Archive for settembre, 2008

Perché materializzare l’ombra del razzismo?

settembre 21st, 2008
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C’è un aspetto davvero preoccupante nell’attuale discussione politica italiana: questo continuo tentativo becero e vergognoso di inculare nella mente della gente l’idea che “destra=fascismo, razzismo, xenofobia“.

Questo infruttuoso e vano tentativo è portato avanti da quel nulla che gli scagnozzi della sinistra, in un accanimento terapeutico senza pari, si ostinano a chiamare “opposizione“. Perché la banda di Topo Gigio & Co. dall’inizio della Legislatura è stato un pacco marcio di nulla più assoluto, nulla condito da continue invettive senza fondamento contro l’azione del Governo: vano perché l’opinione pubblica non è stata scalfita di un decimo nell’idea generale sull’attuale maggioranza. Anzi, mai come questo momento il PD è in zona retrocessione e anche l’IdV segna un certo regresso rispetto ai fumi di luglio. Per non parlare del capolavoro Alitalia, dove l’azione della sinistra ha fatto sì che una parte non irrilevante del popolo italiano voglia il fallimento della compagnia di bandiera.

Ma, detto che il nulla si rivela per quello che è, e difatti il popolo italiano lo schiaffa all’opposizione e non si cura di quel che dice ma passa avanti, c’è un altro aspetto che mi preoccupa davvero molto: vedere le scene di guerriglia in quel di Milano e in quel della Campania dove frotte di immigrati africani collusi con i soliti avvoltoi dei centri sociali di tutto punto coperti, hanno creato ore di tensione per le vie di due città italiane. Perché tutto ciò è avvenuto? Perché gli scagnozzi della sinistra nei loro insulsi giornali da mesi scrivono che ogni volta che qualcuno si rivolge ad un uomo di colore con un tono leggermente sopra le righe è un razzista ed uno xenofobo: è successo così quando al Pigneto ci fu quella vicenda nella quale per giorni si parlò di fascisti, poi si scoprì che a dare il via a tutto era stato un uomo con Che Guevara sul braccio e nella famosa “banda” che aveva assaltato alcuni negozi c’erano dei ragazzi di colore che assaltavano altri ragazzi di colore (poi si scoprì che era un regolamento di conti e che quel negozio assaltato spacciava droga, ma questo non interessa ai giornali della sinistra che appena scoperto a barare le carte hanno insabbiato il trucco). Sulle leggi proposte dal Ministro Maroni s’è fatta una maretta che ha persino coinvolto il Parlamento Europeo (un caso veramente vergognoso), salvo poi scoprire che per la UE quelle leggi sono perfettamente in regola e compatibili con l’ordinamento europeo: sui giornali, titoloni cubitali su Maroni razzista, sul Governo che fa pulizia etnica dei rom, e menate varie. Per arrivare alla stretta attualità, la vicenda di Milano, dove due assassini hanno preso a sprangate un ragazzo di colore reo di aver rubato alcuni biscotti: inutile che il PM e la magistratura sottolineino che il razzismo non c’entra niente; inutile ricordare che gli esercenti italiani da anni vivono in uno stato di tensione al limite della sopportabilità… In quel di Campania, un regolamento di conti di tipo camorristico sui giornali è diventato un avvertimento per cacciare gli extracomunitari: inutile dire che alla polizia risulti come tra i morti ci siano persone in precedenza arrestate per reati di droga.

A forza di materializzare l’ombra del razzismo, a forza di materializzare l’idea dell’odio, l’unica cosa che si è ottenuta sono state le scene di guerriglia in quelle stesse città, perché in questo momento gli extracomunitari si sentono davvero in mezzo ad un popolo di razzisti e xenofobi. Quel nulla che qualcuno chiama PD dovrebbe fare una seria riflessione di coscienza… oops scusate, una seria riflessione sul suo nulla, perché questo suo modo di fare propaganda non solo non gli sta giovando, non solo non sta sgonfiando il supporto all’attuale maggioranza, non solo sta riportando il Paese nella melma delle paludi del politichese, ma sta creando forti tensioni sociali all’interno del Paese soprattutto verso la comunità extracomunitaria. Materializzando paure inesistenti, il popolo fa corporazione e poi con il pretesto di sostenere l’amico morto fanno guerriglia urbana per le vie di Milano…

