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Pillole di “democrazia” sinistrorsa

agosto 1st, 2008
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Si è scritto tanto su questo argomento. Valenti politologi si sono arruffati a vicenda nel tentativo, vano ancorché vanificato, di spiegare lo tsunami elettorale che ha colpito la sinistra italiana ed il maremoto che ha escluso dal parlamento la sinistra massimalista nelle recenti elezioni di aprile 2008. Qualcuno se l’è presa con i tempi, qualcun’altro con Berlusconi (tanto per cambiare), qualcuno con il lassismo di Veltroni e qualcuno ancora con “…”

L’unica cosa certa ed inoppugnabile che rimane è il risultato finale. Non è però nostro obiettivo odierno tentare di spiegare tali motivi, giacché sarebbe tempo sprecato. È invece nostra intenzione mettere in luce un aspetto che i trinariciuti sinistrorsi fanno finta di non conoscere: il doppio pesismo dei presunti “moralmente superiori”.

Si è detto a palate, negli ultimi 14 anni, che l’avvento di Berlusconi in politica corrisponde all’instaurazione di una dittatura dolce. Giovanni Sartori, considerato uno dei massimi esperti di politologia italiana ed internazionale, ed Eugenio Scalfari, che sinceramente non so come definirlo, si stanno spendendo negli ultimi anni per cercare di mettere a punto tale teoria: considerando la matrice politico-ideologica dalla quale entrambi discendono, non ci si dovrebbe preoccupare più di tanto di quello che dicono, se non fosse che poi c’è sempre qualcuno che ci crede…

Vorrei oggi analizzare invece il comportamento dei politici di sinistra alla luce delle recenti dichiarazioni da loro rilasciate nell’ultimo mese. Qualche esempio a caso:

