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	<title>Commenti per Meinung blog</title>
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		<title>Commenti su La sinistra squadrista e mafiosa: così l&#8217;università forma i giovani di jo</title>
		<link>http://www.cristianesimo.altervista.org/blog/2009/11/22/la-sinistra-squadrista-e-mafiosa-cosi-luniversita-forma-i-giovani/comment-page-1/#comment-1037</link>
		<dc:creator>jo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 15:38:46 +0000</pubDate>
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		<description>Questa cosa ha radici profonde, la mia esperienza è in questo post
http://imitidicthulhu.blogspot.com/2009/10/qualcuno-mi-risarcisca-per-favore.html</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Questa cosa ha radici profonde, la mia esperienza è in questo post<br />
<a href="http://imitidicthulhu.blogspot.com/2009/10/qualcuno-mi-risarcisca-per-favore.html" rel="nofollow">http://imitidicthulhu.blogspot.com/2009/10/qualcuno-mi-risarcisca-per-favore.html</a></p>
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		<title>Commenti su I laici furiosi e la guerra che hanno già perso di Vale</title>
		<link>http://www.cristianesimo.altervista.org/blog/2009/11/04/i-laici-furiosi-e-la-guerra-che-hanno-gia-perso/comment-page-1/#comment-1036</link>
		<dc:creator>Vale</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 01:02:58 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Simone82... non ho inteso fare nessuna correzione di tiro rispetto ad alcunché. Ho sempre detto cose molto semplici che credo siano molto vere... innanzitutto, una cosa che anche lo stesso Giancalone che citi afferma: Stato laico è cosa assai differente da Stato ateo; ho fatto notare poi che affinché vi sia laicità, caratteristica indispensabile per una demo-crazia compiuta, quando si tratta di votare in parlamento o ai referendum ognuno ha il dovere civico di votare a prescindere dalla propria fede di modo da non imporre le conseguenze del proprio credo spirituale a chi ha un diverso credo spirituale o non ne ha uno; sul caso del Maine poi ho semplicemente evidenziato come io non abbia mai dato del nazista a nessuno e abbia semplicemente rilevato come in quel caso lo strumento referendario sia stato utilizzato in un modo che a dirla tutta non dovrebbe essere consentito, e non solo perché la discriminazione verso le minoranze è un qualcosa che cozza in modo palese con la Costituzione dello stato e degli Usa in generale ma anche perché l&#039;esistenza di tale quesito e il suo esito sono stati determinati dalla volontà di alcuni di imporre le conseguenze della propria fede su altre persone. Come ha fatto notare lo stesso Presidente della Camera Gianfranco Fini qualche giorno fa alla trasmissione di Fazio parlando di riforme... le Istituzioni democratiche sono la casa di tutti i cittadini; tutti appunto non semplicemente di una parte sebbene maggioritaria di essi. E&#039; per questo che le maggioranze siano esse parlamentari o referendarie è giusto abbiano dei limiti ben precisi... Fini li ha definiti &quot;contrappesi di garanzie a tutela delle minoranze, a tutela dei dissenzienti&quot;. La laicità difatti è uno di questi. Il caso del crocifisso veramente mi lascia perplesso... l&#039;ostinazione e... detta simpaticamente... la faccia di tolla da parte di non poche persone nel voler far finta che appendere negli edifici pubblici un simbolo religioso ben preciso non violi il principio fondamentale di laicità, che come abbiamo detto è neutralità dello Stato nei confronti dei credi, sono cose che trovo a dir poco sorprendenti. La battaglia per continuare ad appendere il crocifisso nei luoghi pubblici, lungi dall&#039;essere una battaglia per difendere il diritto a avere o praticare in tutta libertà una fede, e lungi dall&#039;essere una battaglia per risolvere quelli che realmente sono i problemi concreti della gente che vanno dal non arrivare a fine mese all&#039;avere una sanità che funzioni meglio all&#039;avere governi stabili che non rischino la caduta ogni due anni, è meramente una battaglia affinché gli edifici pubblici continuino ad essere in contrasto con i principi base dell&#039;ordinamento creati apposta affinché le Istituzioni siano casa di tutti e non solo della maggioranza.