Ci sveli Velproni, che vuole invernarsi in quel dell’Artico, cosa ne vuole fare di quel nulla che è la sua idea politica chiamata PD, partita da 1 in aprile e approdata a 0 già in estate. Perché il suo modo di aizzare gli scagnozzi che poi vuol dire inculcare alcune idee false e tendenziose in una parte (per quanto esigua) dell’opinione pubblica italiana (e non solo), rischia di alzare il livello di scontro sociale che è l’ultima cosa che serve all’Italia per liberarsi definitivamente del peso della politica del compromesso che l’ha portata sull’orlo del baratro. Il modo in cui il PD ha portato avanti la questione Alitalia (e spalleggiato la CGIL) è lo specchio di quello che loro vogliono per l’Italia: il fallimento onde riaccaparrarsi le poltrone governative

Molto incazzato e sempre più orgogliosamente di DESTRA, voglio cercare di capire, anche perché esercitare la mia ragione sul nulla è un bel da farsi, però ne vale la pena perché il futuro dell’Italia, in questa congiuntura economica estremamente difficile e complicata ad essere compresa e risolta, è appeso ad un filo che si chiama “non aprite quella porta”, cioè tenete lontano il PD dalla coscienza degli Italiani.

Alitalia, ovvero i sindacati che distruggono il Paese

settembre 18th, 2008
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C’è poco da fare: il partito comunista più forte d’occidente non poteva che lasciare l’Italia post 1989 come il Paese con il sindacato più forte d’occidente: un sindacato fatto di privilegi, di accordi sotto banco e tutti gli ammenicoli vari dell’italica intellighenzia, come raccontato nel buon libro “L’altra casta”.

Ora, il Governo Berlusconi si è speso con tutte le sue forze per cercare di salvare l’azienda Alitalia e collegate, che non è una comune azienda, ma è il simbolo stesso del Paese che viaggia nel mondo. Io non so cosa sia successo negli ultimi anni, fatto sta che come ricordava il ministro Tremonti la compagnia è passata da una situazione “onesta” del 2006 ad una situazione da fallimento totale nel 2008: cosa abbia combinato il Governo Prodi per trasformare una società operativa in una bancarotta è un mistero, ma tant’è. Non pago di tutto ciò, il Governo Prodi avrebbe voluto svendere la compagnia ad Air France: questo avrebbe significato la sparizione del simbolo della bandiera dai vettori, l’appiedamento di migliaia di lavoratori tra personale di volo e personale di terra ma, cosa ancora più grave, nessuna prospettiva seria di sviluppo (come si può pensare che una compagnia aerea si faccia concorrenza da sola?), la colonizzazione delle rotte aeree ed un solo grande hub italiano (Roma). Quella proposta, anche nella sua ultima versione, fu dichiarata irricevibile dalle sigle sindacali.

Oggi l’opposizione di centrosinistra vuol far credere al popolo italiano che sia stato Berlusconi a far scappare Spinetta: la verità è che Spinetta è scappato alla sola idea di dover ripetere ogni anno l’incontro con i sindacati italiani per il rinnovo dei contratti, dopo averli visti all’opera di fronte alla sua offerta. D’Alema ci tiene a sottolineare che almeno Air France si sarebbe accollata il debito di Alitalia: qualcuno vuole spiegare al baffone nazionale che nel mercato odierno nessuno fa la carità a Prodi e dunque che quel miliardo e passa di euro sarebbe stato recuperato altrove?

Sia come sia, la trattativa è saltata: dal PD sono piovute ingiurie quotidiane (perfino da Casini) contro la “fantomatica” cordata agitata da Berlusconi: poi si è scoperto che non solo questa cordata esisteva per davvero, ma era addirittura comandata dal padre di un ministro del governo ombra veltroniano, tal Colaninno. Evidentemente al figlio han detto di tenere occhi e orecchie chiuse, perché non ci credo che per due mesi non si sia accorto di quello che avveniva in casa sua… La proposta della nuova Compagnia Aerea Italiana comunque è arrivata sul tavolo del Governo. Intanto l’amministratore Fantozzi ha annunciato il piano con oltre 4000 dipendenti in cassa integrazione, che a turno faranno il mese corto con “giorni a casa” variabili in base alla tipologia di mansione.

Ora, indipendentemente dal fatto che sul breve termine l’offerta di CAI fosse più o meno preferibile a quella di Air France, preme sottolineare due punti: innanzitutto una cordata italiana che rileva una compagnia significa che entrerà sul mercato in maniera competitiva, con voglia di crescere e di svilupparsi superati i primi 2-3 anni di inevitabile contrazione; significa competere seriamente con le compagnie internazionali, significa stringere importanti alleanze con loro, significa continuare a controllare il traffico almeno nazionale che altrimenti sarebbe stato colonizzato da decine di compagnie estere.

