Chi sono i “neofascisti”: sono gli esponenti di Forza Nuova di Roma. Chi sono i “nazunisti”: sono i comunisti ammantati di nazismo dei centri sociali romani, che all’Univ. vanno sotto il nome di Collettivi, esponenti universitari del Partito Comunista, che hanno fatto dello squadrismo di sinistra una nuova realtà italiana. L’episodio: un incontro da tenersi alla Facoltà di Lettere dal titolo Foibe, l´unica verità contro il negazionismo dei collettivi antifascisti, al quale avrebbe dovuto partecipare anche Roberto Fiore, segretario nazionale di Forza Nuova. Chi sia Fiore lo sappiamo benissimo tutti e bene ha fatto il PdL a tenere fuori dal partito, questa volta, un così losco figuro. Chi siano i collettivi anche è risaputo:
- furono loro, spalleggiati dai Comunisti nelle loro varie denominazioni partitiche, ad aggredire Giuliano Ferrara a Bologna con pomodori, mortadelle, uova, bottiglie e perfino sedie dei bar della piazza. Più che una contestazione fu un agguato, visto che vi parteciparono un migliaio di persone che impedirono letteralmente il comizio elettorale.
- furono loro a ripetersi a Pesaro ed Ancora il giorno dopo.
- furono loro ad occupare il Rettorato della Sapienza per impedire che Papa Ratzinger tenesse un intervento all’inaugurazione dell’Anno Accademico 2007/2008, una vicenda di cui tantissimo si è discusso e che ha fatto fare all’Italia il solito giro del mondo.
- sempre i collettivi furono coloro che, ripetutamente, aggredirono con minacce, e in un caso con aggressione fisica, i banchetti di “Lista Aperta” in vari luoghi della Sapienza: una lista di estrema destra? No, semplicemente una lista apartitica i cui esponenti sono in maggioranza credenti… Un resoconto di quei giorni lo potete leggere qui.
- appartenenti ai centri sociali erano coloro che per anni hanno continuato ad aggredire gli appartenenti ad Alleanza Nazionale nel quartiere Garbatella e nell’Univ. di Roma3.
- appartenenti ai centro sociali erano coloro che il 17 ottobre a Reggio Emilia aggredirono Pansa che presentava il suo libro “La Grande Bugia”.
Sempre loro sono stati questa volta ad occupare la Presidenza della Facoltà di Lettere e Filosofia che aveva concesso una propria aula per l’incontro di cui sopra. Apriti cielo. Susanna, 21enne coinvolta negli scontri in via De Lollis, dove vi è un accesso secondario alle strutture universitarie, così dice: volevamo solo dire che Fiore a parlare delle Foibe in università non lo vogliamo. Premesso che non può passare l’idea che quello che non vogliono i collettivi è legge come troppo spesso accade ultimamente alla Sapienza, quello che è successo non si è ancora chiarito: la versione maggiore parla di una quindicina almeno di ragazzi/e che attaccavano manifesti contro Forza Nuova strappando nel frattempo quelli relativi all’incontro; da una macchina che transitava sarebbero all’improvviso scesi 4 giovani, di tutto punto armati, che avrebbero aggredito i militanti collettivi davanti a decine e decine di persone (io sono passato di lì pochi minuti dopo, mentre partiva l’ultima autombulanza). Secondo una versione raccolta dal Sole24ore invece sarebbero stati i Collettivi ad aggredire i militanti fascisti che distribuivano volantini a proposito dell’annullamento di quell’incontro. Tra questi ultimi vi era anche Martin Avaro, coordinatore provinciale di Forza Nuova che nulla ha a che fare con la Sapienza, esattamente come nulla aveva a che fare Francesco Caruso venuto a dar man forte alla protesta contro il Papa. 4 feriti in totale, due per parte, e 6 arrestati che oggi saranno processati per direttissima: quattro appartenenti al movimento neofascista e due appartenenti ai collettivi.