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Simone82&#8230; non ho inteso fare nessuna correzione di tiro rispetto ad alcunché. Ho sempre detto cose molto semplici che credo siano molto vere&#8230; innanzitutto, una cosa che anche lo stesso Giancalone che citi afferma: Stato laico è cosa assai differente da Stato ateo; ho fatto notare poi che affinché vi sia laicità, caratteristica indispensabile per una demo-crazia compiuta, quando si tratta di votare in parlamento o ai referendum ognuno ha il dovere civico di votare a prescindere dalla propria fede di modo da non imporre le conseguenze del proprio credo spirituale a chi ha un diverso credo spirituale o non ne ha uno; sul caso del Maine poi ho semplicemente evidenziato come io non abbia mai dato del nazista a nessuno e abbia semplicemente rilevato come in quel caso lo strumento referendario sia stato utilizzato in un modo che a dirla tutta non dovrebbe essere consentito, e non solo perché la discriminazione verso le minoranze è un qualcosa che cozza in modo palese con la Costituzione dello stato e degli Usa in generale ma anche perché l&#8217;esistenza di tale quesito e il suo esito sono stati determinati dalla volontà di alcuni di imporre le conseguenze della propria fede su altre persone. Come ha fatto notare lo stesso Presidente della Camera Gianfranco Fini qualche giorno fa alla trasmissione di Fazio parlando di riforme&#8230; le Istituzioni democratiche sono la casa di tutti i cittadini; tutti appunto non semplicemente di una parte sebbene maggioritaria di essi. E&#8217; per questo che le maggioranze siano esse parlamentari o referendarie è giusto abbiano dei limiti ben precisi&#8230; Fini li ha definiti &#8220;contrappesi di garanzie a tutela delle minoranze, a tutela dei dissenzienti&#8221;. La laicità difatti è uno di questi. Il caso del crocifisso veramente mi lascia perplesso&#8230; l&#8217;ostinazione e&#8230; detta simpaticamente&#8230; la faccia di tolla da parte di non poche persone nel voler far finta che appendere negli edifici pubblici un simbolo religioso ben preciso non violi il principio fondamentale di laicità, che come abbiamo detto è neutralità dello Stato nei confronti dei credi, sono cose che trovo a dir poco sorprendenti. La battaglia per continuare ad appendere il crocifisso nei luoghi pubblici, lungi dall&#8217;essere una battaglia per difendere il diritto a avere o praticare in tutta libertà una fede, e lungi dall&#8217;essere una battaglia per risolvere quelli che realmente sono i problemi concreti della gente che vanno dal non arrivare a fine mese all&#8217;avere una sanità che funzioni meglio all&#8217;avere governi stabili che non rischino la caduta ogni due anni, è meramente una battaglia affinché gli edifici pubblici continuino ad essere in contrasto con i principi base dell&#8217;ordinamento creati apposta affinché le Istituzioni siano casa di tutti e non solo della maggioranza.</p>
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		<title>Commenti su I laici furiosi e la guerra che hanno già perso di Simone82</title>
		<link>http://www.cristianesimo.altervista.org/blog/2009/11/04/i-laici-furiosi-e-la-guerra-che-hanno-gia-perso/comment-page-1/#comment-1035</link>
		<dc:creator>Simone82</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 10:17:48 +0000</pubDate>
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		<description>Mi dispiace ma ci sono 2 livelli nella considerazione del crocifisso: quello della Chiesa Cattolica e quello dello Stato. Nessuno dei due nega l&#039;altro. Per la chiesa ha un significato che parte dal senso religioso del sacrificio di Cristo, per lo Stato invece è un simbolo che rappresenta qualcosa di laicamente fondamentale. Leggasi la sentenza del Consiglio di Stato a tal proposito. Affermare che il crocifisso sia un simbolo di emancipazione e di lotta alle diversità non significa mica negare che sia un simbolo religioso.
Colgo la correzione di tiro di Vale, ma rispondo con quanto ha scritto Davide Giacalone di cui condivido pienamente il pensiero:
&lt;em&gt;Lo Stato laico, però, non è lo Stato ateo. Il secondo nega la fede, il primo nega che possa essere imposta. Il primo è virtuoso, il secondo sanguinoso. Nello Stato laico non si stabilisce una fede per nascita, ma si difende il diritto alla fede ed a praticarne i riti. Purché compatibili con la legge, giacché se taluno volesse fare sacrifici umani finirebbe all’ergastolo, in un manicomio criminale.
