È stata una gara epica. Le truppe si sono avvicinate in quel dell’Olimpico forti del grande successo ottenuto sul campo di battaglia nell’ultima sfida di pochi giorni prima. Con il morale alle stelle e le spade accuratamente affilate, i plotoni hanno issato i propri vessilli nel campo avversario a testa alta. Rintuzzati gli attacchi ai fianchi degli avversari, rispedito indietro il primo tentativo di sfondamento delle linee avversarie, il conte Maxwell ha chiamato i propri compagni, guidati dal general Ibrahimovic, a portare a termine il primo affondo. L’esercito avversario era arrivato fin troppo tronfio alla sfida decisiva, forti anche delle ultime vittorie ottenute. Sfruttando un incredibile errore di impostazione della manovra, hanno colpito con una cannonata precisa quanto inaspettata.
Ma la cannonata non ha spaventato le truppe. Subito la legnata che si stampa sul palo, poi l’affondo decisivo di Arma Letale, che ha portato a termine l’attacco del cuciu Cambiasso. Da lì, spente le ultime resistenze degli avversari, al grido di «Scatenate l’Inferno» il capitan Zanetti ha chiamato l’assalto finale. Il Giardiniere del palazzo Cruz ha dato il colpo decisivo che ha affossato il morale avversario, il piccolo alfiere Cordoba si è infilato tra le linee avversarie schiacciando l’affondo finale che ha determinato il rompete le righe giallorosso.

Ibrahimovic esulta dopo il primo vantaggio. Fonte: www.inter.it
Grande battaglia quella compiuta oggi dallo squadrone nerazzurro, che ha scardinato il fortino giallorosso quasi senza battere ciglio. Respinto l’assalto di Totti e Mancini, l’Inter ha cominciato a controllare la partita, a fare possesso palla, a chiudere gli spazi al gioco della Roma. L’errore di Totti che ha dato il via al contropiede del gol con annessa espulsione di Giuly, ha messo in evidenzia il limite dei capitolini: venuto a mancare un pezzo del puzzle dello spumeggiante gioco di Spalletti, tutto è finito. La Roma si è spenta, non è più riuscita a fare gioco, si è chiusa nella propria metà campo, impaurita dall’inferiorità numerica e dal contropiede nerazzurro, hanno difeso in 9 nella propria 3/4 fino alla fine del primo tempo. Riorganizzata la squadra, la Roma ha trovato una nuova spinta sulle ali, comandate dal mister: ritrovato il pressing, Perrotta ha rubato palla su incredibile errore di Maxwell e tirato una secca staffilata nell’angolo dove Julio non poteva arrivare. Come cambia una partita: al casuale gol della Roma, corrisponde il palo secco di Hernan. Poteva essere davvero una svolta incredibile, inaspettata e insperata. Però, l’Inter, conscia della sua forza, riprende a spingere: superati i due minuti di sbandamento post pareggio, scambio Cambiasso-Crespo, il primo nel ruolo di Perrotta, grande parata di Doni, tap-in di arma letale e nuovo vantaggio. Ora però, la Roma si scioglie definitivamente. Controllando la gara, il 3-1 e il 4-1 vengono come naturale prosecuzione del totale controllo del gioco a centrocampo che ora la partita offre all’Inter. Finisce con una gara devastante, da grandissima squadra: quella che ancora non è la Roma, nonostante i finti opinionisti che popolano i nostri talk show televisivi sul calcio. Gufoni incompetenti che avevano già dato la classifica finale dopo la prima giornata.
Al di là di tutto, tre cose vanno evidenziate: la Roma è grande solo quando i propri pezzi sono al posto giusto e al 100% della condizione (e in tal modo può battere chiunque), altrimenti, salta tutto quanto; i giocatori in campo non sono stati capaci di reagire nel momento della difficoltà , incapaci anche di adattarsi alla nuova contingente situazione; la difesa, osannata fino alla settimana scorsa, ha mostrato tutti i suoi limiti, prendendo ben 8 gol in tre partite. A tutto questo, si aggiunga che la squadra paragonata al Barcellona, appena affrontate le prime avversarie del suo stesso livello (Juventus, Fiorentina e la stessa Inter), ha collezionato soltanto 2 punti sui 9 disponibili. Troppo poco per issare i vessilli dello scudetto, troppo poco per girare tronfi sulle strade. Manca ancora molto affinché la Roma possa davvero puntare a qualcosa di più che la Coppa Italia. E la dimostrazione dovrà darla già da mercolerì in quel di Manchester, primo per rispondere al momento di difficoltà in campionato, secondo per “vendicare” la batosta della scorsa edizione di Champions.
Intanto, ripreso il controllo della situazione in campionato e risposto sul campo alle gufate mandolinare dei “ben pensanti”, ora l’Inter deve affrontare con la giusta mentalità (finalmente!!!) la sfida di coppa con il PSV, onde evitare di ritrovarsi nella stessa situazione dello scorso anno, anzi peggio, visto l’attuale penuria di giocatori causa squalifiche e infortuni.
F O R Z A Â I N T E R Â ! ! !
Approfondimenti: Roma-Inter 1-4: gol e spettacolo all’Olimpico
http://www.gazzetta.it/Calcio/Primo_Piano/2007/09_Settembre/29/roma-inter.shtml




