Speriamo che vinca sempre il PD

23 giugno 2009 di Simone82 Leave a reply »
No Gravatar
Provinciali 2004 Provinciali 2009 Totale
Centrodestra 9 34 +25
Centrosinistra 50 28 0
Comuni cap. 2004 Comuni cap. 2009
Centrodestra 4 14 +10
Centrosinistra 26 16 0

C’è poco da dire: 2 settimane fa avevo scritto di come l’entourage del Partito Democratico, segretario Franceschini in testa, sembrasse vivere in un universo parallelo. Nonostante la batosta elettorale, nonostante i centinaia di migliaia di voti in meno, nonostante il centrosinistra fosse uscito dalle urne abbondantemente ridimensionato più di quanto già non fosse, il PD parlava di vittoria, secondo un nuovo modo di giudicare i risultati guardando non al voto reale ma al voto virtuale dei sondaggi. Si parlò di successo perché Berlusconi non aveva sfondato, come appunto se ci fosse da esultare per un derby perso 3-0 qualora alla vigilia l’aspettativa fosse invece un 5-0.

Dopo 2 settimane l’atteggiamento non è cambiato: nonostante il centrosinistra abbia perso altre province, altri comuni e abbia vinto soltanto dove vince da oltre 60 anni, si continua a parlare di “vittoria”, di “inversione di tendenza”, di “destra in declino”, di fine di Berlusconi. Ma dico io: il PD che vince a Firenze, a Bologna, a Ferrara, a Torino, è cosa assolutamente normale. Non ci sarebbe nulla di cui esultare, è come se l’Inter battesse il Pofi 10-1. È invece sensazionale che in questi centri rossi che più rossi non si può il centrodestra abbia costretto la coalizione avversaria al ballottaggio: insomma, è più straordinario il gol del Pofi che non i 10 dell’Inter. Eppure i sorrisi stampati sulle facce dei signori sinistrorsi sono l’ennesima riconferma di quanto fuori dal mondo vivano questi signori.

Spariscono dalla Lombardia in maniera completa, il PdL si insinua pesantemente in Piemonte, prende anche Venezia, conquista una roccaforte in Emilia come Piacenza, per poco non pianta bandiera anche in Toscana, dove a Prato perde per un 0,x%, ovunque i comuni storici della sinistra cadono, come Sassuolo e Casale Monferrato per rimanere ai più noti. Il PD si consola conquistando Montecatini, un po’ pochino direi… Il PdL prima governava 4 milioni di cittadini, oggi ne passa a governare sul territorio ben 21 milioni. Il PdL aveva 9 province e le ha tutte riconfermate al primo turno, mentre il centrosinistra nella grande maggioranza dei casi o ha perso o è stata costretta al ballottaggio, come a Ferrara, come a Bologna, come a Rimini, tutte zone dove in passato viaggiava su cifre elettorati da Stato sovietico, 60% ed oltre. A Firenze, Filippo Galli ha sfondato quota 40%, una soglia psicologica che vale quasi come una vittoria. In Emilia sfonda la Lega e insieme al PdL il centrodestra raggiunge financo il 49%, come nella già ricordata Prato dove ha conquistato il comune, come a Rimini, come in tante realtà locali di rilievo. La geografia politica del Paese è profondamente mutata, con una unica macchia blu da nord a sud vagamente chiazzata di rosso qua e là, mentre il PD si conferma soltanto in Toscana, in Emilia-Romagna (in molti casi a stento) ed in Umbria, ridotto oramai ad un partito praticamente regionale, di centro Italia, dove pure perdono completamente l’Abruzzo ed arretrano nelle Marche. Una grande vittoria, come non vederla?

Inoltre, non vedo cosa ci sia realmente da esultare: quel poco che hanno ottenuto lo hanno ottenuto soprattutto grazie alla campagna di certi ambienti giornalistici e giudiziari, che hanno funzionato come centrifughe cariche di sacchi di cacca. A sinistra per 2 mesi hanno provato a fare i santarellini, puntando l’indice su una questione morale da un pulpito che sarebbe meglio non ci provasse neanche (bisognerà tornare su questo argomento). Alla fine, una certa parte dell’elettorato di centrodestra, soprattutto quello cattolico, ha scelto l’astensione: non ha votato per il PD (e questo è comunque un passaggio significativo), ma non ha votato neanche per il PdL, ed in queste condizioni è storicamente accertato che la sinistra vince sempre. Qui si dovrà aprire un certo dibattito interno, si dovrà capire in che modo recuperare quel voto in vista delle prossime elezioni regionali (2010), si dovrà capire come evitare nuovamente quell’astensionismo non solo da gossip, ma anche di “forza” (non vado a votare, tanto vinciamo lo stesso…), che ha caratterizzato questa campagna elettorale, e come trovare il modo di portare l’elettorato a votare anche ai ballottaggi, dove si è registrata una flessione significativa rispetto al primo turno (nettamente più marcata alle province tuttavia).

Infine l’UDC: anche in questa tornata ha messo i piedi nelle staffe che considerava vincenti: hanno detto che nel primo turno sono andati da soli rinunciando a molte poltrone, ma nel secondo turno si sono alleati a destra o a sinistra a seconda della convenienza. L’UDC non è stata neanche sempre decisiva, come ci vogliono raccontare, perché a Frosinone ha vinto il PdL ugualmente, ed a Torino avrebbe vinto lo stesso il centrosinistra.

Se il vento di centrodestra che ha sferzato l’Italia è rimasto tale e non è diventato uno tsunami come è mancato poco che fosse, è soprattutto merito di questo dato. Dato sul quale il PD potrà costruire tutte le risibili fantasie che vuole, nella speranza che prima o poi torni a fare politica vera ma soprattutto che continui a vincere le elezioni proprio come in questo 2009…

elezioni italia

Advertisement

Leave a Reply


Bad Behavior has blocked 88 access attempts in the last 7 days.