  • Maroni propone lo stato di emergenza nazionale per semplificare a livello organizzativo l’ondata anomala di sbarchi clandestini? La sinistra, scomposta, si lascia andare ai soliti improperi: “razzista”, “fascista”, “xenofobo”, e tutto il repertorio con annessi e connessi. Minniti dice che l’emergenza non si affronta in questo modo: ha ragione, peccato che nel 2007 Prodi reiterò lo stesso stato di emergenza nazionale, senza che nessuno, né da destra né tanto meno da sinistra, si lasciò andare a dichiarazioni di questo tenore
  • Il Governo propone un emendamento per salvare soprattutto le Poste Italiane da una valanga di ricorsi senza senso? Apriti cielo, il Governo è antipopolare e contro i precari, gioca con il futuro dei giovani e propone politiche socialmente immorali. Vero, peccato che il Governo Prodi emanò una legge che impediva la reiterazione di contratti a tempo determinato oltre i 36 mesi, con il risultato che migliaia di “precari” che lavoravano presso la RAI allo scadere dei 36 mesi si ritrovarono senza lavoro (e senza stipendio)
  • Il Ministro Brunetta dà una stretta ai fannulloni nella Pubblica Amministrazione? Apriti cielo, come si permette Brunetta di minacciare e colpire degli “onesti” lavoratori? Peccato che nel Governo Prodi il giuslavorista Ichino propose un disegno di legge con il quale istituire una authority di controllo della produttività nella P.A.: portato in Parlamento non se ne fece niente perché la CGIL (da sempre attenta alla parità dei diritti e dei doveri, all’uguaglianza dei lavoratori…) annunciò scioperi, e non si poteva turbare la tranquillità dell’allora Ministro Nicolais. Poi l’intervento è stato fatto in altre forme, e i lavoratori non solo non hanno scioperato ma non hanno neanche manifestato la benché minima solidarietà verso coloro che prendono giorni di malattia per andare al mare o a fare la spesa con la moglie
  • Alla Camera viene approvato un emendamento proposto dal PD verso il quale il Governo aveva dato parere contrario? Urca, Antonello Soro si lascia andare ad esultanze scomposte: la maggioranza è fragile, non è in grado di operare senza mettere la fiducia. A parte che 2 fiducie su provvedimenti di vitale importanza in mezzo ad una mole immensa di provvedimenti sono come le gocce in mezzo al mare, ma forse ad Antonello Soro bisognerebbe ricordare quante volte Prodi pose la questione di fiducia anche su leggine di poco conto, quante volte il suo Governo fu salvato dai senatori a vita perché non ce la faceva da solo, quante volte in appena 18 mesi di esecutivo. E il Soro viene a fare le pulci al Governo Berlusconi?
  • Il Cavaliere viene perseguitato dai Magistrati? ‘Azzarola, Silvio deve andare di corsa a difendersi “nei” processi! Peccato che D’Alema è più di un anno che fa ricorso allo scudo dell’immunità parlamentare europea, la Forleo è stata cacciata da Milano per aver definito “disegno criminoso” le parole di Fassino sulla scalata Unipol, De Magistris è stato anche lui cacciato da Reggio Calabria per essersi permesso di indagare su Prodi e Mastella. D’altronde, il doppio standard secondo il quale le conclusioni giudiziarie che non soddisfano i postulati di un teorema (generalmente il teorema è che politici e imprenditori di destra sono a priori dei criminali) sono comunque sbagliate, è un dogma sinistrorso difficile a morire, perché significherebbe riconoscere che la propria politica è andata avanti soltanto con infiniti pregiudizi: ecco che allora, se il teorema della sinistra non viene confermato, svaniscono in un colpo l’integrità e lo spirito d’indipendenza della magistratura, perfino di quella considerata “amica” come Milano, che non ha condannato Tronchetti per la vicenda Telecom, per non parlare di quella di Genova, rea di non aver condannato ai lavori forzati in Siberia i poliziotti macchiatisi di azioni delittuose in quel del G8-2001
  • Il Governo Berlusconi propone leggi “incostituzionali”? Porca miseria, bisogna fare le barricate, e quelli di sinistra, difensori sempre e comunque dalla parte del bene e della moralità, sono i più adatti. C’è bisogno di sciorinare tutte le azioni di stampo fascistoide di cui sono stati protagonisti questi difensori della Costituzione minacciata? C’è bisogno di ricordare i trattamenti riservati a Ferrara o a Pansa nei loro interventi pubblici, rei di presentare idee e fatti storici che non piacciono ai sinistrorsi di casa nostra? Oppure di come, Rifondazione abbia promesso fischi e contestazioni al Governo alla manifestazione di Bologna del 2 agosto, contro il terrorismo? Vogliamo ricordare cosa ha detto Mancuso, assessore alla sicurezza proprio in quel di Bologna, rivolgendosi ad un Ministro della Repubblica Italiana? Ha definito Rotondi «Una persona sconosciuta e del tutto incolore. Non credo proprio che qualcuno si accollerà la fatica di fischiarlo». Ovviamente, Mancuso ha tenuto a precisare che questa dichiarazione è soltanto impropria, e che come tale non costituisce materia d’offesa e comunque tale non era nelle sue intenzioni! Roba da far accapponare la pelle: se l’avesse detto Berlusconi sarebbe stata chiesta un’interrogazione parlamentare e tutti starebbero chiedendo le sue dimissioni
  • Berlusconi richiama all’ordine i suoi parlamentari della Camera troppo assenteisti? Vergogna, il Premier si comporta come un dittatore! Peccato che, quando agli inizi del 2007 si votava per le missioni militari all’estero, Rossi e Turigliatto allora di RC decisero di votare secondo coscienza e non secondo i diktat del partito. Risultato? Al Senato insulti e improperi di ogni genere, ed entrambi espulsi dal partito stesso. Per non ricordare come Antonio Borghesi dell’IdV, pur dichiarandosi personalmente favorevole ad una norma simile a quella c.d. “antiprecari”, ha candidamente scritto di aver votato contro “per spirito d’opposizione e per spirito di partito”. Si sa, la disciplina a sinistra è tutta un’altra cosa

Pillole di una sinistra in confusione, che cavalca l’onda del politicamente utile, che vive di una propaganda di natura paracomunista fondata sul doppio peso e sulla doppia morale, sulla convenienza istantanea tesa soltanto alla sopravvivenza politica. Forse è questo il vero problema della sinistra: hanno governato dal 1996 al 2001 e poi sono stati colpiti da uno tsunami elettorale di proporzioni memorabili. Hanno governato dal 2006 ad inizio 2008 e poi sono stati colpiti di nuovo da uno tsunami di proporzioni ancora più memorabili. Vivono di dichiarazioni, ma quando sono chiamati a governare scopiazzano male programmi di destra, con il risultato ovvio che la copia è sempre e comunque peggio dell’originale. Come avrebbero raggiunto il pareggio di bilancio nel 2011? In che modo avrebbero operato i tagli che avevano annunciato? Vendere Alitalia ad una compagnia concorrente ne avrebbe garantito il rilancio oppure, giacché si tratta di mercato, quella era una manovra condotta in fretta e furia dai risvolti tutt’altro che limpidi? L’Italia ne ha pagato le conseguenze per troppi anni, ora basta: gli Italiani lo hanno capito, si sono ravveduti, e il Paese ringrazia.

