Ieri la Corte Costituzionale si è pronunciata sulla costituzionalità di alcuni punti della Legge 40, dichiarandola in parte illegittima: tale decisione va a colpire uno dei punti più contrastati della legge, e cioè il famoso obbligo di non impiantare più di 3 embrioni. L’altro comma era facilmente prevedibile, e non capisco sinceramente come sia finito in una legge la possibilità di non tenere conto della salute della donna. Detto questo, i nazisti del laicismo sono tornati a tuonare cantando vittoria: dal pseudogiornale di partito La Repubblica al movimento dei Radicali con annessi e connessi, la sentenza della Consulta è stata salutata come una grande vittoria, accompagnata dai soliti commenti contro la Chiesa inneggianti ad una sua totale riduzione al silenzio (avete presente le dittature? Ecco, la stessa cosa), accompagnati dalla solita propaganda trita e ritrita da giacobini del ‘700. Si tratta davvero di una vittoria, o piuttosto si tratta di un nulla di fatto? In attesa di leggere le motivazioni, prevale nettamente la seconda ipotesi: tale sentenza infatti non tocca minimamente alcuna altra parte della legge, quindi permane il divieto di distruggere, congelare o utilizzare a fini scientifici gli embrioni in eccesso. Se un medico dunque dovesse produrre 5-6 embrioni sarebbe ugualmente costretto ad impiantarli tutti nell’utero della donna, con conseguenze tutt’altro che positive per la sua salute. Tra l’altro, è un dato di fatto, ancora una volta l’Italia a distanza di anni si rivela all’avanguardia: grazie alle moderne tecnologie scientifiche, i migliori risultati si ottengono impiantando un solo embrione, e in Belgio vengono concessi incentivi a chi sceglie questa pratica. Sapete perché? Gli embrioni congelati “funzionano” peggio di quelli freschi: dunque agli scienziati ed ai medici non servono a nulla ed anche laddove volessero utilizzarli devono chiedere il permesso ai genitori, che spesso non lo concedono. Risultato? Gli embrioni devono essere congelati, ma la crioconservazione prevede pratiche specifiche costose e tutt’altro che semplici.
Inoltre, tale sentenza arriva con eccezionale puntualità proprio quando viene presentato il rapporto al Parlamento su tale legge. Cosicché, sullo pseudogiornale La Repubblica si è dato sfogo alla sentenza sulla Corte e al “turismo procreativo”, senza toccare minimamente i tanti dati positivi emersi da questa legge. Se questa non è ideologia…
Ecco quali sono stati i principali effetti dopo la sua approvazione:
- sono crollate le complicazioni da stimolazioni ovariche: sono lo 0.5%, mentre in Europa la media è dell’ 1.2%
- i parti trigemini in Italia sono stabili al 2.7%, ma si tratta di una percentuale che fa media tra i centri avanzati (con lo 0% di parti trigemini) e quelli arretrati (con punte del 13%). Se la percentuale di trigemini dipendesse dalla legge, la media sarebbe su dati più omogenei, con una forbice minore: invece dipende strettamente dalla qualità dei centri stessi. Inoltre all’estero (Spagna, Francia e Gran Bretagna su tutti), la percentuale è più bassa poiché è frequente la pratica dell’aborto selettivo, vietata in Italia
- sono aumentate le coppie che hanno chiesto un intervento di questo tipo, da 43024 a 55437
- sono aumentati i cicli di trattamento, da 63.585 a 75.280
- sono aumentati i bambini nati, da 4940 a 9137
- le gravidanze (per trasferimento di embrione) dal 2006 al 2007 sono aumentate dal 24.5 al 25.5%, nonostante l’elevata età media delle donne che si sottopongono a questi trattamenti
Questi dati sono generalmente taciuti, mentre si fa grande eco sul “turismo procreativo”: questa pratica è stata tuttavia condannata dall’Unione Europea perché ha come corollario il fatto che molte donne si sottopongano a bombe chimiche (con gravi rischi per la salute, tipo sindrome da iperovulazione) per produrre ovuli (fino a 80, quando sanno tutti che una donna ne produce naturalmente 1 per volta) pur di guadagnare un po’ di soldi, con un aumento di questi comportamenti negli ultimi tempi dovuto alla crisi ed in particolar modo tra giovani ragazze, soprattutto studentesse universitarie, e nei Paesi dell’Est, dove la povertà è maggiore. Inoltre questo turismo non sembra direttamente connesso alla legge: negli USA non esiste alcuna Legge 40 eppure la percentuale di turismo procreativo è la più alta del mondo, in particolare verso l’India, poiché in quest’ultimo Paese costa molto di meno un intervento di questo genere che in patria. Non è infine escluso che l’aumento di questo fenomeno sia in parte dovuto anche al fenomeno del “terrorismo mediatico” tanto caro alla sinistra ed ai nazisti del laicismo: a forza di ripetere peste e corna su questa legge, sono riusciti a convincere molti che non funzioni, quando i dati sopra esposti dimostrano esattamente il contrario. Purtroppo la pratica del ribaltamento della realtà è costitutiva di questa gente e non è possibile fare nulla se non impegnarsi di più ad informare i cittadini sui reali effetti dei provvedimenti presi dal Parlamento: basta andarsi a leggere la relazione 2007 della Livia Turco, donna extrastrong ideologizzata che ha a cuore l’assurdo prima della realtà (vi ricorderete quanto per lei era più importante aumentare le dosi concesse di cannabis…) pur di dimostrare che gli altri sbagliano.
Dunque, in conclusione, la decisione della Consulta non stravolge un bel niente, al massimo mutila una Legge che appare funzionare a dovere, nonostante nessuna legge sia perfetta e non riesca sempre a risolvere i casi limite. Modifica è vero alcune carte in tavola nel momento in cui stabilisce che i diritti della madre e quelli dell’embrione vadano stabiliti caso per caso, ma ora toccherà al Parlamento evitare che queste modifiche aprano la strada a pratiche eugenetiche di qualsivoglia sorta (gli aborti selettivi altrove praticati). Almeno questa volta la volontà popolare che ha promosso per via referendaria il testo di legge rimane quasi intatta, ed i pistoleri del Far West della provetta farebbero bene a riporre le loro Colt nella fondina e rimanere tranquilli nel Saloon.