Il crocifisso, da noi, non è un obbligo di legge, ma un’abitudine, progressivamente sempre meno significativa. Capisco il lettore che ha scritto: siamo noi cattolici, che dovremmo staccarlo. Egli intende dire, credo: non possiamo sopportare che sia “normale”, vogliamo che sia “significativo”. Eppure, è normale. Se, come la sentenza rischia di fare, gli tolgo quella caratteristica, non faccio un passo in avanti verso la laicità, ma rischio di rinfocolare roghi del passato. Non assecondo la secolarizzazione della società tutta, ma indico come modello (sebbene negativo) il fondamentalismo islamico. E’ come se dicessi: i veri fedeli sono i fondamentalisti, che sono intolleranti ed escludenti, quindi non vogliamo i loro simboli. Ma, da noi, quella roba non esiste, e si rischia di crearla.&lt;/em&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi dispiace ma ci sono 2 livelli nella considerazione del crocifisso: quello della Chiesa Cattolica e quello dello Stato. Nessuno dei due nega l&#8217;altro. Per la chiesa ha un significato che parte dal senso religioso del sacrificio di Cristo, per lo Stato invece è un simbolo che rappresenta qualcosa di laicamente fondamentale. Leggasi la sentenza del Consiglio di Stato a tal proposito. Affermare che il crocifisso sia un simbolo di emancipazione e di lotta alle diversità non significa mica negare che sia un simbolo religioso.<br />
Colgo la correzione di tiro di Vale, ma rispondo con quanto ha scritto Davide Giacalone di cui condivido pienamente il pensiero:<br />
<em>Lo Stato laico, però, non è lo Stato ateo. Il secondo nega la fede, il primo nega che possa essere imposta. Il primo è virtuoso, il secondo sanguinoso. Nello Stato laico non si stabilisce una fede per nascita, ma si difende il diritto alla fede ed a praticarne i riti. Purché compatibili con la legge, giacché se taluno volesse fare sacrifici umani finirebbe all’ergastolo, in un manicomio criminale.<br />
Il crocifisso, da noi, non è un obbligo di legge, ma un’abitudine, progressivamente sempre meno significativa. Capisco il lettore che ha scritto: siamo noi cattolici, che dovremmo staccarlo. Egli intende dire, credo: non possiamo sopportare che sia “normale”, vogliamo che sia “significativo”. Eppure, è normale. Se, come la sentenza rischia di fare, gli tolgo quella caratteristica, non faccio un passo in avanti verso la laicità, ma rischio di rinfocolare roghi del passato. Non assecondo la secolarizzazione della società tutta, ma indico come modello (sebbene negativo) il fondamentalismo islamico. E’ come se dicessi: i veri fedeli sono i fondamentalisti, che sono intolleranti ed escludenti, quindi non vogliamo i loro simboli. Ma, da noi, quella roba non esiste, e si rischia di crearla.</em></p>
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		<title>Commenti su I laici furiosi e la guerra che hanno già perso di mm</title>
		<link>http://www.cristianesimo.altervista.org/blog/2009/11/04/i-laici-furiosi-e-la-guerra-che-hanno-gia-perso/comment-page-1/#comment-1034</link>
		<dc:creator>mm</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 08:24:33 +0000</pubDate>
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		<description>La vera negazione della fede è negare che il crocifisso sia un simbolo religioso, trasformandolo in puro ammennicolo ornamentale pur di poterlo mettere ovunque. I Cattolici sarebbero molto più furbi se cogliessero questa occasione per rilanciare le scuole religiose, finalmente libere dalla concorrenza sleale</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La vera negazione della fede è negare che il crocifisso sia un simbolo religioso, trasformandolo in puro ammennicolo ornamentale pur di poterlo mettere ovunque. I Cattolici sarebbero molto più furbi se cogliessero questa occasione per rilanciare le scuole religiose, finalmente libere dalla concorrenza sleale</p>
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		<title>Commenti su I laici furiosi e la guerra che hanno già perso di Vale</title>
		<link>http://www.cristianesimo.altervista.org/blog/2009/11/04/i-laici-furiosi-e-la-guerra-che-hanno-gia-perso/comment-page-1/#comment-1033</link>
		<dc:creator>Vale</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 14:44:53 +0000</pubDate>
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		<description>Non proprio, Simone82... non ho mai inteso dire che il cittadino ha il dovere civico di votare completamente a prescindere dalla propria cultura e dalla propria formazione, ho semplicemente detto che il politico, ed anche il comune cittadino, ha il dovere civico di votare (non c&#039;entrano quindi le opinioni personali, che ognuno può e potrà sempre esprimere, ma l&#039;azione del voto!) a prescindere dalla propria fede. Nel momento in cui una maggioranza di credenti impone le conseguenze della propria fede sulla restante fetta di popolazione, che è composta da persone con una differente fede o senza fede, viene a mancare uno dei presupposti della convivenza civile... e quindi del confronto civile tra persone e quindi di una demo-crazia compiuta. 