L’offerta di CAI è più che onesta: per il momento cercare la parità di retribuzione con aumento di produttività (cioè più ore di volo), oppure un ritocco al ribasso degli stipendi; garantire un forte sostegno, con l’appoggio del Governo, ai lavoratori in cassa integrazione e mobilità (fino all’80% del loro attuale stipendio per i prossimi 7 anni!!!), ridistribuzione del 7% degli utili per coprire parte dei tagli, e così via seguitando. Per i sindacati di categoria non c’è partita: non vogliono tagli né al personale né agli stipendi, vogliono mantenere intatto il loro potere di contrattazione, arrivando perfino a preferire il fallimento della compagnia piuttosto che essere “schiavi” di CAI. Ma, mi chiedo io, se i piloti sono pronti a fallire, perché non danno le dimissioni in blocco e vanno a trovare lavoro in altre compagnie di volo, come fanno milioni di cittadini in tutto il mondo quando la loro azienda fallisce o quando non sono più disposti a lavorare per lei? La CAI ha detto che non ha altri soldi da mettere sul piatto dopo gli ulteriori 100milioni aggiunti negli ultimi giorni: “qui si chiude”, aut-aut, dentro o fuori. Berlusconi, al quale la CGIL sta sulle palle come a non pochi italiani per il suo modo politicizzato di affrontare le questioni nelle quali è chiamata in causa, ha chiaramente detto: pur di salvare Alitalia, andiamo avanti anche senza CGIL, come dire, chi è dentro è dentro e chi è fuori se la piglia in saccoccia.

Dunque siamo al punto di partenza: come i sindacati hanno respinto la proposta di Air France, ora respingono quella di CAI. Però, dicono i piloti, se Alitalia fallisce pur di volare ci decurtiamo lo stipendio. Posso dire una cosa??? MA ANDATE A CAGARE!!! Se CAI vi chiede sacrifici di salario dite di no, se Alitalia fallisce dite di si? Ma come minchia ragionano? C’è gente che è veramente «una protesi della sua stessa minchia», come diceva il mitico Guzzanti nel suo programma satirico “Il caso Scafroglia”…

Io spero che Berlusconi salvi l’Alitalia, colga questo grande successo e riporti la compagnia di bandiera ai fasti di un tempo. Al tempo stesso spero che tutti i lavoratori aderenti ai sindacati che in questi mesi hanno remato contro il salvataggio della compagnia con richieste assurde (c’è anche chi ha chiesto se le ore di volo gratuite per i dipendenti sarebbero rimaste le stesse!!!), qualora CAI dovesse comprare Alitalia facciano un atto di coerenza e si dimettano in blocco. Via, a casa, come i mistificatori della sinistra, che la gente come voi ha portato l’Italia sull’orlo del baratro e l’ha spinta più volte anche oltre…

Aggiornamenti nelle prossime ore.

UPDATE delle 16:45: tra gli applausi dei dipententi, si è appreso che la CAI è ad un passo dal ritiro della trattativa. Se ciò dovesse essere, si andrebbe al fallimento della compagnia, con 20.000 lavoratori appiedati ed una serie di reazioni a catena sul comparto volo italiano di difficile immaginazione. Vediamo cosa applaudiranno poi i piloti…

UPDATE delle 17:00: ma perché la CAI e Berlusconi dovrebbero spendersi per salvare il posto di lavoro a dei pezzenti che urlano di gioia “Meglio falliti che in mano ai banditi!”?

UPDATE delle 17:30: all’unanimità, la CAI ha deciso di ritirare l’offerta. Il primo commento di Angeletti: «E’ una catastrofe sociale e sindacale – dice il leader della Uil – L’azienda è morta e qualche mio collega si accinge a fare il becchino. Mi ricorda la vicenda Fiat di 30 anni fa». Si attende il comunicato ufficiale della compagnia per prendere atto delle motivazioni che hanno portato a questa decisione.

UPDATE delle 17:45: la CAI in un comunicato fa sapere che la drammatica situazione di Alitalia e dei mercati internazionali “non permette di allungare ulteriormente una trattativa che è stata approfondita e che ha portato a numerose concessioni. Ulteriori concessioni e dilazioni metterebbero irrimediabilmente a rischio la realizzazione del piano. Mentre piloti ed hostess plaudono al risultato, Epifani tira in ballo le responsabilità del Governo e Berti dell’Anpac chiama Berlusconi ad un atto di responsabilità verso i lavoratori. Io li farei volare entrambi dalla finestra (tanto per rimanere in tema), mentre il Premier si è già attivato per approfondire la questione.

