Archive for novembre, 2007

Il centro-destra contro Berlusconi?

novembre 24th, 2007
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La terza settimana di novembre è stata certamente una delle più calde (nonostante il meteo) della politica italiana: da una parte la finanziaria 2008, dall’altra il nuovo partito annunciato dal Cavaliere Silvio Berlusconi, dal nome ancora incerto. La mossa del Silvione nazionale ha scatenato l’elettorato del centrodestra: in pochi giorni, i sondaggi davano infatti il Cavaliere tornato davanti all’amico Fini, che appena un mese fa sembrava il preferito come successore alle prossime politiche (sicuramente del 2011, ma si spera per il bene dell’Italia molto molto prima). E cosa combina l’amico Finazzo? Si allea con quel Casini che meno di un anno fa accusava di separatismo in casa e con lui scrive un comunicato congiunto nel quale accusa Berlusconi di populismo laddove invece servono progetti per far cadere Prodi. Servono progetti? E quelli di Fini e di Casini dove sono? Ben ha risposto Berlusconi «A voi i progetti, a me i voti»…

Questo è quello che penso: l’idea che possa essere Berlusconi a far cadere il Mortazza fa semplicemente andare fuori di testa tanto Fini quanto Casini. Infatti, se ciò dovesse avvenire Silvio sarebbe il leader del Centro-Destra per i prossimi 10 anni, senza se e senza ma: soprattutto a Fini, che in qualche modo già si sentiva suo successore, questa cosa non può far piacere (per la prima volta ha pure appoggiato la riforma del sistema radio-televisivo, come a dire “se mi fai uno sgarbo ti rendo pan per focaccia”). Tanto è più vero questo se si considera che i partiti più piccoli, vedasi Storace, la Mussolini ma anche lo stesso Rotondi, guardano con favore alla nuova iniziativa politica, alla nuova “discesa in campo” del Cavaliere di Arcore. Riappropriatosi del favore elettorale del suo popolo, Berlusconi ha poi spiazzato mezzo mondo politico annunciando di voler dialogare con il nuovo PD di Veltroni: proprio il PD, la stampella del Governo Prodi, è probabilmente alla base di questo improvviso cambio di rotta di Silvio, che ancora ad Agosto non aveva fatto trapelare nulla del suo nuovo progetto (a patto che esistesse già a quel tempo). Ora, Fini e Casini devono nuovamente confrontarsi con il PpL: da una parte perché da soli non vanno da nessuna parte (insieme non raggiungono neanche lontanamente la sola Forza Italia, a meno di qualche terremoto interno), dall’altra perché la loro strategia è stata sconquassata da questo evento assolutamente imprevisto e per certi versi imprevedibile almeno nei tempi nei quali si è realizzato; senza dimenticare che non possono trattarlo come un “avversario”, perché così facendo regalerebbero una grossa fetta dei loro votanti che si andrebbe ad aggiungere a quella che attualmente Silvio ha preso con la geniale improvvisa mossa del nuovo partito. Sicuramente, i milioni di cittadini che hanno firmato nei gazebo del Centro-Destra per dire basta a questo Governo fantoccio di (Centro-)Sinistra forse non saranno proprio 8, ma anche (ammesso e non concesso) che fossero soltanto la metà, sono stati la forza che ha portato da una parte Berlusconi a ritrovare le energie necessarie per tornare a tempo pieno sulla scena politica, dall’altra hanno fatto capire a Fini e Casini che adesso il loro elettorato rischia di essere territorio di “shopping” elettorale con tutto ciò che ne consegue in termini di peso e di importanza, anche nel dialogo con Veltroni (e il suo “maanchismo”). E se vogliamo dirla tutta, il piccolo vuoto lasciato accanto a Veltroni che in quel di ottobre si era appropriato del ruolo di leader della scena politica, di fronte alle titubanze di AN e UDC, è stato pappato dal Silvio con una mossa alla “Cesare” da veni, vidi, vici, secondo il ben noto detto “Chi prima arriva…”, è tornato leader incontrastato del Centro-Destra, e sottolineo “centro”, perché i tentativi sottobanco di costituire un forte centro come terzo polo in grado di scardinare il bipolarismo italiano, con il PpL modello PpE riceve una batosta ridimensionante di non piccole dimensioni. Nel 1994, al tempo della prima discesa in campo, Berlusconi in poco tempo ottenne una vittoria in grande stile: ora, sta preparando il campo per una nuova vittoria politica destinata a durare molto più a lungo della precedente. Con buona pace di chi pensava di poterne prendere il posto a stretto giro…

Alla prox.

