Archive for agosto, 2007

Ferrari in, Inter out

agosto 26th, 2007
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Se da una parte la Ferrari riparte alla grandissima, con una super doppietta da annichilire la McLaren e riaprire il Mondiale almeno dal punto di vista psicologico, in quel di Milano l’Inter riparte con un altro passo falso: dopo la sconfitta cocente per il modo in cui è maturata contro la Roma in Supercoppa, il campo di S.Siro e l’Udinese si confermano la bestia nera dei nerazzurri. Difficile valutare il problema della squadra: campioni d’Italia in pompa magna, la stagione del centenario è iniziata davvero male, subito a inseguire Milan e Juve (in attesa del posticipo della Roma) che al contrario sono partiti in grande spolvero, desiderosi di “vendicare” una stagione italiana molto difficile per loro. Lo staff di Mancini non sembra essere riuscita a portare la formazione in palla dal punto di vista fisico: ad un gran primo tempo, nel quale ancora una volta si è pagata la poca precisione sotto porta, il secondo tempo è stata una sofferenza che mancava da qualche tempo, aggravata dall’espulsione stupida di Julio Cesar, che ha complicato una situazione di per sé già grave. Il mister ovviamente prova a guardare il bicchiere mezzo pieno, ovvero a parlare di crescita della squadra, di insegnamento. Anche l’anno scorso non eravamo partiti benissimo, finendo poi con un +22 sulla seconda, ma almeno la prima partita l’avevamo vinta: quest’anno invece alla prima c’era l’Udinese, e come nel precedente campionato i friulani avevano bloccato la striscia incredibile di 17 vittorie consecutive, quest’anno hanno bloccato la serie positiva di esordi nel campionato che inizia ad agosto (9 partite e 9 vittorie), complice per altro un malandrino colpo di testa di Cordoba. Ora tocca all’Empoli, dove andremo in trasferta e dove sarà nuovamente una partita molto difficile, visto che la crescita fisica completa sembra programmata per l’inizio della Champions, cioè tra qualche settimana, dopo gli incontri della nazionale.

Dall’altra parte del mare, la rossa di Maranello in Turchia parte imbizzarrita, annichilisce i diretti avversari, vola a -11 nel mondiale costruttori e, complice la gomma floscia di Hamilton, con Massa recupera 5 punti secchi, anche se il +16 dell’inglese è ancora abbastanza rassicurante. Poco da dire in ogni caso sulla corsa, praticamente perfetta dall’inizio alla fine: la Ferrari schiera entrambi i piloti con gomme morbide, spiazzando la concorrenza e dimostrando in maniera definitiva il grande progresso compiuto con questa mescola. Raikkonen sopravanza Hamilton, lo mette dietro e rimane incollato al brasiliano compagno di squadra Massa, autorevolmente in testa fino alla vittoria finale. Alonso nervoso perde due posizioni all’inizio, e dietro Heidfeld mette insieme oltre 20 secondi di ritardo, che tali rimarranno fino alla fine: il terzo posto lo aiuta a recuperare due punti, a portarsi a -5 e a stemperare il nervosismo e l’alta tensione nella sua scuderia. Come detto, Hamilton quinto per il problema alla gomma.
Ora, la F2007 si presenta in quel di Monza per un gran premio d’Italia di altissimo livello, nel quale cercherà di conquistare una nuova doppietta che possa dare una svolta decisiva alla stagione, non solo sotto il profilo psicologico.

Alla prox.

