Il Governo “amico” dei mafiosi

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Secondo la vulgata dipietresca, se “è vero come è vero” che 2+2 fa 4, Berlusconi è un amico dei mafiosi. La sua discesa in campo coinciderebbe con un momento politico nel quale la mafia cercava un nuovo asset istituzionale per continuare le sue losche attività: peccato che quel Governo durò 6 mesi a causa di un processo inventato dalla procura di Napoli e poi ci furono 7 anni di governo di sinistra… Come dire, se la mafia ha provato a truccare le carte non aveva fatto i conti con il pool di Napoli e Romano Prodi, che sarebbero riusciti là dove avevano fallito Falcone, Borsellino e decine di magistrati antimafia della Sicilia e non solo… Un po’ come Veltroni con i comunisti per intenderci.

Sicuramente, la mafia non ha fatto bene i conti neanche successivamente: se andiamo a vedere gli ultimi provvedimenti infatti, Cosa Nostra ha fatto il Tafazzi di turno nel far eleggere Berlusconi (piuttosto complesso che la maggioranza di 17 milioni di persone e oltre siano portate da Cosa Nostra ma alla fantasia di Di Pietro e Travaglio non poniamo limiti), a prescindere ovviamente dal fatto che il resto della mafia (Camorra, ‘Ndrangheta, Sacra Corona Unita) vive e opera in regioni rosse da illo tempore. Ad esempio, l’articolo 41bis, il carcere duro per i mafiosi, è stato fortemente inasprito: da 2 a 4 anni, meno aria, meno contatti, e carcere anche per il tentato favoreggiamento, e soprattutto spostamento nei carceri isolani. Sono state poi inasprite le norme per la confisca di beni e rese più veloci le operazioni di reimpiego: dall’insediamento del nuovo Governo hanno già trovato destinazione oltre 1 miliardo e mezzo di euro sequestrati ai criminali, in massima parte alle forze di polizia e a tutte quelle associazioni che lavorano per la giustizia e la tutela del territorio; la “confisca per equivalente” è stata estesa anche ai delitti di stampo mafioso. Il sequestro viene inoltre esteso anche agli eredi dei mafiosi. Sono stati aumentati i poteri in dote al Procuratore Nazionale Antimafia e quelli della DIA (Direzione Investigativa Antimafia).

Nel primo anno di Governo sono stati assicurati alle patrie galere quasi 3000 appartenenti alla criminalità organizzata nel suo complesso, di cui fino ad oggi 170 erano latitanti, 22 appartenenvano ai 100 più ricercati. Di oggi è la notizia che Santo La Causa, boss dei boss in quel di Catania, considerato uno dei 30 criminali più pericolosi d’Italia, è stato anch’egli sbattuto in gattabuia dal reparto operativo del comando provinciale dei carabinieri; negli ultimi mesi altri signori appartenenti a questa lista, come Salvatore Miceli e Rosario De Stefano, hanno fatto la stessa fine. Senza dimenticare che l’11 aprile 2006, il giorno dell’arresto del capo dei capi Bernando Provenzano, era al Governo ancora e da 5 anni Silvio Berlusconi, cioè colui che “sospettatamente” sarebbe sceso in campo quando il primo diventava “il capo”.

Al contrario, le norme che abbiamo prima ricordato e che il capo della Polizia Antonio Manganelli ha qualificato come “auspici del giudice Falcone“, sono state bocciate in Parlamento sia dal PD che dall’IdV, che hanno votato NO il troncone relativo alla criminalità organizzata del ddl sulla sicurezza approvato nel luglio di quest’anno.

Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica, legge 24 luglio 2008 n. 125.

Disposizioni in materia di sicurezza pubblica, legge 15 luglio 2009 n. 94.

Insomma, questo Governo sta facendo un culo così alla criminalità organizzata eppure certi ambienti, che da mesi con il lanternino scrutano cosa c’è in mezzo alle gambe della D’Addario, continuano a ritenere che Berlusconi sia sceso in politica per creare un Governo paramafioso. Questo Governo fa i fatti, gli altri fanno le chiacchere.

Aggiornamento: alcuni dati segnalati dal Ministro dell’Interno Maroni. Il governo ha sottratto alla Mafia circa 5,4 miliardi di euro, dirottando le somme confiscate in un fondo che ha ora una disponibilità di 676 milioni che servirà a finanziare le forze dell’ordine. “Ogni giorno sono stati arrestati mediamente 8 mafiosi – ha affermato il ministro dell’Interno -. Non ci sono precedenti di un governo che nei primi 15 mesi ha adottato così tante misure contro la mafia e così efficaci“. Maroni ha detto inoltre che dall’inizio dell’azione di governo sono stati sciolti “12 consigli comunali per infiltrazione mafiose rispetto agli otto sciolti nello stesso periodo del governo precedente. Sono risultati che non hanno precedenti è una stagione straordinaria“. Per quanto riguarda il Comune di Fondi (guidato da una giunta di centrodestra), attenzionato dalle forze dell’ordine per possibili infiltrazioni mafiose, si è scelto la via del commissariamento e delle elezioni anticipate poiché nonostante la corposa relazione consegnata non risultano allo stato attuale indagati per alcun reato.

PS: ovviamente conosciamo benissimo la condanna ancora non definitiva che pende su Marcello Dell’Utri per “concorso esterno in associazione mafiosa”, che riguarda “quei soggetti che, sebbene non facciano parte del sodalizio criminoso, forniscano, sia pure mediante un solo intervento, un contributo all’ente delittuoso tale da consentire all’associazione di mantenersi in vita, anche limitatamente ad un determinato settore, onde poter conseguire i propri scopi”. (Cass. Sezioni Unite Penali, 5 ottobre 1994). Ma oltre a ragionare per presunzione (ruolo che lasciamo ai campioni del giustizialismo ed ai “cretini di talento”), non si può fare, e quello che rimane sulla carta, quello che rimane agli effetti di legge, sono i fatti che corrispondono alla lotta senza tregua e alle leggi contro la criminalità organizzata, che altri non hanno fatto.

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