acquisto del solo Diego per quanto importante non appare risolutivo. Insieme a lui sono arrivati anche Cannavaro e negli ultimi minuti di ieri Fabio Grosso per sistemare la difesa, Felipe Melo per sistemare il centrocampo. Ma in tutto questo, Giovinco e Legrottaglie rischiano di rimanere a bocca asciutta nell’anno del mondiale, la partenza di C. Zanetti ha tolto l’unica reale alternativa al centrocampo: se l’11 di base è completo e molto forte, qualche perplessità desta la panchina. Questo alla lunga potrebbe pesare.

LAZIO: è stata la sorpresa del 2009. Comincia la nuova stagione con ben 2 coppe fresche di vittoria: il nuovo corso impresso da Lotito alla sua società sta dando finalmente i suoi frutti, e nonostante l’ammutinamento dei 3 dissidenti di grande qualità, Ballardini ha ancora una squadra molto competitiva per raggiungere gli obiettivi prefissati (conquistare un posto in Europa). L’acquisto di Cruz rappresenta una freccia in più nella faretra biancoceleste, all’interno di una formazione largamente confermata.

MILAN: è davvero l’incognita dell’anno. Partiti Ancellotti e Kakà per sopraggiunta fine di un ciclo, la società non ha avuto la forza ed il denaro sufficiente a fare reali investimenti: alla fine il vero acquisto potrebbe essere il ritorno in campo di A. Nesta, in attesa di verificare Onyewu e Thiago Silva e del rilancio di Huntelaar al centro dell’attacco. Pato e Ronaldinho saranno gli uomini attorno ai quali ruoterà la squadra, ma a Leonardo tocca il complesso compito di ricostruire un ambiente che dopo la scorpacciata di Champions League degli anni passati non sembra più in grado di ripartire e che ha molti ultratrentenni negli uomini di lungo corso. Il precampionato ed il derby hanno allungato fosche ombre sulle reali capacità della squadra di tornare a certi livelli, soprattutto in Italia dove lo scudetto manca oramai da diversi anni.

ROMA: il baratro dietro l’angolo. Dopo la morte di Franco Sensi, la società si è andata piano piano sfaldando, portandosi dietro la squadra, oramai chiaramente sfiduciata. Nonostante il gruzzoletto avuto dalla partenza di Aquilani, pochissimo è stato fatto sul mercato, con i soli arrivi di Andreolli, Burdisso, Lobont e Zamblera: di fatto, 1 solo (l’argentino) corrisponde alle caratteristiche richieste da Spalletti, pubblicamente pentitosi di essere rimasto alla guida della Roma. Le ottime stagioni passate hanno concesso alla squadra più di quanto sarebbe stata in grado  effettivamente di conquistare, e la montagna di debiti nella quale versa rendono difficili sia la cessione che gli investimenti: in queste condizioni, o si accetta che la Roma è tornata ad essere una formazione di medio-alta classifica, oppure voler continuare a sentirsi una grande senza esserlo potrebbe essere alla lunga un boomerang difficile da gestire.

ALTRE: il Napoli sembra avere le carte giuste per fare una buona stagione, dopo gli arrivi di Campagnaro in difesa e soprattutto del napoletano doc Quagliarella in attacco. Blasi alla fine ha detto si al Palermo, altra formazione interessante che ha in Zenga il condottiero giusto per tentare di raggiungere l’alta classifica: nessuna pazzia di portafoglio, ma qualche giovane interessante sul quale puntare per il futuro. Al Parma il premio del mercato delle piccole: confermato Paloschi, arrivati Bojinov e Biabiany, presi Dellafiore, Panucci e Galloppa, è la più seria candidata delle neo-promosse a conquistare una salvezza tranquilla. La Sampdoria ha preso Zauri e D. Mannini, ma è soprattutto Del Neri l’uomo che potrebbe valorizzare al massimo la coppia Pazzini-Cassano: che sia la volta che i blucerchiati possano davvero tornare a lottare per un posto in Europa? Infine l’Udinese: la partenza di Quagliarella è stata colmata con l’arrivo di Corradi, ma gli acquisti più importanti sono state le conferme di D’Agostino e Di Natale; i bianconeri ancora una volta proveranno a fare un buon campionato assumendo il ruolo di ruba punti alle formazioni che lottano per i grandi obiettivi, senza perdere di vista la possibilità di un buon piazzamento in classifica. Inoltre, si attendono i risultati della consolidata politica societaria: buoni giovani talenti a cifre oneste. Nelle mani di Marino, qualcuno di loro potrebbe davvero salire alla ribalta calcistica.

Tributo al “Genio”

novembre 9th, 2007
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Siore e siori,
l’uomo dei sogni, il genio, l’ammazza speranze, lo spetta… In una sola parola:

I B R A C A D A B R A    e il dribbling di anima!!!

