Archive for maggio, 2008

Neofascisti e nazunisti alla Sapienza

maggio 28th, 2008
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Chi sono i “neofascisti”: sono gli esponenti di Forza Nuova di Roma. Chi sono i “nazunisti”: sono i comunisti ammantati di nazismo dei centri sociali romani, che all’Univ. vanno sotto il nome di Collettivi, esponenti universitari del Partito Comunista, che hanno fatto dello squadrismo di sinistra una nuova realtà italiana. L’episodio: un incontro da tenersi alla Facoltà di Lettere dal titolo Foibe, l´unica verità contro il negazionismo dei collettivi antifascisti, al quale avrebbe dovuto partecipare anche Roberto Fiore, segretario nazionale di Forza Nuova. Chi sia Fiore lo sappiamo benissimo tutti e bene ha fatto il PdL a tenere fuori dal partito, questa volta, un così losco figuro. Chi siano i collettivi anche è risaputo:

  • furono loro, spalleggiati dai Comunisti nelle loro varie denominazioni partitiche, ad aggredire Giuliano Ferrara a Bologna con pomodori, mortadelle, uova, bottiglie e perfino sedie dei bar della piazza. Più che una contestazione fu un agguato, visto che vi parteciparono un migliaio di persone che impedirono letteralmente il comizio elettorale.
  • furono loro a ripetersi a Pesaro ed Ancora il giorno dopo.
  • furono loro ad occupare il Rettorato della Sapienza per impedire che Papa Ratzinger tenesse un intervento all’inaugurazione dell’Anno Accademico 2007/2008, una vicenda di cui tantissimo si è discusso e che ha fatto fare all’Italia il solito giro del mondo.
  • sempre i collettivi furono coloro che, ripetutamente, aggredirono con minacce, e in un caso con aggressione fisica, i banchetti di “Lista Aperta” in vari luoghi della Sapienza: una lista di estrema destra? No, semplicemente una lista apartitica i cui esponenti sono in maggioranza credenti… Un resoconto di quei giorni lo potete leggere qui.
  • appartenenti ai centri sociali erano coloro che per anni hanno continuato ad aggredire gli appartenenti ad Alleanza Nazionale nel quartiere Garbatella e nell’Univ. di Roma3.
  • appartenenti ai centro sociali erano coloro che il 17 ottobre a Reggio Emilia aggredirono Pansa che presentava il suo libro “La Grande Bugia”.

Sempre loro sono stati questa volta ad occupare la Presidenza della Facoltà di Lettere e Filosofia che aveva concesso una propria aula per l’incontro di cui sopra. Apriti cielo. Susanna, 21enne coinvolta negli scontri in via De Lollis, dove vi è un accesso secondario alle strutture universitarie, così dice: volevamo solo dire che Fiore a parlare delle Foibe in università non lo vogliamo. Premesso che non può passare l’idea che quello che non vogliono i collettivi è legge come troppo spesso accade ultimamente alla Sapienza, quello che è successo non si è ancora chiarito: la versione maggiore parla di una quindicina almeno di ragazzi/e che attaccavano manifesti contro Forza Nuova strappando nel frattempo quelli relativi all’incontro; da una macchina che transitava sarebbero all’improvviso scesi 4 giovani, di tutto punto armati, che avrebbero aggredito i militanti collettivi davanti a decine e decine di persone (io sono passato di lì pochi minuti dopo, mentre partiva l’ultima autombulanza). Secondo una versione raccolta dal Sole24ore invece sarebbero stati i Collettivi ad aggredire i militanti fascisti che distribuivano volantini a proposito dell’annullamento di quell’incontro. Tra questi ultimi vi era anche Martin Avaro, coordinatore provinciale di Forza Nuova che nulla ha a che fare con la Sapienza, esattamente come nulla aveva a che fare Francesco Caruso venuto a dar man forte alla protesta contro il Papa. 4 feriti in totale, due per parte, e 6 arrestati che oggi saranno processati per direttissima: quattro appartenenti al movimento neofascista e due appartenenti ai collettivi.

Non bisogna dimenticare che i collettivi sono quelli che, appena Oreste Scalzone rientrò in Italia per intervenuta prescrizione dei suoi efferati crimini, lo invitarono a tenere un incontro alla Sapienza. Scalzone, per i più smemorati, fu fondatore di movimenti quali Potere Operaio e Autonomia Operaia, aiutò la fuga dei responsabili del Rogo di Prima Valle e nel 1979 venne condannato a 16 anni di carcere con l’accusa di partecipazione ad associazione sovversiva, banda armata e rapina. Nel 1968 fu tra i maggiori esponenti dei movimenti studenteschi di protesta che alla Sapienza portarono agli scontri di Valle Giulia e all’occupazione di numerose strutture universitarie. Insomma, proprio una “brava” persona.

Dunque, l’ipotesi è questa: l’Università è un luogo laico ed apartitico nel quale si svolge didattica e ricerca ma anche incontri culturali a tema, non necessariamente organizzati da strutture interne. Tesi: alla Sapienza di Roma, in particolare nella Facoltà di Lettere e Filosofia, a dettare l’agenda culturale sono i collettivi, i quali in barba all’art. 21 della Costituzione decidono di volta in volta, per mezzo della loro “democrazia diretta” che si esprime nell’occupazione, chi ha diritto di parlare e chi no. Tale articolo dice: «Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione». L’unica cosa che non è possibile fare in Italia è l’apologia del fascismo o del nazismo: ora, a meno che quella conferenza sulle foibe (ovvero i campi di concentramento comunisti dove migliaia e migliaia di uomini sono stati torturati e uccisi) non fosse in realtà proprio apologia del fascismo, non vedo alcun motivo legittimo e democratico per impedire che si svolgesse regolarmente: bastava andare ad ascoltare le ipotesi proposte ed eventualmente controbattere civilmente, dati storici alla mano, al termine dell’incontro. Invece no: i comunisti, quelli che oggi si sbracciano contro il fantasma della rinascita fascista in Italia (contro il quale si è scagliato Pansa), quelli che si sbracciano contro la detenzione di persone che hanno commesso reato “in stato di necessità”, sono gli stessi che per dare lezioni di democrazia e antifascismo usano gli stessi loro strumenti: con impavida dittatura censurano gli interventi di chi la pensa diversamente, attaccano con interventi squadristi gli avversari politici o ideologici e vengono spalleggiati dai loro capi politici che li appoggiano se non li giustificano. Fortuna che li abbiamo lasciati tutti a casa… L’impressione è ancora sempre la stessa: l’Italia deve rimanere “Prigioniera del silenzio”, non si deve sapere cosa hanno fatto i partigiani durante la guerra civile e cosa hanno fatto i comunisti nei loro campi di concentramento. Bisogna impedire con qualsiasi mezzo, meglio se illecito, che qualcuno informi il popolo della feccia rossa.