Supercoppa alla Roma

agosto 19th, 2007
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E ora potrebbero prenderci gusto. Eh sì, perché di due trofei nella stessa stagione nella storia della Roma non è che ce ne siano più di tanti. In ogni caso, c’è poco da dire: i giallorossi hanno giocato complessivamente meglio, anche senza dimostrare le cose eccelse che pure abbiamo visto in passato. Più tonica fisicamente, o forse più tonica mentalmente, la squadra capitolina ha oramai completamente superato la “sindrome Milano”, e per il terzo anno consecutivo vince a S. Siro. Sicuramente, la difesa neroazzurra ha rischiato veramente soltanto in un paio di occasioni (entrambe con Giuly), ma senza l’errore da dilettante di Burdisso su Totti (la classica azione che in PES 5 mi ha fruttato parecchi rigori!!!), forse sarebbe uscita imbattuta. Ma il problema, più che fisico, è, ripeto, mentale, perché mancavano 15′ alla fine dell’incontro dopo il rigore di De Rossi, ma l’Inter non ha dimostrato alcuna reazione (neanche lontanamente paragonabile alla finale della passata stagione), non è stata in grado di fare un tiro in porta, anzi non ha nemmeno recuperato il controllo del centro campo che aveva tenuto nella prima parte della seconda frazione di gioco.

Rimane la grossa delusione di una sconfitta tranquillamente evitabile, se Ibrahimovic e Suazo fossero stati migliori, almeno all’altezza di quanto dimostrato nelle amichevoli estive. Neanche l’ingresso di Figo ha modificato qualcosa, anzi il clamoroso errore solo davanti a Doni del portoghese è il sintomo e l’emblema della partita dell’Inter. È indubbiamente cresciuta molto sul piano della personalità e del rendimento sul singolo incontro, la Roma, mettendo in luce una mentalità finalmente da grande squadra, all’altezza delle cosiddette “tre grandi”: Spalletti oramai ha trovato il suo gioco, i suoi meccanismi, ha plasmato la squadra su questi e sta trasformando la sua squadra nella bestia nera dell’Inter, almeno in questo 2007. Bisognerà vedere se la rosa, la panchina giallorossa, permetterà alla formazione di mantenere lo stesso ritmo e la stessa concentrazione che ha dimostrato in partite come questa, in partite cioè a botta singola. Questo serve per lo scudetto, e negli ultimi anni è stato sempre il punto debole dei capitolini, che devono ancora far vedere di aver colmato tale gap. E mentre Totti alza la coppa, ci toccherà sorbirci i tanti romanisti che già pensano allo scudetto, che già si sentono al livello di squadre tecnicamente e complessivamente superiori. Sicuramente lo sono o lo possono essere sulla partita singola, bisognerà vedere se sul lungo avranno le stesse capacità.

Nel frattempo, mentre Moratti sognava l’emplein per il centenario, già il primo obiettivo nella stagione del centenario è fallito, e in maniera che, seppure meritata, non farà certo gioire i tifosi, anche perché, come detto, complessivamente la Roma non è la squadra che ha incantato in alcune partite della scorsa stagione. D’altronde, l’Inter ha mostrato una condizione ancora in rodaggio, sicuramente più degli avversari, e Mancini dovrà ancora sistemare parecchi particolari prima dell’esordio in campionato, al quale però manca soltanto una settimana.

Inter e Roma ripartono lì dove si erano fermate, ma se “chi ben comincia è a metà dell’opera”, i tifosi nerazzurri devono essere convinti dei mezzi di questa squadra, che ha quelli giusti per ripetere, anche se non con la stessa verve, la stagione passata.

Buona (speriamo) notte a tutti. Alla prox.  ;)

