
È stata davvero una fantastica esperienza vedere come il calcio dia alla testa un po’ a tutti quanti. Per chi non fosse al corrente, riassumo brevemente: tutto parte nell’estate del 2004, quando un esposto del giovane portiere Brunelli mette in moto la procura per indagare su scambi di giocatori con valutazioni che appaiono eccessive. Nel gennaio del 2007, la procura di Milano inscrive nel registro degli indagati le società Inter e Milan per violazione della legge 231 sul falso in bilancio. Tale falso sarebbe stato effettuato gonfiando i prezzi di alcuni giocatori per creare delle plusvalenze «con l’intenzione di ingannare i soci e il pubblico e al fine di conseguire l’ingiusto profitto, di evitare di evidenziare perdite che avrebbero comportato l’obbligo di ripianare/ridurre il capitale sociale, nonché di evitare di rappresentare alla Covisoc l’esatta situazione patrimoniale ai fini delle verifiche propedeutiche all’ammissione ai campionati 2004-05 e 2005-06», secondo le parole del PM Nocerino che ha condotto l’inchiesta. Nei giorni scorsi, lo stesso PM ha chiesto l’iscrizione nel registro degli indagati di Adriano Galliani per il Milan e di Rinaldo Ghelfi per l’Inter. La posizione del presidente dell’Inter Moratti è stata stralciata e si va verso la sua archiviazione. Per il solo fatto che un pubblico ministero, nell’espletamento delle sue funzioni, chieda il rinvio a giudizio di qualcuno che a suo dire avrebbe avuto una condotta non lecita, apriti cielo!!! Caccia al ladro, all’assassino, tutti in galera e buttare via la chiave, anzi meglio, tutti sulla sedia elettrica!!! Quello che si è visto soprattutto nell’ultima puntata della trasmissione di 7Gold Il Processo di Biscardi è stato uno spettacolo che definire desolante è usare un eufemismo. Per non parlare poi di quanto ha detto la Covisoc, che ricordo per dovere di cronaca approvò quei bilanci oggi oggetto di indagine senza battere ciglio: il funzionario Maugeri ha subito chiesto la revoca dello scudetto assegnato nel 2006 dopo la squalifica della Juventus per le ben note vicende di calciopoli e la sua assegnazione alla Roma (cosa di per sé non possibile), come se la squadra giallorossa fosse immune da problemi. Per salvarla qualche anno fa è stato fatto l’impossibile e oltre e, attualmente, è ancora indagata per falso in bilancio… In pratica, si dichiara il colpevole ancor prima che venga formalmente incriminato: e sì, perché il giudice potrebbe anche non ritenere che vi sia qualcosa di irregolare oppure, cosa più probabile, che la giustizia sportiva non ritenga che il comportamento delle due società richieda nulla o magari non più di una semplice multa. Insomma, l’assassino è stato incarcerato prima ancora che fosse incriminato e soprattutto prima ancora che avesse avuto l’opportunità di esprimere il proprio punto di vista.
In un certo senso, siamo più o meno allo stesso livello di quanto succede altrove: nel rapimento della piccola Maddie, appena la polizia portoghese che brancolava nel buio decise che si doveva incriminare per forza qualcuno e rivolse la sua scure verso i genitori della piccola, le maglie del popolo si sono abbattute contro di loro. È poi storia recente che la polizia portoghese ha ritrattato le proprie tesi. Altro caso di stretta attualità : nell’omicidio di Chiara Poggi l’unico sospettato è il fidanzato: non appena i carabinieri lo hanno arrestato in virtù di alcune macchie di sangue della ragazza trovate sui pedali della sua bicicletta ritenute prove sufficienti per convalidare il fermo, subito il popolo è sceso in piazza al grido di “in galera l’assassino!”. Ancora non sappiamo se è stato veramente lui o no, che già è stata emessa la sentenza.
