Archive for giugno, 2009

I (dis)valori (im)morali della sinistra

giugno 25th, 2009
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Mi sono chiesto se fosse utile scrivere un post del genere: non essendo un sinistrorso frustrato, preferirei interessarmi di politica e non di gossip, ma siccome gli emeriti giornalisti dall’altra parte schierati, ci dicono che quello che accade in Italia è tutta colpa dei “berluscones”, allora è mio precipuo dovere fare la mia parte. La difficoltà di un post del genere è tuttavia nel selezionare il materiale da mostrare a voi lettori: è tanto e di tal qualità il marcio a sinistra che una enciclopedia sarebbe riduttiva, figurarsi il post di un blog.

Così, en passant, si potrebbero citare i fondi neri che il Partito Comunista percecipa dall’URSS, Paese nemico dell’Italia: qui la morale ovviamente non c’entra nulla, anche perché loro si sono autoamnistiati, giova solo ricordare che in tempi passati, per una cosa del genere si finiva alla corte marziale. Si potrebbe citare il reoconfesso baffino D’Alema, il quale ammise di aver ricevuto finanziamenti illeciti, ma cosa volete, furono solo 20 milioni di lire nel 1985, poca roba, non vale neanche la pena ricordarlo, infatti il magistrato che indagò su D’Alema, non potendo fare altro che archiviare per prescrizione, fu poi candidato nel 1999 dallo stesso D’Alema (allora Presidente del Consiglio) alle elezioni suppletive per un posto da senatore. Ovviamente non fu l’unico magistrato ad indagare su baffino a finire candidato in Parlamento, né fu l’unico magistrato a finire in Parlamento, tutti rigorosamente nelle file del centrosinistra (figurarsi, mica si vuole insinuare che la magistratura è schierata, ohibò!). L’ultimo in ordine di tempo è De Magistris, un uomo il cui destino era scritto nel nome, ma forse non così chiaramente, visto che dopo aver indagato su Prodi e Mastella (il tutto senza cavare un ragno dal buco e noi si è convinti perché il ragno non c’era), è finito al Parlamento europeo nelle file dell’IDV.

Sul complotto internazionale è interessante vedere gli intrecci che legano le varie testate: si parte dal Times di Murdoch, si continua per Le Monde Diplomatique distribuito in Italia dal Manifesto. Ecco che negli USA il New York Times afferma che gli Italiani non sopportano più Berlusconi, giusto all’indomani del 35-0 inflitto dal centrodestra al centrosinistra alle Amministrative 2009. Ecco che nei grandi giornali internazionali, mentre si spara a zero, da tutto il mondo (e quando dico tutto, dico tutto, perfino Giamaica e Senegal), ci si collega per commentare gli articoli contro Berlusconi chiedendo “dove sia lo scandalo”, chiedendo cosa abbia a che fare la politica con le lenzuola. Ecco che El Pais in Spagna è il più agguerrito giornale europeo contro il Cavaliere, ma il fatto che sia cugino diretto dell’Espresso è solo un caso fortuito.

Ecco che torna alla mente Ezio Mauro, quando all’epoca si indignò per come Clinton venne politicamente attaccato per l’uso “flautesco” delle sue stagiste, puntualmente dichiarando che l’Italia sarebbe risultata senz’altro superiore nel trattare argomenti del genere. Come no, il primo ad utilizzare argomenti triviali per fare lotta politica è stato proprio il giornale di Ezio Mauro, ma non parlate di coerenza, poi vi prendono fisicamente a schiaffi, come succede quando si fanno domande scomode ad esponenti di sinistra. D’altronde si sa, Kennedy era uno sciupafemmine, ma era Kennedy, Mitterand anche era uno che non le mandava a dire, ma anche lui era Mitterand. Poi l’Unità, come non ricordare le sue parole di elogio alla morte del “grande statista” Stalin? Come non dimenticare la sua difesa d’ufficio della famosa notte di Praga?

