L’Italia: il Paese del mare, del Sole, del Colosseo, delle colline toscane, delle Dolomiti, delle Chiese con i dipinti del Caravaggio e le sculture del Canova, patria di Dante, di Cristoforo Colombo, di Enrico Fermi (e dell’Inter Campione d’Italia!
). Quando si ripercorre la storia del Bel Paese, non si può che rimanere affascinati da questo concentrato purissimo di cultura trasversale che attraversa tutti i secoli della sua storia. Tutti tutti? Forse no: cosa abbiamo da ricordare della prima decade del nuovo millennio? Più che le scoperte scientifiche che hanno cambiato la vita dell’uomo, ricordiamo le strade occupate dai venditori ambulanti, i vialoni sede delle baracche delle prostitute e dei trans, la Campania sommersa dai rifiuti. Sarebbe troppo comodo dire che questo dramma è causato da una fazione politica, però certamente è arrivato il momento di agire con fermezza, sicurezza e senza arretrare. Lo Stato deve tornare a fare lo Stato, non un centro assistenzialista.
Nella recente campagna elettorale, il PD e i suoi esponenti hanno tentato di convincere gli Italiani che l’Italia è un Paese sostanzialmente sicuro e che il pericolo è più percepito che reale, a causa del martellamento massmediatico portato avanti dai mezzi di informazione. Ovviamente, “pacatamente e serenamente”, gli Italiani hanno risposto a Veltroni «va a dà via il cù “ma anche” va a dà via il ciap» (citando Crozza che imita Uolter). In campagna elettorale, Silvio Berlusconi aveva promesso misure veloci per fronteggiare la crisi: appena eletto, non solo dall’Italia, ma anche dall’Europa hanno cominciato a menarla, con un ministro spagnolo che si è permesso di insultare un capo di Governo senza che nulla fosse. Passim. Al primo Consiglio dei Ministri di Napoli, è stato varato il decreto legge 23/05/2008 n° 90 sulla sicurezza e la “munnezza”, che non ha previsto l’introduzione del cosiddetto “reato di immigrazione clandestina“, reato comunque incluso nel pacchetto sicurezza che dovrebbe essere tramutato in legge entro luglio. Cosa prevede questo reato: pene detentive da 6 mesi a 4 anni per chi farà ingresso in Italia aggirando le norme legali previste per gli extracomunitari, cioè presentazione di un passaporto nelle adeguate strutture e conseguente registrazione della loro presenza sul suolo italiano.
La risposta del centrosinistra è stata a dir poco deprimente: prima ci hanno detto che con questo reato avremmo dovuto cacciare 630mila clandestini comprese le badanti che aiutano le nostre famiglie (Minniti a Matrix), COSA NON VERA perché l’introduzione di questo reato NON prevede la retroattività. In seguito ci hanno detto, tanto per trovare un appoggio ai loro aggettivi “razzista” e “xenofobo” da appioppare a chi non li ha votati (sempre per il solito complesso della superiorità morale e culturale che li pervade: addirittura si sono inventati frasi da leggi razziali del 1938, cosa che se non fosse in Italia sarebbe da satira da prima serata) che l’Italia sarebbe l’unico Paese nel mondo a prevedere un reato del genere: basterebbe fare una ricerca su internet per scoprire quanta ignoranza e sub-cultura sprizza dai pori degli uomini di sinistra. Negli Stati Uniti d’America è previsto dal cosiddetto “Improper entry by alien“, in Germania è stato introdotto da Schröder nel 2004, in Francia è regolato dall’art. 621 del CESEDA, in Inghilterra è regolato dall’Immigration Act del 1971 (fonte)! Tanto per citare i Paesi che vengono guardati con grande simpatia dalla sinistra quando si tratta di imitare leggi su Pacs, eutanasia, matrimoni gay et similia. Eppure, la levata di scudi si verifica solo contro l’Italia e il suo Governo in primis (ovviamente compresi i suoi elettori). Poi è stata la volta degli immigrati stessi, che hanno tuonato “prima dateci un lavoro poi se delinquiamo cacciateci”: appare evidente che se non riusciamo a dare lavoro ai cittadini italiani difficilmente riusciremmo a farlo per quelli stranieri, anche perché l’Italia non è un centro di assistenza o di collocamento che basta chiedere e si ottiene. Se il lavoro c’è si lavora, se manca non si lavora, non è difficile