Il punto: prestagione Inter

agosto 17th, 2007
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In attesa di capire se ci sarà qualcosa da dire sul mercato del Milan, per la sponda nerazzurra di Milano è già tempo di bilanci, all’indomani del Trofeo Tim che chiude la preparazione e a due giorni dalla finale di Supercoppa Italiana Tim con la Roma. Dal punto di vista dei risultati è stata una prestagione altalenante: alle roboanti vittorie contro Partizan e Manchester sono corrisposte altrettante sconfitte non da poco contro Valencia e Aston Villa, alle vittorie nel Birra Moretti e nel citato Trofeo Tim la pesante sconfitta contro l’AZ di Alkmaar. Certo, non bisogna soffermarsi alle apparenze: il tecnico Mancini ha dosato al massimo i carichi di lavoro e l’impiego dei suoi giocatori, facendo roteare spesso e con frequenza il gruppo a sua disposizione. Non dimentichiamo neanche il massiccio impiego dei giocatori primavera, sui quali in questa estate sono svettati il centrocampista Bolzoni e l’attaccante Balotelli, i giovani italiani che saranno inseriti nelle liste della Champions League. Anche altri giocatori primavera campione d’Italia si sono messi in luce, a testimonianza del vivaio nerazzurro sempre foriero di grandi promesse. Alla conferma dei grandi nomi come Materazzi, Stankovic, Maxwell e Ibrahimovic, il più in vista di questa prestagione è stato certamente l’honduregno Suazo, che con lo svedese ha formato durante l’estate una coppia estremamente difficile da fermare che dovrebbe partire titolare in quel di domenica prossima. In ogni caso, la formazione titolare per la finale sembra sostanzialmente fatta (unica incognita il terzino destro), considerando che i sudamericani reduci dalla Coppa America sono appena rientrati: Julio Cesar; (Burdisso?), Materazzi, Chivu (Cordoba?), Maxwell; Figo, Vieira, Dacourt, Stankovic; Ibrahimovic, Suazo. Il rumeno ultimo nuovo acquisto si deve ancora integrare al meglio nella rosa, ma sembra già sicuro al centro della difesa in coppia con Matrix, mentre come terzino sinistro (ruolo che ha già ricoperto nell’Ajax) ha bisogno ancora di maturare.Per il resto, se la difesa ha subito complessivamente 14 gol (la più battuta tra le grandi squadre), negli appuntamenti importanti (Pirelli Cup, Birra Moretti, Trofeo Tim) ha dimostrato una solidità granitica anche quando in campo c’erano 4-5 giocatori primavera, cosa che dimostra la grande mentalità acquisita che pone l’Inter ai vertici del calcio europeo e tra le favorite per la conquista del massimo trofeo continentale per club insieme a Barcellona e Chelsea (Sacchi docet). In Italia, ha dimostrato di essere molto più avanti rispetto alle rivali storiche, l’una ancora alla ricerca dei giusti meccanismi (la Juve), l’altra (il Milan) della migliore condizione e di qualche acquisto che possa rinverdire una rosa tra le più vecchie d’Italia. Sicuramente, il calcio estivo è un calcio dedito alla preparazione fisica e all’oliazione dei meccanismi dovuta all’integrazione dei nuovi acquisti: se, in vista della Supercoppa, si dovessero giudicare Inter e Roma dalle loro ultime amichevoli importanti prepartita, il 4-2 contro l’AZ per i nerazzurri e il 5-2 contro la Juve per i giallorossi ci direbbero di due squadre molto indietro nella preparazione, con difese colabrodo e attacchi da rivedere. Due cantieri molto aperti insomma, laddove invece la sostanziale conferma dell’11 titolare per entrambe le formazioni con importanti rinforzi difensivi (come Chivu e Juan) e offensivi (come Suazo e Giuly) dovrebbe disegnare un quadretto sostanzialmente roseo all’antivigilia dell’inizio della stagione. È evidente che il tutto va attentamente pesato, ogni situazione va analizzata a parte, e ogni tentativo onnicomprensivo rischia di alterare la correttezza del risultato finale.

Non rimane dunque che aspettare, con le certezze più o meno acquisite, con una forma fisica in costante miglioramento, con qualche giocatore che, appena arrivato, bisogna portare al livello dei compagni per la prima giornata di campionato, con una partenza tutt’altro che “morbida” contro l’Udinese. Nel frattempo, già la prima uscita ufficiale e già l’imminente primo cartellino da timbrare nella finale di Supercoppa contro la Roma, un appuntamento che la società di via Durini non vuole fallire, per iniziare “a metà dell’opera” la grande stagione del centenario, alla quale purtroppo, nonostante la giovane età, non è riuscito ad arrivare il dirigente Susini, prematuramente scomparso pochi giorni or sono e alla famiglia del quale vanno tutte le mie più sentite condoglianze.

Buona finale a tutti e alla prox.

