Se non fosse per le continue emozioni che il fine settimana ungherese regala alla Formula1, non ci sarebbero motivi per continuare a tenere questo circuito tra le gare stagionali, visto che di spettacolo in pista se ne è vista appena l’ombra. Né si può affermare che il secondo posto di Raikkonen possa aver salvato il week-end della scuderia di Maranello (come ha confermato anche Domenicali): la grande confusione che ha coinvolto i box durante le prove ufficiali del sabato, con Massa rimasto a secco senza che al muretto se ne accorgessero, ha sconvolto la classifica dei due piloti e salvato solo in parte quella dei costruttori. Andiamo con ordine, per quanto possibile.
Massa, come detto, rimane a secco, ma non è in grado di sfruttare neanche il 50% del potenziale della sua macchina, chiude 14° in griglia e butta al vento un’altra gara. In un circuito dove è impossibile superare, anche la tattica da prima parte di gara durata ben 35 giri (metà gran premio) non l’ha aiutato per nulla. Alla fine, chiuderà 13°, con un solo posto recuperato, a causa anche di diversi piccoli errori e di una escursione che gli ha fatto perdere il posto a favore di Sato, che lo ha tenuto dietro a lungo facendogli perdere molti secondi.
Alonso, tenta di restituire furbescamente il giro in meno rispetto al compagno di squadra durante la Q3 delle prove, lo ostacola durante il rifornimento e conquista la pole impedendo ad Hamilton di effettuare un altro tentativo. Sebbene non vi sia alcun chiaro regolamento su quanto succede nella pit-lane, i commissari di gara (un inglese, un giordano ed un ungherese, il che è tutto dire…) ritengono il comportamento dello spagnolo scorretto, lo penalizzano di cinque posizioni (come Fisichella, colpevole a sua volta di aver ostacolato Yamamoto) e penalizzano anche la scuderia McLaren, rea sostanzialmente di non aver fatto rispettare il fair play tra i due piloti (e con Dennis infuriato non poco!). La gara dello spagnolo è come sempre coriacea, paga la penalità di un circuito con troppe curve lente, riuscendo a recuperare soltanto due posizioni sotto la bandiera a scacchi, bloccato anche lui da diverse macchine molto più lente, limitando comunque il distacco dal compagno di squadra nella classifica piloti.
Raikkonen invece compie un mezzo capolavoro: complice una pista sempre più gommata, trasforma i +0,8 decimi della qualifica in -0,2/0,3 decimi in gara: rimane incollato ad Hamilton nonostante la McLaren si presentasse come la grande favorita di questo circuito, e anche se non ha mai condotto la gara neanche per un giro, compie una splendida partenza, superando Heidfeld già alla prima curva, non sbaglia quasi nulla (tranne una uscita di pista che gli costa oltre un secondo), e al traguardo accuserà appena +0,7 decimi di distacco (segnando per altro il giro più veloce), a confermare come le due monoposto oramai si equivalgano in maniera totale, e confermando anche la grande evoluzione dell’aerodinamica delle rosse post Montecarlo.
Hamilton, favorito dalla decisione dei commissari, parte primo e, sebbene senza mai staccare il suo inseguitore, conduce dal primo all’ultimo giro una grande gara, confermando così la sua abilità e allungando in testa alla classifica piloti.
La McLaren, come scuderia, viene invece penalizzata dalla decisione dei giudici, non incassa nessun punto in classifica costruttori, ma ancora una volta la Ferrari non ne approfitta, con il solo finlandese a punti e il brasiliano dato per disperso: in ogni caso, in attesa di sapere come andrà a finire il reclamo della scuderia anglo-tedesca, ora i punti di distacco sono 19, quindi il mondiale è più che mai aperto.
In quello piloti invece, i disastri a cui vanno alternativamente incontro Raikkonen e Massa li hanno portati, rispettivamente, a +20 e a +21 rispetto al giovane inglese esordiente, e con tutta la buona volontà , anche se mancano sei gare di cui almeno un paio favorevoli alle rosse, il discorso sembra sostanzialmente chiuso se non interviene una qualche variabile esterna a mescolare le carte.
In finale, poco da dire: la spy-story che sta coinvolgendo il circus della Formula1 ha fatto andare in tilt un po’ tutti. Nella Ferrari si commettono ai box errori grossolani che neanche alla Super-Aguri; in McLaren fanno giochetti da furbetti del quartierino, con i commissari che prima fanno passare tutto, poi puniscono, esattamente come alla Fia, dove prima assolvono quasi all’unanimità la McLaren (ne abbiamo parlato), poi il Presidente decide di fare ricorso contro la decisione che egli stesso aveva approvato. Le scuderie per altro sono ai ferri corti: Ron Dennis prova a tendere la mano, ma intanto paratie nere dividono il retro-box e oscurano la visione delle vetture alle telecamere, con un balletto molto divertente mandato in onda da RaiSport la settimana scorsa.
Speriamo che tutto si risolva nel modo più giusto per gli interessi dello sport e soprattutto quanto prima, per tornare a sedersi tranquilli in poltrona senza dover vedere un pilota Ferrari a cui si spegne il motore per mancanza di carburante…
Alla prox.