Cellule staminali e ricerca scientifica

novembre 24th, 2007
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Ha fatto ovviamente un certo scalpore, negli ultimi giorni, la notizia relativa ad una recentissima scoperta scientifica: alcuni ricercatori cinesi e americani sono riusciti ad ottenere cellule staminali con le stesse caratteristiche di quelle embrionali.

Cellule staminali

È un metodo per altro che, favorendo l’ottenimento di cellule dal paziente stesso, per usi clinici eliminerebbe anche il problema del rigetto. Abbiamo dunque la prova che quando la scienza non si fa portatrice di bandiere ideologiche come l’assoluta necessità della ricerca sugli embrioni, si possono ottenere importantissimi risultati. Ricerche per lo più taciute al grande pubblico (in virtù proprio della necessità di assuefarlo ad un tema scottante come questo), se è vero che il prof. Vescovi, docente di Bio­logia all’Università di Milano-Bicocca e di­rettore scientifico dell’Istituto «Brain Repair» di Terni, già nel 2004 annunciava l’esistenza di metodi per produrre cellule staminali embrionali senza ricorrere agli embrioni. Sebbene la ricerca sia ancora agli inizi, sono evidenti le implicazioni bioetiche: sarebbe in tal modo possibile superare l’annosa questione degli embrioni. Già, codesti sconosciuti…

Si sente spesso ripetere che in fin dei conti soltanto il fondamentalismo religioso impedisce una seria ricerca scientifica, poiché codesti integralisti considerano l’embrione un essere umano, laddove invece non si tratterebbe di nient’altro che un “grumo di cellule”, un “nulla” o come qualcuno è arrivato addirittura ad affermare negli anni della lotta per il diritto all’aborto (!) un “cancro”… Stando così le cose, la ricerca sulle cellule staminali embrionali permetterebbe un grande avanzamento nelle cure delle gravi malattie umane che impediscono una “vita dignitosa”… Alché, mi si presentano dei pensieri di tal sorta… Se parliamo di avanzamento medico tout court, perché le persone che gridano contro la Chiesa quando chiede che sia riconosciuta la dignità dell’essere umano, poi fanno picchetti contro la sperimentazione sugli animali? Si potrebbe dire o tutti o nessuno, perché anche la sperimentazione sugli animali consente di avanzare nella conoscenza. Ma per loro, un animale vale più di un essere umano: ma se si tratta di esseri viventi, si dovrebbe impedire tanto di sperimentare sugli uomini quanto sugli animali.

Ma soffermiamoci un secondo sulla questione dell’embrione come essere umano: gli scientisti gettano fumo negli occhi della gente confondendola con il concetto di “persona”. Dicono infatti «come si permettono di mettere sullo stesso piano un feto con sua madre o con un bambino nato?»: infatti nessuno fa questa equivalenza, il “feto” non è un cittadino, non è una “persona” (non è cioè dotata di razionalità e autocomprensione), ma è e rimane un “essere umano” in fieri, quindi se possibile anche superiore allo stesso concetto di cittadino e di persona. Rincarano la dose mettendo a confronto la foto di un embrione e la foto di un bambino felice e gioioso. Ma in realtà, come detto, tale equivalenza esiste soltanto nella loro mente, e fa davvero riflettere il fatto che codesti attribuiscano ad altri ciò che loro vogliono che gli altri pensino per poterli poi accusare di oscurantismo scientifico. In realtà, non mi risulta che si sia mai risposto alle seguenti domande:

  1. è stato stabilito quale sia il numero di cellule superato il quale l’embrione diventa essere umano?
  2. è stato stabilito quale sia il minuto nel quale l’embrione acquista lo status di essere umano?

