Archive for luglio, 2009

Liberi d’informare o liberi d’infamare?

luglio 14th, 2009
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Se c’è una cosa più idiota ed inutile è lo sciopero dei bloggers. Chi volete che si curi dell’opinione di qualche manipolo di tizi che si nasconde dietro uno pseudonimo? Il compito di uno sciopero è arrecare disagio, e quale disagio arrecherebbe uno sciopero dei bloggers? Soprattutto se poi continuano a scrivere su facebook o sui vari forum.

Allora vediamo di capire: l’idea viene da un giornalista del gruppo Espresso, trova adesione in esponenti del PD, ovviamente aderiscono anche Antonio Di Pietro e Marco Travaglio. Già tutto questo basterebbe per dire che l’iniziativa è una grande buffonata, una fuffa da bimbiminchia, una specie molto diffusa in Italia. In Italia si sciopera contro il bavaglio, ma cosa si dovrebbe fare allora in Cina, in Iran, in Corea del Nord? Tirare le bombe?

Ma soprattutto contro cosa si sciopera? La parte del DDL Alfano sappiamo benissimo si riferisce alle intercettazioni ed alla diffamazione: in pratica anche i blog, dalla sua approvazione, avranno l’obbligo di proporre nelle stesse modalità e con la stessa visibilità, entro 48 ore, una smentita od una rettifica a notizie false o rivelatesi tali. Ecco perché la domanda più interessante da proporre, in considerazione del fatto che allo sciopero ha partecipato un pregiudicato per diffamazione come Marco Travaglio, è questa: liberi d’informare o liberi d’infamare? A leggere i bloggers di sinistra quando parlare di Noemi aveva ancora un minimo senso, la risposta è una ed una soltanto: la seconda che ho detto.

Pur tuttavia, siccome un utente privato non è un giornalista, siccome non ha a disposizione gli strumenti di una redazione, è evidente che non può né essere equiparato ad una testata giornalistica né tanto meno essere obbligato in 48 ore a controllare/rettificare tutto ciò che eventualmente dovessero scrivere gli utenti: insomma basterebbe un bastardo che va in blog/forum avversario ed inguaia il suo autore con commenti assurdi. La controprova sarebbe quella di moderare ogni commento: molti lo fanno e non vedo sostanzialmente il disagio di controllare la qualità di ciò che viene scritto sul proprio blog: questo significa fare informazione.

Sono comunque convinto che almeno un passaggio della legge vada un’anticchia rivisto e credo che sarà proprio così. E chissà, magari a quel punto quello sparuto gruppo di sinistra che oggi ha piazzato una buffa immagine sulla propria home page potrà dire: “È merito mio”. Piccola gloria per la fuffa del web.

Anche i giornalisti hanno scioperato, causa la necessità di difendere la libertà d’informare il popolo italiano di vicende importanti per la sua vita: ovviamente, come potrebbe vivere il popolo italiano se non avesse saputo dell’esistenza di Noemi e di Patrizia D’Addario? D’altronde, non bisognava certo tediarlo raccontando lo schifo, quello vero, che coinvolge parlamentari di sinistra in giri di prostituzione e tangenti sanitarie (un’altra giunta di sinistra che cade nelle tangenti sanitarie…). Ecco che dunque, torno a ripetere: liberi d’informare o liberi d’infamare?

Beppe Grillo alla Presidenza del Consiglio? PAURA

luglio 13th, 2009
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Come è oramai noto e stranoto perfino a chi vive in Australia, il noto “comico” genovese Beppe Grillo si è candidato alla guida del Partito Democratico. In effetti, nel PD occorrerebbe qualcosa di nuovo che lo svegli dal nulla in cui è precipitato dopo l’ultima, negativa, esperienza governativa di Prodi: in effetti noi si pensava a qualcosa di direttamente legato alla politica e non all’avant spettacolo, ma è pur sempre qualcosa, e qualcosa è pur sempre meglio di niente.

