Quando il razzismo è di sinistra, spuntano gli gnorri

9 novembre 2008 di Simone82 Leave a reply »
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Ho controllato la data di calendario, ho letto 08/11/2008 e mi sono detto: cavolo, se la “scusa” del 2008 viene utilizzata per propagandare tutto ciò che è contrario al buon senso (solo perché considerato più moderno di esso!), dovrebbe essere utilizzato anche per emanciparsi dai comportamenti minoranti cari al periodo passato. Invece cosa ti devo leggere? Che se Berlusconi dice di Obama che è abbronzato, perfino nelle prime pagine dei giornali del Burundi si grida al razzismo. Davvero sconcertante l’atteggiamento della sinistra nostrana, sempre pronta a fare in modo che all’estero si denigri l’Italia per tornaconto elettorale: in particolare, si stanno specializzando nel razzismo. Ogni volta che si parla di uno straniero, se non si stende in terra un tappeto di petali di rose questi signori gridano al razzismo e alla xenofobia.

Ma è necessario andare a vedere da che pulpito viene la predica: se un bue dice cornuto all’asino permettetemi di prendere la sua esternazione con fragorose risate piuttosto che con dovuto mea culpa.

La Binetti ad esempio parla di Obama come negro: ora, secondo la grammatica italiana “negro” è sinonimo di “nero”, in quanto deriva direttamente dal latino “niger”. Dunque non ci sarebbe nulla di male ad utilizzarlo, solo che, capite, se lor signori fanno tempesta per la parola “abbronzato”, è ovvio che negro nel sentire comune assume inevitabilmente quel concetto di politicamente scorretto che lo fa inevitabilmente diventare per nulla idoneo. Per non parlare di quando assimila l’omosessualità ad una malattia che porta alla pedofilia.

D’Alema si è rivolto al Ministro Brunetta chiamandolo un ergumeno tascabile: questo modo di fare “satira” sulla statura fisica altrui non si può connotare come razzismo? Apostrofare una persona mettendo in risalto negativo le sue caratteristiche fisiche a casa mia non è mai stato particolarmente divertente. Tralascio per pietà quello che dicono di Berlusconi, Grillo lo chiama addirittura psiconano, però vabbè, di certa gente in un dato momento si comincia ad avere compassione.

Sempre il baffone nazionale ebbe a dire che i voti della destra vivono nella fascia meno acculturata della popolazione. E secondo voi, il concetto di superiorità culturale della sinistra non è un concetto di razzismo antropologico? Lo è per il semplice motivo che si tratta di un sentire autoreferenziale, del tipo “me la scrivo, me la canto e me la suono pure”… Se poi a dirlo è un comunista come Diliberto… Ancora il baffone può andare a braccetto dei terroristi islamici e stringere la mano al presidente iraniano, il quale dice peste e corna di Israele e ne chiede la cancellazione fisica: non si stringe la mano ad una persona che dice queste cose se non ci fosse qualcosa di fondo che le accomuna.

Poi c’è “l’antropologo” Parlato, uno che deve essersi laureato ad Oxford se, dalla fisionomia e dalle caratteristiche fisiche (è un vezzo della sinistra questo) riesce ad intuire l’appartenenza politica di una persona: di Alemanno infatti ebbe a scrivere che è un puzzolente fascista solo guardandolo in foto. Bisognerebbe chiedere a Parlato come si riconoscono gli schifosi comunisti, quali sono le caratteristiche fisiche che hanno tali figuri: o forse basta guardare una sua foto per capirlo? Mi si dirà: ma Parlato non è colui che nel 1971 condusse una campagna contro la proprietà della casa? Si proprio lui, evidentemente non gli hanno spiegato cosa è successo in Unione Sovietica…

Come non citare la recente uscita dello scrittore Camilleri, il quale ha apostrofato la Ministro Gelmini con l’espressione “non è un essere umano”: dunque, siccome in biologia anche gli esseri umani appartengono alla categoria animale, il Camilleri chiede l’intervento di un chimico per capire cosa sia. Il tutto davanti ad una classe di studenti liceali… Il che, detto da un uomo che è cresciuto a sigarette e catarro, ex dirigente RAI, mi costringe a riflettere se inserire le sue parole nella scatola “irrisoria” oppure nel “bestiario della sinistra”.