Il guru dell’antipolitica italiana Beppe Grillo è un uomo che per diverso tempo ha pubblicizzato la famosa pallina Bio Wash Ball, una emerita truffa certificata perfino da Mi Manda Raitre: Grillo ha mai chiesto scusa agli italiani? Lui che ha una villa che consuma come un quartiere e va in giro a parlare di fotovoltaico, lui che siccome la politica fa schifo insulta perfino il Presidente della Repubblica ma ovviamente senza commettere reato. Il pluripregiudicato Travaglio, più volte condannato per diffamazione (ma non diteglielo, che tanto risponde che non è vero), ha mai scritto libri su BNL, Unipol, sul mitico “abbiamo una banca, facci sognare” di Piero Fassino? Quanti articoli ed interviste ha rilasciato il guru del giustizialismo italiano sulla vicenda Del Turco, sulla mafia nelle amministrazioni regionali sinistrorse della Campania a tutti i livelli, sulla condanna di Rutelli per abuso d’ufficio in merito ad alcune consulenze particolarmente onerose al tempo della sua presenza in Campidoglio? E dell’IRI di Prodi, chi si ricorda o sa ancora qualcosa? O del perché sempre Prodi ad una commissione d’inchiesta parlamentare dichiarò di sapere dove si trovava Aldo Moro (quando ancora era in prigionia) dietro rivelazione “spirituale” in una seduta spiritica? E delle amministrazioni di Firenze per cui è stato accusato Domenici, o di quello che ha fatto Orlando a Palermo, o dei problemi avuti da Soro in Sardegna?. Stendendo un velo pietoso su quello che il centrosinistra ha combinato a Napoli, con le montagne di spazzatura che hanno fatto il giro del mondo: chi mi segnala un articolo di Travaglio che abbia solertemente indagato a fondo i motivi di quel problema? Senza dimenticare che di TorqueMarco rimane sempre una certa amicizia poco onorevole che mai è stata chiarita.

Le amicizie “poco onorevoli” non sono comunque la sola sua specialità: se Berlusconi viene sempre accusato di essere un piduista (ma fu assolto da illeciti di qualsiasi tipo), cosa dire del Diliberto amico di un massone ex P2, come rivelato da Marco Rizzo?

Facciamo un salto a Bologna, dove il neosindaco Delbono è stato apertamente accusato di utilizzare fondi pubblici per la sua ex-compagna Cinzia. Ecco la risposta di Delbono: «Strumentalizzare la vita privata delle persone perché non si sa rispondere a domande di pubblico interesse poste dai cittadini è segno di vigliaccheria». Gulp, come come? Eppure mi è sembrato che la nuova linea politica della sinistra italiana fosse proprio l’utilizzo pubblico della vita privata. In diretta nazionale Pannella accusò leggenDario Franceschini di “avere la faccia come il culo”: ogni giorno che passa penso sempre di più che sia una caratteristica precipua dei piddini.

A proposito di letti, ecco spuntare fuori i soliti cattocomunisti duri a morire, i clericomoralisti da strapazzo, pronti ad approvare l’eutanasia Bibbia in mano per far morire Eluana, ma giammai ad accettare che in fin dei conti, la vita privata di ognuno di noi è un problema nostro intimo personale. Ai quattro venti predicano che la Chiesa non deve impicciarsi di quello che avviene sotto le lenzuola, ma agli otto venti lo fanno per avere l’esclusiva dell’impiccio. Ecco che un antico giornale di riferimento come Famiglia Cristiana, sceglie la lotta senza quartiere al Governo di centrodestra: lotta senza se e senza ma, visto che perfino la Santa Sede si è dovuta dissociare dai suoi articoli e soprattutto visto che dalle antiche 2 milioni di copie vendute FC è scesa a poco più di 500mila… Dove erano i clericomoralisti quando Sircana se la faceva con un transessuale? Ah ovviamente erano a difendere la privacy del malcapitato portavoce di Prodi, che da buon “cattolico adulto” non ha dato troppo peso alla questione.

I clericomoralisti, i preti del clero e non del popolo, quelli che dal pulpito ogni domenica fanno del sentimentalismo sugli “ultimi” e della demagogia sui “poveri”, gli psicologi da 4 soldi che si scagliano contro l’illusione della sicurezza della società occidentale (e del cdx in particolare), cosa hanno detto quando il pattugliamento navale organizzato dal Governo Prodi nel 1997 portò alla morte 105 albanesi? Figuratevi, il prete della mia parrocchia antiberlusconiano di ferro, di questo episodio semplicemente non sa nulla… Si pensi che l’iter giudiziario per quel disastro è stato sempre molto farraginoso, dopo 10 anni il processo in appello era ancora “in alto mare”. Cosa dire poi quando gli stessi, insieme ai parrucconi dell’ONU, sparano contro i provvedimenti di Maroni ma poi nulla si sa di quello che succede in Spagna? Cosa pensano lor signori quando in Spagna si sparò con i fucili contro cinquecento clandestini? Cosa pensano quando il governo spagnolo approva leggi che somigliano tanto ad una “caccia al marocchino” con tanto di premi per i vigili che scovano più clandestini?