Concludo dicendo che nell’articolo di Repubblica poc’anzi citato, si trova ancora scritto (28/05/08) che l’aggressione al Pigneto sarebbe di stampo xenofobo e politicamente riconducibile ad ambienti di destra. Peccato che la stessa Repubblica avesse scritto, appena tre giorni prima (25/05/08), come non vi fosse alcuna matrice politica dietro quell’assalto, nato soltanto per vendicare uno scippo ad un italiano compiuto da un immigrato. Sarebbe interessante comprendere come si mettono d’accordo in quel giornale, ma poco importa. Quello che più salta agli occhi è il tentativo, per nulla celato, di demonizzare il centro destra e i suoi elettori con aggettivi ed epiteti da querela giudiziaria: questo clima da intolleranza sfocerà presto in un nuovo scontro sociale che Dio non voglia ci riporterebbe trent’anni indietro, quando la gente veniva ammazzata perché sostava troppo a lungo di fronte ad un manifesto. Mi piacerebbe capire una cosa, per cui concludo con una domanda: da quando il PD ha aperto una stagione di dialogo con il PdL, a chi giova tenere alto, con strumentalizzazioni politiche, lo scontro ideologico e sociale in un momento nel quale andrebbero prese decisioni ferme e nette per combattere i mali del Paese?

UPDATE 28/05/08 ORE 18:00: il giudice monocratico ha convalidato la richiesta di arresti domiciliari per Gabriele Acerra, Martin Avaro (entrambi di Forza Nuova) e di Emiliani Marini (collettivi universitari). Per gli altri tre è stato disposto il fermo ma con immediata remissione in libertà. La differenza consiste nel fatto che i primi tre sono già conosciuti alle forze dell’ordine per precedenti penali. Intanto, mentre Ferrando straparla di “strutture di autodifesa che le comunità minacciate dai neofascisti devono approntare come forma di diritto democratico elementare” e mentre Veltroni è impegnato a replicare le balle sui fatti del Pigneto, la Digos è ancora impegnata a chiarire le dinamiche dell’evento, giacché le due fazioni si palleggiano le responsabilità della prima aggressione. Alcune foto infatti mostrerebbero persone in strada aggredire gli occupanti della macchina, ovvero gli esponenti di Forza Nuova che si recavano a parlare negli uffici del rettorato mentre gli stessi erano ancora all’interno dell’auto: la foto, presente sul sito web de Il Giornale, è stata scattata da un piano dell’edificio ADISU che affaccia su via De Lollis. Secondo Roberto Fiore, dai suoi “ragazzi” sarebbero semplicemente partiti, mentre erano in macchina, degli insulti verso i collettivi che strappavano i loro manifesti e per tutta risposta i primi sarebbero partiti all’aggressione dei neofascisti; al contrario, la versione di questi ultimi rimane l’aggressione primaria dei neofascisti mentre attaccavano manifesti contro l’incontro sulle Foibe e Forza Nuova. Rimane anche da chiarire come mai, ENTRAMBE LE FAZIONI, fossero già preventivamente dotate di mazze da usare a scopo offensivo.

Allo stato attuale, sia il sottosegretario Mantovano che soprattutto il gip Pugliese hanno parlato di “rissa” «inficiata da motivi di odio politico, costituente come tale il movente di ulteriori scontri». Dunque, per ora non si parla di aggressione né da una parte né dall’altra, ma di rissa. Questo confermerebbe il clima di forte tensione che ha portato entrambe le fazioni da un preventivo “armamento”. L’udienza è prevista per il 2 luglio e sarà destinata a chiarire definitivamente l’accaduto.

La Sapienza e il rito dell’intolleranza. Nel suo blog Alberto Taliani dice che secondo il rapporto della Digos, se di aggressione si tratta è iniziata da sinistra… Tra poco più di un mese sapremo. Ma intanto non fatevi sentire alla Sapienza, sennò vi menano…

UPDATE 29/05/08 ORE 14:00: ecco il comunicato diramato dalla questura nella giornata di ieri a cui si riferiva Taliani sopra citato:

Da una ricostruzione effettuata dalla Digos, sulla base di deposizioni testimoniali e di riscontri oggettivi, quale una fotografia scattata da un cittadino privato ed acquisita sul posto, è emerso che dopo una prima fase, nella quale i giovani di destra avrebbero apostrofato i ragazzi di sinistra che stavano attaccando dei manifesti, subito dopo si sarebbero avvicinati altri ragazzi provenienti dall’università, per poi scontrarsi fisicamente con gli elementi di destra.

Allo stato attuale dunque, se aggressione c’è stata questa è partita dai collettivi, gente ideologizzata che se la conosci la eviti. Altro che fantasma fascista da evocare ogni volta che le malefatte hanno il colore rosso!

Sul sito di Repubblica sono state messe online le foto dei danni provocati dagli scontri. Da quello che mi pare di vedere le uniche persone fotografate appartengono ai collettivi.

L’immigrazione e le discariche

maggio 25th, 2008
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L’Italia: il Paese del mare, del Sole, del Colosseo, delle colline toscane, delle Dolomiti, delle Chiese con i dipinti del Caravaggio e le sculture del Canova, patria di Dante, di Cristoforo Colombo, di Enrico Fermi (e dell’Inter Campione d’Italia! :lol: ). Quando si ripercorre la storia del Bel Paese, non si può che rimanere affascinati da questo concentrato purissimo di cultura trasversale che attraversa tutti i secoli della sua storia. Tutti tutti? Forse no: cosa abbiamo da ricordare della prima decade del nuovo millennio? Più che le scoperte scientifiche che hanno cambiato la vita dell’uomo, ricordiamo le strade occupate dai venditori ambulanti, i vialoni sede delle baracche delle prostitute e dei trans, la Campania sommersa dai rifiuti. Sarebbe troppo comodo dire che questo dramma è causato da una fazione politica, però certamente è arrivato il momento di agire con fermezza, sicurezza e senza arretrare. Lo Stato deve tornare a fare lo Stato, non un centro assistenzialista.

