Un Paese alla deriva

gennaio 18th, 2011 by Simone82 Leave a reply »
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Mi vergogno di un Paese dove la magistratura può alzarsi la mattina e decidere di violare le leggi deputata a difendere senza essere soggetta ad alcun risarcimento per il danno che provoca, mentre io vado in galera se rubo una caramella.

Mi vergogno di un Paese dove devo fare a pezzi il mio cellulare per non ritrovarmi un giorno accusato di crimini che non ho commesso.

Mi vergogno di un Paese dove le sentenze vengono scritte prima ancora che vengano compiute le indagini.

Mi vergogno di un Paese dove un giornale può dedicare le sue prime 13 pagine al pilu mentre nel mondo avvengono fatti da far accapponare la pelle.

Mi vergogno di un Paese dove la verità è quella scritta su Repubblica da D’Avanzo e Travaglio e non quella accertata in un tribunale al terzo grado di giudizio.

Mi vergogno di un Paese dove la verità e la giustizia vengono costantemente piegate ed utilizzate come arma contundente verso chi non è un avversario politico, ma un nemico politico.

Mi vergogno di un Paese dove la strumentalizzazione è all’ordine del giorno e a nessuno interessa la verità se la bugia è più utile.

Mi vergogno di un Paese dove la politica si allea con la magistratura per ottenerne favori e piaceri.

Mi vergogno di un Paese dove la legge è uguale per tutti ma per certuni è più uguale che per altri.

Mi vergogno di un Paese dove la mattina si compra il giornale per leggere morbosamente l’ultima intercettazione estorta, interpretata ad arte e scelta con cura solo se fa comodo all’accusa.

Mi vergogno di un Paese dove la sacrosanta e liberale regola del si è innocenti fino a prova contraria è stata trasformata in una illiberale regola Berlusconi è colpevole fino a prova contraria (che ovviamente non esiste).

Mi vergogno di un Paese che è bacchettone, moralista, puritano e perbenista solo quando fa comodo, a comando.

Mi vergogno di un Paese dove non esiste più la privacy, dove le donne sono definitie escort e puttane solo perché entrano in casa di Berlusconi, dove gli uomini sono schedati solo perché entrano in casa di Berlusconi, dove la gente è definita minorata mentale solo perché sostiene la politica di Berlusconi.

Mi vergogno di un Paese dove la realtà è “intanto ti sputtano e ti riempio di merda”, poi si vedrà, dove vige la regola del “muoia Sansone e tutti i Filistei”, dove intanto copro di ridicolo il Paese poi se quello che dico è vero o falso non importa.

E a voi trinariciuti sinistri di antica e nuova data, che state a sinistra da sempre o che siete derapati a sinistra negli ultimi tempi, che avete una perversione sessuale che a me manca, mi vergogno per voi e per la vostra prostituzione intellettuale, che non è quella di mouriniana memoria che vi impedisce di vedere i favori arbitrali alle vostre squadre del cuore, ma è quella che vi fa mantenere il cervello lobotomizzato sotto le lenzuola di Berlusconi e non vi fa vedere la deriva giustizialista e da Stato di polizia che questo Paese sta prendendo a causa del vostro odio e della vostra inettitudine.

Almeno, cari signori sinistri, Berlusconi i servizi se li fa fare a casa sua, non nella sala Presidenziale come certi vostri amici.

W LA COREA DEL NORD.

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