Archive for agosto, 2008

Finite le Olimpiadi cosa rimane?

agosto 26th, 2008
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Quando nel 776 a.C. le fonti antiche dicono essersi svolta la prima festa panellenica che in seguito sarebbe stata chiamata Olimpiade, era un altro mondo. Da quel giorno di acqua sotto i ponti ne è passata a vagonate, è cambiato lo spirito sportivo, è cambiato anche il senso della vittoria. In poche parole è cambiato il senso stesso di Olimpiade, che è rimasta la manifestazione sportiva più importante del mondo, ma si è nel tempo trasformata da tempio di Zeus a tempio dell’ipocrisia, di cui le Olimpiadi cinesi hanno rappresentato la medaglia d’oro della vergogna politica.

Quando nel 2001 il comitato olimpico decise di assegnare l’organizzazione dei giochi alla Cina la sollevazione fu internazionale: mi ricordo che anche la Chiesa alzò gli scudi. L’economia, il businness, avevano vinto sugli esseri umani sfruttati, denigrati, torturati, uccisi nel silenzio più assoluto e totale. Quando gli Stati Uniti condannano a morte un pluriomicida, un pedofilo, un violentatore assassino, si sollevano le comunità mondiali, in Cina non sappiamo neanche quanti siano i condannati a morte, si parla di oltre 5.000, una cifra per altro in aumento negli ultimi anni. In quel 2001 i politici si difesero dichiarando che quella scelta avrebbe contribuito a far crescere la Cina: cosa è cresciuto negli ultimi 7 anni? La repressione in Tibet è rimasta tal quale, i diritti umani sono una parola sconosciuta, la dittatura comunista è sempre lì al suo posto, l’inquinamento è a livelli che non si vede a 20m… Ci vuole una bella faccia tosta a dire che la Cina per la prima volta ha presentato un documento di programmazione economica compatibile con l’ambiente: quanti di noi sanno quali siano le condizioni rurali in quello sconfinato Paese? Vi sono zone dove la parola “ospedale” è semplicemente sconosciuta, tanto è vero che gli atleti medagliati si sono ripromessi di destinare i loro premi olimpici alla costruzione di strutture ospedaliere. Nelle miniere di carbone lavorano milioni di uomini, ed anche qui non esistono fonti ufficiali su quali siano le loro condizioni di lavoro ma soprattutto su quanti siano i morti: la stampa cinese parla di oltre 2000 morti soltanto nel 2007. La censura è rimasta la stessa di prima, il Governo ha soltanto avuto la bontà di mandare in onda le Olimpiadi “in diretta”, senza quei 30 secondi canonici che si usano per tagliare tutto ciò che è scomodo, con i commentatori occidentali che hanno avuto quindi l’opportunità di parlare di questi problemi: bell’eufemismo (come ha per altro notato il commentatore RAI Franco Bragagna). Fonti tibetane hanno rivelato che la repressione cinese è continuata tal quale se non più di prima: poi qualcuno ha detto al Dalai Lama che forse era meglio non disturbare il gigante cinese che doveva terminare la manifestazione, e lui ha “parzialmente smentito”.

Alle gare sportive è stato poi un trionfo: ho visto la finale dei tuffi dalla piattaforma dei 10m degli uomini, con il cinese che ha sbagliato clamorosamente l’ultimo salto ma con la giuria che gli ha incredibilmente tributato almeno 10 punti in più di quelli che meritava (a detta dei tecnici), ovvero quanto bastava per mandarlo sul podio; nella ginnastica ritmica a squadre è stata talmente una vergogna che perfino il nostro Presidente Petrucci si è detto indignato per il comportamento dei giudici, che hanno penalizzato l’Italia ma che in generale hanno votato a buffo, premiando gli errori e penalizzando la perfezione, decidendo voti forfettari per determinare un podio sul quale salisse la Cina. E nella ginnastica non è la prima volta, perché anche negli anelli ancora una volta la giuria ha fatto come meglio conveniva (vittoria ad un cinese), esattamente come ad Atene 2004 vinse un greco quando agli occhi dei più imbelli il suo esercizio apparve pieno di imperfezioni. Tutto questo nonostante tutti i giudici fossero scelti dalla federazione (e non dai singoli Paesi), e la loro riconferma passasse dalla giustezza delle loro valutazioni: negli ultimi anni molte sono cambiate, eppure non è cambiato il loro modo “casalingo” di valutare gli esercizi (la cosa che fa più ridere è che quando è stata l’Italia ad ospitare i campionati, anche in quel caso si decise che doveva vincere la Russia). Magari ci vengono anche a dire che abbiamo peso politico nullo: falso, perché il Presidente della Federazione Internazionale è un italiano! Noi che siamo abituati agli arbitraggi del calcio, abbiamo acquisito una cultura in fatto di arbitraggi “condizionati”, di arbitraggi “casalinghi”, quindi abbiamo una capacità di valutarli comune a pochi popoli nel mondo. Se perfino Petrucci ha dovuto ufficialmente protestare, vuol dire che la misura era veramente colma oltre ogni sospetto: e le chiamano ancora Olimpiadi? Continuando si può dire che nella finale per il bronzo della pallavolo maschile, non c’è stata un’azione dubbia che sia stata assegnata dal primo arbitro alla Russia; nella finale del basket maschile USA-Spagna, gli iberici avrebbero da ridire non poco per diverse scelte arbitrali che li hanno sempre penalizzati, come già successo agli argentini nella semifinale: perché quando una squadra è più forte deve vincere per forza? In particolare gli Stati Uniti, che dovevano vincere l’oro a tutti i costi e ce l’hanno fatta, con una squadra stellare ma con arbitraggi che hanno certamente favorito il loro modo di giocare… In tutto ciò solo l’atletica leggera salva la faccia, ma lì non ci sono arbitraggi, lì c’è sangue e sudore di chi è più forte, di chi corre più veloce quindi vince, infatti lì i cinesi hanno preso medaglie per grazia ricevuta perché nel loro sconfinato popolo hanno trovato qualcuno che magari il peso riesce a lanciarlo più lontano di altri…