L’antifascismo falso ed ipocrita

settembre 11th, 2008
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Un famoso aforisma diventato ben presto un noto adagio, recita più o meno “C’è troppo antifascismo perché sia vero“, mentre nei libri di Pansa si ricorda giustamente come i falsi antifascisti (come i falsi partigiani) sono quelli che intaccano e deplorano la memoria di quelli veri, di quelli che sono morti per difendere la libertà a fianco degli Americani e degli Inglesi.

Vi sono poi altri noti aforismi del tipo “Il peggior prodotto del Fascismo è l’Antifascismo“, ma si dovrebbe partire in realtà dalla nota affermazione dello storico Bloch quando disse che gli eventi storici dopo 50 anni dovrebbero essere consegnati ai libri di storia, alla memoria. Come mai, nello Stato italiano, dopo 63 anni, parole come fascismo ed antifascismo siano così abusate fin quasi al volta stomaco, è una cosa che farà rabbrividire gli storici del XXII secolo: c’è gente che della storia non sa nulla, eppure alza il pugno ed indossa magliette di Che Guevara come fossero cimeli, e mentre sanno quando si andava a defecare nei campi di concentramento non sanno neanche dove erano nascosti i Gulag. Mentre deplorano come male assoluto le leggi razziali fasciste che hanno provocato la deportazione di 8000 ebrei (ed in moltissimi casi la morte), votano Marco Rizzo che afferma che Stalin è meglio di Bush (e amen per le decine di milioni di vittime causate dal baffone, compresi tantissimi italiani).

In uno Stato dove Giorgio Bocca si erge ad icona dell’antifascismo e dei partigiani, nascondendo sotto il tappeto il suo passato da becero razzista-fascista (e come lui tanti, troppi altri), dove troppa gente da manicomio psichiatrico accusa di fascismo chi indossa una maglietta nera oppure dichiara di non votare a sinistra (stranamente locuzione preferita invece del votare a destra…), dove la cultura è formata dagli articoli di barba bianca Scalfari, dove il 40% dei politici italiani hanno avuto un passato nel Partito Comunista che prendeva fondi occulti dal PC sovietico (compresi Veltroni, D’Alema ed altri nomi noti), in un Paese dove Alemanno deve chiedere scusa perché qualche cretino alza la mano destra ma tutti tacciono sull’imperialismo comunista cinese, in un mondo dove si accusa la CIA di tappare i nostri cessi e magari si negano i dossier segreti rivelati del KGB che inchioda il comunismo a quello che era nella realtà…

È oggi francamente inaccettabile che un politico della Repubblica Italiana definisca “vergognoso” portare dei fiori sulle tombe dei soldati della RSI, inneggiando alla figura del Partigiano manco fosse il Cavaliere senza macchia e senza paura. Non saremo mai troppo grati a quegli storici, a quei giornalisti come Pansa che hanno smascherato la GRANDE BUGIA, la mistificazione della sinistra perpetrata ai danni della storia italiana nascondendo stragi e pseudo colpi di stato, veri attentati alla democrazia (e ci infiliamo ovviamente dentro anche le Brigate Rosse, nate in seno al Partito Comunista, che nessuno lo dimentichi mai): in Italia vivono migliaia di anziani assassini, che dopo oltre 60 anni non hanno il coraggio di rivelare dove hanno nascosto i corpi di migliaia di uomini che invece di essere riconsegnati alla memoria dei loro familiari, hanno le ossa buttate in chissà quale buca! Quegli stessi anziani che oggi sono iscritti all’ANPI e che fanno i partigiani militanti ancora oggi… E non saremo neanche mai troppo grati a quegli storici come De Felice che hanno fatto luce sulla c.d. “zona grigia”, costituita dalla maggioranza della popolazione che preferiva aiutare i soldati della RSI piuttosto che aiutare i partigiani, un Paese che è stato sempre profondamente di destra, per sua storia e per sua cultura che prescinde e precede il ventennio mussoliniano e che oggi paga amaramente i suoi sbandamenti prodiani…

È proprio vero, il peggior prodotto del fascismo è l’antifascismo, perché nella maggioranza dei casi è falso ed ipocrita, spesso inutile e troppo spesso perché è la faccia “pulita” di chi assalta le caserme, occupa illegalmente le case, agita il pugno sinistro e pensa che la Cina sia er mejo…

Da oggi basta, i prossimi 7-8-9 settembre farò lo sciopero dell’informazione, perché vedere un Veltroni qualsiasi che si dimette da non si sa che per non si sa che cosa mi fa venire il voltastomaco e mi fa gridare ai quattro venti

CONTRO OGNI DITTATURA ORA E SEMPRE ORGOGLIOSAMENTE DI DESTRA!!!

E “di destra” lo scrivo in rosso che fa più figo, alla faccia di Rizzo… E sempre alla faccia di Rizzo:

9/11


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