Vogliamo tornare al gossip? Nella realtà l’inchiesta di Bari riguarda sospetti giri di prostitute a carico di esponenti del PD regionali: ovviamente questo piccolo particolare è conosciuto soltanto ai bene informati, quelli che hanno il fegato per arrivare a pagina 35 del quotidiano. E cosa dire, tornando più addietro nel tempo, quando i fedelissimi di baffino (ancora lui?) sembra facessero parte di un giro di escort ben organizzato, inviate loro da una maitresse in cambio di favori economici? Chi di voi conosce questo processo? Diciamo solo che si indagò nel 1999 (D’Alema era Presidente del Consiglio, giusto per ricordare), e quando si venne a sapere che nel giro della Roma-bene erano registrati anche alcuni politici, l’inchiesta fu mezza insabbiata e s’interruppero perfino le intercettazioni in corso.

Quelle stesse intercettazioni che hanno permesso al signor Di Pietro di avvertire il figlio che era sotto indagine (ovviamente, quale padre non sa che il figlio è indagato). Ancora è lo stesso Di Pietro, che mentre davanti attacca Berlusconi, dietro si avvale della immunità riservata ai parlamentari europei: d’altronde il povero Antonio avrà commesso giusto qualche graffio ad una vettura, niente di cui preoccuparsi. Sempre l’Antonio nazionale è quello a cui ovviamente fa schifo lo stile Grande Fratello, ma candidare una sua partecipante no: però si sa, la Piredda fu una icona delle lotte contro il governo di Berlusconi, anche se a pensarci bene, “che c’azzecca” con il Parlamento Europeo? Passi per il “famoso isolano” Cabrini, almeno lui di sport qualcosa ancora ci capisce…

A proposito di vetture, nell’ambito del gossip barese ci sono due protagoniste: l’una, Patrizia D’Addario, ha promesso di infangare il premier, ed è diventata la nuova icona del femminismo italiano; l’altra, Barbara Montereale, ha promesso di difendere il premier dalle accuse infondate della prima, e questa mattina si è ritrovata con la macchina bruciata. Vabbè dai, a chi non è mai capitato di ritrovarsi con la macchina bruciata per errore?

Il Governo amico degli evasori

giugno 24th, 2009
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C’è poco da dire, se questo Governo è amico degli evasori, è proprio un gran bastardo…

Roma, 23 giu. (Apcom) – Scoperti redditi nascosti al fisco per 13,7 miliardi di euro, cui devono aggiungersi recuperi di Iva dovuta e non versata per 2,3 miliardi e rilievi Irap per 8,7 miliardi. Cifre che confermano e sopravanzano del 10% i risultati del 2008 che si era chiuso con il consuntivo più alto degli ultimi decenni. E’ uno dei principali risultati ottenuti nei primi cinque mesi dell’anno dalla Guardia di Finanza che questa sera festeggia il suo 235° Anniversario di Fondazione.

La Guardia di Finanza ha inoltre individuato ben 3.200 evasori totali e paratotali che avevano occultato redditi per 8 miliardi, tra cui 1.200 denunciati alle Procure della Repubblica per omesse o infedeli dichiarazioni comportanti evasioni di imposte al di sopra delle soglie di punibilità penale (77/103mila euro l’anno). La Gdf, inoltre, ha accertato frodi “carosello” per emissione ed utilizzo di fatture false con addebiti di Iva per 1,1 miliardi (il doppio rispetto al 2008) ed eseguiti sequestri di disponibilità finanziarie e patrimoniali a carico degli indagati per 176 milioni (+160% sul 2008). Rilevati casi di evasione internazionale per 3,1 miliardi, in relazione a “esterovestizioni” della residenza fiscale, triangolazioni con Paesi “off-shore” ed omesse dichiarazioni di capitali detenuti all’estero.