Infine, quale è stata la frase ricorrente a chi chiedeva agli atleti un segno, non plateale, di vicinanza al popolo tibetano? Che la politica non deve interessare lo sport, che gli atleti non devono occuparsi di questioni politiche e che dovrebbero essere gli industriali a boicottare il mercato cinese. Roba da far accapponare la pelle, perché quando lo sport serve a mandare messaggi sui quali la politica dovrebbe impegnarsi in pole position attraverso le sue componenti (in primis la scuola), viene sempre sfruttato a dovere. Protesteranno al calduccio delle loro case italiane, lontano dalla polizia cinese impegnata ad arrestare qualsiasi essere vivente che fosse in possesso di materiale non gradito, fosse esso dei volantini legati ai diritti umani o piuttosto religiosi, come la Bibbia o quant’altro. Ci siamo spellati le mani davanti alle cerimonie, abbiamo strabuzzato gli occhi di fronte alle infrastrutture dove si svolgevano le gare, abbiamo spalancato la bocca per la grande organizzazione messa in atto (viene da chiedermi a quale prezzo si è ottenuto ciò). Ma tutto il resto per il quale si è tanto baccagliato, dove è finito?

Ha vinto il businness is businness (ma con risultati ben poco eclatanti a guardare i flussi turistici reali rispetto a quelli previsti), nessuno avrebbe dovuto permettersi di intromettersi nella politica interna del gigante comunista e il mondo intero ha obbedito, così come ha obbedito alla Russia che ha dettato le regole, militari e politiche, nella crisi georgiana, con risvolti che si annunciano tutt’altro che rosei.

Finite le Olimpiadi, cosa rimane? Rimane la potenza di Cammarelle, rimangono le prestazioni della scherma, rimangono le delusioni degli sport di squadra e dei nostri campioni in carica che a parte la Vezzali non sono riusciti a tornare neanche sul podio; rimane la velocità di Bolt, rimangono i tuffi dei cinesi, i salti di Saladino e della Isinbayeva, rimane il forfait di Liu Xiang nei 110hs U, rimane il record di tutti i tempi di Phelps (8 medaglie d’oro nella stessa edizione, 14 in totale), rimangono le gioie e le delusioni dei risultati sportivi, rimangono le splendide infrastrutture ed i magnifici campi di gara, rimangono i titoli e le medaglie, rimane un’Italia che per la prima volta dopo 24 anni conclude davanti alla Francia nel medagliere finale (anche se con meno medaglie conquistate). Questo poteva andarmi bene ad Atene, potrà andarmi bene a Londra, NON può andarmi bene a Pechino, dove ha vinto il businness e l’ipocrisia, e chi si è dimostrato dotato di entrambe le virtù non ha ancora fatto 1 secondo di vergogna davanti ai morti tibetani, ai morti delle miniere cinesi, agli esseri umani torturati e sfruttati. Che dimenticati erano e a parte qualche immagine passata nel periodo olimpico, dimenticati resteranno.