Non bisogna dimenticare che i collettivi sono quelli che, appena Oreste Scalzone rientrò in Italia per intervenuta prescrizione dei suoi efferati crimini, lo invitarono a tenere un incontro alla Sapienza. Scalzone, per i più smemorati, fu fondatore di movimenti quali Potere Operaio e Autonomia Operaia, aiutò la fuga dei responsabili del Rogo di Prima Valle e nel 1979 venne condannato a 16 anni di carcere con l’accusa di partecipazione ad associazione sovversiva, banda armata e rapina. Nel 1968 fu tra i maggiori esponenti dei movimenti studenteschi di protesta che alla Sapienza portarono agli scontri di Valle Giulia e all’occupazione di numerose strutture universitarie. Insomma, proprio una “brava” persona.
Dunque, l’ipotesi è questa: l’Università è un luogo laico ed apartitico nel quale si svolge didattica e ricerca ma anche incontri culturali a tema, non necessariamente organizzati da strutture interne. Tesi: alla Sapienza di Roma, in particolare nella Facoltà di Lettere e Filosofia, a dettare l’agenda culturale sono i collettivi, i quali in barba all’art. 21 della Costituzione decidono di volta in volta, per mezzo della loro “democrazia diretta” che si esprime nell’occupazione, chi ha diritto di parlare e chi no. Tale articolo dice: «Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione». L’unica cosa che non è possibile fare in Italia è l’apologia del fascismo o del nazismo: ora, a meno che quella conferenza sulle foibe (ovvero i campi di concentramento comunisti dove migliaia e migliaia di uomini sono stati torturati e uccisi) non fosse in realtà proprio apologia del fascismo, non vedo alcun motivo legittimo e democratico per impedire che si svolgesse regolarmente: bastava andare ad ascoltare le ipotesi proposte ed eventualmente controbattere civilmente, dati storici alla mano, al termine dell’incontro. Invece no: i comunisti, quelli che oggi si sbracciano contro il fantasma della rinascita fascista in Italia (contro il quale si è scagliato Pansa), quelli che si sbracciano contro la detenzione di persone che hanno commesso reato “in stato di necessità”, sono gli stessi che per dare lezioni di democrazia e antifascismo usano gli stessi loro strumenti: con impavida dittatura censurano gli interventi di chi la pensa diversamente, attaccano con interventi squadristi gli avversari politici o ideologici e vengono spalleggiati dai loro capi politici che li appoggiano se non li giustificano. Fortuna che li abbiamo lasciati tutti a casa… L’impressione è ancora sempre la stessa: l’Italia deve rimanere “Prigioniera del silenzio”, non si deve sapere cosa hanno fatto i partigiani durante la guerra civile e cosa hanno fatto i comunisti nei loro campi di concentramento. Bisogna impedire con qualsiasi mezzo, meglio se illecito, che qualcuno informi il popolo della feccia rossa.
Concludo dicendo che nell’articolo di Repubblica poc’anzi citato, si trova ancora scritto (28/05/08) che l’aggressione al Pigneto sarebbe di stampo xenofobo e politicamente riconducibile ad ambienti di destra. Peccato che la stessa Repubblica avesse scritto, appena tre giorni prima (25/05/08), come non vi fosse alcuna matrice politica dietro quell’assalto, nato soltanto per vendicare uno scippo ad un italiano compiuto da un immigrato. Sarebbe interessante comprendere come si mettono d’accordo in quel giornale, ma poco importa. Quello che più salta agli occhi è il tentativo, per nulla celato, di demonizzare il centro destra e i suoi elettori con aggettivi ed epiteti da querela giudiziaria: questo clima da intolleranza sfocerà presto in un nuovo scontro sociale che Dio non voglia ci riporterebbe trent’anni indietro, quando la gente veniva ammazzata perché sostava troppo a lungo di fronte ad un manifesto. Mi piacerebbe capire una cosa, per cui concludo con una domanda: da quando il PD ha aperto una stagione di dialogo con il PdL, a chi giova tenere alto, con strumentalizzazioni politiche, lo scontro ideologico e sociale in un momento nel quale andrebbero prese decisioni ferme e nette per combattere i mali del Paese?