Formula1: Ferrari mezzo disastro…

agosto 5th, 2007
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Se non fosse per le continue emozioni che il fine settimana ungherese regala alla Formula1, non ci sarebbero motivi per continuare a tenere questo circuito tra le gare stagionali, visto che di spettacolo in pista se ne è vista appena l’ombra. Né si può affermare che il secondo posto di Raikkonen possa aver salvato il week-end della scuderia di Maranello (come ha confermato anche Domenicali): la grande confusione che ha coinvolto i box durante le prove ufficiali del sabato, con Massa rimasto a secco senza che al muretto se ne accorgessero, ha sconvolto la classifica dei due piloti e salvato solo in parte quella dei costruttori. Andiamo con ordine, per quanto possibile.

Massa, come detto, rimane a secco, ma non è in grado di sfruttare neanche il 50% del potenziale della sua macchina, chiude 14° in griglia e butta al vento un’altra gara. In un circuito dove è impossibile superare, anche la tattica da prima parte di gara durata ben 35 giri (metà gran premio) non l’ha aiutato per nulla. Alla fine, chiuderà 13°, con un solo posto recuperato, a causa anche di diversi piccoli errori e di una escursione che gli ha fatto perdere il posto a favore di Sato, che lo ha tenuto dietro a lungo facendogli perdere molti secondi.
Alonso, tenta di restituire furbescamente il giro in meno rispetto al compagno di squadra durante la Q3 delle prove, lo ostacola durante il rifornimento e conquista la pole impedendo ad Hamilton di effettuare un altro tentativo. Sebbene non vi sia alcun chiaro regolamento su quanto succede nella pit-lane, i commissari di gara (un inglese, un giordano ed un ungherese, il che è tutto dire…) ritengono il comportamento dello spagnolo scorretto, lo penalizzano di cinque posizioni (come Fisichella, colpevole a sua volta di aver ostacolato Yamamoto) e penalizzano anche la scuderia McLaren, rea sostanzialmente di non aver fatto rispettare il fair play tra i due piloti (e con Dennis infuriato non poco!). La gara dello spagnolo è come sempre coriacea, paga la penalità di un circuito con troppe curve lente, riuscendo a recuperare soltanto due posizioni sotto la bandiera a scacchi, bloccato anche lui da diverse macchine molto più lente, limitando comunque il distacco dal compagno di squadra nella classifica piloti.
Raikkonen invece compie un mezzo capolavoro: complice una pista sempre più gommata, trasforma i +0,8 decimi della qualifica in -0,2/0,3 decimi in gara: rimane incollato ad Hamilton nonostante la McLaren si presentasse come la grande favorita di questo circuito, e anche se non ha mai condotto la gara neanche per un giro, compie una splendida partenza, superando Heidfeld già alla prima curva, non sbaglia quasi nulla (tranne una uscita di pista che gli costa oltre un secondo), e al traguardo accuserà appena +0,7 decimi di distacco (segnando per altro il giro più veloce), a confermare come le due monoposto oramai si equivalgano in maniera totale, e confermando anche la grande evoluzione dell’aerodinamica delle rosse post Montecarlo.
Hamilton, favorito dalla decisione dei commissari, parte primo e, sebbene senza mai staccare il suo inseguitore, conduce dal primo all’ultimo giro una grande gara, confermando così la sua abilità e allungando in testa alla classifica piloti.
La McLaren, come scuderia, viene invece penalizzata dalla decisione dei giudici, non incassa nessun punto in classifica costruttori, ma ancora una volta la Ferrari non ne approfitta, con il solo finlandese a punti e il brasiliano dato per disperso: in ogni caso, in attesa di sapere come andrà a finire il reclamo della scuderia anglo-tedesca, ora i punti di distacco sono 19, quindi il mondiale è più che mai aperto.
In quello piloti invece, i disastri a cui vanno alternativamente incontro Raikkonen e Massa li hanno portati, rispettivamente, a +20 e a +21 rispetto al giovane inglese esordiente, e con tutta la buona volontà, anche se mancano sei gare di cui almeno un paio favorevoli alle rosse, il discorso sembra sostanzialmente chiuso se non interviene una qualche variabile esterna a mescolare le carte.