Riguardo al Maine... io non ho dato del nazista a nessuno... ho semplicemente descritto la realtà delle cose: il referendum è passato in gran parte per il fatto che in quella società c&#039;è chi vuole imporre le conseguenze della propria fede su chi quella fede non ce l&#039;ha e quindi o ne ha un&#039;altra o non ne ha nessuna; la legge che il referendum ha cancellato infatti riguardava le nozze di tipo civile, le quali come tutti sappiamo sono slegate da qualsivoglia fede, e di tipo religioso qualora certe confessioni religiose si fossero mostrate disposte a benedire sposi omosessuali. La libertà decisionale espressa con l&#039;azione del voto è cosa molto preziosa per un popolo, ma anch&#039;essa (come tutto a questo mondo) deve avere e ha dei limiti; tra questi limiti vi si trova il rispetto del principio di laicità e del principio di eguaglianza di fronte alla legge... principi in genere sanciti dalle Costituzioni stesse, espressioni massime della volontà popolare.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non proprio, Simone82&#8230; non ho mai inteso dire che il cittadino ha il dovere civico di votare completamente a prescindere dalla propria cultura e dalla propria formazione, ho semplicemente detto che il politico, ed anche il comune cittadino, ha il dovere civico di votare (non c&#8217;entrano quindi le opinioni personali, che ognuno può e potrà sempre esprimere, ma l&#8217;azione del voto!) a prescindere dalla propria fede. Nel momento in cui una maggioranza di credenti impone le conseguenze della propria fede sulla restante fetta di popolazione, che è composta da persone con una differente fede o senza fede, viene a mancare uno dei presupposti della convivenza civile&#8230; e quindi del confronto civile tra persone e quindi di una demo-crazia compiuta.<br />
Riguardo al Maine&#8230; io non ho dato del nazista a nessuno&#8230; ho semplicemente descritto la realtà delle cose: il referendum è passato in gran parte per il fatto che in quella società c&#8217;è chi vuole imporre le conseguenze della propria fede su chi quella fede non ce l&#8217;ha e quindi o ne ha un&#8217;altra o non ne ha nessuna; la legge che il referendum ha cancellato infatti riguardava le nozze di tipo civile, le quali come tutti sappiamo sono slegate da qualsivoglia fede, e di tipo religioso qualora certe confessioni religiose si fossero mostrate disposte a benedire sposi omosessuali. La libertà decisionale espressa con l&#8217;azione del voto è cosa molto preziosa per un popolo, ma anch&#8217;essa (come tutto a questo mondo) deve avere e ha dei limiti; tra questi limiti vi si trova il rispetto del principio di laicità e del principio di eguaglianza di fronte alla legge&#8230; principi in genere sanciti dalle Costituzioni stesse, espressioni massime della volontà popolare.</p>
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		<title>Commenti su I laici furiosi e la guerra che hanno già perso di Simone82</title>
		<link>http://www.cristianesimo.altervista.org/blog/2009/11/04/i-laici-furiosi-e-la-guerra-che-hanno-gia-perso/comment-page-1/#comment-1032</link>
		<dc:creator>Simone82</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 11:43:23 +0000</pubDate>
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		<description>E quindi quale sarebbe la tua idea di democrazia? Tu dici: non voglio uno Stato in cui il cittadino voti sulla base della sua cultura e della sua formazione. Quindi di fatto l&#039;imposizione di un modo di pensare &quot;pubblicamente corretto&quot;. Quindi il pensiero unico relativo e materialista. Questa la chiami democrazia? È democratico per te che una comunità non possa avere il diritto di regolare la propria vita sociale come meglio crede, di stabilire quali sono i valori cui fare riferimento, di stabilire quali sono le sue rilevanze sociali, di stabilire che una istituzione che rappresenta un simbolo per la propria identità sociale non può essere svenduto per un assurdo principio di relativismo assoluto? Ma hai ben presente il concetto di &lt;em&gt;comunità&lt;/em&gt; e di &lt;em&gt;società&lt;/em&gt;, o per te esiste l&#039;individuo e tutto il resto è astrazione? Come volevasi dimostrare, arrivi addirittura a dire che i cittadini del Maine sono dei nazisti... Per te quindi vige il concetto del voto astratto... Per me vige il concetto del voto che sia espressione di una cultura comunemente e democraticamente condivisa: se non l&#039;avessi capito si chiama democrazia. Capisco che a voi questo concetto, incapaci di convincere la maggioranza del popolo della bontà delle vostre posizioni, sia diventato astruso.
