Archive for dicembre, 2007

Concertare, concertare, concertare…

dicembre 15th, 2007
No Gravatar

Che il mondo della politica italiana (soprattutto ma non solo) stia attraversando una fase di regresso è risaputo… Che nonostante Mani Pulite (ma lo erano quelle dei giudici che allora conducevano le indagini?) forse non è mai cominciata una Seconda Repubblica pure… Che tutti siano ossessionati dalla “concertazione” un po’ meno. In effetti il verbo concertare è una delle parole d’ordine attualmente più in voga: ogni decisione va concertata con gli alleati, e prima di essere presa bisogna che tutti siano d’accordo. Ma, dal momento che da tutti quanti arriva il monito di avere una politica più veloce, efficace e incisiva, siamo sicuri che tutto questo concertare sia sempre la via migliore? Personalmente non ne sono sicuro, e proverò a spiegarlo con alcuni esempi.

In base alle attuali leggi, ogni volta che bisogna fare un’opera di interesse nazionale bisogna sempre scontrarsi con tanti soggetti a vari livelli: innanzitutto con gli alleati di coalizione (si pensi alle continue opposizioni ideologiche della sinistra estrema), poi a scendere con le regioni, le province ma soprattutto con i comuni, per non parlare delle comunità montane e loro simili. La nazione ha bisogno di un rigassificatore? Facciamolo, ma non sul mio territorio. La nazione ha bisogno di una discarica? Facciamola, ma non sul mio territorio. La nazione ha bisogno di un’arteria di collegamento importante con il resto d’Europa? Facciamola, ma non sul mio territorio. Questo atteggiamento, altrimenti noto come “fenomeno nimby“, è figlio di un errato concetto di concertazione, di accordo a tutti i costi. Se ad un amministratore gli si ricorda che l’interesse nazionale viene prima dell’interesse privato, probabilmente vi sentirete rispondere che invece è più importante il contrario, oppure che lui fa soltanto il suo lavoro, e tanti saluti.

Prendiamo ad esempio un caso limite, più banale: gli imbrattatori delle città, che “artisticamente” chiamiamo writers. Sapete perché non esiste alcun modo di fermarli , di impedire che rovinino interi quartieri se non anche centri storici? Perché impedire che si sporchino i muri significherebbe allo stesso tempo togliere lavoro a chi quei muri li deve pulire (e spesso sono aziende amiche degli amministranti), togliere lavoro a tutta quella schiera di sociologi, di filantropi, di critici d’arte, di associazioni culturali, alle quali appartengono tutti quei personaggi che campano su quello che chiamano disagio giovanile e di cui sparlano in dibattiti televisivi, in finti premi artistici, e chi più ne ha più ne metta. Tutti questi personaggi sono, in soldoni, voti elettorali, e se sparissero i writers o quanto meno venissero confinati lì dove meritano (periferie et similia), con chi si dovrebbe discutere, con chi si dovrebbe “concertare” per risolvere il problema? D’altronde, un problema risolto è un problema di meno, e si sa che meno problemi si hanno, meno si ha bisogno di gente che li risolva. E questo alla politica non può andar bene, perché la politica vive anche sulla necessità di piazzare amici, amici degli amici, financo amici degli imbucati, e non si può certo mandarli a lavorare nei campi o a spazzare le strade, per questi lavori ci sono gli extracomunitari o al massimo i laureati che non sono amici di nessuno, neanche degli sconosciuti…

Ancora recentemente, tornando più strettamente sul piano politico, ho sentito giovani di AN che dicevano (in soldoni): «Non si può far nascere un partito dalla sera alla mattina, c’è bisogno di concertare tra gli alleati». E perché? Per fare quel pastrocchio che a sinistra hanno chiamato PD e a capo del comitato romano di appoggio a Veltroni per la segreteria dello stesso hanno messo quel giovinotto di Oscar Luigi Scalfaro? Queste pirlate lasciamole fare alla sinitra, che ci si trova a suo agio: la destra doveva agire e farlo in fretta, doveva rispondere prontamente a quell’accelerazione che l’Ulivo ha dato al partito unitario in un momento nel quale il Governo veleggia sempre più verso uno stadio terminale. Concertare significa perdere anni di dibattiti estenuanti e inconcludenti, dove tutti avrebbero voluto ricevere il proprio personale tornaconto, a cominciare da coloro che si sentono già successori di Berlusconi.