Quello poi che più sconcerta è la reazione di chi per anni ha rubato impunito e osannato: gli juventini. Colti con le mani nella marmellata, hanno sempre sperato di potersi appigliare anche alla più stupida cretinata per dare seguito alla loro voglia di rivalsa. Ha già rialzato la testa questa gente che dovrebbe vergognarsi ad libitum per aver falsato campionati di cui forse non si conoscerà mai il numero. Fanno semplicemente ridere, nei loro ipocriti tentativi di fare spallucce davanti alle prove indiscutibili che inchiodavano Moggi e compagnia bella, di negare l’evidenza delle stesse, di minimizzare l’accaduto, di mettere in piedi l’alter ego del complotto CIA contro le Torri Gemelle! Il processo sommario instaurato in questo clima di euforia antinerazzurra ha poi delle chicche straordinarie: nella email di un utente inviata nella suddetta trasmissione, si accusava il palazzo del calcio di aver condannato la Juve prima che la giustizia ordinaria avesse fatto il suo corso, come se la giustizia sportiva non fosse l’organo indipendente che è!!! Roba da manicomio e gettare via la chiave, altroché! Su quello che hanno detto poi i vari Taormina, Moncalvo et similia evito di commentare, probabilmente non sapevano neanche esattamente di cosa si stava parlando, quindi mi tengo la desolazione e non aggiungo sofferenza a quella già esistente.
Una cosa è certa. Che se valutare un immobile è cosa relativamente facile per via di alcuni parametri abbastanza standardizzati (ma anche in questo caso i prezzi sono ultragonfiati), la valutazione dei muscoli e della tecnica dei giocatori è cosa molto più aleatoria e fittizia che altro, molto più soggetta alla soggettività dei singoli che altro. Ad esempio, Pato valutato 24 milioni di euro potrebbe essere definita una plusvalenza? Se impostiamo il discorso sotto certi parametri indubbiamente sì. Quando la Roma vendette Emerson alla Juve in cambio di Brighi, e l’operazione venne valutata in 16 milioni di euro, si potrebbe definire il tutto come una plusvalenza? Indubbiamente sì. Quando la Roma comprò il giovane Cassano pagandolo 70 miliardi di vecchie lire, l’operazione fu una plusvalenza? Se facciamo i pignoli, assolutamente sì. Quando Juve e Inter fecero uno scambio alla pari Cannavaro-Carini? Idem. Come si vede, discorsi aleatori per gente che, dovendosi ancora vergognare di quello che ha fatto, prova per l’ennesima volta a buttarla in caciara, come già con la storia delle intercettazioni telefoniche.
C’è poi l’aspetto più inquietante: in Italia sono diverse le società indagate per falso in bilancio, moltissime altre dovrebbero essere indagate ma ancora non lo sono. Dove sono finiti i processi a Sensi e Cragnotti, a Genoa e Udinese, a Sampdoria e allo stesso Milan presso la procura di Genova? Perché di tutto questo non si parla? Che poi, scusate se è poco, ma il tutto mi pare illogico: per limitarmi all’Inter, perché Moratti, che oggi giorni sposta centinaia di milioni di euro con le sue società , che in questi dieci anni per l’Inter ha speso oltre 600 milioni, avrebbe dovuto falsificare i bilanci per meno di 10 milioni? Sarebbe come dire che chi compra ogni anno centinaia e centinaia di macchine fosse poi costretto a rubarne una per poter guidare un auto. Ciò non significa che chi ruba, se lo ha fatto, debba comunque essere punito.
Per ora mi taccio, e chiudo con il comunicato ufficiale della società Inter, in attesa di ulteriori sviluppi:
«Indagine bilanci, comunicato ufficiale
Lunedì, 24 Settembre 2007 16:44:54MILANO – F.C. Internazionale ha appreso in data odierna che la Procura di Milano, nell’ambito della nota indagine sui bilanci relativi agli anni 2003 e 2004, ha stralciato la posizione del presidente Massimo Moratti, in vista di una sua prossima archiviazione.
La Società confida a questo punto di giungere a una sollecita e favorevole definizione anche delle posizioni dei dirigenti ancora coinvolti, nella consapevolezza della correttezza dei loro operato nonché della perfetta regolarità dei bilanci del club.
F.C. Internazionale»
Alla prox.
Approfondimenti: Codice di Giustizia Sportiva
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