Ecco appunto, quando si dice i laici furiosi... Leggiti il libro che ho indicato nel post, magari potrebbe tornarti utile per condurre meglio le tue battaglie laiciste.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E quindi quale sarebbe la tua idea di democrazia? Tu dici: non voglio uno Stato in cui il cittadino voti sulla base della sua cultura e della sua formazione. Quindi di fatto l&#8217;imposizione di un modo di pensare &#8220;pubblicamente corretto&#8221;. Quindi il pensiero unico relativo e materialista. Questa la chiami democrazia? È democratico per te che una comunità non possa avere il diritto di regolare la propria vita sociale come meglio crede, di stabilire quali sono i valori cui fare riferimento, di stabilire quali sono le sue rilevanze sociali, di stabilire che una istituzione che rappresenta un simbolo per la propria identità sociale non può essere svenduto per un assurdo principio di relativismo assoluto? Ma hai ben presente il concetto di <em>comunità</em> e di <em>società</em>, o per te esiste l&#8217;individuo e tutto il resto è astrazione? Come volevasi dimostrare, arrivi addirittura a dire che i cittadini del Maine sono dei nazisti&#8230; Per te quindi vige il concetto del voto astratto&#8230; Per me vige il concetto del voto che sia espressione di una cultura comunemente e democraticamente condivisa: se non l&#8217;avessi capito si chiama democrazia. Capisco che a voi questo concetto, incapaci di convincere la maggioranza del popolo della bontà delle vostre posizioni, sia diventato astruso.<br />
Ecco appunto, quando si dice i laici furiosi&#8230; Leggiti il libro che ho indicato nel post, magari potrebbe tornarti utile per condurre meglio le tue battaglie laiciste.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su L&#8217;Italia positiva ed in espansione, alla faccia dei corvi di sinistra di Simone82</title>
		<link>http://www.cristianesimo.altervista.org/blog/2009/11/06/litalia-positiva-ed-in-espansione-alla-faccia-dei-corvi-di-sinistra/comment-page-1/#comment-1031</link>
		<dc:creator>Simone82</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 11:30:13 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.cristianesimo.altervista.org/blog/?p=757#comment-1031</guid>
		<description>Lei ha perfettamente ragione, non c&#039;è fondo né alla stupidità né all&#039;ignoranza. Tremonti ha scritto un libro, s&#039;intitola &lt;em&gt;La Paura e La Speranza&lt;/em&gt;, dove dice chiaramente che questo sistema finanziario sarebbe collassato portando con sé grossi problemi: il sottotitolo è infatti &quot;la crisi globale che si avvicina&quot;, ed è stato edito &lt;strong&gt;prima&lt;/strong&gt; che la Lehman Brothers fallisca. Questo Governo ha nel suo programma la parola crisi: perdoni se non siamo veggenti e non abbiamo avuto la palla di vetro per indovinare il giorno esatto in cui sarebbe iniziata la crisi, ci stiamo attrezzando per questo.
La spesa pubblica è aumentata? Certo che aumenta, ma per dinamiche non direttamente dipendenti dal Governo o dal Ministro, al quale invece è un anno che si imputano &quot;tagli distruttivi&quot;: ora se uno taglia per aumentare la spesa, c&#039;è evidentemente un corto circuito logico. Appunto, quando si dice stupidità ed ignoranza...