Dobbiamo tornare ad un Paese dove cosa fare non venga deciso da una comunità montana, da due senatori del Sud Tirolo, da un partitino che ha raccolto lo 0,3% alle ultime elezioni. Ma per fare ciò, non bastano riforme elettorali, non bastano leggi di iniziativa parlamentare di dubbia utilità (impedire ai parlamentari indagati di candidarsi è astrattamente giusto, ma concretamente spero la gente si renda conto di quale potere politico si offre alla magistratura, e per di più lo si fa su un piatto di platino), serve una nuova concezione della res publica, serve una nuova concezione di cosa sia lo Stato, di quale siano i suoi interessi, e del rapporto che i cittadini devono avere con lo stesso: ricevere servizi e assistenza lo si può fare soltanto se la macchina burocratica funziona, ma per farla funzionare non possiamo più andare avanti con la concertazione sempre e ovunque, anche perché concertare, “in politica”, significa dare una fetta di torta a tutti quanti possibilmente ad ognuno in egual misura, cosa che in definitiva significa che per lo Stato il piatto rimarrà sempre vuoto. E quando il piatto è vuoto, lo Stato bussa ai cittadini per riempirlo, e credo che gli italiani lo abbiano capito fin troppo bene dall’andamento della tassazione ogni volta che un governo amante della concertazione come quello di centrosinistra finisce al potere. Non che nel centrodestra si sia immuni da atteggiamenti di questo genere, ma ciò richiederebbe altro spazio e altro tempo che non voglio portare via al gentile lettore che fin qui è arrivato.

Alla prox.

Berlusconi, Santoro e fantasia…

dicembre 14th, 2007
No Gravatar

Sono sicuro che Luigi Comencini si rigirerà nella tomba a leggere questo accostamento tutt’altro che rispettoso tra il titolo di questo post del mio blog ed uno dei must della commedia all’italiana. Quello che sta avvenendo in questi giorni nel Bel Paese, se non facesse ridere per la sua comica tragicità, dovrebbe indurre tutti quanti ad un serio momento di riflessione. Come tutti sapete, l’esimio Cavaliere sta per toccare quota 100 denuncie (a patto che non le abbia già superate, ma il mio conto è fermo a 98): a darne notizia è come al solito La Repubblica, giornale che oramai è diventato militante dell’ideologia di sinistra, a essere coinvolta è la solita Procura (questa volta di Napoli). Oggetto del contendere sarebbero corruzione di senatori e corruzione di un dirigente Rai, nello specifico Agostino Saccà. Perché prima ho detto che si tratterebbe di una comica tragicità è presto spiegato. La magistratura italiana non può esistere, non avrebbe motivo di esistere, se non stesse indagando Berlusconi: da quando è sceso in politica ogni anno le Procure fanno a gara a chi trova l’imputazione più fantasiosa. Questa volta è toccato alla città di Napoli, la cui Procura non solo ha violato la legge, rivelando ad un giornalista contenuti di intercettazioni coperti da segreto di ufficio, ma l’ha violata due volte, perché tali intercettazioni non sono state autorizzate dagli organi competenti (nella fattispecie il Parlamento). Insomma, la si mena sempre dicendo che Berlusconi si fa le leggi ad personam, ma a quanto pare c’è qualcuno che della legge se ne infischia direttamente, e quando questo qualcuno appartiene alla magistratura è evidente che si possa e si debba parlare di democrazia in pericolo. Per altro, i capi d’accusa fanno più ridere di una barzelletta di Zelig: ad alcuni senatori Silvio avrebbe offerto posti di rilievo nella prossima legislatura in cambio della caduta dell’attuale Governo. Ma, l’attuale Governo come si regge in piedi se non con la compravendita di posti di potere ad amici e conoscenti degli amici? :o Corollario di ciò è la questione relativa ad alcuni posti Rai che Berlusconi avrebbe segnalato a Saccà per l’assegnazione a raccomandati di quei senatori che il Cavaliere vorrebbe trarre dalla sua parte. Ma ci dimentichiamo che in Rai lavora il fidanzato della Clerici senza avere alcun diritto, alcun titolo di studio, senza aver fatto alcun concorso per occupare quel posto? Ma veramente di cosa stiamo parlando!!! Del bue che dice cornuto (ehm, coglione) all’asino?