PS: consiglio di seguire attentamente il blog di paraffo, che in questi ultimi tempi è molto impegnato nello smascherare queste pillole di “democrazia” sinistrorsa…

Ferrero già dà i numeri

agosto 1st, 2008
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Sono passate da pochi giorni le elezioni del nuovo segretario di Rifondazione Comunista, elezioni su cui gravano grossi sospetti di stampo fascistoide, e che ha visto spuntare per una manciata di voti Paolo Ferrero, con un partito quasi esattamente spaccato a metà tra la mozione accondiscendente di Vendola e quella tutta d’un pezzo del sergente di ferro, che risponde al motto di “meglio soli che male accompagnati” (cioè MAI insieme al PD e compagnia bella).

E la nuova linea anti-PD di Ferrero non piace neanche a D’Alema, che da unico uomo veramente Politico dell’opposizione, sta preparando il terreno delle riforme, a cominciare dalla legge elettorale, per la quale prevede uno sbarramento che rischia di cancellare definitivamente i comunisti dalla scena italiana, non solo politico-governativa, trovandosi in una certa simpatia anche con Gianfranco Fini.

Ferrero, per i più smemorati, era quello che al primo Consiglio dei Ministri del secondo Governo Prodi (nell’allora 2006), si presentò dicendo «Siamo 1 contro 25» (riferendosi al fatto che fosse l’unico comunista nel consesso dei 26 Ministri dell’esecutivo), come se il CdM fosse un campo di battaglia nel quale affrontarsi a suon di schiaffi e di cazzotti, una specie di Royal Rumble del Wrestling. Poi fu quello che nell’agosto del 2006 sfidò il Nord, dicendo che il voto agli immigrati avrebbe cambiato la geografia politica del Paese, un monito eufemisticamente “democratico” per avvertire la Lega e i suoi elettori che sacche di extracomunitari gliel’avrebbero fatta pagare per il loro xenofobismo (poi, come tutti sappiamo, nel 2008 furono addirittura i comunisti a votare la Lega!), tanto che perfino un uomo come Gian Antonio Stella sentì il dovere di intervenire. Insomma, il classico leninista trotzkista dirigista, il valdese del “niet”, che vuole cambiare le cose a suon di legnate, metaforiche “ma anche no”.

Tralascio per pietà cosa ha detto quest’uomo negli ultimi 2 anni di Governo, ci sarebbe da ridere se non ci restasse da piagere, e vengo subito al dunque. Si diceva all’inizio che Ferrero è stato appena eletto segretario di RC: qual’è il primo atto, per così dire, istituzionale dell’uomo di Pomaretto?

Si tratta di una manovra economica antipopolare, sia perché è recessiva quindi peggiorerà la crisi economica, sia perché taglia le risorse per le regioni, per i comuni e per le province e quindi i cittadini dovranno pagare tariffe più alte e avranno servizi minori, sia perché peggiora le condizioni sulla questione della precarietà, reintroduce degli elementi di precarietà maggiore che peggioreranno le condizioni di vita dei giovani lavoratori, quindi complessivamente una manovra di destra contro i lavoratori e i pensionati. Sull’Alitalia ci troviamo di fronte ad un comportamento irresponsabile di Berlusconi perché la situazione che viene prospettata oggi è molto peggiore di quella della proposta di Air France fatta prima delle elezioni e quindi io credo che il fatto che Berlusconi abbia fatto saltare l’ipotesi Air France e adesso presenta una situazione delirante dice delle responsabilità di un Governo che se ne dovrebbe andare a casa.