I luoghi comuni sono quelli di cui la sinistra riempie i suoi giornali e le menti degli italioti medi, poi infatti sempre e puntualmente smentiti da dati ufficiali pubblicati non dal Governo, ma da enti internazionali di rilievo come l&#039;OCSE: lo so che vi rode, perché fare il tifo per una squadra che perde sempre alla lunga stanca, ma tant&#039;è, fatevene una ragione...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Lei ha perfettamente ragione, non c&#8217;è fondo né alla stupidità né all&#8217;ignoranza. Tremonti ha scritto un libro, s&#8217;intitola <em>La Paura e La Speranza</em>, dove dice chiaramente che questo sistema finanziario sarebbe collassato portando con sé grossi problemi: il sottotitolo è infatti &#8220;la crisi globale che si avvicina&#8221;, ed è stato edito <strong>prima</strong> che la Lehman Brothers fallisca. Questo Governo ha nel suo programma la parola crisi: perdoni se non siamo veggenti e non abbiamo avuto la palla di vetro per indovinare il giorno esatto in cui sarebbe iniziata la crisi, ci stiamo attrezzando per questo.<br />
La spesa pubblica è aumentata? Certo che aumenta, ma per dinamiche non direttamente dipendenti dal Governo o dal Ministro, al quale invece è un anno che si imputano &#8220;tagli distruttivi&#8221;: ora se uno taglia per aumentare la spesa, c&#8217;è evidentemente un corto circuito logico. Appunto, quando si dice stupidità ed ignoranza&#8230;<br />
I luoghi comuni sono quelli di cui la sinistra riempie i suoi giornali e le menti degli italioti medi, poi infatti sempre e puntualmente smentiti da dati ufficiali pubblicati non dal Governo, ma da enti internazionali di rilievo come l&#8217;OCSE: lo so che vi rode, perché fare il tifo per una squadra che perde sempre alla lunga stanca, ma tant&#8217;è, fatevene una ragione&#8230;</p>
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	</item>
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		<title>Commenti su I laici furiosi e la guerra che hanno già perso di Vale</title>
		<link>http://www.cristianesimo.altervista.org/blog/2009/11/04/i-laici-furiosi-e-la-guerra-che-hanno-gia-perso/comment-page-1/#comment-1030</link>
		<dc:creator>Vale</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 17:25:58 +0000</pubDate>
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		<description>Simone82... sia la questione del crocifisso sia la questione nozze omosex sia la tua domanda sull&#039;ipotesi che fai di eventuale abolizione dell&#039;aborto in Spagna sono cose legate da un filo conduttore: quello relativo al fatto che ogni cittadino e ogni politico laddove esprime un voto ha il dovere civico di non basare la propria azione sul proprio credo spirituale in quanto il voto è un qualcosa impatta su tutti fedeli e non fedeli a quel credo, credenti e atei. Il referendum sulle nozze civili omosex in Maine è passato in gran parte perché nella società USA c&#039;è chi vuole imporre ad altri le conseguenze del proprio credo, vuole insomma impedire a chi considera &#039;infedele&#039; di vivere a pieno secondo quelli che sono i suoi principi, quella che è la sua fede. Una società in cui si permette a qualcuno di imporre ad altri delle regole fondate sul un determinato credo non mi sembra una società a cui aspirare. Se l&#039;aborto s&#039;ha da abolire (e abolire significa che non deve essere più possibile per nessuno né per chi è cattolico né per chi è di diversa fede o non ha alcuna fede)... si presentino adeguate giustificazioni: il tutto non può essere basato sull&#039;impalpabile... sul proprio essere di fede cattolica. Mi chiedi: &quot;Per quale motivo le mie convinzioni personali, siano esse religiose o di qualsiasi altro tipo, dovrebbero limitare la mia libertà di espressione democraticamente espressa?&quot; Ma è semplice... perché VOTO significa decidere regole valenti &quot;per tutti&quot; quindi anche per chi non ha la tua stessa fede, e quindi è una cosa diversissima da esprimere una opinione personale, diversissima dal propagandare uno stile di vita o cmq un modo di agire che si crede migliore rispetto a un altro. Tutti è giusto siano liberi di vivere secondo le proprie credenze religiose, nessuno ha il diritto di imporre ad altri regole derivanti dalla propria credenza religiosa.