Nella recente campagna elettorale, il PD e i suoi esponenti hanno tentato di convincere gli Italiani che l’Italia è un Paese sostanzialmente sicuro e che il pericolo è più percepito che reale, a causa del martellamento massmediatico portato avanti dai mezzi di informazione. Ovviamente, “pacatamente e serenamente”, gli Italiani hanno risposto a Veltroni «va a dà via il cù “ma anche” va a dà via il ciap» (citando Crozza che imita Uolter). In campagna elettorale, Silvio Berlusconi aveva promesso misure veloci per fronteggiare la crisi: appena eletto, non solo dall’Italia, ma anche dall’Europa hanno cominciato a menarla, con un ministro spagnolo che si è permesso di insultare un capo di Governo senza che nulla fosse. Passim. Al primo Consiglio dei Ministri di Napoli, è stato varato il decreto legge 23/05/2008 n° 90 sulla sicurezza e la “munnezza”, che non ha previsto l’introduzione del cosiddetto “reato di immigrazione clandestina“, reato comunque incluso nel pacchetto sicurezza che dovrebbe essere tramutato in legge entro luglio. Cosa prevede questo reato: pene detentive da 6 mesi a 4 anni per chi farà ingresso in Italia aggirando le norme legali previste per gli extracomunitari, cioè presentazione di un passaporto nelle adeguate strutture e conseguente registrazione della loro presenza sul suolo italiano.

La risposta del centrosinistra è stata a dir poco deprimente: prima ci hanno detto che con questo reato avremmo dovuto cacciare 630mila clandestini comprese le badanti che aiutano le nostre famiglie (Minniti a Matrix), COSA NON VERA perché l’introduzione di questo reato NON prevede la retroattività. In seguito ci hanno detto, tanto per trovare un appoggio ai loro aggettivi “razzista” e “xenofobo” da appioppare a chi non li ha votati (sempre per il solito complesso della superiorità morale e culturale che li pervade: addirittura si sono inventati frasi da leggi razziali del 1938, cosa che se non fosse in Italia sarebbe da satira da prima serata) che l’Italia sarebbe l’unico Paese nel mondo a prevedere un reato del genere: basterebbe fare una ricerca su internet per scoprire quanta ignoranza e sub-cultura sprizza dai pori degli uomini di sinistra. Negli Stati Uniti d’America è previsto dal cosiddetto “Improper entry by alien“, in Germania è stato introdotto da Schröder nel 2004, in Francia è regolato dall’art. 621 del CESEDA, in Inghilterra è regolato dall’Immigration Act del 1971 (fonte)! Tanto per citare i Paesi che vengono guardati con grande simpatia dalla sinistra quando si tratta di imitare leggi su Pacs, eutanasia, matrimoni gay et similia. Eppure, la levata di scudi si verifica solo contro l’Italia e il suo Governo in primis (ovviamente compresi i suoi elettori). Poi è stata la volta degli immigrati stessi, che hanno tuonato “prima dateci un lavoro poi se delinquiamo cacciateci”: appare evidente che se non riusciamo a dare lavoro ai cittadini italiani difficilmente riusciremmo a farlo per quelli stranieri, anche perché l’Italia non è un centro di assistenza o di collocamento che basta chiedere e si ottiene. Se il lavoro c’è si lavora, se manca non si lavora, non è difficile penso da comprendere. Sul fatto che che tale introduzione sia destinata a diffondere un clima culturale ostile, come paventato dal mons. Ruppi (Lecce) non sono affatto d’accordo: l’Italia deve essere un Paese accogliente anche in linea con la sua storia profondamente cristiana, ma non si può essere accoglienti se non si è sicuri. Come si può essere accoglienti se in ogni città, paese, villaggio, tutti gli abitanti devono avere paura delle bande di sbandati, degli ubriachi che imperversano nelle strade (non serve leggere i giornali o guardare la TV per queste cose, basta uscire di casa), delle famiglie che mandano bambini e ragazzi a rubare nelle stazioni e nei luoghi affollati? Cosa vuol dire che anche gli Italiani delinquono? Siccome delinquono gli Italiani allora ci dobbiamo prendere anche i delinquenti stranieri? I primi a rimetterci sono proprio i regolari e i lavoratori: non comprendere questo semplice assunto significa vivere fuori dalla realtà. È stato il lassismo, l’accoglienza senza confini, “il venite tutti da noi” a portare nel nostro Paese insieme agli onesti il peggio della feccia dei criminali: ce lo dicono i servizi che si occupano di queste cose, ce lo dicono gli stessi Rumeni “perché in Italia si rimane per lo più impuniti”! (UPDATE del 26/05/08: per i Romeni «Giusta la linea dura»). Questa è la realtà. L’estensione del periodo di permanenza nei CPT permetterà poi di riconoscere e di identificare gli irregolari e consentirà una migliore gestione dei flussi di immigrazione (necessari) e una più facile espulsione dei clandestini (non si può espellerli se non si sa da dove vengono: quando mai il clandestino, ricevuto “il foglio di via”, se ne va sul serio? Vi sono casi di clandestini trovati in possesso di numerosi fogli di via…). Non si può aspettare che il clandestino commetta un reato perché venga espulso, per il semplice motivo che una persona che non ha una casa, non ha reddito, è facile preda nel migliore dei casi del caporalato, cioè finisce a lavorare in nero in situazioni di sicurezza per lo più deprimenti. Sul fatto che questo tipo di provvedimenti non andrebbero presi perché poi la giustizia non funziona e le carceri sono piene, qui entriamo nell’absurdum più absurdum tipico del pensiero di sinistra… Il vero assurdo caso mai è quando il CPT di Lampedusa sembra un albergo mentre la scuola elementare dell’isola è una struttura fatiscente con l’intonaco che cade a pezzi, con i clandestini che costano allo stato in media 50€ al giorno per essere mantenuti in questi centri. Bisogna punire chi abusa della propria posizione per infliggere a queste persone delle situazioni indecorose, non lasciare che i clandestini circolino liberamente per il Paese completamente al di fuori del controllo dello Stato.