L’intervista la si può vedere in streaming del Tg3 di oggi edizione delle ore 19:00. Insomma, il Governo non è arrivato neanche ai suoi primi 100 giorni e per Ferrero dovrebbe andare a casa: dal mio punto di vista, il bollo ufficiale del corretto operato di questo esecutivo. Innanzitutto, Ferrero come Veltroni non ci spiega quali tagli (annunciati) avrebbe fatto l’eventuale esecutivo di centro-sinistra per mantenere la promessa da Prodi sottoscritta di realizzare il pareggio di bilancio entro il 2011. Nessuno dei due ci dice in che modo la condizione economica del Paese ci permetterebbe di aumentare salari e pensioni mantenendo al contempo una spesa statale sostanzialmente inalterata senza aumentare le tasse. Ricordo per inciso che il Governo Prodi ha messo a posto i conti (dice lui) non con tagli strutturali alla P.A. (la spesa della quale è invece aumentata), ma aumentando le tasse ai cittadini pur di scontentare il meno possibile le varie organizzazioni (e nonostante tutto è stato l’unico Governo della Repubblica Italiana a portare in piazza ogni singola categoria del Paese), con una pressione fiscale che ha sfondato il 43% senza che i servizi fossero adeguatamente validi. L’azione di Brunetta e i provvedimenti sulla digitalizzazione, sul taglio del cartaceo et similia dimostrano che qualcosa si poteva fare. Ma tralasciamo il fatto che non solo non ci dicono come avrebbero fatto, ma non ci dicono neanche come si dovrebbe fare: sappiamo che stare all’opposizione rende le cose più facili, perché si può maneggiare lo Stato virtualmente, quindi si può annunciare tutto e il contrario di tutto tanto poi non ci sarà mai la controprova. Valeva quando all’opposizione c’era il centrodestra, figurarsi se non vale adesso che ci sono loro, che in ciò sono maestri assoluti e indiscutibili. Sulla vicenda Alitalia, per chiosare, Padoa Schioppa ci deve spiegare come mai la compagnia doveva essere venduta in fretta e furia ad Air France, con una trattativa praticamente monopolistica, entro il 30 aprile 2008 se poi, come dimostrato, la compagnia stessa aveva liquidità per evitare il fallimento almeno fino alla fine di giugno. Per quale motivo il Governo di centrosinistra voleva sbarazzarsi in ogni modo di Alitalia, cedendola praticamente ad una compagnia avversaria? C’entra qualcosa Malpensa ed il mercato economico del Nord? Veltroni chiama “alleanza internazionale” il controllo di una compagnia estera e concorrente? Quale sarebbe stato il piano di rilancio di Air France? Davvero Veltroni pensa che il primo obiettivo non sia salvare la compagnia di bandiera ma garantire il posto di lavoro a 2.000 dipendenti? E se l’attuale piano in futuro permettesse una tale crescita da portare all’assunzione di 10.000 dipendenti? Come fa Veltroni ad essere sicuro che Air France avrebbe fatto un potente programma di rilancio della compagnia, addirittura a costo di danneggiare le rotte della sua? Trattandosi di mercato, la risposta dovrebbe essere quasi scontata, ma evidentemente per Veltroni, Ferrero, Bersani & Co. non è così.

Tra l’altro, ad indicare quando gli Italiani vogliano che Silvio vada a casa, è stato pubblicato ieri (30/07/08) il sondaggio sulla fiducia nel Premier curato da Euromedia Research, nel quale risulta che il 62.8% ha fiducia in lui, mentre secondo il sondaggiometro di Politicalink, ancora l’altro ieri la maggioranza di centrodestra conservava un onesto +13% sulla coalizione di centrosinistra, sfiorando con il suo 49,6% la soglia della maggioranza assoluta. Tutto questo nonostante qualche colpo a vuoto del Governo che abbiamo prontamente analizzato negli ultimi giorni su questo blog. Chi ricorda i sondaggi elettorali del Governo Prodi alla fine di luglio 2008, sa cosa vogliano dire questi numeri, che numeri rimangono, ma qualche indicazione la offrono…

Il tutto mentre Veltroni si dimostra finalmente conscio di cosa vogliano dire questi numeri: Di Pietro lo chiama al referendum contro il Lodo Alfano? “Niet” risponde il Uolter, se il PD fallisse, “il boomerang sarebbe devastante e rischierebbe di stare all’opposizione anche il mio pronipote” (parole non dette ma forse pensate). Il suggerimento è di quel saggio di Oscar Luigi Scalfaro, che forse memore di quel Lodo ad personam che gli regalò la magistratura in quel lontano 1992, quando  lui non ci stava (e la magistratura, giustamente, se lui non ci stava pensò bene di non farcelo stare: poi ci raccontano che i magistrati sono imparziali!), ha avuto l’accortezza di suggerire che non è il caso per l’attuale PD rischiare il botto, in un momento nel quale è ancora alle prese con lo tsunami elettorale di aprile e le beghe interne. Di Pietro si è ovviamente subito risentito, come alcuni esponenti del PD, dichiarando che solo chi non lotta non perde mai: vero, sicuro, come il buon detto del famosissimo Boskov, secondo il quale «Chi mai tira, mai sbaglia», tuttavia tra una sconfitta certa ed una sconfitta probabile ci corre una certa differenza. Insomma, il buon vecchio detto “Il gioco non vale la candela” è pur sempre valido, e risale ad un certo generale cinese Sunzi il ben noto libro “L’arte della guerra”, nel quale è contenuto il seguente aforisma:

un esercito destinato alla sconfitta prima dà battaglia, poi spera di vincere

E di aforismi di questo tenore, nel libro, ve ne sono moltissimi…


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