UPDATE 28/05/08 ORE 18:00: il giudice monocratico ha convalidato la richiesta di arresti domiciliari per Gabriele Acerra, Martin Avaro (entrambi di Forza Nuova) e di Emiliani Marini (collettivi universitari). Per gli altri tre è stato disposto il fermo ma con immediata remissione in libertà. La differenza consiste nel fatto che i primi tre sono già conosciuti alle forze dell’ordine per precedenti penali. Intanto, mentre Ferrando straparla di “strutture di autodifesa che le comunità minacciate dai neofascisti devono approntare come forma di diritto democratico elementare” e mentre Veltroni è impegnato a replicare le balle sui fatti del Pigneto, la Digos è ancora impegnata a chiarire le dinamiche dell’evento, giacché le due fazioni si palleggiano le responsabilità della prima aggressione. Alcune foto infatti mostrerebbero persone in strada aggredire gli occupanti della macchina, ovvero gli esponenti di Forza Nuova che si recavano a parlare negli uffici del rettorato mentre gli stessi erano ancora all’interno dell’auto: la foto, presente sul sito web de Il Giornale, è stata scattata da un piano dell’edificio ADISU che affaccia su via De Lollis. Secondo Roberto Fiore, dai suoi “ragazzi” sarebbero semplicemente partiti, mentre erano in macchina, degli insulti verso i collettivi che strappavano i loro manifesti e per tutta risposta i primi sarebbero partiti all’aggressione dei neofascisti; al contrario, la versione di questi ultimi rimane l’aggressione primaria dei neofascisti mentre attaccavano manifesti contro l’incontro sulle Foibe e Forza Nuova. Rimane anche da chiarire come mai, ENTRAMBE LE FAZIONI, fossero già preventivamente dotate di mazze da usare a scopo offensivo.
Allo stato attuale, sia il sottosegretario Mantovano che soprattutto il gip Pugliese hanno parlato di “rissa” «inficiata da motivi di odio politico, costituente come tale il movente di ulteriori scontri». Dunque, per ora non si parla di aggressione né da una parte né dall’altra, ma di rissa. Questo confermerebbe il clima di forte tensione che ha portato entrambe le fazioni da un preventivo “armamento”. L’udienza è prevista per il 2 luglio e sarà destinata a chiarire definitivamente l’accaduto.
La Sapienza e il rito dell’intolleranza. Nel suo blog Alberto Taliani dice che secondo il rapporto della Digos, se di aggressione si tratta è iniziata da sinistra… Tra poco più di un mese sapremo. Ma intanto non fatevi sentire alla Sapienza, sennò vi menano…
UPDATE 29/05/08 ORE 14:00: ecco il comunicato diramato dalla questura nella giornata di ieri a cui si riferiva Taliani sopra citato:
Da una ricostruzione effettuata dalla Digos, sulla base di deposizioni testimoniali e di riscontri oggettivi, quale una fotografia scattata da un cittadino privato ed acquisita sul posto, è emerso che dopo una prima fase, nella quale i giovani di destra avrebbero apostrofato i ragazzi di sinistra che stavano attaccando dei manifesti, subito dopo si sarebbero avvicinati altri ragazzi provenienti dall’università, per poi scontrarsi fisicamente con gli elementi di destra.
Allo stato attuale dunque, se aggressione c’è stata questa è partita dai collettivi, gente ideologizzata che se la conosci la eviti. Altro che fantasma fascista da evocare ogni volta che le malefatte hanno il colore rosso!
Sul sito di Repubblica sono state messe online le foto dei danni provocati dagli scontri. Da quello che mi pare di vedere le uniche persone fotografate appartengono ai collettivi.