Ovviamente, non rimane che assopirci con le dichiarazioni di rito, che vedono una Cina in cambiamento anche su quanto abbiamo detto finora: intanto che la Cina di oggi non è stata né Berlino 1936 né Mosca 1980, insomma non si è esaltato nessun regime (c’era poco da esaltare dopo quello che passava sui giornali occidentali); poi che vicende come la confisca causa Olimpiade della casa di due vecchiette 70enni non giova alla loro reputazione. Cavolo, anche salire su uno sgabello è un primo passo per raggiungere la Luna: siamo sulla buona strada…

:-|

L’Inter batte la Roma! E VAI!!!

agosto 24th, 2008
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E il primo è nostro! Ora vai col resto…

inter campione

inter campione2

Grazie MANCINI

Grazie MOURINHO

FORZA INTER!!!

Finalmente vacanze!

agosto 8th, 2008
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Da oggi tocca pure a me godermi un po’ di riposo, che poi tra studio e impegni “casalinghi” non si sa mai quanto riposo sia! Comunque, un po’ di relax e di silenzio dalla vita pubblica e dalla politica italiana non potrà che farmi bene!!! Dunque, buone vacanze a tutti!

mare

montagna

A presto! ;-)

Il DPEF è legge dello Stato!

agosto 7th, 2008
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In tempo record, il DL 112/08 è stato convertito in Legge. Il Documento di Programmazione Economica e Finanziaria segna una svolta nella Repubblica Italiana: primo per la velocità di entrata in vigore, secondo per la portata correttiva sui conti del debito pubblico, terzo per come si è riusciti a resistere alla tentazione di spendere i soldi che non ci sono, come troppe volte e troppo spesso fatto in passato.

Sarebbe troppo lungo elencare qui le novità più rilevanti, quindi mi limiterò a segnalare quanto segue:

  • il pareggio di bilancio entro il 2011, assunto con impegno ufficiale nei confronti dell’Europa dal Governo Prodi, dovrebbe essere garantito (uso il condizionale perché nessuno ha la palla di vetro sul futuro della congiuntura economica europea e mondiale)
  • i risparmi così effettuati dovrebbero mettere in moto un circolo virtuoso che consentirà all’Italia una crescita netta superiore alla media europea

Se tutto andrà bene infatti, per l’Italia è prevista una crescita del PIL maggiore rispetto a quella degli altri Paesi, e negli ultimi 2 anni di legislatura entreranno i soldi utili a mantenere le promesse elettorali. Una congiuntura economica più favorevole, ha ricordato infatti Tremonti, non potrà che premiare l’Italia, che contiene al suo interno delle caratteristiche di stabilità, solidità ed elementi di forza decisivi per una ripresa produttiva degna di questo nome.

Adesso si passerà al secondo punto della manovra, cioè la bozza della Finanziaria 2009 che sarà basata sul DPEF: dovrebbe essere portata al CdM dell’11 settembre (speriamo che la data porti bene!) e conterrà al suo interno il via alla costruzione di 20mila alloggi (parte del piano-casa varato dal Governo) e soprattutto conterrà le linee guida brunettiane per la nuova P.A.: lotta senza quartiere ai fannulloni, 3 miliardi destinati ai rinnovi dei contratti ma anche cospicue risorse per premiare i più meritevoli, risorse che saranno recuperate anche dalla lotta al “piacevole far nulla”. Nel DPEF anche alcune piccole migliorie passate in secondo piano, come ad esempio la disponibilità di testi scolastici anche in formato di ebook, in modo da ridurne i costi alle famiglie, vengono aboliti i limiti di cumulo tra pensione e redditi di lavoro, vengono aboliti enti non economici con personale inferiore alle 50 unità e con personale superiore qualora le amministrazioni vigilanti non abbiano provveduto alla loro riconferma, si è deciso un taglio del 50% sulla produzione e distribuzione di documenti cartacei che andranno sostituiti con documenti telematici, vengono semplificate le procedure di documentazione a carico delle imprese, viene abolita la tassa di 1,5€ sugli assegni trasferibili, verranno cancellati i ticket sanitari da 10 euro su diagnostica e specialistica e molto altro ancora. Vengono inoltre gettate le basi per il federalismo fiscale, il provvedimento fortemente voluto dalla Lega e sul quale i Ministri del Carroccio hanno già annunciato una estremamente probabile convergenza dell’intero arco parlamentare.

Rimangono esclusi i fondi per le infrastrutture, sui quali il Ministro Tremonti sta lavorando attraverso il Cipe, che canalizzerà i fondi, e la Cassa Depositi e Prestiti che sarà utilizzata in questa strategia, e la riforma del codice civile, sulla quale sta lavorando il Ministro della Giustizia Alfano, che per ovvi motivi non poteva essere introdotta in un decreto legge.

