In quel di Arcore fervono i preparativi: corrono tutti quanti, scatoloni ovunque, uomini a lavorare alacremente. Il giardino antistante la casa comincia a riempirsi: striscioni, bandiere e cori. Ilvio III è appena arrivato e viene assalito dall’urlo della folla festante: «Walter Santo Subito!». Topogigio probabilmente non presenzierà alla cerimonia, che tuttavia verrà officiata in grande stile, in pompa magna: il 2008 segna la svolta epocale del Paese Italia, talmente epocale che quasi certamente i tanti libri di storia che si stanno scrivendo dovranno essere totalmente rivisti. Nel giro di due settimane, cade il centrosinistra, muore la sinistra comunista, il fiore all’occhiello dei sindaci progressisti, il feudo rosso nel Lazio nero, Roma per la prima volta nella sua storia repubblicana verrà guidata da un sindaco di centrodestra e per di più proveniente dall’area missina! Che evento, che cambiamento! “Quel che la CIA e Licio Gelli non sono riusciti a fare in 50 anni l’ha fatto Veltroni in 6 mesi” ha detto con una battuta che sintetizza una grande verità il comico Crozza. Spiegare i motivi di questa impensabile debacle probabilmente è impresa improba: c’è chi ha dato la colpa al “voto utile”, c’è chi ha dato la colpa alle strumentalizzazioni dei problemi sociali, c’è chi ha dato la colpa alla “stupidità degli italiani” (ma perché si doveva vergognare Berlusconi quando disse una cosa simile? Cos’è, se chi è di sinistra da del coglione a chi è di destra fa bene ed è illuminato, mentre se avviene il contrario è un bastardo fascista?)… Ah il fascismo: finalmente è caduto l’ultimo tabù!!! 2 settimane a rompere le scatole sulla “Marcia nera su Roma”, sul “marcio a Roma” (con un gioco di parole), sui “fascisti su Roma” e poi i Romani che ti combinano? Dopo 60 anni “sfanculano” questi sinistrorsi e vogliono essere governati da una giunta di centrodestra! HAHAHA, la sinistra è morta su quegli stessi stereotipi che da 15 anni la caratterizzano nella lotta antiberlusconiana, ha visto scemare la cosiddetta “appartenenza di partito”, gli Italiani non votano più per ideologia ma per bisogni e a questi bisogni la classe dirigente della sinistra italiana non è più in grado di coglierli, non sa più come risolverli perché ancora una volta alla prova dei fatti dimostra di essere incapace di farlo e di fallire aumentando addirittura quei problemi.
La superbia e l’arroganza di quella sfilza di nomi che corrispondo a sequenze di lettere quali Veltroni, Rutelli, Bertinotti, Diliberto, è stata (per nostra fortuna) la loro rovina: ancora pochi giorni or sono Ermete Realacci ha avuto l’incredibile pensata di definire Roma «Comune sicuro e ben governato», con gli ex-ministri (come Bersani) che continuavano a decantare gli splendidi risultati del vetusto governo Prodi: mentre sui giornali si aprivano le riflessioni sull’incapacità di saper fotografare il Paese (ragione della vittoria di Berlusconi), dall’altra parte si continuavano a ripetere stantie vittorie che con il passare del tempo si rivelano per quello che sono, fumo fumo e fumo. Il risanamento dei conti non c’è stato, anzi il debito pubblico aumenta; il problema dei salari non è stato risolto, anzi l’inflazione ha raggiunto livelli record; le tasse aumentano ma i servizi peggiorano; la crescita è la più bassa d’Europa ed è tornata a zero; i “tesoretti” sono stati utilizzati per manovre populiste e non per sistemare le casse del Paese e si potrebbe andare avanti a lungo. Per non parlare del problema della sicurezza: aumentano i crimini a dismisura e la sinistra parla di integrazione, aumentano gli stupri e c’è chi propone il braccialetto per le donne (come Rutelli)! Laddove si sente l’esigenza di mettere paletti all’immigrazione clandestina, si risponde con il crimine come motivo di dura condizione sociale, con lo stupro da giustificare con una mancata regolare attività sessuale: e se si vuole punire lo straniero che delinque, arriva il saltimbanco Grillo di turno che risponde che non dobbiamo prendercela con gli stranieri clandestini perché anche gli Italiani sono criminali… Certo: siccome gli Italiani sono criminali, lasciamo delinquere anche gli stranieri!!! Roba da far accapponare la pelle, se non si andassero a vedere i personaggi che pronunciano tali pensieri per farsi soltanto una grassa risata.
L’Italia si rialza e Roma cambia perché i cittadini si sono stufati della falsa politica, di chi si presenta come il nuovo e sta in politica da 40 anni, di chi dice di andare da solo e poi s’apparenta con tutti, di chi vuole cambiare la politica utilizzando gli uomini che la calpestano da 30 anni… S’è stufata di 2 anni di promesse mai neanche portate al tavolo del Governo, s’è stufata di 15 anni del gruppo di potere romano che non ha risolto neppure uno dei problemi che attanagliano la capitale: certo, cinema, basket, notti bianche, insomma cultura e sport a gogò. Ma come usufruirne se i parcheggi scarseggiano, se il traffico è impazzito, se i clandestini ti rapinano e ti borseggiano? Si vogliono distribuire i profilattici di Stato, si vogliono mettere in piedi strutture per drogarsi in modo sicuro e poi non ci si accorge che si vive in una società dove sta diventando gravissimo il problema dell’abuso giovanile di alcool, dove le povertà e le miserie stanno aumentando (come i proventi delle compagnie telefoniche mobili, che guadagnano grazie ai soldi spesi dai cittadini “poveri”…). Ecco che allora gli Italiani capiscono (e qui forse gioca un ruolo non futile l’antico cattocomunismo, che finalmente lo possiamo dichiarare morto): drogarsi non è un diritto, scopare sulle piazze italiane non è un dovere, l’Italia non è la Domus Caritas dei clandestini del mondo e agli Italiani interessa che il Paese venga governato come si deve e non che Berlusconi rimanga all’opposizione.
Il mondo della politica italiana ha subito un terremoto epico: sparito il frammentarismo parlamentare, agonizzante il comunismo, il duro compito che aspetta chi governerà Roma e l’Italia, la riflessione profonda e lunga che dovrà fare il PD. Si apre una nuova fase sulla quale ora è difficile esprimersi: il fallimento non può essere previsto dal PdL, ma capiremo la direzione che prenderà il Paese soltanto quando i Governi nazionale e locali cominceranno ad operare. Stay Tuned!