In finale, poco da dire: la spy-story che sta coinvolgendo il circus della Formula1 ha fatto andare in tilt un po’ tutti. Nella Ferrari si commettono ai box errori grossolani che neanche alla Super-Aguri; in McLaren fanno giochetti da furbetti del quartierino, con i commissari che prima fanno passare tutto, poi puniscono, esattamente come alla Fia, dove prima assolvono quasi all’unanimità la McLaren (ne abbiamo parlato), poi il Presidente decide di fare ricorso contro la decisione che egli stesso aveva approvato. Le scuderie per altro sono ai ferri corti: Ron Dennis prova a tendere la mano, ma intanto paratie nere dividono il retro-box e oscurano la visione delle vetture alle telecamere, con un balletto molto divertente mandato in onda da RaiSport la settimana scorsa.
Speriamo che tutto si risolva nel modo più giusto per gli interessi dello sport e soprattutto quanto prima, per tornare a sedersi tranquilli in poltrona senza dover vedere un pilota Ferrari a cui si spegne il motore per mancanza di carburante…

Alla prox.

Il punto: calciomercato Juventus

agosto 4th, 2007
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Se c’è una palma da assegnare per la vittoria nel calciomercato, molto probabilmente la società bianconera è in pole position per conquistarla. Troppo forte infatti è la tentazione, ma per certi versi anche il dovere, di tornare quanto prima ad alti livelli nel campionato italiano e assicurarsi subito un posto al sole tra le grandi d’Europa nella Champions League, magari anche passando attraverso i preliminari. L’anno di purgatorio della serie B, per i tristi e ben noti eventi di calciopoli, non sembra aver intaccato più di tanto lo spirito bianconero, che è ora pronto più che mai a ripartire per la nuova avventura. La società in tal senso non è stata da meno, cercando di lesinare il meno possibile in fatto di acquisti: la rosa è stata praticamente rivoluzionata, così come la filosofia degli acquisti, che in passato vedeva nella squadra base della Juventus il baluardo dell’italianità. Quest’anno invece, molti gli acquisti dall’estero che andranno a rinforzare la rosa titolare, cosicché almeno in partenza solo Buffon, Criscito (o Chiellini), Camoranesi e Del Piero sembrano gli Italiani sicuri del posto titolare.

Difesa e centrocampo sono stati rivoltati: dall’Ajax è arrivato Grygera e dal Deportivo Andrade, i due dovrebbero essere la nuova coppia centrale, così come Almiron dall’Empoli e Tiago dal Lione lo saranno per il reparto mediano, laddove invece Salihamidzic dal Bayern dovrebbe essere la prima alternativa a Camoranesi. In attesa di capire che fine farà il terzino sinistro Chiellini, che ha esternato la sua voglia di titolarità che ha fatto irritare non poco il neo-allenatore Ranieri (ma il d.s. Secco lo ha confermato nei piani della società), la Juve si tiene stretta il baby Criscito, giovane di ottime speranze reduce da un grande torneo di B con il Genoa, nella passata stagione. Fin qui le novità della formazione titolare (almeno sulla carta), ma abbastanza per mettere un punto interrogativo sulla partenza dei bianconeri, che almeno all’inizio potrebbero soffrire della mancanza di schemi collaudati che sono oramai il punto di forza delle altre grandi del campionato.
La lunga stagione italiana, favorita dall’assenza di coppe europee, ha comunque indotto la società ad allestire una panchina di ottimo livello: in attacco è arrivato Iaquinta dall’Udinese, per il centrocampo Olivera dalla Sampdoria, con Meira grande obiettivo difficile però da raggiungere (ancora Secco ha definito il mercato “chiuso”). Sono partiti Balzaretti e Kovac, ma in difesa è arrivato Molinaro dal Siena, e anche Blasi è in odore di cessione.
Dunque non si può certo dire che la società sia rimasta a guardare. Rimane per la verità qualche interrogativo: la disponibilità liquida sembra ridotta al minimo, e anche se manca molto alla fine del calciomercato e altre operazioni in uscita e in entrata potrebbero essere concluse, non sembrano esserci all’orizzonte altri acquisti. Anche la trattativa per Barzagli, difensore centrale del Palermo, è attualmente in fase di stallo prolungato. E proprio la difesa è attualmente il reparto più vulnerabile: i nomi di Birindelli, Chiellini, Molinaro e del ritrovato Boumsong (uscito molto positivamente dalla tournée inglese, ma che sembra destinato a lasciare Torino, come Marchionni, nome da tenere in forte considerazione che però ha subito la frattura incompleta del 5° osso metatarsiale) non sembrano sufficienti per un campionato così agguerrito come la prossima serie A. Meglio forse a centrocampo, dove le alternative sono tecnicamente migliori, così come in attacco, anche se Palladino e Zalayeta sembrano ancora doversi guadagnare la stima totale dell’allenatore: soprattutto quest’ultimo ha poche chanches di rimanere in bianconero, e per ora si allena a parte.