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Simone82&#8230; sia la questione del crocifisso sia la questione nozze omosex sia la tua domanda sull&#8217;ipotesi che fai di eventuale abolizione dell&#8217;aborto in Spagna sono cose legate da un filo conduttore: quello relativo al fatto che ogni cittadino e ogni politico laddove esprime un voto ha il dovere civico di non basare la propria azione sul proprio credo spirituale in quanto il voto è un qualcosa impatta su tutti fedeli e non fedeli a quel credo, credenti e atei. Il referendum sulle nozze civili omosex in Maine è passato in gran parte perché nella società USA c&#8217;è chi vuole imporre ad altri le conseguenze del proprio credo, vuole insomma impedire a chi considera &#8216;infedele&#8217; di vivere a pieno secondo quelli che sono i suoi principi, quella che è la sua fede. Una società in cui si permette a qualcuno di imporre ad altri delle regole fondate sul un determinato credo non mi sembra una società a cui aspirare. Se l&#8217;aborto s&#8217;ha da abolire (e abolire significa che non deve essere più possibile per nessuno né per chi è cattolico né per chi è di diversa fede o non ha alcuna fede)&#8230; si presentino adeguate giustificazioni: il tutto non può essere basato sull&#8217;impalpabile&#8230; sul proprio essere di fede cattolica. Mi chiedi: &#8220;Per quale motivo le mie convinzioni personali, siano esse religiose o di qualsiasi altro tipo, dovrebbero limitare la mia libertà di espressione democraticamente espressa?&#8221; Ma è semplice&#8230; perché VOTO significa decidere regole valenti &#8220;per tutti&#8221; quindi anche per chi non ha la tua stessa fede, e quindi è una cosa diversissima da esprimere una opinione personale, diversissima dal propagandare uno stile di vita o cmq un modo di agire che si crede migliore rispetto a un altro. Tutti è giusto siano liberi di vivere secondo le proprie credenze religiose, nessuno ha il diritto di imporre ad altri regole derivanti dalla propria credenza religiosa.</p>
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	<item>
		<title>Commenti su L&#8217;Italia positiva ed in espansione, alla faccia dei corvi di sinistra di Alberto</title>
		<link>http://www.cristianesimo.altervista.org/blog/2009/11/06/litalia-positiva-ed-in-espansione-alla-faccia-dei-corvi-di-sinistra/comment-page-1/#comment-1029</link>
		<dc:creator>Alberto</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 16:26:33 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.cristianesimo.altervista.org/blog/?p=757#comment-1029</guid>
		<description>Un&#039;articolo lunghissimo e prolisso, farcito dei soliti luoghi comuni.
Bastano solo 2 considerazioni per smontare il castello che partono come spunto dall&#039; introduzione dell&#039; articolo.
1) Tremonti lungimirante con la spesa corrente? Ma quando mai! se la spesa è aumentata da quando è al governo, di 35 mld di euro ed alla legittima richiesta fattagli da Scalfari di dove sono andati a finire quella mole imponente di soldi non è mai stata data risposta.
2) Tremonti lungimirante sull&#039; arrivo della crisi? Ma quando mai! Tant&#039;è che si è inventato poco prima dell&#039; arrivo della crisi la robin tax (tassa da versare da parte delle banche e dei petrolieri) e addirittura la detassazione degli straordinari!
Non ho parole per commentare la stupidità umana!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Un&#8217;articolo lunghissimo e prolisso, farcito dei soliti luoghi comuni.<br />
Bastano solo 2 considerazioni per smontare il castello che partono come spunto dall&#8217; introduzione dell&#8217; articolo.<br />
1) Tremonti lungimirante con la spesa corrente? Ma quando mai! se la spesa è aumentata da quando è al governo, di 35 mld di euro ed alla legittima richiesta fattagli da Scalfari di dove sono andati a finire quella mole imponente di soldi non è mai stata data risposta.<br />
2) Tremonti lungimirante sull&#8217; arrivo della crisi? Ma quando mai! Tant&#8217;è che si è inventato poco prima dell&#8217; arrivo della crisi la robin tax (tassa da versare da parte delle banche e dei petrolieri) e addirittura la detassazione degli straordinari!<br />
Non ho parole per commentare la stupidità umana!</p>
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		<title>Commenti su I laici furiosi e la guerra che hanno già perso di Simone82</title>
		<link>http://www.cristianesimo.altervista.org/blog/2009/11/04/i-laici-furiosi-e-la-guerra-che-hanno-gia-perso/comment-page-1/#comment-1028</link>
		<dc:creator>Simone82</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 15:53:22 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.cristianesimo.altervista.org/blog/?p=751#comment-1028</guid>
		<description>La questione nozze-omosex è stata tirata in ballo solo per dimostrare come ogni comunità abbia il diritto, finché democraticamente espresso, di regolare la propria vita civile senza che qualcuno, solo perché pensa diversamente, la tacci di collusioni con il nazismo... Non era mia intenzione aprire un dibattito sull&#039;opportunità o sulla necessità o sul senso filosofico delle nozze agli omosex.