(ANSA) – ROMA, 23 GIU – La lotta alla contraffazione ed alla pirateria nei primi 5 mesi dell’anno ha portato al sequestro di 47 milioni di prodotti con marchi falsi. Si tratta di piu’ del doppio rispetto al 2008, con l’arresto di 476 persone affiliate alle organizzazioni malavitose. Lo segnala la GdF nel bilancio sull’attivita’ dei primi 5 mesi dell’anno. Sono stati scoperti 20 mln di capi falsi del settore moda(+60%); 4 milioni le opere d’ingegno duplicate (+60%), 14 mln i beni di consumo e 9 mln i giocattoli insicuri.

Ora ovviamente ci spiegheranno, come solertemente ha fatto il responsabile economico del PD Fassina, che questi risultati sono il merito delle “strategie” messe in campo dal Governo Prodi, secondo la ben nota tiritera che la destra i problemi li crea mentre la sinistra li risolve (peccato che il popolo italiano da 2 anni attesti il contrario). A Fassina bisognerebbe ricordare che le strategie non vanno solo scritte, vanno anche applicate e supportate, e che dunque il mito del Governo amico degli evasori è costretto ad arrendersi di fronte ai fatti.

Speriamo che vinca sempre il PD

giugno 23rd, 2009
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Provinciali 2004 Provinciali 2009 Totale
Centrodestra 9 34 +25
Centrosinistra 50 28 0
Comuni cap. 2004 Comuni cap. 2009
Centrodestra 4 14 +10
Centrosinistra 26 16 0

C’è poco da dire: 2 settimane fa avevo scritto di come l’entourage del Partito Democratico, segretario Franceschini in testa, sembrasse vivere in un universo parallelo. Nonostante la batosta elettorale, nonostante i centinaia di migliaia di voti in meno, nonostante il centrosinistra fosse uscito dalle urne abbondantemente ridimensionato più di quanto già non fosse, il PD parlava di vittoria, secondo un nuovo modo di giudicare i risultati guardando non al voto reale ma al voto virtuale dei sondaggi. Si parlò di successo perché Berlusconi non aveva sfondato, come appunto se ci fosse da esultare per un derby perso 3-0 qualora alla vigilia l’aspettativa fosse invece un 5-0.

Dopo 2 settimane l’atteggiamento non è cambiato: nonostante il centrosinistra abbia perso altre province, altri comuni e abbia vinto soltanto dove vince da oltre 60 anni, si continua a parlare di “vittoria”, di “inversione di tendenza”, di “destra in declino”, di fine di Berlusconi. Ma dico io: il PD che vince a Firenze, a Bologna, a Ferrara, a Torino, è cosa assolutamente normale. Non ci sarebbe nulla di cui esultare, è come se l’Inter battesse il Pofi 10-1. È invece sensazionale che in questi centri rossi che più rossi non si può il centrodestra abbia costretto la coalizione avversaria al ballottaggio: insomma, è più straordinario il gol del Pofi che non i 10 dell’Inter. Eppure i sorrisi stampati sulle facce dei signori sinistrorsi sono l’ennesima riconferma di quanto fuori dal mondo vivano questi signori.

Spariscono dalla Lombardia in maniera completa, il PdL si insinua pesantemente in Piemonte, prende anche Venezia, conquista una roccaforte in Emilia come Piacenza, per poco non pianta bandiera anche in Toscana, dove a Prato perde per un 0,x%, ovunque i comuni storici della sinistra cadono, come Sassuolo e Casale Monferrato per rimanere ai più noti. Il PD si consola conquistando Montecatini, un po’ pochino direi… Il PdL prima governava 4 milioni di cittadini, oggi ne passa a governare sul territorio ben 21 milioni. Il PdL aveva 9 province e le ha tutte riconfermate al primo turno, mentre il centrosinistra nella grande maggioranza dei casi o ha perso o è stata costretta al ballottaggio, come a Ferrara, come a Bologna, come a Rimini, tutte zone dove in passato viaggiava su cifre elettorati da Stato sovietico, 60% ed oltre. A Firenze, Filippo Galli ha sfondato quota 40%, una soglia psicologica che vale quasi come una vittoria. In Emilia sfonda la Lega e insieme al PdL il centrodestra raggiunge financo il 49%, come nella già ricordata Prato dove ha conquistato il comune, come a Rimini, come in tante realtà locali di rilievo. La geografia politica del Paese è profondamente mutata, con una unica macchia blu da nord a sud vagamente chiazzata di rosso qua e là, mentre il PD si conferma soltanto in Toscana, in Emilia-Romagna (in molti casi a stento) ed in Umbria, ridotto oramai ad un partito praticamente regionale, di centro Italia, dove pure perdono completamente l’Abruzzo ed arretrano nelle Marche. Una grande vittoria, come non vederla?