In conclusione: se da una parte il folto calciomercato garantisce ai bianconeri una formazione titolare di alto livello in grado di competere per un posto al sole della Champions, bisognerà capire quanto tempo ci metterà a trovare i giusti movimenti e l’olio nei meccanismi visti i cinque cambi sicuri. Inoltre, se è vero che non avrà impegni extra-settimanali di sorta, è pur vero che in questo campionato abbiamo nove squadre di grido ai box di partenza e altre 11 pronte a dare battaglia fino all’ultimo minuto del torneo. Infine, la panchina non sembra così lunga e di elevato livello come i titolari, e questo potrebbe costituire alla lunga un problema, soprattutto verso il finale di stagione dove tutti daranno il 100%, mentre i nazionali cominceranno a guardare con un occhio sempre più attento agli incombenti Europei di calcio: se si dovesse allestire gli 11 con i giocatori della panchina, la Juve pagherebbe dazio almeno contro 5-6 squadre. La tournée inglese con il blitz tedesco ha confermato queste difficoltà, mettendo in luce i due nodi cruciali: un difensore centrale di polso in grado di guidare i movimenti dell’intero reparto (soprattutto quando mancheranno i titolari) e un uomo che a centrocampo sappia cambiare il ritmo di gioco, visto che Tiago ed Almiron si assomigliano molto.

Insomma, sicura protagonista, la Juve mantiene ancora delle incognite che dovranno essere in parte chiarite in queste tre settimane pre campionato che rimangono, ma che potranno definitivamente essere sciolte soltanto alla partenza della stagione ufficiale. Anche per questo motivo, il fantacalcio è difficile da decifrare: non vi sono statistiche per l’anno passato, e la serie B è difficile che possa fare testo: sui tre esordienti poi è impossibile esprimere un giudizio, sebbene il loro nome parli da solo. Ovviamente, ci si aspetta la solita grande stagione di Buffon in porta e del capitano Del Piero in attacco (l’incognita è però l’età non più verde), uomini storici della squadra che possono garantire quel pizzico di punti in più che alla lunga può fare la differenza in classifica. Sugli altri nomi, costi permettendo, si dovrà tenere d’occhio Criscito, come detto terzino sinistro di ottime prospettive, e Almiron a centrocampo, giocatore in grado di fornire qualche sortita offensiva che potrebbe valere qualche gol e qualche assist, senza dimenticare il ceco Nedved, che però non sembra più essere il giocatore devastante di qualche stagione fa, e d’altronde l’età non depone più a suo favore (come nel caso di Del Piero). Per gli altri si tratta di scommettere oppure di aspettare qualche tempo per prenderli poi nel fantamercato una volta valutate appieno le loro potenzialità, soprattutto una volta sciolto il nodo, punto centrale di ogni squadra di questo livello, di quanto giocheranno i singoli interpreti e della loro considerazione presso Ranieri. D’altronde si sa, per vincere al fantacalcio ci vuole bravura, analisi, un pizzico di fortuna e una ottima palla di vetro!!!

Alla prox., quando scriveremo le poche righe possibili sul Milan…


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