Se c’è una cosa più idiota ed inutile è lo sciopero dei bloggers. Chi volete che si curi dell’opinione di qualche manipolo di tizi che si nasconde dietro uno pseudonimo? Il compito di uno sciopero è arrecare disagio, e quale disagio arrecherebbe uno sciopero dei bloggers? Soprattutto se poi continuano a scrivere su facebook o sui vari forum.
Allora vediamo di capire: l’idea viene da un giornalista del gruppo Espresso, trova adesione in esponenti del PD, ovviamente aderiscono anche Antonio Di Pietro e Marco Travaglio. Già tutto questo basterebbe per dire che l’iniziativa è una grande buffonata, una fuffa da bimbiminchia, una specie molto diffusa in Italia. In Italia si sciopera contro il bavaglio, ma cosa si dovrebbe fare allora in Cina, in Iran, in Corea del Nord? Tirare le bombe?
Ma soprattutto contro cosa si sciopera? La parte del DDL Alfano sappiamo benissimo si riferisce alle intercettazioni ed alla diffamazione: in pratica anche i blog, dalla sua approvazione, avranno l’obbligo di proporre nelle stesse modalità e con la stessa visibilità, entro 48 ore, una smentita od una rettifica a notizie false o rivelatesi tali. Ecco perché la domanda più interessante da proporre, in considerazione del fatto che allo sciopero ha partecipato un pregiudicato per diffamazione come Marco Travaglio, è questa: liberi d’informare o liberi d’infamare? A leggere i bloggers di sinistra quando parlare di Noemi aveva ancora un minimo senso, la risposta è una ed una soltanto: la seconda che ho detto.
Pur tuttavia, siccome un utente privato non è un giornalista, siccome non ha a disposizione gli strumenti di una redazione, è evidente che non può né essere equiparato ad una testata giornalistica né tanto meno essere obbligato in 48 ore a controllare/rettificare tutto ciò che eventualmente dovessero scrivere gli utenti: insomma basterebbe un bastardo che va in blog/forum avversario ed inguaia il suo autore con commenti assurdi. La controprova sarebbe quella di moderare ogni commento: molti lo fanno e non vedo sostanzialmente il disagio di controllare la qualità di ciò che viene scritto sul proprio blog: questo significa fare informazione.
Sono comunque convinto che almeno un passaggio della legge vada un’anticchia rivisto e credo che sarà proprio così. E chissà, magari a quel punto quello sparuto gruppo di sinistra che oggi ha piazzato una buffa immagine sulla propria home page potrà dire: “È merito mio”. Piccola gloria per la fuffa del web.
Anche i giornalisti hanno scioperato, causa la necessità di difendere la libertà d’informare il popolo italiano di vicende importanti per la sua vita: ovviamente, come potrebbe vivere il popolo italiano se non avesse saputo dell’esistenza di Noemi e di Patrizia D’Addario? D’altronde, non bisognava certo tediarlo raccontando lo schifo, quello vero, che coinvolge parlamentari di sinistra in giri di prostituzione e tangenti sanitarie (un’altra giunta di sinistra che cade nelle tangenti sanitarie…). Ecco che dunque, torno a ripetere: liberi d’informare o liberi d’infamare?