Inoltre, non vedo cosa ci sia realmente da esultare: quel poco che hanno ottenuto lo hanno ottenuto soprattutto grazie alla campagna di certi ambienti giornalistici e giudiziari, che hanno funzionato come centrifughe cariche di sacchi di cacca. A sinistra per 2 mesi hanno provato a fare i santarellini, puntando l’indice su una questione morale da un pulpito che sarebbe meglio non ci provasse neanche (bisognerà tornare su questo argomento). Alla fine, una certa parte dell’elettorato di centrodestra, soprattutto quello cattolico, ha scelto l’astensione: non ha votato per il PD (e questo è comunque un passaggio significativo), ma non ha votato neanche per il PdL, ed in queste condizioni è storicamente accertato che la sinistra vince sempre. Qui si dovrà aprire un certo dibattito interno, si dovrà capire in che modo recuperare quel voto in vista delle prossime elezioni regionali (2010), si dovrà capire come evitare nuovamente quell’astensionismo non solo da gossip, ma anche di “forza” (non vado a votare, tanto vinciamo lo stesso…), che ha caratterizzato questa campagna elettorale, e come trovare il modo di portare l’elettorato a votare anche ai ballottaggi, dove si è registrata una flessione significativa rispetto al primo turno (nettamente più marcata alle province tuttavia).

Infine l’UDC: anche in questa tornata ha messo i piedi nelle staffe che considerava vincenti: hanno detto che nel primo turno sono andati da soli rinunciando a molte poltrone, ma nel secondo turno si sono alleati a destra o a sinistra a seconda della convenienza. L’UDC non è stata neanche sempre decisiva, come ci vogliono raccontare, perché a Frosinone ha vinto il PdL ugualmente, ed a Torino avrebbe vinto lo stesso il centrosinistra.

Se il vento di centrodestra che ha sferzato l’Italia è rimasto tale e non è diventato uno tsunami come è mancato poco che fosse, è soprattutto merito di questo dato. Dato sul quale il PD potrà costruire tutte le risibili fantasie che vuole, nella speranza che prima o poi torni a fare politica vera ma soprattutto che continui a vincere le elezioni proprio come in questo 2009…

elezioni italia

Ballottaggi-Referendum 2009: live-blogging

giugno 22nd, 2009
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Le urne dei ballottaggi si sono chiuse alle ore 15:00 del 22/06/2009: è dunque iniziato lo spoglio delle schede. Qui di seguito i risultati in tempo reale, sia exit-poll che quelli definitivi direttamente dal Ministero degli Interni (con scrutinio di almeno il 20%). Saranno prese in considerazione le principali città e province tra le moltissime che hanno avuto il doppio turno elettorale. Accanto al nome di ogni candidato, anche i principali apparentamenti.

LIVE BLOGGING concluso

ballottaggi 2009

AFFLUENZA PROVINCIALI: elettori aventi diritto —> 10.929.677 / elettori votanti: 45%

