E ora potrebbero prenderci gusto. Eh sì, perché di due trofei nella stessa stagione nella storia della Roma non è che ce ne siano più di tanti. In ogni caso, c’è poco da dire: i giallorossi hanno giocato complessivamente meglio, anche senza dimostrare le cose eccelse che pure abbiamo visto in passato. Più tonica fisicamente, o forse più tonica mentalmente, la squadra capitolina ha oramai completamente superato la “sindrome Milano”, e per il terzo anno consecutivo vince a S. Siro. Sicuramente, la difesa neroazzurra ha rischiato veramente soltanto in un paio di occasioni (entrambe con Giuly), ma senza l’errore da dilettante di Burdisso su Totti (la classica azione che in PES 5 mi ha fruttato parecchi rigori!!!), forse sarebbe uscita imbattuta. Ma il problema, più che fisico, è, ripeto, mentale, perché mancavano 15′ alla fine dell’incontro dopo il rigore di De Rossi, ma l’Inter non ha dimostrato alcuna reazione (neanche lontanamente paragonabile alla finale della passata stagione), non è stata in grado di fare un tiro in porta, anzi non ha nemmeno recuperato il controllo del centro campo che aveva tenuto nella prima parte della seconda frazione di gioco.
Rimane la grossa delusione di una sconfitta tranquillamente evitabile, se Ibrahimovic e Suazo fossero stati migliori, almeno all’altezza di quanto dimostrato nelle amichevoli estive. Neanche l’ingresso di Figo ha modificato qualcosa, anzi il clamoroso errore solo davanti a Doni del portoghese è il sintomo e l’emblema della partita dell’Inter. È indubbiamente cresciuta molto sul piano della personalità e del rendimento sul singolo incontro, la Roma, mettendo in luce una mentalità finalmente da grande squadra, all’altezza delle cosiddette “tre grandi”: Spalletti oramai ha trovato il suo gioco, i suoi meccanismi, ha plasmato la squadra su questi e sta trasformando la sua squadra nella bestia nera dell’Inter, almeno in questo 2007. Bisognerà vedere se la rosa, la panchina giallorossa, permetterà alla formazione di mantenere lo stesso ritmo e la stessa concentrazione che ha dimostrato in partite come questa, in partite cioè a botta singola. Questo serve per lo scudetto, e negli ultimi anni è stato sempre il punto debole dei capitolini, che devono ancora far vedere di aver colmato tale gap. E mentre Totti alza la coppa, ci toccherà sorbirci i tanti romanisti che già pensano allo scudetto, che già si sentono al livello di squadre tecnicamente e complessivamente superiori. Sicuramente lo sono o lo possono essere sulla partita singola, bisognerà vedere se sul lungo avranno le stesse capacità .
Nel frattempo, mentre Moratti sognava l’emplein per il centenario, già il primo obiettivo nella stagione del centenario è fallito, e in maniera che, seppure meritata, non farà certo gioire i tifosi, anche perché, come detto, complessivamente la Roma non è la squadra che ha incantato in alcune partite della scorsa stagione. D’altronde, l’Inter ha mostrato una condizione ancora in rodaggio, sicuramente più degli avversari, e Mancini dovrà ancora sistemare parecchi particolari prima dell’esordio in campionato, al quale però manca soltanto una settimana.
Inter e Roma ripartono lì dove si erano fermate, ma se “chi ben comincia è a metà dell’opera”, i tifosi nerazzurri devono essere convinti dei mezzi di questa squadra, che ha quelli giusti per ripetere, anche se non con la stessa verve, la stagione passata.
Buona (speriamo) notte a tutti. Alla prox.Â