Non hai ben compreso quello che ho scritto: ho detto, &quot;mi pare&quot; che il senso di laicità che si vuole dare allo Stato da molte parti sia quello illuminista positivista, per cui lo Stato &lt;em&gt;deve&lt;/em&gt; agire non come vogliono i suoi cittadini, ma come entità astratta che prende tutto e lo mette sullo stesso piano. La laicità che intendo io è invece l&#039;essere indipendenti da ogni credo, religione, setta e quello che ti pare ed essere fedeli solo alla Costituzione, secondo il principio democratico per cui lo Stato non dà retta a cosa dice Benedetto XVI o chi per lui ma al volere del popolo espresso attraverso la scheda elettorale. Sono cose molto differenti mi pare...
L&#039;esempio della Spagna cade a fagiolo: Zapatero è eletto e quindi è uno Stato laico, ma se venisse eletto chi la pensa diversamente da lui saremmo di fronte ad uno Stato clericale? Se domani un partito si presenta e dice: voglio abolire l&#039;aborto ed ottiene il 90% dei voti, sarebbe uno laico oppure uno Stato clericale? È questa mi pare la differenza fondamentale: uno Stato laico è quello in cui la comunità si autoregola in piena libertà e coscienza (il che implica anche che uno voti secondo le proprie convinzioni religiose, sia esso ateo o credente), uno Stato non-laico è quello Stato per cui i cittadini non votano secondo coscienza. Questo è il punto dirimente: certi intellettualil illuministi vorrebbero impedire al popolo di votare secondo coscienza, almeno finché il popolo non diventa interamente ateo. Per quale motivo le mie convinzioni personali, siano esse religiose o di qualsiasi altro tipo, dovrebbero limitare la mia libertà di espressione democraticamente espressa? Ecco che dunque, invece di vergognarsi che una corte straniera venga ad imporci le sue convinzioni, quei giudici vengono applauditi: se il crocifisso fosse stato eliminato a seguito di un dibattito nazionale conclusosi da referendum, avrei protestato ma avrei cominciato a lavorare affinché il mio pensiero tornasse ad essere maggioranza. Mi pare una differenza alquanto palese...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La questione nozze-omosex è stata tirata in ballo solo per dimostrare come ogni comunità abbia il diritto, finché democraticamente espresso, di regolare la propria vita civile senza che qualcuno, solo perché pensa diversamente, la tacci di collusioni con il nazismo&#8230; Non era mia intenzione aprire un dibattito sull&#8217;opportunità o sulla necessità o sul senso filosofico delle nozze agli omosex.</p>
<p>Non hai ben compreso quello che ho scritto: ho detto, &#8220;mi pare&#8221; che il senso di laicità che si vuole dare allo Stato da molte parti sia quello illuminista positivista, per cui lo Stato <em>deve</em> agire non come vogliono i suoi cittadini, ma come entità astratta che prende tutto e lo mette sullo stesso piano. La laicità che intendo io è invece l&#8217;essere indipendenti da ogni credo, religione, setta e quello che ti pare ed essere fedeli solo alla Costituzione, secondo il principio democratico per cui lo Stato non dà retta a cosa dice Benedetto XVI o chi per lui ma al volere del popolo espresso attraverso la scheda elettorale. Sono cose molto differenti mi pare&#8230;<br />
L&#8217;esempio della Spagna cade a fagiolo: Zapatero è eletto e quindi è uno Stato laico, ma se venisse eletto chi la pensa diversamente da lui saremmo di fronte ad uno Stato clericale? Se domani un partito si presenta e dice: voglio abolire l&#8217;aborto ed ottiene il 90% dei voti, sarebbe uno laico oppure uno Stato clericale? È questa mi pare la differenza fondamentale: uno Stato laico è quello in cui la comunità si autoregola in piena libertà e coscienza (il che implica anche che uno voti secondo le proprie convinzioni religiose, sia esso ateo o credente), uno Stato non-laico è quello Stato per cui i cittadini non votano secondo coscienza. Questo è il punto dirimente: certi intellettualil illuministi vorrebbero impedire al popolo di votare secondo coscienza, almeno finché il popolo non diventa interamente ateo. Per quale motivo le mie convinzioni personali, siano esse religiose o di qualsiasi altro tipo, dovrebbero limitare la mia libertà di espressione democraticamente espressa? Ecco che dunque, invece di vergognarsi che una corte straniera venga ad imporci le sue convinzioni, quei giudici vengono applauditi: se il crocifisso fosse stato eliminato a seguito di un dibattito nazionale conclusosi da referendum, avrei protestato ma avrei cominciato a lavorare affinché il mio pensiero tornasse ad essere maggioranza. Mi pare una differenza alquanto palese&#8230;</p>
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