Serie A Tim: 11ª giornata – il punto

novembre 6th, 2007
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Siamo quasi giunti al primo terzo di campionato, è stata superata la metà del girone di andata e già si possono cominciare a tirare le prime somme. L’Inter conferma la sua supremazia in territorio italiano guidando la carretta delle squadre nazionali, la Fiorentina è la piacevole sorpresa della stagione, la Juve è la squadra che non molla mai mentre la Roma quella che molla spesso quando si trova in vantaggio contro le formazioni di rango inferiore. Il Milan appalesa i problemi che la attanagliano da un paio di stagioni e che qualcuno ha nascosto, erroneamente, dalla pur importante vittoria in Champions.

GLI ARBITRI: la mediocrità della classe arbitrale italiana oramai va avanti da diversi anni. Messa da parte la spiacevole vicenda dei campionati più o meno taroccati, i neroazzurri di Milano subiscono errori nella media standard, ma sono i rossoneri ad aver scoperto una faccia della medaglia che non conoscevano. Negli anni passati, quando noi gridavamo allo scandalo per gli incredibili e innumerevoli errori che ci negarono la vittoria di almeno uno scudetto, i “cugini” ci prendevano in giro chiamandoci perdenti. Oggi che invece non siamo più perdenti, Galliani fa i dossier sugli errori arbitrali… Certo, se la sua formazione mettesse dentro almeno il 15% di ciò che costruisce, la stragrande maggioranza di questi errori non sarebbero influenti. Ovviamente l’a.d. vuole tenere ben distinti i due piani, ma fa ridere l’idea che ogni errore arbitrale si trasforma in punti in meno, chiunque la proclami (e in Italia sono sempre in tanti, Roma docet). Guardasi Juve-Inter: è VERGOGNOSO e INCREDIBILE che la Juve si senta in un qualsivoglia modo defraudata!!! Non dico che l’Inter abbia asfaltato i bianconeri, ma il rigorino su Del Piero all’8° minuto fa il paio con la mancata espulsione di Chiellini su Ibrahimovic (gomitata in faccia), quella mancata su Nedved (entrata violenta da dietro, Figo con il perone spaccato) che avrebbe permesso all’Inter di giocare una buona parte della partita in doppio vantaggio numerico. Allora forse è l’Inter la vera derubata (Cesar indebitamente fermato all’85° per un fallo di mano fantasma), perché ai neroazzurri generalmente basta un solo uomo di vantaggio per vincere in scioltezza (sempre Roma docet).

L’INTER: attanagliata da numerosi problemi a centrocampo (ultimo, come detto, Figo), la corazzata milanese ha dimostrato una strapotenza fisica che in Italia non ha eguali. Pecca ancora di cinismo (troppi errori contro Genoa e Juve), non esprime con continuità un gioco degno del suo nome e dei suoi giocatori, ma continua la sua marcia in campionato. Quest’anno non vincerà il campionato con 20 punti di vantaggio sulla seconda, ma per vincere ne basta 1 solo, ergo per cui…

LA MOVIOLA IN CAMPO: è sempre più evidente che la velocità e i tanti interessi che ruotano intorno al calcio fa necessitare a questo sport una dose di tecnologia che possa limitare i pacchiani errori arbitrali. Bisogna però rifuggire dalla tendenza a considerare la moviola in campo come ripulitrice di tutti i mali: basta vedere le vivaci discussioni che ogni domenica gli ospiti delle trasmissioni sportive pongono in essere, altro che rapidità real-time. Ci sono anche controindicazioni: nella scherma ad esempio la moviola ha deresponsabilizzato gli arbitri che per ogni singola azione consultano i replay. Questo purtroppo spezza eccessivamente il ritmo di gioco e mette gli atleti in condizioni disagevoli. Quindi, assolutamente sì alla moviola per i gol-non gol, sì per i calci di rigore, ma con un sistema modello rugby americano o baskettistico o del baseball, ad esempio con un tetto di richieste da parte di ogni squadra. Gli arbitri sarebbero coperti nelle decisioni importanti, ma saprebbero di doversi preparare seriamente per tutto il resto della partita: anche una ammonizione mancata, anche una rimessa laterale invertita o un calcio d’angolo non concesso, possono falsare una partita…

I DIRITTI TELEVISIVI: la nuova riforma della contrattazione dei diritti televisivi ha fatto annunciare al Ministro dello Sport italiano Giovanna Melandri che da adesso anche le piccole possono sognare. In effetti, ci sono squadre che passano dall’incasso di 6-7 milioni di euro ad incassi da 25-27 milioni di euro. Certamente questo permetterà a queste società di tenere i giocatori più in vista alzando loro l’ingaggio, quindi le mette in condizione di non vendere per fare cassa. Però è anche vero che se andiamo a vedere i campionati dove un sistema simile di ripartizione viene utilizzato, non sembra che le piccole sognino più di tanto: in Francia il Lione ha vinto gli ultimi 6 campionati di fila, in Spagna vincono o Barcellona o Real Madrid (e dietro di loro più o meno le solite squadre), in Inghilterra ci sono sempre le stesse 4-5 squadre (Manchester, Liverpool, Arsenal, Chelsea)… La differenza vera la fanno le proprietà che possono mettere tanti soldi e le partecipazioni alla Champions League, che porta soldi e notorietà internazionale per una vetrina mondiale non indifferente per tutti i giocatori.

Alla prox.


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