Tuttavia, un motivo ci deve essere: Beppe Grillo è un pregiudicato per omicidio (sarà pure colposo, ma pur sempre omicidio è), la sua società ha usufruito del condono edilizio, è una persona che nel suo blog in Parlamento non ci vuole neanche i condannati per cagarella e che ha sparato a zero contro il condono di cui sopra (quindi coerenza pari a 0), è una persona che nonostante abbia sempre aborrito la politica (ha fondato le liste civili infatti) ora si candida alla guida di un partito politico, non esattamente uno qualsiasi ma il secondo partito italiano, una persona che davanti alle telecamere insulta il Capo dello Stato, insulta le Istituzioni, non ha alcun rispetto per la volontà del popolo italiano, e poi sul suo blog applica la censura contro le idee contrarie e pur di guadagnare fa pubblicità a prodotti palesemente falsi e tendenziosi. Queste cose la TV ed i giornali non le dicono, ma la “santa rete” è ben informata su questi fatti: un bell’articolo qui.

Allora mi chiedo: perché Grillo non si fonda un partito suo? Se ha così tanto consenso da pensare di vincere contro Franceschini, Bersani e Marino, sicuramente un suo partito avrebbe più appeal. Invece, candidarsi alla guida del PD può avere un solo scopo: mirare alla Presidenza del Consiglio perché pensa, lui e quello sparuto gruppo che sta alla democrazia reale come Babbo Natale a Pasqua, soltanto con le sue idee (quali esattamente?) si potrà sconfiggere la destra e ricacciarla all’opposizione.

Allora provate a fare questo esercizio di fantapolitica. Provate ad immaginare il Governo guidato da questo individuo ed il suo programma politico: Grillo Presidente del Consiglio, Di Pietro Ministro della Giustizia, magari Sabina Guzzanti Ministro delle Pari Opportunità, e qualche altro scagnozzo (tipo Travaglio & Co.) piazzato qui e là…

In pratica, questa potrebbe essere l’Italia dal 2013 in poi: tutti saremo controllati ed intercettati ovunque, verranno abbattuti gli inceneritori (e la spazzatura?), niente più grandi opere, si romperà l’alleanza storica con alcuni grandi Paesi USA in testa, saremo costretti a spendere 200 miliardi di euro per quella buffonata che è l’energia solare, magari ogni famiglia sarà obbligata a dotarsi di un impianto di questo genere e così via seguitando. In pratica, leggete il blog di Grillo e dei suoi adepti ed immaginate che quelle cose non siano soltanto idee ma siano leggi, siano fatti, divengano stile di vita imposto a chiunque. Per non parlare di quello che avverrà alla morale, all’etica pubblica in cui si riconosce la maggioranza degli Italiani da decenni. Immaginate cioè l’ambientalismo becero, il giustizialismo spinto ed il laicismo ateizzante al Governo del Paese: c’è gente talmente ideologizzata che espatrierebbe ora che c’è Berlusconi (ma perché ancora non l’ha fatto? Suggeriamo destinazioni come Cina, Corea del Nord, Cuba, Birmania, Sudan, Iran, Honduras, etc.), ma se questa è la prospettiva per il Bel Paese, solo una immagine può esprimere appieno il mio stato d’animo:

munch+urlo

Hanno scritto bene coloro che pensano che questa boutade sarà una prova decisiva per il PD: prova non soltanto di democrazia e coerenza (tecnicamente, chiunque si può candidare alla guida di un partito), ma anche prova per i suoi elettori, che dovranno scegliere (all’interno dello stesso partito, si badi bene) ad ora tra ben 4 filosofie politiche totalmente differenti. Con quali risultati, per il futuro del Paese, anche immediato, vi lascio immaginare. Poi ci si chiede perché quello che loro definiscono “losco individuo” sia ancora lì…

Di Pietro e la sua strana idea di democrazia

luglio 10th, 2009
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DI PIETRO E L’APPELLO SUI GIORNALI STRANIERI