Per quanto riguarda il problema della “munnezza” in Campania, c’è poco da dire: le immagini fanno regolarmente il giro del pianeta con la scritta “Italy under trash”, i nostri stessi telegiornali ci ricordano ad ogni ora questa triste vicenda. I Campani hanno giustamente paura perché quello che è stato trovato nel sottosuolo probabilmente solo Dio sa di cosa si tratta: la Camorra, principale forse unica responsabile di questo disastro ambientale, è intervenuta lì dove le istituzioni campane sono mancate a causa anche dei veti ambientalisti, una delle peggiori categorie ideologiche che imperversano nel nostro Paese. Il problema degli inceneritori che non si sono costruiti in questi anni e che non si vogliono costruire per paura dei “tumori” è molto controverso: Grillo ha recentemente fatto conoscere al pubblico le ricerche del prof. Montanari, esperto di nanopatologie, che ha messo in guardia dall’inquinamento prodotto da queste strutture. La prof.sa Patrizia Gentilini di Forlì, oncologa ecologista, ha ricordato poi una serie di ricerche che attesterebbero l’aumento di incidenza del cancro nelle zone circostanti gli inceneritori. Ora, io non sono un esperto di questo problema, anzi sono proprio ignorante: tuttavia, mi basta analizzare la logica per sapere che un inceneritore del 2008 ha una tecnologia di depurazione immensamente migliore rispetto a quella di venti anni prima, quindi ogni paragone non solo è assurdo ma è scientificamente sbagliato e induce la gente a pensare in modo errato. Tuttavia, mi fa piacere notare una cosa: gli ambientalisti, quando si tratta di “Global Warming”, si appoggiano alla maggioranza dicendo che la minoranza è pilotata, quando si tratta di “inceneritori” si appoggiano alla minoranza dicendo che la maggioranza è pilotata: mi sembra soltanto una massa di ideologizzati che vanno dietro alle teorie che più aggradano loro. In realtà, la situazione è ben diversa: a fianco di studi che metterebbero in luce un potenziale pericolo maggiore per la salute, abbiamo studi che provano che questo aumento è del tutto trascurabile e/o statisticamente non rilevabile. Gian Antonio Stella (l’osannato autore del best-seller “La Casta“), in un articolo del 2007 sul CorSera, ha scritto che l’inceneritore di Venezia produce la stessa quantità di polveri che producono 50 automobili Euro2 (a stare larghi). Questo significa che il parco macchine che gira per Napoli produce più inquinamento di una distesa di migliaia di inceneritori… Ma si sa, Stella è un giornalista, non ha né la tessera del WWF né una laurea in nanoparticelle nemiche dell’ambiente, quindi non può sapere cosa è meglio e cosa è peggio…

In Italia sono attualmente attivi 50 inceneritori: quello di Brescia è stato definito dal Wtert (Waste to energy research and tecnology council), un organismo indipendente formato da scienziati di tutto il pianeta, come «il migliore impianto del mondo» già il 16 dicembre del 2006. In Francia sono 118, in Germania sono 60 ma processano oltre 16milioni di tonnellate l’anno; in tutta Europa sono 354 impianti (dato del 2002) per un totale di tonnellate trattate che ammonta ad oltre 52milioni. In Germania, al costo di ca. 250€/t finiscono i rifiuti della Campania. Le aziende italiane sono tra le migliori a livello internazionale nella costruzione di questi impianti. Le emissioni prodotte dagli inceneritori sono severamente normate dalla legislazione europea, il più recente decreto legge risale al 2005. Sarebbe bello un Paese senza discariche, senza inceneritori, in cui tutto si recicla o si riusa: tuttavia ciò non è possibile, sia per i materiali che vanno trattati sia perché non vi sono ancora le strutture necessarie per applicare su vasta scala la raccolta differenziata e il trattamento di questi rifiuti. In ogni caso, rimane il problema di come gestire il pregresso e di dove mettere le migliaia di tonnellate di spazzatura giacenti per le strade della Campania. Certo non si possono mangiare, e dubito fortemente che la diossina sprigionata dai roghi sia meno tossica di quella degli inceneritori o delle discariche e dubito ancora più fortemente che quei rifiuti al caldo estivo del sud apporteranno benefici alla salute di milioni di cittadini (quindi crollo drammatico del turismo con tutte le conseguenze economiche del caso). Sono stato recentemente a Napoli per un convegno di Computer Grafica, e intorno alla stazione centrale l’olezzo era già irrespirabile al caldo non ancora torrido di maggio… Gli inceneritori di certo non producono acqua per annaffiare le piante, ma allo stato attuale non vedo alternative valide che possano essere attuate in tempi rapidi e con effetti immediati all’accoppiata discariche+inceneritori che dovrebbe risolvere l’emergenza entro il 2010. Nel frattempo parte la raccolta differenziata, il Governo Berlusconi ha previsto che si raggiunga in ogni dove il 50% proprio entro quel periodo e già il 25% per questo 2008, un risultato che soprattutto al sud sembra una chimera, una montagna impossibile da scalare: per altro sono previste multe per chi non conquista questa bandiera. In più, un maggior controllo ai pacchi spreco, nei quali si usano quintali di plastica per proteggere 1 pallina di vetro. Ma intanto, ripeto, il pregresso va trattato e smaltito, prima nelle discariche e poi negli inceneritori, anche tenendo conto che ogni giorno migliaia di tonnellate di spazzatura si aggiungono a quelle già presenti…

Mi sembra di aver detto fin troppo… Alla prossima. ;-)

