Viva l’Italia, abbasso l’Italia

7 luglio 2009 di Simone82 Leave a reply »
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Che da qualche mese in Italia e non solo sia in atto un tentativo golpistico di destabilizzare la democrazia del Bel Paese attraverso i giornali (visto che l’opposizione si è autoridotta ad ectopolasma di se stessa), è noto perfino a chi ha le fette di prosciutto sugli occhi. Impossibile negarlo, a meno di non voler essere ricoverati alla neuro. Che questo tentativo golpistico abbia dei nomi e degli attori den precisi, delle strategie oramai notissime, anche questo è tacito per chiunque abbia un Q.I. superiore a 10.

Ricordiamo velocemente i nomi: il Times di Rupert Murdoch, incazzato come una iena contro Silvio perché da una parte gli ha raddoppiato l’iva (che lui “intelligentemente” ha scaricato, poveretto com’è, sugli abbonamenti degli utenti attribuendo la colpa al Cavaliere) e dall’altra gli sta pian piano tagliando le gambe con il digitale terrestre di Mediaset la cui concorrenza a Sky è fortissima sia sui contenuti che sui prezzi; la Repubblica di Eugenio Scalfari e Carlo De Benedetti, un altro incazzato a morte con Berlusconi che anni addietro fu suo acerrimo avversario nella vicenda SME e Mondadori; ma Carlo De Benedetti controlla anche l’Espresso, che è cugino diretto di El Pais, il giornale estero all’avanguardia nella lotta per spodestare Berlusconi. Poi vari altri giornali di quartiere, più o meno apparentati da interessi economici…

La storia è tutta da ridere, e se domani qualche PM decidesse di indagare a fondo in questa vicenda con l’accusa di “turbativa della democrazia” (e magari di attentato alle istituzioni) ci sarebbe solo da starsene seduti in poltrona pop corn in mano: pregiudicati pagati per rilasciare testimonianze false, escort (per non dire altro) che decidono di chiudere con la loro remunerativa professione (il che evidentemente lascia pensare tutto fuorché l’abbiano fatto “aggratis”) per violare le leggi ed inventare fatti e particolari tesi a screditare qualcuno, giornali e giornalisti con l’assegno in mano destinato al miglior teste, fotografi e servizi segreti deviati che hanno violato la privacy di numerose personalità per anni (anche qui, nessuno sapeva niente, gli scatti erano custoditi in perfetto segreto fino al momento propizio?), etc. etc.

Ecco, si capisce bene dunque che tutto è manovrato da poteri forti ben individuabili, e qualche tempo fa su questo blog si intuì il vero motivo di tutto ciò: secondo loro, far cadere il Cavaliere contribuirà a far tornare al potere la sinistra, e chi è al potere è in grado di gestire le decine di miliardi di euro di finanziamenti che arrivano dalla Comunità Europea. Un gruzzolo talmente vasto dove anche se sparisse qualche centinaio di milioni, nessuno potrebbe mai sinceramente accorgersene…

Tutto è pianificato: ti butto lì uno scandalo, ti costruisco una indagine dal nulla, cerco possibilmente di piazzarti un po’ di polverina bianca dove capita, insomma abituo l’opinione pubblica (soprattutto certa opinione pubblica) allo scandalo anche se di esso non v’è traccia. Nel frattempo, in un crescendo di suspance, annuncio altre foto, altri servizi, altri scandali, altre “scosse”: io personalmente ho sempre saputo che un giornalista la notizia “la dà” (è proprio il caso di dirlo) quando la scova ed anzi, prima la pubblica meglio evita che qualcuno gli soffi il pezzo. Qui siamo di fronte ad una strategia internazionale pianificata a tavolino, dove tutti i maggiori quotidiani sono d’accordo nel tenere gli scoop e le foto nel cassetto, pronto ad essere aperto nel momento più opportuno: qual’è questo momento? Ma ovvio, prima erano le elezioni, ora il G8, seguito dal G12 e dal G21 (tutti rigorosamente presieduti dall’Italia), che si aprirà tra meno di 24 ore all’Aquila. Quando una notizia viene pubblicata ad orologeria non è più una notizia, è palesemente un complotto; quando questa notizia viene annunciata con squilli di tromba e gran casse, si avvicina al golpe. E se lo scandalo non c’è? Lo si fabbrica, secondo il ben noto detto caro ai giornalisti d’assalto. E poi cosa accadrà? Solo Dio lo sa sinceramente… Noi intanto ci prepariamo ad affrontare tutto questo ed a difendere a “mano armata” (ovviamente in senso metaforico) la nostra democrazia.

Ma va pienamente sottolineato che attaccando Berlusconi non si attacca un cittadino qualunque, ancorché influente: si attacca il Presidente del Consiglio, si attacca un’istituzione democraticamente eletta dal popolo, si attacca il Governo del Paese, indebolendolo (o almeno provandoci) a livello internazionale con una tempistica da Guinness dei Primati. È giusto quindi porsi una semplice domanda: ma i cittadini che votano a sinistra, sono davvero così compiaciuti e soddisfatti dell’uso machiavellico del principio secondo il quale pur di abbattere il nemico Berlusconi si distrugge l’Italia e la si riempie di escrementi di vacca? Fino ad augurarsi qualche bella scossa di terremoto che abbatta altre case di altri poveri cittadini inermi? Fino ad augurarsi una strafiguradimer davanti al Messia Obama? Insomma, viva l’Italia, abbasso l’Italia? Credono davvero lor signori che, se per qualche sciaguratissimo e malaugurato evento, dopo domani in Parlamento tornassero a sedere D’Alema & Co., questi poi verranno accolti con passerelle di porpora e petali di rosa nei consessi internazionali? Se davvero pensano questo, i signori sinistrorsi, è giusto annunciare che il Bel Paese è ufficialmente morto. Ed io, sinceramente, “non ci sto”

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