Tornano poi sempre di moda, adesso che per la prima volta dopo tanti anni sembra trovarsi un accordo di massima tra Forza Italia ed un partito esponente del centro-sinistra, i soffioni del conflitto d’interessi. Ma vediamone qualcuno:

non è conflitto di interessi quando un magistrato indaga un esponente del centro-destra (nella fattispecie Storace per i ben noti avvenimenti delle elezioni regionali del 2005) e poi entra a far parte dell’entourage di un Ministro del Partito Comunista?
non è conflitto di interessi quando un Ministro della Giustizia trasferisce un magistrato “reo” di aver indagato su di lui e sul Presidente del Consiglio (di centro-sinistra)?
non è conflitto di interessi quando tutte le principali trasmissioni di approfondimento politico del servizio televisivo nazionale, la Rai, sono condotte da giornalisti dichiaratamente di sinistra (Santoro, Floris, Annunziata, Gabanelli), che producono servizi e reportage smaccatamente forzati se non addirittura vergognosi, da vero e proprio antigiornalismo (altro che pseudo)?
non è conflitto di interessi quando tutti i santi giovedì sera il trio Santoro, Travaglio (anche detto TorqueMarco), Vauro, insultano, attaccano, offendono Berlusconi e gli elettori del centro-destra a volte anche con notizie inventate di sana pianta senza alcun contraddittorio (l’unico che fecero con il giornalista Filippo Facci fu un disastro per Travaglio, e infatti hanno trovato il modo per farlo fuori dalla Rai, complici anche i parlamentari di sinistra sempre attenti alle questioni “democratiche”, sebbene i conduttori di AnnoZero si siano dimostrati contrari a questa cosa)?

Cosa è più grave, che il Paese sia governato da chi possiede tre televisioni (dove, sia detto tra parentesi, passano programmi apertamente contro Berlusconi), oppure che il Paese sia governato da chi si fa i porci comodi suoi utilizzando tutto ciò che è in suo potere utilizzare (servizio pubblico, magistratura, Coop rosse, Banche, e chi più ne ha più ne metta, tanto va bene tutto quanto), come fa la sinistra? Qualcuno ha detto che tutto ciò è frutto di chi ha «la faccia come il culo», e non si può non essere perfettamente d’accordo. Qualcun’altro ha detto che mentre ci si concentra sui presunti “traffici” di Berlusconi, decine di altri e di ben più grave entità ne avvengono in quel mercato delle vacche che è il Parlamento (e rispetto massimo per le vacche!), tra telefonate e incontri sotto banco che in gergo tecnico vengono generalmente chiamati “arte della diplomazia“: l’unica cosa che non mi torna è come mai quando ad usare questa arte è il leader del centro-destra, si mette in moto tutto l’amba aradam mediatico e processuale… Misteri tutti sinistri, ma anche per questo tutti italiani.

Alla prox.

EDIT: il buon Tulkas ci rivela chi sia il giudice napoletano che ha incriminato Berlusconi con l’accusa più fantasiosa dell’anno:

«Paolo Mancuso, fratello di Libero (giudice della strage di Bologna oggi nella giunta Cofferati), è stato il capo della direzione distrettuale antimafia di Napoli… con ottimi risultati sotto gli occhi di tutti :(

Entrambi sono guarda caso esponenti di Magistratura Democratica, la corrente di sinistra della magistratura, nonchè la corrente maggioritaria, e Paolo scrive sull’edizione napoletana di Repubblica, che guarda caso ha pubblicato le intercettazioni…. ma lui non centra nulla ovviamente!»