penso da comprendere. Sul fatto che che tale introduzione sia destinata a diffondere un clima culturale ostile, come paventato dal mons. Ruppi (Lecce) non sono affatto d’accordo: l’Italia deve essere un Paese accogliente anche in linea con la sua storia profondamente cristiana, ma non si può essere accoglienti se non si è sicuri. Come si può essere accoglienti se in ogni città, paese, villaggio, tutti gli abitanti devono avere paura delle bande di sbandati, degli ubriachi che imperversano nelle strade (non serve leggere i giornali o guardare la TV per queste cose, basta uscire di casa), delle famiglie che mandano bambini e ragazzi a rubare nelle stazioni e nei luoghi affollati? Cosa vuol dire che anche gli Italiani delinquono? Siccome delinquono gli Italiani allora ci dobbiamo prendere anche i delinquenti stranieri? I primi a rimetterci sono proprio i regolari e i lavoratori: non comprendere questo semplice assunto significa vivere fuori dalla realtà. È stato il lassismo, l’accoglienza senza confini, “il venite tutti da noi” a portare nel nostro Paese insieme agli onesti il peggio della feccia dei criminali: ce lo dicono i servizi che si occupano di queste cose, ce lo dicono gli stessi Rumeni “perché in Italia si rimane per lo più impuniti”! (UPDATE del 26/05/08: per i Romeni «Giusta la linea dura»). Questa è la realtà. L’estensione del periodo di permanenza nei CPT permetterà poi di riconoscere e di identificare gli irregolari e consentirà una migliore gestione dei flussi di immigrazione (necessari) e una più facile espulsione dei clandestini (non si può espellerli se non si sa da dove vengono: quando mai il clandestino, ricevuto “il foglio di via”, se ne va sul serio? Vi sono casi di clandestini trovati in possesso di numerosi fogli di via…). Non si può aspettare che il clandestino commetta un reato perché venga espulso, per il semplice motivo che una persona che non ha una casa, non ha reddito, è facile preda nel migliore dei casi del caporalato, cioè finisce a lavorare in nero in situazioni di sicurezza per lo più deprimenti. Sul fatto che questo tipo di provvedimenti non andrebbero presi perché poi la giustizia non funziona e le carceri sono piene, qui entriamo nell’absurdum più absurdum tipico del pensiero di sinistra… Il vero assurdo caso mai è quando il CPT di Lampedusa sembra un albergo mentre la scuola elementare dell’isola è una struttura fatiscente con l’intonaco che cade a pezzi, con i clandestini che costano allo stato in media 50€ al giorno per essere mantenuti in questi centri. Bisogna punire chi abusa della propria posizione per infliggere a queste persone delle situazioni indecorose, non lasciare che i clandestini circolino liberamente per il Paese completamente al di fuori del controllo dello Stato.
Per quanto riguarda il problema della “munnezza” in Campania, c’è poco da dire: le immagini fanno regolarmente il giro del pianeta con la scritta “Italy under trash”, i nostri stessi telegiornali ci ricordano ad ogni ora questa triste vicenda. I Campani hanno giustamente paura perché quello che è stato trovato nel sottosuolo probabilmente solo Dio sa di cosa si tratta: la Camorra, principale forse unica responsabile di questo disastro ambientale, è intervenuta lì dove le istituzioni campane sono mancate a causa anche dei veti ambientalisti, una delle peggiori categorie ideologiche che imperversano nel nostro Paese. Il problema degli inceneritori che non si sono costruiti in questi anni e che non si vogliono costruire per paura dei “tumori” è molto controverso: Grillo ha recentemente fatto conoscere al pubblico le ricerche del prof. Montanari, esperto di nanopatologie, che ha messo in guardia dall’inquinamento prodotto da queste strutture. La prof.sa Patrizia Gentilini di Forlì, oncologa ecologista, ha ricordato poi una serie di ricerche che attesterebbero l’aumento di incidenza del cancro nelle zone circostanti gli inceneritori. Ora, io non sono un esperto di questo problema, anzi sono proprio ignorante: tuttavia, mi basta analizzare la logica per sapere che un inceneritore del 2008 ha una tecnologia di depurazione immensamente migliore