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Serie A Tim: 11ª giornata – il punto

novembre 6th, 2007
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Siamo quasi giunti al primo terzo di campionato, è stata superata la metà del girone di andata e già si possono cominciare a tirare le prime somme. L’Inter conferma la sua supremazia in territorio italiano guidando la carretta delle squadre nazionali, la Fiorentina è la piacevole sorpresa della stagione, la Juve è la squadra che non molla mai mentre la Roma quella che molla spesso quando si trova in vantaggio contro le formazioni di rango inferiore. Il Milan appalesa i problemi che la attanagliano da un paio di stagioni e che qualcuno ha nascosto, erroneamente, dalla pur importante vittoria in Champions.

GLI ARBITRI: la mediocrità della classe arbitrale italiana oramai va avanti da diversi anni. Messa da parte la spiacevole vicenda dei campionati più o meno taroccati, i neroazzurri di Milano subiscono errori nella media standard, ma sono i rossoneri ad aver scoperto una faccia della medaglia che non conoscevano. Negli anni passati, quando noi gridavamo allo scandalo per gli incredibili e innumerevoli errori che ci negarono la vittoria di almeno uno scudetto, i “cugini” ci prendevano in giro chiamandoci perdenti. Oggi che invece non siamo più perdenti, Galliani fa i dossier sugli errori arbitrali… Certo, se la sua formazione mettesse dentro almeno il 15% di ciò che costruisce, la stragrande maggioranza di questi errori non sarebbero influenti. Ovviamente l’a.d. vuole tenere ben distinti i due piani, ma fa ridere l’idea che ogni errore arbitrale si trasforma in punti in meno, chiunque la proclami (e in Italia sono sempre in tanti, Roma docet). Guardasi Juve-Inter: è VERGOGNOSO e INCREDIBILE che la Juve si senta in un qualsivoglia modo defraudata!!! Non dico che l’Inter abbia asfaltato i bianconeri, ma il rigorino su Del Piero all’8° minuto fa il paio con la mancata espulsione di Chiellini su Ibrahimovic (gomitata in faccia), quella mancata su Nedved (entrata violenta da dietro, Figo con il perone spaccato) che avrebbe permesso all’Inter di giocare una buona parte della partita in doppio vantaggio numerico. Allora forse è l’Inter la vera derubata (Cesar indebitamente fermato all’85° per un fallo di mano fantasma), perché ai neroazzurri generalmente basta un solo uomo di vantaggio per vincere in scioltezza (sempre Roma docet).

L’INTER: attanagliata da numerosi problemi a centrocampo (ultimo, come detto, Figo), la corazzata milanese ha dimostrato una strapotenza fisica che in Italia non ha eguali. Pecca ancora di cinismo (troppi errori contro Genoa e Juve), non esprime con continuità un gioco degno del suo nome e dei suoi giocatori, ma continua la sua marcia in campionato. Quest’anno non vincerà il campionato con 20 punti di vantaggio sulla seconda, ma per vincere ne basta 1 solo, ergo per cui…

LA MOVIOLA IN CAMPO: è sempre più evidente che la velocità e i tanti interessi che ruotano intorno al calcio fa necessitare a questo sport una dose di tecnologia che possa limitare i pacchiani errori arbitrali. Bisogna però rifuggire dalla tendenza a considerare la moviola in campo come ripulitrice di tutti i mali: basta vedere le vivaci discussioni che ogni domenica gli ospiti delle trasmissioni sportive pongono in essere, altro che rapidità real-time. Ci sono anche controindicazioni: nella scherma ad esempio la moviola ha deresponsabilizzato gli arbitri che per ogni singola azione consultano i replay. Questo purtroppo spezza eccessivamente il ritmo di gioco e mette gli atleti in condizioni disagevoli. Quindi, assolutamente sì alla moviola per i gol-non gol, sì per i calci di rigore, ma con un sistema modello rugby americano o baskettistico o del baseball, ad esempio con un tetto di richieste da parte di ogni squadra. Gli arbitri sarebbero coperti nelle decisioni importanti, ma saprebbero di doversi preparare seriamente per tutto il resto della partita: anche una ammonizione mancata, anche una rimessa laterale invertita o un calcio d’angolo non concesso, possono falsare una partita…

I DIRITTI TELEVISIVI: la nuova riforma della contrattazione dei diritti televisivi ha fatto annunciare al Ministro dello Sport italiano Giovanna Melandri che da adesso anche le piccole possono sognare. In effetti, ci sono squadre che passano dall’incasso di 6-7 milioni di euro ad incassi da 25-27 milioni di euro. Certamente questo permetterà a queste società di tenere i giocatori più in vista alzando loro l’ingaggio, quindi le mette in condizione di non vendere per fare cassa. Però è anche vero che se andiamo a vedere i campionati dove un sistema simile di ripartizione viene utilizzato, non sembra che le piccole sognino più di tanto: in Francia il Lione ha vinto gli ultimi 6 campionati di fila, in Spagna vincono o Barcellona o Real Madrid (e dietro di loro più o meno le solite squadre), in Inghilterra ci sono sempre le stesse 4-5 squadre (Manchester, Liverpool, Arsenal, Chelsea)… La differenza vera la fanno le proprietà che possono mettere tanti soldi e le partecipazioni alla Champions League, che porta soldi e notorietà internazionale per una vetrina mondiale non indifferente per tutti i giocatori.

Alla prox.


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