torino eletto saitta riconfermata amministrazione di centrosinistra

TORINO

SaittaPD+IDV+UDC 53/57% - 57,38%

PorchitettoPdL+Lega 43/47%42,61%

milano eletto podestà conquistata amministrazione di centrosinistra

MILANO

PenatiPD+IDV xx%49,78%

PodestàPdL+Lega xx% - 50,21%

venezia eletto zaccariotto conquistata amministrazione di centrosinistra

VENEZIA

ZoggiaPD+IDV xx%48,14%

ZaccariottoPdL+Lega xx% - 51,85%

savona eletto vaccarezza conquistata amministrazione di centrosinistra

SAVONA

VaccarezzaPdL+Lega xx% - 52,12%

BoffaPD+IDV xx%47,87%

ferrara eletto zappaterra riconfermata amministrazione di centrosinistra

FERRARA

ZappaterraPD+IDV xx% - 57,64%

MalagutiPdL+Lega+UDC xx% - 42,35%

prato eletto gestri riconfermata amministrazione di centrosinistra

PRATO

GestriPD+IDV xx% - 50,84%

AttucciPdL+Lega+UDC xx% - 49,15%

frosinone eletto iannarilli conquistata amministrazione di centrosinistra

FROSINONE

SchietromaPD+IDV+UDC xx% - 48,19%

IannarilliPdL xx% - 51,80%

lecce eletto gabellone conquistata amministrazione di centrosinistra

LECCE

CaponePD+IDV xx% - 48,91%

GabellonePdL xx% - 51,08%

ALTRE AMMINISTRAZIONI PROVINCIALI

AlessandriaArezzoAscoli PicenoBellunoBrindisiCosenzaCrotoneFermoGrossetoParmaRietiRiminiRovigoTaranto

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AFFLUENZA COMUNALI: elettori aventi diritto —> 3.786.603 / elettori votanti: 61%

padova eletto zanonato riconfermata amministrazione di centrosinistra

PADOVA

MarinPdL+Lega+UDC 48%47,98%

ZanonatoPD+IDV 52% - 52,01%

firenze eletto renzi riconfermata amministrazione di centrosinistra

FIRENZE

GalliPdL 38% - 40,03%

RenziPD+IDV 62% - 59,96%

bologna eletto delbono riconfermata amministrazione di centrosinistra

BOLOGNA

CazzolaPdL+Lega 38/42% – 39,32%

DelbonoPD+IDV 58/62% – 60,67%

ferrara eletto tagliani riconfermata amministrazione di centrosinistra

FERRARA

DragottoPdL+Lega+UDC xx% - 43,17%

TaglianiPD+IDV xx% - 56,82%

prato eletto cenni conquistata amministrazione di centrosinistra

PRATO

CarlesiPD+IDV 49%- 49,11%

CenniPdL+Lega+UDC 51%50,88%

ancona eletto gramillano riconfermata amministrazione di centrosinistra

ANCONA

GramillanoPD+IDV xx% - 56,75%

BugaroPdL+Lega+UDC xx% - 43,24%

bari eletto emiliano riconfermata amministrazione di centrosinistra

BARI

Di Cagno AbbresciaPdL xx% - 40,19%

EmilianoPD+IDV+UDC xx% - 59,80%

ALTRI COMUNI CAPOLUOGO

Ascoli PicenoAvellinoBrindisiCremonaFoggiaForlì/CesenaPotenzaTerni

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referendum 2009

Affluenza: elettori aventi diritto —> 50.220.511 / Quorum: 50%+1 / 1° Quesito: 23,31% / 2° Quesito: 23,31% / 3° Quesito: 23,84%

1° Quesito: “Camera dei Deputati – Abrogazione della possibilita’ di collegamento tra liste e attribuzione del premio di maggioranza ad una coalizione di liste”.

SI 77,64% NO 22,36%

2° Quesito: “Senato della Repubblica – Abrogazione della possibilita’ di collegamento tra liste e di attribuzione del premio di maggioranza ad una coalizione di liste”.

SI 77,69% NO 22,31%

3° Quesito: “Camera dei Deputati – Abrogazione della possibilita’ per uno stesso candidato di presentare la propria candidatura in piu’ di una circoscrizione”.

SI 87,00% NO 13,00%

I 3 Referendum sono NULLI. Il popolo non abroga.

Last Update: 10:00 del 23/06/09

Legenda: xx% – Proiezioni

xx% – Definitivi

eletto – risultato definitivo

PD-Universe: L’ammucchiata 2 – The sword of democracy

giugno 21st, 2009
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Dopo aver vinto le elezioni, continua la saga per il ritorno al potere di Franceschini & Co.

All’indomani della “vittoria” elettorale, nel bel mezzo dei preparativi per la definitiva affermazione ai ballottaggi, il PD prepara la sua nuova rivoluzione politica: la grande ammucchiata. È durato dunque meno di un anno (a conti fatti) l’idea alla base del progetto politico del centrosinistra: per la verità, che fosse finito ancor prima di cominciare lo si era capito nel giro di un paio di mesi. Ripercorriamo le tappe principali del neo Partito Democratico:

  1. dopo 2 funesti anni di Governo Prodi, l’anima maggioritaria del PD decide di tagliare il cordone ombelicale delle alleanze: via i socialisti, via i comunisti, via soprattutto la sinistra estrema, via anche Mastella (che si ritira dalla scena politica); incorporati i Radicali, rimane soltanto l’Italia Dei Valori di Antonio Di Pietro, l’uomo cult del giustizialismo italiano, con il quale (con)dividere un progetto politico (virtuale) alternativo a quello (reale) del centrodestra
  2. la Legislatura non è ancora cominciata e subito il PD parte all’attacco: sul piatto della bilancia qualche provvedimento politico? Qualche voce del “progetto” che stia particolarmente a cuore alla sinistra, che so, i poveri, i precari, gli indigenti? Macché, l’oggetto del contendere è Silvio Berlusconi ed il suo conflitto di interessi, tra Rete 4 e Lodo Alfano
  3. Veltroni al Circo Massimo raduna 150.000 fedelissimi, che a causa dell’effetto-Uolter diventano “oltre 1 milione”. Lancia subito la sfida al Governo: raccoglieremo 5 milioni di firme entro l’autunno
  4. l’alleato IDV ha già praticamente rotto con il PD: in Parlamento costituisce un gruppo a parte, nel Paese fa campagna elettorale permanente accusando apertamente Veltroni di fare comunella con il Cavaliere
  5. nel frattempo, delle 5 milioni di firme non c’è più traccia: neanche una parola, un accenno, la parola d’ordine a tutti gli esponenti del PD è tacere, insabbiare. Questa campagna rappresenta il più grande fallimento del PD: secondo il sito nazionale le firme raccolte sono state oltre 4,6 milioni, e tra esse c’erano anche quelle di Giorgio Napolitano e di Silvio Berlusconi, molto probabilmente degli omonimi…
  6. in autunno le grandi bugie sulla Scuola, il terrorismo mediatico portato avanti, e le solite manifestazioni di piazza nelle quali 300.000 persone diventano 1,5 milioni
  7. nonostante le “imponenti” mobilitazioni, la “grande protesta” che monta in Italia, le elezioni regionali anticipate in Abruzzo ed in Sardegna rappresentano una durissima sconfitta, tale da indurre Walter “Santo Subito” Veltroni a lasciare la segreteria del Partito
  8. in inverno, in piena crisi economica, il terrorismo psicologico e le “tre proposte tre” respinte dal Governo, tra le quali la principale era “tassare i ricchi onesti per dare due spiccioli ai poveri” (questo il concetto espresso da candidato sindaco per il centrosinistra in quel di Firenze, Matteo Renzi)
  9. in primavera, mentre le stime degli economisti lasciano intravedere barlumi di speranza per una prossima fine della crisi economica, il PD, esaurite le cartucce politiche, di fronte ai sondaggi decide di lanciare l’attacco definitivo al grido di “o la va o la spacca”: sul principale quotidiano italiano, la Repubblica alias la Pravda, parte una durissima campagna gossippara, fatta di lettere di mogli frustrate, insulti di bassa lega, di foto del signor Zuppetta, Zuffetta, Zappetta (ah scusate, Zappadu), di voli di Stato e del solito immancabile processo giudiziario che vede coinvolto Berlusconi. Alla base di tutto sembrano esserci le decine e decine di miliardi di euro provenienti dall’Europa per lo sviluppo, difficili da gestire e da spartire se si è all’opposizione…
  10. la campagna elettorale, completamente svuotata di contenuti politici, si risolve in un clamoroso (in)successo

Questa è in sintesi la storia politica del PD, un anno di Partito Democratico da Veltroni a Franceschini. La sinistra, annebbiata dal berlusconismo, si consola proclamando di aver fermato lo Straniero e di aver impedito che l’Italia crollasse sotto la pseudo-dittatura berlusconiana. D’Alema si lancia in fosche previsioni di scossoni (chissà come mai tempo 3 giorni e subito salta fuori una inchiesta giudiziaria in cui è finito in mezzo, non come indagato, Berlusconi) in grado di abbattere l’attuale maggioranza, mentre il resto dell’intellighenzia di sinistra, da Travaglio a Scalfari, si unisce in un sol coro: tutti insieme appassionatamente per sconfiggere il nemico.