Una strana idea di democrazia

Se non è un tentati­vo di indurre Paesi terzi a interferire nella nostra politi­ca interna, è una manife­stazione di sfiducia nelle istituzioni repubblicane alle quali, come parla­mentare, ha giurato fedel­tà. Non ci sono altre paro­le per definire l’«appello» di Di Pietro alla «Comuni­tà internazionale» — pub­blicato a pagamento sul­l’Herald Tribune — affin­ché eserciti «la necessa­ria pressione per assicura­re che i principi della li­bertà democratica e di in­dipendenza della Corte costituzionale siano soste­nuti al fine di impedire che la democrazia in Ita­lia si trasformi in una dit­tatura di fatto». L’oggetto della surreale iniziativa è il disegno di legge governativo detto lodo Alfano, oggi legge, che, come ogni altra leg­ge della Repubblica, dove­va essere votata dal Parla­mento; controfirmata dal presidente della Repub­blica, che, prima di pro­mulgarla, se vi ravvisava un vizio di forma, poteva «con messaggio motivato alle Camere chiedere una nuova deliberazione» (ar­ticolo 74 della Costituzio­ne); infine, in quanto con­troversa, deve, ora, essere sottoposta al giudizio del­la Corte costituzionale che ne può dichiarare «l’illegittimità costituzio­nale », facendola decade­re «dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione» (articoli 134 e 136).

Il percorso della legge Alfano è, comunque, un esempio di democrazia costituzionale ancora più prescrittiva di quella di al­tri Paesi non meno demo­cratici: divisione, separa­zione, indipendenza dei poteri esecutivo, legislati­vo, giudiziario (incarnato dalla Corte costituziona­le), cui la nostra Costitu­zione aggiunge le prero­gative del presidente del­la Repubblica. Già appro­vata dal Parlamento e con­trofirmata dal presiden­te, sarà giudicata, il 6 otto­bre, dalla Corte costituzio­nale. Che, poi, come scri­ve Di Pietro nel suo appel­lo, «secondo il pronuncia­mento di oltre 100 costitu­zionalisti, la legge Alfano sia stata definita incostitu­zionale perché viola l’arti­colo 3 della Costituzione italiana secondo il quale ‘tutti i cittadini sono uguali davanti alla leg­ge’ », è un’opinione legit­tima quanto quella con­traria, rientra nel fisiologi­co dibattito politico de­mocratico, ma non fa, evi­dentemente, testo.

Antonio Di Pietro, co­me laureato in legge, ex magistrato, parlamenta­re, tutto ciò lo dovrebbe sapere. Se con l’«appello alla comunità internazio­nale » egli mostra di igno­rarlo, vuol dire non solo che non sa che cosa sia la democrazia liberale, non solo che non crede che l’Italia lo sia, ma che ha un’idea della democrazia alquanto inquietante. Qui, la situazione giudi­ziaria di Silvio Berlusconi non c’entra. Siamo di fronte a un parlamentare che delegittima — oltre che una maggioranza di governo liberamente elet­ta, la qual cosa rimane an­cora nei limiti del con­fronto politico — anche il Parlamento, il presiden­te della Repubblica e du­bita persino della legitti­mità della Corte costitu­zionale, che potrebbe nei prossimi mesi respinge­re, senza scandalo, il lodo Alfano. Uno spirito, quel­lo di Di Pietro, autoritario che mal sopporta, oggi, di fare politica dentro il perimetro costituzionale, e che così facendo getta anche qualche ombra sul suo passato di magistra­to.

P. Ostellino sul Corriere della Sera

C’è bisogno di aggiungere altro? E chi lo vota, ha ben chiaro perché lo vota?