Inter campione: ecco la vera lista di errori arbitrali

maggio 24th, 2008
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La professoressa Daniela Zambarbieri dell’università di Pavia ha spiegato, recentemente, come mai l’occhio umano a volte non è in grado di percepire qualcosa che, se rivisto al replay televisivo, appare a tutti come lampante e clamoroso. Le sviste arbitrali, gli errori, gli “aiutini”, fanno parte dello sport e dell’umana natura da sempre. In questo primo vero campionato del dopo-calciopoli, grande attenzione era rivolta al mondo arbitrale, rinnovato da Collina ma con un parco di giovani inesperti molto ampio. A tenere banco, soprattutto nella seconda parte della stagione, gli aiuti arbitrali che avrebbero favorito la corsa dell’Inter, a detta di alcuni determinandola pesantemente. Di seguito non mi occuperò di ciò che ha coinvolto (in alcuni casi travolto) alcune squadre del campionato, ma soltanto di stilare una tabella reale dei presunti aiuti ai nerazzurri che, su alcune testate giornalistiche hanno portato alla pubblicazione di alcune fantatabelle, di alcune classifiche stilate a tavolino che manca poco avrebbero fatto retrocedere l’Inter in serie B: come ad esempio quella di questo sito (la foto d’apertura è tutta un programma!), che si avvarrebbe di metodi statistici con formule basate sul giudizio dei principali quotidiani sportivi. Ma se basta leggerli questi quotidiani per capire quanto siano falsi nelle loro critiche! Veniamo al dunque:

Giornata – Partita – Risultato
Errori a favore Errori 50/50 Errori a sfavore Saldo punti
1ª – Inter-Udinese 1-1

Stankovic 9’/Cordoba 92′ (aut.)

- - - -
2ª Empoli-Inter 0-2

Ibrahimovic 14’, 83’

Sullo 0-1, al 16′ Samuel e Cordoba contrastano fallosamente Saudati: non concesso il calcio di rigore. - - -
3ª Inter-Catania 2-0

Crespo 14’/Cesar 79’

- - - -
4ª Livorno-Inter 2-2

De Vezze 1’/
Loviso 62’ (rig.)/ Ibrahimovic 34’, 72’ (rig.)

Al 9′ Burdisso tira la maglia e spinge Diamanti: rigore non concesso sull’1-0. 83′: gol annullato ad Ibrahimovic, ma la posizione dello svedese appare regolare. Galante e Pavan placcano Adriano ed Ibrahimovic: rigore non concesso. -1
5ª Inter-Sampdoria 3-0

Ibrahimovic 23’, 49’/Figo 58’

- - - -
6ª Roma-Inter 1-4

Perrotta 53′/Ibrahimovic 29’ (rig.) /Crespo 56’/Cruz 60’ /Cordoba 67’

- - - -
7ª Inter-Napoli 2-1

Cruz 20′, 36′/Sosa 85′

- - - -
8ª Reggina-Inter 0-1

Adriano 18′

- - Cruz e Suazo, lanciati a rete, sono fermati per fuorigioco inesistenti. -
9ª Palermo-Inter 0-0 - - - -
10ª Inter-Genoa 4-1

Cordoba 8’/Cambiasso 50’
/Suazo 74’/Cruz 88’/ Konko 73′

- - - -
11ª Juventus-Inter 1-1

Camoranesi 77′/Cruz 41′

- Al 5′ Cordoba cintura Del Piero in area di rigore: poteva starci il penalty. Al 56′ Nedved falcia Figo da dietro: il portoghese rimedia la frattura della gamba, il ceco soltanto un giallo. Da regolamento sarebbe rosso. -
12ª Inter-Lazio 3-0

Ibrahimovic 22′ (rig.)/ Maicon 33′/Suazo 54′

- Al 22′ Stendardo controlla Burdisso in area: c’è la trattenuta, ma non appare determinante. Rigore dubbio più che generoso. - -
13ª Inter-Atalanta 2-1

Suazo 10′/Cruz 30′/ Floccari 39′

Al 30′, Cruz si libera di Carrozzieri con una plateale spinta: gol da annullare. - Al 16′ Manfredini in tackle fa volare Suazo: ci stava il rosso diretto, l’atalantino soltanto ammonito.

Al 42′ Carrozzieri commette fallo su Ibrahimovic: non scatta la seconda ammonizione.

-
14ª Fiorentina-Inter 0-2

Jimenez 10’/Cruz 45’

- - - -
15ª Inter-Torino 4-0

Ibrahimovic 38’ (rig.)/
Cruz 50’/Jimenez 52’/
Cordoba 74’

- Al 38′ Comotto con l’anca affossa nettamente Ibrahimovic: rigore generoso, ma ci può stare. Sullo 0-0, Natali commette fallo su Materazzi, poi al 28′ trattiene Cruz: ci stavano due penalties, non fischiati. -
16ª Cagliari-Inter 0-2

Cruz 57′/Suazo 79′

- - Al 49′, sullo 0-0 Agostini entra in ritardo su Crespo: penalty non concesso. -
17ª Inter-Milan 2-1

Pirlo 18′/Cruz 36′/ Cambiasso 63′

Cambiasso da terra tocca Kakà che cade: gesto che appare volontario, ci poteva stare il rigore. Al 26′, sullo 0-1, Oddo colpisce nettamente Cruz in area di rigore: tiro dal dischetto non concesso. -
18ª Siena-Inter 2-3

Maccarone 31′/Forestieri 90′/ Ibrahimovic 26′ (rig.), 52′/ Cambiasso 45′

Al 25′ lo scontro Cruz-Codrea è di gioco: non c’è rigore. - - +1
19ª Inter-Parma 3-2

Cambiasso 30′/Ibrahimovic 88′ (rig.), 92′/Cigarini 40′/Gasbarroni 69′

22′: Cordoba frana su Corradi che tenta di colpire di testa: rigore non dato.

86′: Couto colpisce il pallone di testa e solo dopo di mano: rigore inesistente.

- - +3
20ª Udinese-Inter 0-0 - - 21′: Cesar trattiene Mesto a centrocampo: ammonizione fiscale per fallo tattico.

22′: Cesar su Mesto entra duro ma sulla palla. Seconda ammonizione ed espulsione.

59′: annullato gol ad Ibrahimovic per presunto fallo commesso su Lukovic: la marcatura era regolare.

-2
21ª Inter-Empoli 1-0

Ibrahimovic 34′ (rig.)

Al 34′ il tiro di Stankovic viene respinto con la testa da Vannucchi. Solo dopo, forse, il tocco di braccio: rigore inesistente. Al 39′ Vieira trattiene leggermente Marianini: ammonizione eccessiva, il rosso successivo è una conseguenza (non giustificabile) dell’errore. 70′: Vannucchi con il piede a martello su Chivu: intervento da rosso diretto, neanche ammonito.

88′: Pozzi si aggiusta la palla con la mano: seconda ammonizione (ed espulsione) non comminata.