Nessuno è in realtà in grado di fare una operazione del genere, ed è per questo che si stabiliscono delle “convenzioni” temporali nelle quali poter operare con libertà legislativa. Ma grazie agli studi condotti da Markkus Seppala, finlandese già presidente della Federazione Internazionale di Ostetricia, l’embrione comunica con l’endometrio producendo alcune proteine che hanno il ruolo di predisporre la parete uterina affinché accolga lo stesso: se quindi già in questo primissimo stadio (subito dopo la fecondazione) l’embrione è in grado di esprimere funzioni vitali, come lo si può definire un “grumo cellulare”? È qui che si trova il sottile dogmatismo dei laicisti, di coloro che propugnano l’assoluta libertà della ricerca scientifica: puntare sull’incertezza scientifica o meglio ancora, sull’ignoranza scientifica, per esprimere la loro ideologia. Nei loro programmi, accusano la Chiesa di fondamentalismo quando nella vera realtà il fondamentalismo è tutto loro. Non esiste la libertà dall’etica della ricerca scientifica, bisogna fare ricerca in modo responsabile, non è possibile guardare alle bio-tecnologie con uno sguardo utilitaristico: ciò che si può fare lo si deve fare. La vera libertà sta nella responsabilità di ciò che si fa. È per questo che è un dovere di tutti noi guardare con favore e con simpatia alle ricerche che percorrendo altre vie conducono al medesimo risultato: oggi, un nuovo filone di ricerca scientifica potrebbe essere stato individuato. È necessario che tutti concorrano affinché la strada sia felicemente percorribile, per dare alla scienza ciò che è della scienza, e all’essere umano la dignità che lo differenzia e lo eleva tra tutte le altre creature, la razionale autocomprensione della sua dignità.

Calcio violento e stato confusionale

novembre 13th, 2007
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Certamente è stata una domenica, quella appena passata, che sarà difficile dimenticare. Come tutti oramai sanno, poco dopo le 09:00 un giovane ragazzo viene colpito a morte nell’Autogrill di Badia al Pino presso Arezzo da un colpo partito dalla pistola di un poliziotto della Polstrada che stava svolgendo il suo normale compito di controllo nella carreggiata opposta. Subito, la prima cosa che viene in mente, è che il poliziotto l’abbia fatto apposta: le ricostruzioni dell’evento sono confuse, molteplici e poco comprensibili. Si va dal tentativo di sedare una rissa tra tifosi teppisti, a quello di tentare di fermare dei malviventi. Ma la notizia viene “ufficialmente” divulgata dopo le 12:00, cosa che fa subito sospettare che ci sia qualcosa sotto. È infatti per questo motivo che le frange estremiste del tifo nostrano subito si riversano in strada, cogliendo l’occasione del “poliziotto assassino di tifosi” per scontrarsi con le forze dell’ordine. In serata, a Roma si vive in uno stato di vera e propria guerriglia urbana con tanto di assalto alle caserme, come neanche ai tempi del terrorismo anarchico e brigatistico si era visto. Ma cosa è successo davvero all’autogrill? Boh, nessuno lo sa: ed è per questo che qualcuno ha avuto la bella pensata di dire che se il poliziotto dovesse essere dichiarato “innocente”, ovvero condannato soltanto per omicidio colposo, è perché si è voluto coprire il misfatto. Questo è il vero dramma del Paese: era ed è impossibile pensare che quella giovane vita fosse stata spezzata da un tragico incidente causato da una “inaccettabile imperizia”, serviva per forza un colpevole, a tutti i costi. Niente risultati scientifici, niente esperti balistici, quella è roba per i ben pensanti ed è utile soltanto a “scagionare” il colpevole. Perché è impensabile che il sig. Luca Spaccarotella di 31 anni possa aver semplicemente sbagliato? Perché lo si vuole per forza additare come un assassino? Con quale faccia tosta l’avvocato dei Sandri ha chiesto ai giornalisti di «avere coraggio nell’accusare il poliziotto di assassinio»? Da quando la verità viene dettata dal “coraggio” di dire certe cose invece che dalla scientificità nel determinare il reale svolgersi dei fatti? Mi sembra chiaro e lapalissiano che si sia di fronte ad una ideologia: l’ideologia che vuole il poliziotto protetto e difeso dai suoi colleghi e il semplice cittadino invece sempre a pagare… È semplicemente vergognoso che si sia arrivati fino a questo punto di bassezza morale. Incredibile poi lo stato confusionale sui fatti: il primo rapporto parla di una rissa tra gli appartenenti a tre autovetture, segnatamente alcuni juventini e alcuni laziali (non è dato sapere il ruolo del Sandri in questa vicenda); poi esce fuori un gestore dell’Autogrill che conferma questa rissa; poi coloro che sarebbero stati coinvolti che dicono “nulla è successo”; poi un tabaccaio di Roma che avrebbe visto il poliziotto sparare a braccia tese, quindi con chiaro intento di colpire qualcosa; oggi un benzinaio dichiara di aver visto l’agente correre per parecchie decine di metri, confermando quindi quanto lo stesso avrebbe dichiarato fin dal primo momento (e che al pubblico è stato reso noto soltanto nella mattinata di lunedì). Ma se fosse vera l’ipotesi del dolo, si prefigurerebbe una situazione del genere: il poliziotto si trova ad effettuare un controllo di routine presso la stazione dell’Autogrill di Badia al Pino; ad un certo momento si gira, e dall’altra parte della carreggiata, in senso opposto, vede una macchina passare: a questo punto, senza alcun motivo, aziona le sirene, spara un colpo in aria come da regolamento di Polizia, poi prende la mira e spara. Ci troveremmo di fronte alla follia più totale, ad un uomo che ad un certo punto impazzisce e comincia a vedere fantasmi con i quali fare tiro a segno. Non male per un “agente scelto” come il Spaccarotella, già in servizio in quel di Palermo, quindi persona abituata a vivere in situazioni di tensione piuttosto alte e frequenti… Se non che, ci si dimentica di un fatto elementare: da quella distanza nessuna persona, neanche un tiratore scelto, è in grado di colpire alla testa con una pistola una persona che si trova in una macchina in movimento mentre tra lui e la macchina stessa scorrono centinaia di altre macchine. Se veramente questo poliziotto ha sfidato le leggi che regolano le possibilità umane di compiere determinate azioni, sconvolgendole e vincendole, più che metterlo in carcere bisognerebbe elevarlo al grado di Generale Maggiore dei Tiratori Scelti. Sarebbe davvero un mostro sacro del poligono, uno da mandare alle olimpiadi a vincere tutti gli ori possibili. Eppure, questo fatto elementare è stato ricordato soltanto dall’ex-ministro Castelli nella trasmissione di Biscardi del lunedì sera. Ancora oggi, la gente che si recava nella camera ardente del ragazzo parlava di “ragazzo ammazzato”, di “vile gesto”, insomma prefigurando un dolo volontario da parte dell’agente di polizia.