Da Veltroni che inaugura un nuovo periodo politico per la sinistra, un periodo fatto di proposte concrete e di riforme, un periodo che mette al bando la lotta permanente contro il Cavaliere per mettere al centro i problemi dei cittadini e del Paese, alla grande ammucchiata senza alcun programma politico che non sia quello di tornare al potere, ovvero conquistare la maggioranza degli elettori per impedire che la conquistino altri, facendosi baluardo della democrazia contro una dittatura immaginaria, contro un regime che esiste solo a parole, solo nei fiumi d’inchiostro di una piccola cerchia di ideologizzati che riesce a farsi votare soltanto accusando gli altri di fascismo con una tiritera alla quale gli Italiani non vogliono più credere. Franceschini accusa Berlusconi di ripetere le stesse cose da 15 anni, ma cos’è che fa la sinistra da 15 anni, se non appunto essere il Don Chisciotte che combatte contro mulini a vento con le sembianze di Mussolini?

Però forse due punti a favore li hanno incassati: all’estero, dove i cittadini pensano giustamente ai loro problemi e delle storie di Berlusconi con Noemi importa nulla, i giornali di sinistra sono riusciti a rovinare l’immagine dell’Italia, a rovinare l’immagine del Paese rappresentandola come la Repubblica delle Banane, in cui invece di discutere dei problemi della gente si parla del “topo” di Topolanek, delle frequentazioni private del Cavaliere e si cerca, ancora una volta, di inventarsi un reato pur di riuscire finalmente a condannarlo. Perfino Murdoch si è mosso: si era legato al dito la storia dell’iva alle sue reti satellitari e ha restituito pan per focaccia attaccando Berlusconi, salvo poi dire che lui si limita a fare informazione… Il secondo in Italia: PierFurby Casini, dopo aver sbandierato ai 4 venti che lui insieme al PD+IDV non avrebbe mai avuto nulla a che spartire, annuncia che ai ballottaggi in molte località italiane si presenterà insieme proprio al PD+IDV. A parole, perché garantiscono maggior moderazione, nei fatti perché offrono più poltrone: ad es. alla Provincia di Frosinone l’UDC ha annunciato di appoggiare il candidato del PD Schietroma (38%).

A Frosinone la storia è interessante: candidato dell’UDC è Domenico Marzi (13%), ex sindaco proprio di Frosinone nelle fila dell’allora DS. Incacchiato come una iena verso il partito che non gli ha concesso, a suo dire, il dovuto riconoscimento per il lavoro svolto candidandolo al Parlamento (nel 2008), ha abbandonato sbattendo la porta. Oggi nel 2009 si presenta con l’UDC e cosa ti combina? Si allea con il PD del nemico Schietroma, dopo averlo attaccato per tutta la campagna elettorale, perché sembrerebbe (da voci interne al suo entourage: anche qui la digressione è interessante, poiché si tratta di un sindaco eletto nelle fila del PdL che ha replicato in piccolo il modello-Lombardo, cioè litigare con il partito accusandolo di non fare abbastanza per la gente e presentandosi ora come consigliere dell’UDC ergo come futuro possibile consigliere del PD, anch’esso dopo averlo criticato durante la campagna elettorale! E in tutto questo tale sindaco potrebbe presto diventare mio parente per acquisizione matrimoniale, sic!) che abbia offerto 4 assessorati, contro 1 solo assessorato offerto dal candidato Iannarilli (44%) del PdL, che ovviamente di fare giochetti di poltrone con Marzi non ha alcuna voglia, soprattutto dopo aver attaccato pesantemente il sindaco poc’anzi citato. Insomma qui a Frosinone anche 1 solo voto potrebbe fare la differenza, ma più in generale, l’elettorato centrista quanto sarà contento di questa svolta? Io speso il meno possibile, poiché sono convinto che l’intimo animo di centrodestra di questo popolo non possa avere nulla a che fare con l’animo giustizialista dell’IDV, e se a livello politico una manciata di poltrone più fare molto, a livello popolare potrebbe risultare un boomerang. Almeno spero.

Dunque, eccoti servita la strategia del PD: ciancicare qualche idea “popolana” tanto per sopravvivere, riaprirsi al dialogo della grande Unione per un nuovo gruppo di contrasto che guardi soprattutto alla consistenza numerica, cominciare ad offrire poltrone a destra e a manca per mettere insieme una lista eterogenea che nelle località più a rischio possa consentire di oltrepassare la soglia del 50%. Ci vedete la parola “politica” in mezzo al progetto del PD per il futuro della sinistra italiana?

“Se” ho dimenticato qualcosa avvertitemi…


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