Ma L’Aquila non è Caput Mundi

luglio 10th, 2009
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In questi giorni di G8 a L’Aquila, non poteva mancare la protesta di qualche decina di sfollati del terremoto aquilano: la protesta intendeva mettere in luce le difficili condizioni di vita cui sono costretti gli aquilani colpiti dal terremoto. Occorre tuttavia stabilire dei paletti, perché aver vissuto una tragedia non dà il diritto a sentirsi Caput Mundi:

  1. per la prima volta nella storia, a 3 settimane da una tragedia il Governo vara una legge ad hoc
  2. per la prima volta nella storia, non vengono messe in piedi delle baraccopoli, ma vengono costruiti nuovi palazzi, nuovi quartieri
  3. per la prima volta nella storia, la ricostruzione inizia subito, ed entro pochi mesi verranno resi disponibili 15mila posti abitabili in strutture di cemento tecnologicamente all’avanguardia

Nessuno contesta che la vita nelle tende sia facile: ma l’hanno scelta gli Aquilani! Molti di loro potevano andare negli alberghi, ma non hanno voluto; molti di loro potevano andare ospiti da parenti ed amici, ma non hanno voluto. Ed ora cosa pretendono, che una bacchetta magica tiri su dei palazzi in 5 giorni? Neanche i Giapponesi sono in grado di farlo, perché esistono tempi tecnici fisiologici per costruire una struttura antisismica, non è una passeggiata.

Quando poi ieri ho sentito dire “Si sospenda il G8 e si destinino i soldi all’Abruzzo”, ho veramente pensato: “Ma vi farei vivere un inverno intero nelle tende!”. Ma porca miseria, avete vissuto una tragedia ma tutto il mondo si sta impegnando per voi ogni giorno, e voi volete convincerci che le milioni di persone che vivono nel terzo mondo e/o nelle zone più povere della terra stanno meglio di voi? Credete davvero che se domani si rinunci a tenere un G8, i soldi vadano destinati all’Aquila e non piuttosto alla lotta alla fame, alla lotta alla povertà, alla lotta contro l’AIDS, alla lotta contro le malattie mortali, e così via seguitando? Credete davvero che senza questo G8 l’Aquila da 2 settimane a questa parte avrebbe avuto gli occhi puntati di tutti quanti?
L’Aquila non è Caput Mundi, ed una tragedia del genere non dà alcun diritto a sputare nel piatto in cui si mangia: anche perché poi la portata non si cambia…

Berlusconi DEVE dimettersi! Ecco le foto

luglio 9th, 2009
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Cari amici di centrodestra ed elettori tutti dello psiconano: ho sempre difeso il Cavaliere a spada tratta contro le accuse della rozza politica di centrosinistra. Ma questa volta ha davvero passato il segno. Come cattolico praticante ed anche un po’ tradizionalista (giusto quel tanto che serve per distinguersi dai cattolici “a parole”), non posso che rimanere sconvolto e basito di fronte alle foto dello scandalo pubblicate ieri sul web. Purtroppo sono costretto a mostrarvele, così che anche voi condividiate con me l’indignazione profonda che mi pervade in questo momento.

berlusconi+merkel

Ecco Berlusconi con sguardo ammiccante che chiede alla Merkel una notte di sesso sfrenato: le ha pure regalato dei fiori, che roba vergognosa! La Merkel si gira di scatto spaventata, vanno bene gli uomini maturi ma senza esagerare…

merkel+berlusconi 2

Dopo averci pensato, la Merkel accetta, con un Berlusconi sorridente e soddisfatto…

berlusconi+obama

Ecco, qui Berlusconi indica ad Obama quanto vecchie e brutte siano le donne italiane, e chiede al Presidente americano di suggerirgli il numero di telefono di qualche bella topolona americana, una di quelle da fellatio presidenziale.

sarkozy+medvedev+berlusconi

Qui addirittura Berlusconi fa accordi trilaterali: le romantiche francesi e le “maialine” dell’est… È proprio insaziabile quest’uomo!

E c’è anche una foto con il primo ministro giapponese, le focose orientali non posso certo mancare al festino…

Cari amici, cosa vi devo dire: con una reputazione caduta così in basso, con la scusa del G8 per “raccattare” un po’ di pollastrelle, come si fa a sostenere ancora quest’essere? Gli aquilani sono ancora nelle tende, il mondo rischia la bancarotta, e lui pensa a fare i giochetti… Che vergogna…


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