Infine una piccola riflessione: tutto quello che è successo l’altro ieri è avvenuto perché Gabriele Sandri, altrimenti noto come GabboDJ, aveva al collo una sciarpa della Lazio. Se lo stesso Sandri non avesse avuto quella sciarpa al collo, e invece di andare a vedere Inter-Lazio si stesse recando in visita turistica ad Arezzo, nulla sarebbe successo: né una partita fermata, né 5′ di silenzio negli stadi, forse neanche la feroce levata di scudi contro le forze di polizia che aleggia in questi giorni sul popolo italiano. Questo forse è ancora PIÙ vergognoso e ideologico… Nessuno infatti ha chiesto di fermare le partite dopo il barbaro assassinio della signora Giovanna a Roma da parte di un rumeno, nessuno chiede che si fermi alcunché quando a morire sono i tanti innocenti che ogni giorno fanno solo l’errore di recarsi al lavoro per guadagnarsi da vivere (fatti altrimenti noti come “morti bianche”). E lo Stato? Incapace di gestire queste situazioni, senza essere stato veramente in grado di cambiare qualcosa dopo il terribile omicidio di Raciti (ed è semplicemente da nazisti paragonare l’omicidio di Raciti con gli eventi che hanno coinvolto il giovane tifoso laziale), fa nuovamente il pugno duro sparando nel mucchio, ovvero penalizzando quei milioni di tifosi che, prima ostaggio di qualche migliaio di ultrà, ora sono vittime dacché gli si impedisce di andare allo stadio o di andare in trasferta. Ha ragione Cosmi a dire che senza tifosi non si fa calcio, non si può fare ed è inutile farlo… Ma questa è un’altra storia.

Tributo al “Genio”

novembre 9th, 2007
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Siore e siori,
l’uomo dei sogni, il genio, l’ammazza speranze, lo spetta… In una sola parola:

I B R A C A D A B R A    e il dribbling di anima!!!

Serie A Tim: 11ª giornata – il punto

novembre 6th, 2007
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Siamo quasi giunti al primo terzo di campionato, è stata superata la metà del girone di andata e già si possono cominciare a tirare le prime somme. L’Inter conferma la sua supremazia in territorio italiano guidando la carretta delle squadre nazionali, la Fiorentina è la piacevole sorpresa della stagione, la Juve è la squadra che non molla mai mentre la Roma quella che molla spesso quando si trova in vantaggio contro le formazioni di rango inferiore. Il Milan appalesa i problemi che la attanagliano da un paio di stagioni e che qualcuno ha nascosto, erroneamente, dalla pur importante vittoria in Champions.

