

Ci vorrebbe davvero una guida come questa per comprendere quello che è successo ieri a Milano… Per ora vi regalo questa scheda:
IL PROCESSO DEL MARTEDI – LA SCHEDA
Oggetto: Processo Fininvest – All Iberian
Imputati: David Donald Mackenzie Mills e Silvio Berlusconi
Giudice e PM: Nicoletta Gandus; Fabio De Pasquale e Alfredo Lobredo
Antefatto: il 2 febbraio 1998 Silvio Berlusconi e la sua Fininvest avrebbero pagato $600.000, tramite un lo scomparso manager Carlo Bernasconi, ad un avvocato inglese che facesse lo gnorri nel processo All Iberian. Questo procedimento riguarda una società (la All Iberian appunto) controllata dalla Fininvest che negli anni ‘91 e ‘92 avrebbe finanziato illecitamente il partito socialista di Bettino Craxi (come ringraziamento per le televisioni evidentemente): il Tribunale di Milano condannò nel 1998 Berlusconi a 2 anni e 4 mesi di reclusione ed una pena pecunaria di 10 miliardi di lire. In questi processi Mills avrebbe testimoniato affinché “Mr. Berlusconi” risultasse pulito: egli era infatti avrebbe dovuto trattenere parte delle sue conoscenze sulla galassia off shore della Fininvest.
Svolgimento: molto semplice. David Mills è stato condannato non per il reato a lui contestato, ma per aver detto un mucchio di balle. In Inghilterra infatti se i soldi risultano provenienti da un pagamento vanno tassati, se invece risultano in qualche modo provenienti da una donazione di varia natura diventano puliti. Dunque Mills ha sempre agito in questo modo, per pararsi: si è passati variamente da un ringraziamento fatto da Bernasconi per un suo consiglio finanziario, ad un prestito da parte del sig. Attanasio che alla magistratura italiana venne fatto passare come “soldi in custodia”, al Fisco inglese li fa passare come prestito (riesce a mentire due volte insieme!).
L’assurdo: il PM De Pasquale ha contestato a Mills la reticenza in atti giudiziari ma chi è che ha contestato le sue testimonianze? Beh, proprio la difesa di Silvio Berlusconi: dunque si dovrebbe pensare che “Mr. Berlusconi” ha pagato David Mills per rilasciare una testimonianza contro la quale lui stesso avrebbe appellato. Cioè avrebbe pagato per risultare colpevole (io ho sempre saputo che si fa il contrario, o sbaglio?)… Un criminale senza scrupoli, non c’è che dire…
La realtà: nel 2000 Mills estinse dei mutui anche a nome della moglie, l’allora Ministro della Cultura Tessa Jowell. Secondo l’accusa italiana parte di quei soldi proverrebbero da pagamenti effettuati da Silvio Berlusconi affinché risultasse reticente nel processi Guarda di Finanza 1997 e All Iberian 1998 (ma abbiamo detto che è stato tutt’altro che reticente, visto che le sue testimonianze hanno poi portato alla condanna del Premier). Nell 2004 il Fisco inglese va da Mills: “Ciccio, donde vengono ’sti sordi?”. È qui che Mills dice che i soldi vengono da Bernasconi per aver fatto lo gnorri in due processi. Il tutto era contenuto in una missiva presentata al suo commercialista Bob Drennan: il quale tuttavia sentì subito la puzza di bruciato e girò tutto al Serious Fraud Office (l’antiriciclaggio inglese). Gira che ti rigira, la missiva arriva anche a Milano, come fosse un pacco regalo. Interrogato dal Fisco il 18 luglio 2004, Mills alla fine fece il nome di Berlusconi, colui che si nascondeva dietro Bernasconi. Ma il Fisco inglese non è allocco (o meglio, non è schierato) come i magistrati italiani e dopo i dovuti accertamenti sancì che quei soldi erano frutto di un pagamento (altro che regalo!) e costrinse Mills a pagare le dovute tasse. Si arriva così alla spiegazione che in realtà quei soldi provengono da una serie di operazioni condotte per conto dell’armatore italiano Diego Attanasio, il quale (inquisito per corruzione) voleva salvare un po’ di soldi con la compravendita di due navi. Il giochetto è stato ricostruito dal consulente contabile Andrea Perini, docente di Diritto Penale Commerciale a Torino: quei soldi si originano dalla compravendita quinquennale della motonave Ocean Installer, senza ombra di dubbio. Tutto questo si sapeva già nel 2006.
Il trapezio: con la strenua volontà di condannare a tutti i costi Silvio Berlusconi, i PM cominciano una serie di salti mortali da far rabbrividire qualsiasi studentello del primo anno di giurisprudenza. Fallita l’ipotesi del “ringraziamento”, provano a far passare questi soldi da Gibilterra: ma siccome è una invenzione via ipotesi ovviamente non trovano nulla. Purtroppo però siamo vicini alla prescrizione (dopo 10 anni). Allora ecco il secondo salto: il reato non va considerato dal momento in cui Mills riceve i soldi (appunto il 1998), ma dal momento nel quale quei soldi vengono spesi (appunto nel 2000, triplo SIC!). Una roba che non sta in piedi neanche in Burundi, tanto è vero che pure Antonio Di Pietro, interrogato a tal proposito da Bruno Vespa, cerca di svicolare con un “Non conosco le carte del processo” pur di non ammettere che i suoi colleghi l’hanno fatta davvero grossa.
La conclusione: Nicoletta Gandus è un giudice politicamente schierato. Ha firmato appelli e promosso petizioni contro Silvio Berlusconi da molti anni a questa parte: lo ha riconosciuto anche Pierluigi Battista sul Corriere della Sera. La sentenza era già scritta: nonostante l’accusa non stesse in piedi, David Mills è stato condannato, per le bugie che ha detto ma soprattutto perché in questo modo si è potuto condannare Silvio Berlusconi. Il processo-farsa oramai è finito: il prossimo anno andrà in prescrizione e quasi certamente senza che la Corte d’Appello possa pronunciarsi in merito. I sinistrorsi potranno così continuare a dire che Berlusconi è un criminale. Il popolo continuerà a pensare che meglio un criminale che fa funzionare l’Italia che un mucchio di coglioni ammassati in una baracca che va avanti al motto di “tassa e spendi”. Leggere la sentenza sarà uno spasso, una barzelletta: da dove vengono quei soldi? Dove sono stati depositati? Chi soprattutto lo ha fatto? La barzelletta sarà capire come le risposte verranno collegate ai fatti, alle carte, che in nessun punto e da nessuna parte collimano con le tesi dell’accusa sulle quali si è appiattito il giudice (ma la magistratura è sempre indipendente, ricordatevelo!).
A Milano va in scena la farsa da Repubblica delle Scimmie, ma non ditelo troppo in giro, già i sinistrorsi stanno a terra dopo lo tsunami sardo, lasciamogli questo piccolissimo momento di vanagloria…
EDIT: a questo link, http://www.giornalettismo.com/archives/19024/caso-mills-una-questione-di-parole/, si può osservare con chiarezza l’inconsistenza politica e logica degli avversari di Berlusconi. Messi alle strette su quello che dicono, non potendo rispondere ai fatti la buttano in caciara…