Uno scienziato di fama come Veronesi può dire senza vergognarsi che il concetto cattolico di vita umana è un concetto da animali stolti e primordiali, la Melandri in Kenya ci va solo per ragioni umanitarie (beh in effetti in Kenya non c’è un Billionaire dove andare a ballare). Lidia Ravera può dire che Condoleezza Rice è una scimmia più che una donna. I sinistrorsi sono quelli che vogliono intitolare un’aula del Senato ad un terrorista ed addirittura candidano al parlamento italiano ex terroristi: però apriti cielo se viene concessa la libertà condizionale a Francesca Mambro, quella è di destra e deve marcire in galera…

Permettetemi di non scadere in maniera eccessiva citando un Daniele Luttazzi che in televisione annusa le mutande di Anna Falchi e mangia escrementi, oppure citando Travaglio, del quale non basterebbe un libro per raccontare tutte le bestialità che dice. Stendo un velo pietoso anche sulle vignette di Vauro… Magari mi concedo una digressione su Furio Colombo, che diventato direttore dell’Unità nel 2002 faceva scrivere che “la destra si insinua nei gangli istituzionali con la stile di un virus”: sarebbe stato più opportuno che il Colombo scrivesse queste cose su una rivista scientifica, agli scienziati non sono noti gli “stili” dei virus… Se poi proprio si vuole scendere in basso, si può citare il pregiudicato Caruso che richiama i compagni alle armi, autolegittimando se stesso a gambizzare chi non permetterà al partito comunista di avere una rappresentanza parlamentare (ed io che pensavo fossero i voti del popolo a decidere queste cose: ma d’altronde si sa, se il popolo non è d’accordo col partito tanto peggio per il popolo).

Molto meno noto ma comunque efficace fu quel lettore che, dichiaratosi di sinistra, chiedeva aiuto perché non voleva diventare razzista: come se cacciare uno straniero che nega ad una vecchina il posto che sull’autobus è a lei riservato fosse razzista invece che da medaglia al valore civile. Come se, il semplice fatto di essere di sinistra, sia il miglior antidoto contro il razzismo, come se le etichette fossero più che sufficienti per orientare i comportamenti. A tanto arriva la superiorità antropologica morale propagandata dai sinistronzi italiani.

Per capire quale sia il background culturale che forma il pensiero di queste persone, basta andare a leggere cosa scrissero di Stalin i compagni comunisti nel 1953, anno della sua morte: un amante della pace e della libertà (pensate se non lo fosse stato cosa avrebbe potuto combinare!). Come si vede dalla foto sottostante, addirittura si chiede gloria eterna al “grande condottiero”…

stalin

Infine lui, “il CheWalter Veltroni, “l’amato” Nulla (ehm, leader) del Governo Oscuro (quando l’ombra è troppo ombra, diventa buio), il quale fu direttore di questo giornale, lui che ha appena la licenza media e che da comunista quale è stato continua a ripetere che non lo è mai stato. Serenamente e pacatamente Comunista, ma anche no. D’altronde, Veltroni è così sfacciato da dire che si può stare nel Partito Comunista senza essere comunisti: però cacciò Augusto Minzolini dalla Fgci romana quando ne era il leader (lui ha sempre avuto propensioni di comando: leader di qua, leader di là, sindaco di Roma, premier-nulla del Governo Oscuro: ma che mi laureo a fare se con la terza media posso fare tutto questo?) perché di idee contrarie a quelle del partito (Minzolini disse di non essere d’accordo con quell’antifascismo portato avanti in quel modo).

cheveltroni

Secondo voi, chi è il giovane signore seduto in basso a sinistra che applaude, e chi il destinatario dei suoi applausi?

veltroni

Dio ci salvi dagli imbecilli perché in Italia ce ne sono tanti, ma come dicevano i Greci: “Nulla potettero gli dèi contro gli ignoranti”. Se non ce la fecero neanche loro…

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3 Responses

  1. nicolettaNo Gravatar scrive:

    bellissimo post! “sinistronzi” è da applauso… complimenti!

  2. Simone82No Gravatar scrive:

    Grazie :D

    Ci sarebbe tanto altro da dire, ma non ho tempo di scrivere un libro ;)

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