rispetto a quella di venti anni prima, quindi ogni paragone non solo è assurdo ma è scientificamente sbagliato e induce la gente a pensare in modo errato. Tuttavia, mi fa piacere notare una cosa: gli ambientalisti, quando si tratta di “Global Warming”, si appoggiano alla maggioranza dicendo che la minoranza è pilotata, quando si tratta di “inceneritori” si appoggiano alla minoranza dicendo che la maggioranza è pilotata: mi sembra soltanto una massa di ideologizzati che vanno dietro alle teorie che più aggradano loro. In realtà, la situazione è ben diversa: a fianco di studi che metterebbero in luce un potenziale pericolo maggiore per la salute, abbiamo studi che provano che questo aumento è del tutto trascurabile e/o statisticamente non rilevabile. Gian Antonio Stella (l’osannato autore del best-seller “La Casta“), in un articolo del 2007 sul CorSera, ha scritto che l’inceneritore di Venezia produce la stessa quantità di polveri che producono 50 automobili Euro2 (a stare larghi). Questo significa che il parco macchine che gira per Napoli produce più inquinamento di una distesa di migliaia di inceneritori… Ma si sa, Stella è un giornalista, non ha né la tessera del WWF né una laurea in nanoparticelle nemiche dell’ambiente, quindi non può sapere cosa è meglio e cosa è peggio…
In Italia sono attualmente attivi 50 inceneritori: quello di Brescia è stato definito dal Wtert (Waste to energy research and tecnology council), un organismo indipendente formato da scienziati di tutto il pianeta, come «il migliore impianto del mondo» già il 16 dicembre del 2006. In Francia sono 118, in Germania sono 60 ma processano oltre 16milioni di tonnellate l’anno; in tutta Europa sono 354 impianti (dato del 2002) per un totale di tonnellate trattate che ammonta ad oltre 52milioni. In Germania, al costo di ca. 250€/t finiscono i rifiuti della Campania. Le aziende italiane sono tra le migliori a livello internazionale nella costruzione di questi impianti. Le emissioni prodotte dagli inceneritori sono severamente normate dalla legislazione europea, il più recente decreto legge risale al 2005. Sarebbe bello un Paese senza discariche, senza inceneritori, in cui tutto si recicla o si riusa: tuttavia ciò non è possibile, sia per i materiali che vanno trattati sia perché non vi sono ancora le strutture necessarie per applicare su vasta scala la raccolta differenziata e il trattamento di questi rifiuti. In ogni caso, rimane il problema di come gestire il pregresso e di dove mettere le migliaia di tonnellate di spazzatura giacenti per le strade della Campania. Certo non si possono mangiare, e dubito fortemente che la diossina sprigionata dai roghi sia meno tossica di quella degli inceneritori o delle discariche e dubito ancora più fortemente che quei rifiuti al caldo estivo del sud apporteranno benefici alla salute di milioni di cittadini (quindi crollo drammatico del turismo con tutte le conseguenze economiche del caso). Sono stato recentemente a Napoli per un convegno di Computer Grafica, e intorno alla stazione centrale l’olezzo era già irrespirabile al caldo non ancora torrido di maggio… Gli inceneritori di certo non producono acqua per annaffiare le piante, ma allo stato attuale non vedo alternative valide che possano essere attuate in tempi rapidi e con effetti immediati all’accoppiata discariche+inceneritori che dovrebbe risolvere l’emergenza entro il 2010. Nel frattempo parte la raccolta differenziata, il Governo Berlusconi ha previsto che si raggiunga in ogni dove il 50% proprio entro quel periodo e già il 25% per questo 2008, un risultato che soprattutto al sud sembra una chimera, una montagna impossibile da scalare: per altro sono previste multe per chi non conquista questa bandiera. In più, un maggior controllo ai pacchi spreco, nei quali si usano quintali di plastica per proteggere 1 pallina di vetro. Ma intanto, ripeto, il pregresso va trattato e smaltito, prima nelle discariche e poi negli inceneritori, anche tenendo conto che ogni giorno migliaia di tonnellate di spazzatura si aggiungono a quelle già presenti…
Mi sembra di aver detto fin troppo… Alla prossima.