Ovviamente non sono mancate le critiche, piovute da tutti (tutti i settori hanno subito tagli, tutti si lamentano, regolare no?): il sindacato inquilini Sunia ha detto che la manovra penalizza gli sfrattati per favorire i costruttori, quindi a tutti gli effetti è una “manovra truffa” (maledetto Governo che vuole costruire case per chi non ne ha, invece di continuare a non fargliele avere); i magistrati ovviamente hanno detto che la Giustizia senza soldi non funziona (ma la Giustizia i soldi li spreca in infiniti processi: basta finanziare l’incapacità altrui!); il sindacato della CGIL ha detto che gli statali saranno più poveri (beh in effetti solo 3miliardi per l’aumento dei contratti è poco!); il mondo della scuola ha detto che non ci sono i fondi per far partire l’anno scolastico (ma la scuola dovrebbe prima chiedersi come mai gli alunni italiani sono i peggiori d’Europa); gli esponenti della Cultura hanno detto che mancano i soldi per tenere aperti i beni culturali; si sono lamentati anche i direttori dei quotidiani più piccoli, che senza i fondi statali non sopravviverebbero (ma perché devo finanziare un giornale che non legge nessuno?); etc. etc. Insomma, la solita propaganda trita e ritrita, nella quale e con la quale ognuno guarda al suo orto, un orto circondato da alte mura: non si riesce a vedere al di là, alla stabilità totale dei conti pubblici e agli impegni presi con la UE. C’è poi un altro aspetto da ricordare: i tagli di Tremonti sono inferiori a quelli promessi dal PD di Veltroni: è veramente fantascientifico credere che il PD avrebbe tagliato di più senza scontentare nessuno o magari addirittura accontentando tutti. Non essendo la matematica un’opinione, Veltroni avrebbe finito per fare dell’Italia quello che ha fatto con Roma, cioè una stabilità solo apparente, dove i soldi utilizzati per le grandi opere e per il sociale si sono rivelati niente altro che un clamoroso buco di bilancio, grosso quanto mezzo punto di PIL dell’intera Italia. Cioè quello che ha fatto Prodi: la stabilità dei conti del centrosinistra è passata attraverso l’aumento dell’imposizione fiscale, visto che la spesa dello Stato è aumentata. Ma c’è anche chi non ha una visione così negativa: sembra infatti che coloro che masticano economia, come Padoa-Schioppa, Visco e perfino il Finalcial Times, abbiano riconosciuto merito e valore della manovra di Tremonti, sebbene il primo abbia poi smentito di aver rilasciato un’intervista in tal senso.

Come sempre, i video dell’importante conferenza stampa di presentazione del DPEF sono disponibili sul canale dedicato di YouTube, ai seguenti indirizzi:

http://it.youtube.com/watch?v=cdVTDERovxE

http://it.youtube.com/watch?v=z4qcL0Dazt4

http://it.youtube.com/watch?v=sMCEe_xGXxY

Adotta un coglione: salviamo i trinariciuti dall’estinzione

agosto 6th, 2008
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«Bisogna essere coglioni per votare contro i propri interessi»

Con questo annuncio, nell’aprile del 2006 Silvio Berlusconi spiegava preventivamente agli Italiani ciò che essi avrebbero capito con eccessivo ritardo: che la sinistra non fa gli interessi del popolo ma solo del suo tornaconto, e che dunque votare per essa sarebbe equivalso a peggiorare la condizione generale di tutti. Tempo 2 anni, e la previsione purtroppo per noi si è avverata, tanto che molti orgoglioni del 2006 non erano più tanto fieri di esserlo e nell’aprile del 2008 hanno votato in massa proprio Berlusconi. Ve li ricordate in piazza Argentina lanciare la grande iniziativa “Io sono un coglione”?

noi siamo coglioni

Era stato anche adottato uno slogan, una maglietta da sfoggiare con grande felicità:

fiero di essere coglionesono un coglione

Ebbene amici, questa specie è oggi a rischio. Erano 19.002.598 (uno più uno meno) nell’aprile del 2006, erano 15.876.270 (uno più uno meno) nell’aprile del 2008, sono oggi ancora meno se come rilevano gli ultimissimi sondaggi hanno perso un ulteriore punto percentuale negli ultimi 3 mesi.

Essendo dunque una specie in estinzione, dobbiamo farci carico della loro salvezza. Ecco dunque il piano d’azione:

ognuno di noi dovrà formalmente adottare un coglione e farsi carico della sua salvezza, assicurandosi nel miglior modo possibile che la sua dipartita politica sia la più indolore possibile. È un grande atto di umanità che ci chiede l’Italia, affinché i rossi trinariciuti siano per sempre confinati fuori dal Parlamento.

Unendo le forze possiamo farcela.

SALVA L’ITALIA. ADOTTA UN COGLIONE!

adotta un grullo

:lol: :lol: :lol:


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