Archive for luglio, 2007

Varati i Calendari della Serie A Tim

luglio 31st, 2007
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Finalmente, il primo atto ufficiale della nuova stagione è stato consumato: il rito dei Calendari del Campionato di calcio di serie A. Matarrese è stato il Matador della serata: a lui toccava premere il pulsante della tastiera, anche se quando ha chiamato sul palco tutti i Presidenti della Lega, mi è venuta voglia di iscrivermi al V-Day di Beppe Grillo. In ogni caso, poco da dire: l’Inter parte in casa con l’Udinese (con Quagliarella e Palermo-Roma da segnalare) e ha un inizio tutto sommato gradevole. Prima sfida clou è Roma-Juventus della quarta giornata, mentre il primo derby è Sampdoria-Genoa sempre alla quarta giornata. La Roma, che subito dopo affronta la Fiorentina, non ha una partenza “sprint”, specialmente se poi consideriamo che alla sesta (30 settembre) c’è il clou Roma-Inter (con il secondo derby: Torino-Juventus). I nerazzurri festeggeranno il centenario (9 marzo 2008) giocando in casa contro la Reggina l’ottava giornata (Roma-Napoli da segnalare), e sinceramente spero in 100mila a San Siro. Palermo-Inter alla nona, il derby di Roma alla decima giornata (giornata infrasettimanale sia all’andata che al ritorno), il super big-match Juventus-Inter alla undicesima (prima del turno di Champions League…). Subito dopo arriva Inter-Lazio, mentre saltiamo la tranquilla tredicesima per arrivare al Milan-Juventus della quattordicesima (giornata ai primi di dicembre) in concomitanza con Fiorentina-Inter. Regalino di Natale è il derby di Milano Inter-Milan alla diciassettesima giornata (23 dicembre, almeno non avremo la Champions subito dopo), che però vuol dire trentaseiesima di ritorno!!! Nelle ultime due giornate i neroazzurri andranno prima a Siena e dopo, per chiudere il campionato (quest’anno fuori casa), il 18 maggio (prima della finale di Champions) a Parma. «Un computer intelligente e saggio» ha detto Matarrese: in effetti il calendario sembra interessante, come la distribuzione delle grandi sfide, anche se poi alla fin fine solo il campo potrà dare seguito alle nostre previsioni, nel Campionato probabilmente più interessante del nuovo millennio, con il ritorno di Napoli e Genoa e la riconferma più che mai di almeno 4 squadre di livello superiore accanto alle due milanesi che partono in pole position.

Difficile dire che questo calendario sia per l’Inter quanto meno “equilibrato”: nelle prime dieci giornate praticamente affrontiamo solo la Roma. Incredibilmente tardi il derby di Milano, che generalmente arrivava tra l’8ª e l’11ª giornata, mentre quest’anno lo troviamo a fine campionato, e potrebbe essere veramente una sfida scudetto dopo tanti (forse troppi) anni. A metà campionato le sfide contro bianconeri e biancocelesti. Nella passata stagione, il calendario ci aveva regalato una partenza “hard”, un finale “soft” e tutti i big-match giocati in casa al ritorno (come l’anno scorso in ogni caso prima sfida importante è contro la Roma all’Olimpico). Quest’anno invece avviene il contrario: partenza “soft”, finale “hard”, mentre si conferma il dato “positivo” sugli scontri diretti, con la sola Lazio da affrontare fuori casa.
Ci vorrà ovviamente del tempo per analizzare in maniera approfondita il calendario, anche in ottica Fantacalcio: più di tanto questa sera non è possibile dire, dunque è necessario aggiornarci tra qualche giorno.

Alla prox.

