Veltroni vuole il referendum per abrogare la legge Gelmini (prima di tante altre), Di Pietro fa lo scimmione da circo a Ballarò lamentandosi dell’operato del Governo e intanto raccoglie firme per abrogare il Lodo Alfano e chissà cos’altro. A sinistra si chiede di ritirare leggi e decreti, di modificare l’azione del Governo, di rispondere all’impeto della piazza e tenere conto delle proteste.
Il tutto in barba al voto elettorale di aprile, che ha dato un mandato chiaro e preciso su un programma chiaro e preciso. Ma allora perché la gente protesta? Innanzitutto, perché la frangia dei protestanti che ieri non ha votato Berlusconi oggi scende ovviamente in piazza, guidata da sindacati e politici allo sbando, che non avendo più il consenso neanche del proprio elettorato provano a calcare l’onda delle proteste in una sorta di accanimento terapeutico voluto e cercato. Tuttavia sorge spontanea una domanda: gli attori politici che oggi gridano al referendum abrogativo ieri cosa hanno fatto?
Legge finanziaria 2007 —> APPROVATA

Decreto Bersani —> APPROVATO


Dicono —> la destra è fascista

Questi sono i signori della democrazia: quando governano loro non c’è protesta che tenga: non i 750.000 del 2 dicembre 2006 (dati delle forze dell’ordine), non tutte le categorie in piazza (e quando dico tutte dico tutte, anche i sindaci), non milioni di cittadini delle più disparate categorie. Basta cercare su Google e rinverdire la memoria, non invento niente. Per loro sono nulla: “Il popolo non è d’accordo con il partito? Tanto peggio per il popolo“, recita un noto aforisma del Partito Comunista.
Oggi questi signori che dicono? Che i 250.000 del Circo Massimo sono più che sufficienti per bloccare l’azione del Governo, che i 50.000 della manifestazione nazionale della scuola sono più che sufficienti per bloccare la Gelmini (piazza del Popolo contiene 30mila persone, non cominciassero gli organizzatori a sparare cifre a cavolo come ho già sentito), che poche centinaia di migliaia di manifestanti in tutta Italia (contro una popolazione scolastica totale che assomma a diverse milioni di unità tra personale e studenti) devono indurre il Parlmento a modificare le sue leggi. Partecipa anche gente che ha votato Berlusconi? Va benissimo, in piazza S. Giovanni c’era anche gente che ha votato il governo Prodi, contro la sua finanziaria protestavano anche i sindaci di sinistra. Esiste anche il diritto di dissentire dalle leggi del proprio governo, fino a prova contraria. Ma sono sufficienti le proteste? Andassero pure al referendum, tanto 19milioni di persone a votarlo non le porteranno mai in piazza, i referendum abrogativi nazionali in Italia non vanno in porto da non so quanti anni, figurarsi riuscire ad abrogare una legge che vede su alcuni punti consensi bulgari.
Si deve andare avanti: se hanno qualcosa da dire vengano in Parlamento, invece di lamentarsi soltanto, scendere in piazza e snocciolare proposte che si contano sulla punta delle dita di una mano… Si lamentano che in Parlamento il Governo procede per decretazione e lo esautora dalla sua funzione principale? Inutile ricordare il ricorso spasmodico del Governo Prodi all’istituto della fiducia, ma se pure questo è vero ciò non toglie che nelle Commissioni di Camera e Senato e con gli emendamenti in Parlamento di cose se ne possono fare eccome. Quindi venissero e parlassero, ché finché continueranno a comportarsi così la maggioranza non potrà far altro che rifiutare i loro emendamenti, esattamente come faceva il Governo Prodi con l’allora opposizione di centrodestra.
EDIT 13:15: secondo i manifestanti nella sola Roma sarebbero confluite oltre 1milione di persone, divise in tre tronconi: facendo due conti, mettendone 50.000 a piazza del Popolo e vie limitrofe ne rimangono 950.000 da dividere tra Ministero dell’Istruzione e Magliana, le quali però non riescono da sole a contenerli tutti, neanche se venissero compressi come sardine sott’olio una sopra le altre. Vogliamo smetterla con i balletti composti da cifre assurde?