+1
22ª Catania-Inter 0-2

Cambiasso 64′/Suazo 67′

Al 64′ Zanetti serve Cambiasso che però è in fuorigioco: gol da annullare. - - -
23ª Inter-Livorno 2-0

Suazo 14′, 18′

- - Possibili ammonizioni per Pasquale su Maicon (13′) e Vidigal su Pelè.

64′: Pulzetti trattiene Maxwell: poteva starci la seconda ammonizione.

-
24ª Sampdoria-Inter 1-1

Cassano 65′/Crespo 76′

- Al 39′ Zanetti interviene in area di rigore su Campagnaro: dubbio penalty ma il giocatore colpisce prima il pallone.

Al 53′ Vieira colpisce Accardi: possibile secondo giallo.

Al 57′ Franceschini interviene duro su Maicon: poteva starci l’ammonizione.

Al 30′ Suazo steso in area da Accardo: rigore, ma l’arbitro fischia un fallo inesistente all’honduregno. -
25ª Inter-Roma 1-1

Zanetti 88′/Totti 37′

- Da rivedere una doppia manata di Totti su Maxwell: se è volontaria come appare, poteva starci l’espulsione.

Al 69′ Burdisso interviene in maniera rude su Taddei: poteva starci il secondo giallo.

Mexes viene ammonito la prima volta per comportamento non regolamentare (82′), poi nuovamente ammonito per fallo da dietro su Crespo (83′): la sanzione è forse eccessiva, ma Rosetti, fiscale ed irreprensibile, l’aveva avvertito per un fallo simile in precedenza.

- 0/+1
26ª Napoli-Inter 1-0

Zalayeta 3′

- - Savini (10′) e Blasi andrebbero ammoniti per interventi duri rispettivamente su Figo e Chivu.

30′: la gomitata di Contini a Balotelli appare volontaria. Da regolamento potrebbe starci il rosso diretto, ma l’arbitro lascia proseguire.

Al 73′ il rigore per il Napoli non c’è: Julio Cesar interviene chiaramente sul pallone, solo dopo tocca Gargano.

-
27ª Inter-Reggina 2-0

Ibrahimovic 14′ (rig.)/ Burdisso 34′

14′: il rigore all’Inter viene fischiato per fallo su Jimenez di Valdez o di Tognozzi (quasi contemporanei)? Nel secondo caso c’è il rigore, nel primo il contatto è fuori area. Aronica travolge Maniche poi entra a valanga su Maicon, infine falcia Suazo (78′): soltanto 1 giallo. -
28ª Inter-Palermo 2-1

Vieira 5′/Jimenez 36′ /Materazzi 25′ (aut.)

- - - -
29ª Genoa-Inter 1-1

Borriello 85′/Suazo 11′

- - La seconda ammonizione a Pelè (40′) è eccessiva. L’arbitro utilizza un metro molto indulgente con il Genoa e molto fiscale con l’Inter nella gestione dei cartellini gialli. -
30ª Inter-Juventus 1-2

Maniche 83′/ Camoranesi 49′/ Trezeguet 63′

- - 49′: Camoranesi segna l’1-0 ma parte con 2m di fuorigioco.

Chivu solissimo sulla fascia destra: la palla gliela dà Nedved, ma l’arbitro fischia fuorigioco!

-2
31ª Lazio-Inter 1-1

Rocchi 59′/Crespo 11′

- Placcaggio di De Silvestri su Rivas in area di rigore: intervento dubbio. 59′: Rocchi segna l’1-1 ma, seppur minimamente, parte in fuorigioco. -2
32ª Atalanta-Inter 0-2

21′ Vieira/74′ Balotelli

Al 21′ Vieira segna impedendo a Pellegrino di saltare: gol da annullare. Sul 0-2 Materazzi trattiene Inzaghi: possibile rigore per l’Atalanta. - Al 40’ Floccari sgambetta Vieira: rigore negato sullo 0-1.

Al 73′ Pellegrino falcia Cruz in area di rigore: rigore ed espulsione non fischiati.

-
33ª Inter-Fiorentina 2-0

Cambiasso 55′/ Balotelli 62′

- - - -
34ª Torino-Inter 0-1

Cruz 30′

- - - -
35ª Inter-Cagliari 2-1

Cruz 22′/Materazzi 82′/Biondini 89′

- L’1-0 è firmato da Cruz che si libera in modo maschio dell’avversario. Difficile tuttavia annullare perché mancano le basi per fischiare fallo. - -
36ª Milan-Inter 2-1

Inzaghi 51′/Kakà 55′/ Cruz 76′

- - - -
37ª Inter-Siena 2-2

Vieira 11′/Balotelli 45′/Maccarone 30′/ Kharja 69′

- Al 77′ Trattenuta reciproca Riganò-Materazzi: il senese inizia per primo. Rigore generoso. Riganò blocca la palla con le mani in area di rigore: Cruz non commette fallo, penalty non concesso. -
38ª Parma-Inter 0-2

Ibrahimovic 62′, 79′

Al 35′ Vieira colpisce Couto con il gomito alto: ci poteva stare l’espulsione. Al 55′ Materazzi interviene in tackle su Budan: liscia il pallone, che colpisce con il sinistro insieme al giocatore ducale. Ci poteva stare il fallo da ultimo uomo.

Al 72′ Materazzi spinge leggermente Coly che girandosi lo colpisce al volto: lo scontro appare veniale, seppure deciso.

Al 4′ Couto colpisce al volto Maicon saltando con il gomito alto: gioco violento, ci poteva stare l’espulsione.

Al 14′ Parravicini travolge Balotelli: da regolamento è rosso diretto, ma l’arbitro ammonisce soltanto.

Al 67′ Castellini falcia da dietro Balotelli: da regolamento è rosso diretto, ma l’arbitro ammonisce soltanto.