Fonte: Giudice imparziale?

E taluni si ostinato pure a chiamarlo conflitto d’interesse!!! :D

Serie A: l’Inter che stravince…

dicembre 13th, 2007
No Gravatar

Per un anno ci siamo dovuti sorbire, noi interisti, la solfa che il campionato era anomalo, che era troppo facile, che le big erano state tutte annullate dai tribunali (ma la Roma???) e che la nostra vittoria non valeva quasi nulla. A distanza di un anno, un campionato dopo, tutte le big ci sono, sono tornate in serie A pure Napoli, Genoa e Juventus, le squadre Roma compresa si sono rafforzate e cosa è cambiato??? NULLA, l’Inter ha continuato a rullare tutti quanti imponendo la sua strapotenza fisica anche in Europa, laddove aveva in precedenza fallito. E oggi dove sono tutti quei tromboni che accusavano??? Oggi li ritroviamo a dire che se le loro squadre sono così in ribasso, la colpa è degli arbitri, perché se costoro non avessero sbagliato, ora le varie Milan, Juventus e compagnia bella sarebbero alla pari dell’Inter o magari addirittura sopra… Roba da far accapponare la pelle a chiunque abbia un minimo di senso calcistico e abbia la bontà di comparare e valutare oggettivamente la differenza che esiste tra l’Inter e il resto d’Italia. I più furbi provano a buttarla in caciara dicendo che in fin dei conti la differenza la fanno essenzialmente Ibrahimovic e Vieira: ma se andiamo a vedere le formazioni titolari, Ibra ha visto anche qualche partita dalla panchina ma la squadra ha vinto lo stesso, il francese ha giocato soltanto 70′ (quelli sfortunati della sconfitta in Supercoppa di Agosto) e da settembre è fermo ai box. Si aggiunga che in tutto questo periodo anche Materazzi è stato fermo in infermeria, che da oltre un mese l’intero centrocampo titolare dell’Inter (eccezion fatta per Cambiasso) è menomato da infortuni anche piuttosto gravi (la frattura alla gamba di Figo, la rottura del muscolo per Dacourt, il persistente dolore al piede di Stankovic). Se facciamo esordire un centrocampista portoghese ventenne come Pelè che tira fuori una ottima prestazione mica è colpa nostra… La colpa sarà degli altri che non l’hanno preso prima di noi!!! Se la nostra panchina è composta da 11 giocatori che giocano in nazionale e che dovunque sarebbero titolari, mica è colpa dell’Inter. Si esalta sempre la Juventus, squadra dal carattere indomabile che negli ultimi minuti trova sempre il colpo risolutore: dicono gli esperti che alla lunga, se rimane a così relativamente breve distanza dai primi in classifica, potrebbe essere una squadra ostica. Ma, se mi si permette, cosa ha costruito a fare l’Inter due formazioni titolari se poi non è in grado di affrontare due tornei? E poi chi l’ha detto che a febbraio, quando ricomincerà la Champions, il distacco sarà ancora così “limitato”??? Quanto potrà essere determinante non avere i turni infrasettimanali di coppa se poi il distacco supera la doppia cifra?

L’Inter non deve temere nulla e nessuno. L’unica che deve temere è se stessa e la possibilità che abbassi i giri del motore qualora le avversarie non riuscissero a tenere il passo: quello sarà il momento fondamentale nel quale bisognerà reggere e tenere duro, perché con la vittoria a 3 punti ci si mette davvero poco a tornare in corsa, e non dimentichiamoci che soprattutto i giallorossi hanno oltre ad una ottima formazione anche una mentalità che negli anni scorsi sembrava mancare e che è stata sempre il principale punto debole della squadra capitolina. L’unica cosa che manca loro è la strapotenza fisica da rullo compressore: chi apre la strada lo troviamo sempre, poi gli altri si aggregano ad asfaltarla… :D

Alla prox.


Bad Behavior has blocked 87 access attempts in the last 7 days.