GLI ARBITRI: la mediocrità della classe arbitrale italiana oramai va avanti da diversi anni. Messa da parte la spiacevole vicenda dei campionati più o meno taroccati, i neroazzurri di Milano subiscono errori nella media standard, ma sono i rossoneri ad aver scoperto una faccia della medaglia che non conoscevano. Negli anni passati, quando noi gridavamo allo scandalo per gli incredibili e innumerevoli errori che ci negarono la vittoria di almeno uno scudetto, i “cugini” ci prendevano in giro chiamandoci perdenti. Oggi che invece non siamo più perdenti, Galliani fa i dossier sugli errori arbitrali… Certo, se la sua formazione mettesse dentro almeno il 15% di ciò che costruisce, la stragrande maggioranza di questi errori non sarebbero influenti. Ovviamente l’a.d. vuole tenere ben distinti i due piani, ma fa ridere l’idea che ogni errore arbitrale si trasforma in punti in meno, chiunque la proclami (e in Italia sono sempre in tanti, Roma docet). Guardasi Juve-Inter: è VERGOGNOSO e INCREDIBILE che la Juve si senta in un qualsivoglia modo defraudata!!! Non dico che l’Inter abbia asfaltato i bianconeri, ma il rigorino su Del Piero all’8° minuto fa il paio con la mancata espulsione di Chiellini su Ibrahimovic (gomitata in faccia), quella mancata su Nedved (entrata violenta da dietro, Figo con il perone spaccato) che avrebbe permesso all’Inter di giocare una buona parte della partita in doppio vantaggio numerico. Allora forse è l’Inter la vera derubata (Cesar indebitamente fermato all’85° per un fallo di mano fantasma), perché ai neroazzurri generalmente basta un solo uomo di vantaggio per vincere in scioltezza (sempre Roma docet).

L’INTER: attanagliata da numerosi problemi a centrocampo (ultimo, come detto, Figo), la corazzata milanese ha dimostrato una strapotenza fisica che in Italia non ha eguali. Pecca ancora di cinismo (troppi errori contro Genoa e Juve), non esprime con continuità un gioco degno del suo nome e dei suoi giocatori, ma continua la sua marcia in campionato. Quest’anno non vincerà il campionato con 20 punti di vantaggio sulla seconda, ma per vincere ne basta 1 solo, ergo per cui…

LA MOVIOLA IN CAMPO: è sempre più evidente che la velocità e i tanti interessi che ruotano intorno al calcio fa necessitare a questo sport una dose di tecnologia che possa limitare i pacchiani errori arbitrali. Bisogna però rifuggire dalla tendenza a considerare la moviola in campo come ripulitrice di tutti i mali: basta vedere le vivaci discussioni che ogni domenica gli ospiti delle trasmissioni sportive pongono in essere, altro che rapidità real-time. Ci sono anche controindicazioni: nella scherma ad esempio la moviola ha deresponsabilizzato gli arbitri che per ogni singola azione consultano i replay. Questo purtroppo spezza eccessivamente il ritmo di gioco e mette gli atleti in condizioni disagevoli. Quindi, assolutamente sì alla moviola per i gol-non gol, sì per i calci di rigore, ma con un sistema modello rugby americano o baskettistico o del baseball, ad esempio con un tetto di richieste da parte di ogni squadra. Gli arbitri sarebbero coperti nelle decisioni importanti, ma saprebbero di doversi preparare seriamente per tutto il resto della partita: anche una ammonizione mancata, anche una rimessa laterale invertita o un calcio d’angolo non concesso, possono falsare una partita…

I DIRITTI TELEVISIVI: la nuova riforma della contrattazione dei diritti televisivi ha fatto annunciare al Ministro dello Sport italiano Giovanna Melandri che da adesso anche le piccole possono sognare. In effetti, ci sono squadre che passano dall’incasso di 6-7 milioni di euro ad incassi da 25-27 milioni di euro. Certamente questo permetterà a queste società di tenere i giocatori più in vista alzando loro l’ingaggio, quindi le mette in condizione di non vendere per fare cassa. Però è anche vero che se andiamo a vedere i campionati dove un sistema simile di ripartizione viene utilizzato, non sembra che le piccole sognino più di tanto: in Francia il Lione ha vinto gli ultimi 6 campionati di fila, in Spagna vincono o Barcellona o Real Madrid (e dietro di loro più o meno le solite squadre), in Inghilterra ci sono sempre le stesse 4-5 squadre (Manchester, Liverpool, Arsenal, Chelsea)… La differenza vera la fanno le proprietà che possono mettere tanti soldi e le partecipazioni alla Champions League, che porta soldi e notorietà internazionale per una vetrina mondiale non indifferente per tutti i giocatori.

Alla prox.


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