-

Detto quanto sopra, se andiamo a contare tutti i calci di rigore nelle 38 giornate che hanno destato più di qualche dubbio, questa è l’evidenza documentabile (il resto è noia):

Rigori a favore concessi Rigori a favore non concessi Rigori contro concessi Rigori contro non concessi
6 8 1 4

Questa è la realtà del campionato dell’Inter. Se ponderiamo la somma finale delle quattro colonne, è abbastanza evidente la sostanziale parità: sommando la prima e la quarta colonna che rappresentano i “favori” contro la somma della seconda e della terza colonna che rappresentano gli “sfavori” il risultato finale è 10-9. L’Inter sarebbe dunque in credito di 1 solo rigore, e per un rigore su 38 partite bisogna richiedere l’intervento dei Marines gridando allo scandalo della sudditanza arbitrale? Il credito di 1 rigore avrebbe falsato il campionato? Nei romanzi di fantacalcio… forse… Se si vuole essere obiettivi e sportivi, ci vuole grande fegato a sostenere una cosa del genere, se poi si vuole essere per forza tifosi allora non conviene neanche stare a discutere.

Nella tabella seguente invece vengono presi in considerazione i cartellini rossi: nella prima colonna sono conteggiati i giocatori dell’Inter che sono stati espulsi in maniera frettolosa e fiscale, nella seconda colonna i giocatori militanti nelle squadre avversarie dell’Inter che dovevano essere espulsi ma non sono stati sanzionati con il rosso, nella terza colonna i giocatori dell’Inter che andavano espulsi ma non sono stati sanzionati con il rosso.

Espulsioni contro Espulsioni “favorevoli” non sanzionate Espulsioni “sfavorevoli” non sanzionate
2 (3) 10 3

Come si evince dalla tabella, le massime sanzioni disciplinari sono state quasi tutte contro l’Inter: in ben 12 (13) casi, che equivalgono a 10 partite, la squadra nerazzurra avrebbe dovuto giocare in superiorità numerica oppure continuare a giocare in parità numerica (in 4 occasioni il risultato finale è stato sfavorevole: queste partite come si sarebbero concluse se gli arbitri avessero comminato le giuste sanzioni?). Al contrario, sono soltanto 3 i casi in tutto il campionato nei quali l’Inter avrebbe veramente dovuto chiudere l’incontro in 10 ma ha continuato a giocare con tutti gli effettivi. Quindi, gli errori arbitrali contro l’Inter in fatto di errata gestione dei cartellini rossi risultano essere di ben 12 a 3: le fantaclassifiche che circolano su internet e sui giornali hanno tenuto conto di questo dato? Perché questi “aiutoni” al contrario vengono sempre taciuti dagli avversari i quali sistematicamente tengono conto soltanto di ciò che fa loro comodo?

Televisioni e giornali ci hanno detto e ripetuto fino alla noia negli ultimi mesi che il punteggio finale dell’Inter è pompato, eccessivamente, fino a “falsare” il risultato finale, dagli errori arbitrali. Ora, se la matematica non è una opinione, un ragionamento onesto e obiettivo che tenga conto dei fattori che regolano una partita di calcio, non può basarsi soltanto sulla base di somme e sottrazioni algebriche di gol su rigore, rigori non concessi, etc. etc. Ora, magari sarà difficile concordare sulla tabella di cui sopra che vede sostanzialmente in pari il bilancio nerazzurro, ma dove sono i +8, +10 o addirittura +14 punti? Dove sono i clamorosi e ripetuti “aiutoni”? Dove sono le 10 partite di fila che l’Inter avrebbe vinto soltanto grazie all’aiuto arbitrale, come afferma De Rossi? È più obiettivo questo riepilogo oppure quello di chi gioca al fantacalcio? Ovviamente invito tutti a segnalarmi ulteriori episodi da poter integrare in questa tabella, episodi documentabili attraverso le moviole televisive (quanto sopra è su base moviola Gazzetta dello Sport, i tabellini delle partite possono essere recuperati a questo sito oppure sul sito della Gazzetta stessa a questo indirizzo) presenti in giro per la rete. In ogni caso, è necessaria qualche interpretazione su quanto calcolato sopra per rendere palese ed evidente il modo di ragionare utilizzato nei vari casi. Va sottolineata l’importanza di contestualizzare l’evento, cioè il minuto nel quale avviene, per considerare soprattutto cosa è successo prima e il punteggio della partita: questo non viene fatto generalmente dalle moviole, ma è evidente che così il ragionamento viene falsato dalla fallace percezione dell’evento.

In Empoli-Inter, 2 minuti dopo il gol di Ibrahimovic poteva essere concesso un calcio di rigore ai padroni di casa. L’episodio non può essere considerato determinante perché mancavano 75 minuti di gioco e l’Inter aveva tutto il tempo di segnare il secondo gol, tanto più con un punteggio di parità. In Livorno-Inter il gol annullato ad Ibrahimovic appare regolare: al mancato rigore del possibile 2-0 per i padroni di casa fa da contraltare quello non concesso all’Inter per falli contemporanei su Adriano e sul Genio e l’episodio testé citato; l’andamento della partita ci fa optare per un “-1″. In Inter-Lazio a sbloccare il risultato c’è un rigore più dubbio che generoso, assegnato al 22′ ma la partita era senza storia già da 10 minuti: in ogni caso un episodio seppure importante nel primo quarto di gara non può essere considerato determinante. La tanto contestata Inter-Roma vede un arbitraggio di Rosetti sostanzialmente uniforme: Mexes viene ammonito per comportamento non regolamentare; «due minuti dopo l’altro giallo: fallo da dietro su Crespo, è già stato avvertito dopo un simile fallo sull’argentino: giallo per falli ripetuti», come già successo in precedenza (moviola Gazzetta). Poteva però starci anche il secondo giallo su Burdisso qualche minuto prima: difficile in questo caso decidere quanto questi eventi abbiano influito sulla bomba finale di Zanetti, episodio del tutto casuale. 4 giorni dopo, in Napoli-Inter Contini non viene neanche ammonito per una gomitata a Balotelli che appare volontaria: da regolamento sarebbe da rosso, ma l’arbitro lascia proseguire e quando all’85° minuto Contini viene ammonito per aver colpito con il gomito (ancora!) Suazo, può tranquillamente rimanere in campo; stessa cosa dicasi per Blasi: l’arbitro non interviene per il suo duro intervento su Figo, e quando lo ammonisce al 65′ per fallo di mano, non scatta la dovuta espulsione; per l’andamento della partita non ci sentiamo di aggiungere alcun punto all’Inter, anche se appare evidente che giocare gli ultimi minuti in 11vs9 avrebbe potuto cambiare il risultato finale della partita. In Siena-Inter la partita viene sbloccata da un rigore inesistente, ma siamo solo al 25′: difficile pensare che questo errore sia stato decisivo ai fini del risultato, tanto più che il Siena pareggia subito sulla reazione post-gol. Tolto soltanto 1 punto invece di 2. In Inter-Empoli, il vantaggio nerazzurro matura con un rigore inesistente, ma la partita di chiude in 10vs11 quando invece doveva chiudersi 11vs10 già al termine del primo tempo. Ingiustificabile pensare che la vittoria dell’Inter sia frutto soltanto di quel rigore, tanto più che Julio Cesar ne para uno ai toscani. Tolto soltanto 1 punto invece di 2. In Catania-Inter il pubblico contesta con cori ironici l’arbitro che però non commette errori sui rigori non dati ai padroni di casa: il contatto tra Burdisso e Spinesi è veniale, quasi ininfluente, mentre sul tiro di Martinez sempre Burdisso respinge con la coscia e non con il braccio come chiedevano i giocatori catanesi. In Genoa-Inter l’espulsione fiscale ed eccessiva di Pelè cambia la partita a tutto svantaggio dell’Inter. Il pareggio ci sta per l’evoluzione della partita, ma in 11vs11 poteva essere un incontro diverso: visto il secondo tempo dei liguri, manteniamo il punteggio finale.

Non ripeterò la stessa operazione per la Roma, magari ci penserò un’altra volta. Tuttavia, qualche piccolo appunto utilizzando lo stesso ragionamento applicato ai danni dell’Inter: 7ª giornata, il vantaggio della Roma sul Parma è viziato da un fallo di Vucinic su Zenoni non fischiato; all’8ª giornata, in Roma-Napoli la punizione che genera il momentaneo 4-3 per i giallorossi è inesistente: non è Hamsik a colpire Cassetti ma il giallorosso a cercare il contatto; 21ª giornata, in Siena-Roma Totti colpisce con un 2 pugni il portiere Manninger, sarà soltanto ammonito: il regolamento prevede rosso diretto per gioco violento e una squalifica aggravata dal suo essere capitano: vista la larga vittoria del Siena, il problema sarebbe di minor conto se non fosse che alla 22ª giornata, in Roma-Reggina, a sbloccare il risultato ci pensa Panucci al 21′ su cross di… Totti!!! 24ª giornata: mentre Roma-Fiorentina è sullo 0-0, Kuzmanovic insacca alle spalle di Doni ma l’arbitro Morganti annulla per fallo di Vieri su Ferrari, fallo che al replay si palesa come inesistente: la Roma vincerà poi la partita di misura. 33ª giornata, Udinese-Roma, sul risultato di 1-0 per i friulani Totti manda ripetutamente e platealmente l’arbitro “a fare il turista”, soltanto ammonito (partita falsata in favore della Roma, che riuscirà a rimontare il risultato: se fosse rimasta in inferiorità numerica?); 34ª giornata, in Roma-Livorno sullo 0-0 Tavano viene fermato due volte (solo contro Doni) per fuorigioco inesistenti (possibile rigore su Vucinic, l’1-1 sembra corretto ma partita falsata in favore della Roma: difficilmente Tavano avrebbe sbagliato a tu per tu contro il portiere per due volte). Qualche esempio tanto per dire che non mi risulta che la Roma sia stata la vittima immolata di questo campionato.

Il presente articolo è disponibile in formato pdf al seguente clic. Per correttezza, la tabella qui contenuta che rappresenta la prima versione del lavoro verrà lasciata inalterata: eventuali aggiornamenti saranno apportati soltanto al file presente in remoto.

Aiutiamo Fabio il marmista di Testaccio

maggio 22nd, 2008
No Gravatar

Abitare a Roma significa anche sostenere i cittadini in difficoltà. Così, tramite i circuiti della TV della Libertà, sono venuto a conoscenza del caso di Fabio Franceschini, storico marmista di Testaccio da decine di anni che si trova sul lastrico a causa del campo rom abusivo che è stato impiantato da tempo lungo l’unica strada di accesso al suo laboratorio. Potete seguire la vicenda e firmare la petizione qui di seguito:

Articolo su Libero

Continuate a seguire la vicenda su http://grandebugia.splinder.com/

Inter Campione d’Italia!!! E sono 16…

maggio 18th, 2008
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Gufi d'Italia

Gufi d’Italia unitevi!!! C’avete provato, avete sparato escrementi fino all’ultimo secondo, per tutto l’hanno l’avete menata contro l’Inter, adesso INCHINATEVI ai CAMPIONI D’ITALIA!!! L’Inter ha sofferto, non è ancora il momento per tirare le somme finali di questa stagione perché già incombe la finale di Coppa Italia contro i nuovi rivali storici della Roma. Però, lo scudetto nell’anno del centenario, continuando una tradizione iniziata 9 anni fa con il Milan, era quasi obbligatorio, soprattutto dopo l’eliminazione ancora una volta precoce dalla Champions League. I nerazzurri hanno dominato come un rullo compressore la prima parte della stagione, poi si voglia per gli infortuni, si voglia per la preparazione, si voglia per il vantaggio acquisito, hanno rallentato fin troppo favorendo la grande rimonta dei giallorossi che hanno avuto il merito di crederci fino agli ultimi 10 minuti del campionato.

È stata certamente una stagione straordinaria: a Parma l’Inter ha sfatato gli incubi di Mantova nel 1967 e di Roma nel 2002. Ha superato i momenti difficili, ha sfruttato al massimo il vantaggio acquisito concludendo con 3 punti di vantaggio sulla seconda. 85 bigliettoni sono sempre un bel punteggio, d’altronde i 97 della scorsa stagione sono un record difficilmente ripetibile, soprattutto nel campionato italiano, che dopo decenni è tornato ad essere emozionante lungo tutte le sue 38 giornate in ogni sua estensione (retrocessione, Europa, Champions, Scudetto). Complimenti agli sconfitti, di tutte le categorie e, con il Milan in Coppa Uefa, finalmente i tifosi interisti possono togliersi un piccolo sassolino dalla scarpa. Per il macigno ci sarà tempo… Adesso silenzio, un solo grido…

FORZA INTER CAMPIONE D’ITALIA!!!

We are the Champions


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