Il calendario completo: http://www.gazzetta.it/speciali/statistiche/2008_nw/calendario/

Il punto: calciomercato Roma

luglio 28th, 2007
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roma

Finalmente si è concluso l’affare Chivu. Il giorno dopo la grande festa per gli 80 anni dei colori giallorossi, si delinea una nuova strategia della squadra capitolina. Il mercato è stato tutt’altro che avaro di sorprese: con la diretta qualificazione in Champions, il mister Spalletti ha chiesto una squadra che avesse almeno due giocatori di alto livello per ogni ruolo, la mancanza dei quali è stato un grave problema nella scorsa stagione, conclusasi sì con la vittoria della Coppa Italia, ma anche con un notevole distacco dalla prima in classifica in campionato e con la cocente eliminazione nei quarti della Coppa europea più prestigiosa. I nomi arrivati sono tutti di primo piano, e sono nomi noti:

Giuly, 31enne centrocampista esterno che arriva dal Barcellona (e già questo costituisce una garanzia), ed Esposito, vecchia conoscenza del calcio italiano che viene dal Cagliari, sono stati i primi colpi. Entrambi garantiscono velocità e fantasia, unitamente ad una ottima tecnica di gioco: resta il dubbio del loro impiego, visto che almeno inizialmente sarà molto difficile scalzare dalla squadra titolare giocatori come Mancini e Taddei, oramai integratisi a perfezione nel gioco di Spalletti. Bisognerà capire, ma questo lo si potrà fare soltanto sul campo, quale è il confine tra utilizzo costante e riserva di lusso (e nel caso, quale turn-over adottare). In ogni caso, le operazioni Wilhelmsson e Tavano si sono rivelate fallimentari: l’uno al Bolton e l’altro al Livorno dopo pochi mesi e uno scarso utilizzo hanno fatto propendere la società per un cambio importante in tale settore del campo. In difesa, la partenza del rumeno libera direttamente il posto al brasiliano Juan, ex Bayer Leverkusen e fresco campione d’America, che farà coppia centrale con Mexes. Inoltre, l’arrivo di Andreolli (in comproprietà libera, giovane giocatore dalle ottime potenzialità) e la possibilità di utilizzare Ferrari anche come centrale garantiscono a Spalletti una buona copertura al centro della difesa che però, a dirla tutta, appare il punto più debole di tutta la squadra, soprattutto se il portiere Doni continuerà a dimostrarsi poco propenso nelle uscite. Rinforzato anche il centrocampo, con gli arrivi di Brighi dal Chievo e molto probabilmente di Modesto dalla Reggina, per il quale la trattativa (non ancora conclusa) è in dirittura d’arrivo per la prossima settimana. Anche questi due elementi dovrebbero essere la seconda linea della collaudata coppia centrale De Rossi-Pizarro (acquistato a titolo definitivo dall’Inter per 6milioni di euro). Altri nomi, come Kuffour, Pit e Barusso andranno valutati, ma non sembrano destinati a rimanere in prima squadra nella prossima stagione: molto più probabilmente dovrebbero andare in prestito da qualche parte.
Nel frattempo, il mercato non si è chiuso: la vitalità data alle casse dai 13milioni incassati per Chivu, oltre a Modesto, ha spinto la dirigenza a cercare qualche altro giocatore. Sfumato, come sembra, Cruz (destinato a rinnovare con l’Inter), rimangono per ora aperte le strade che portano a Cicinho, esterno destro del Real Madrid modello Cafu, e Dede, esterno sinistro del Borussia Dotmund. Il primo dovrebbe costituire la prima scelta dopo Panucci, ma andrebbe via dal Real soltanto se non rientra nei piani del neo-tecnico Schuster: la formula del prestito è gradita ad entrambe le società, ma quanti minuti potrà garantire Spalletti ad un giocatore che non vuole certo venire a fare il panchinaro di lusso, visto che questo sarebbe il motivo del suo cambio di squadra? Il secondo, 29enne brasiliano, è l’alter ego di Tonetto, ma la trattativa sembra per il momento chiusa: il d.s. Zorc ha definito l’offerta giallorossa estremamente bassa, e la società stessa non sembra volersi privare di un proprio titolare (in squadra da oramai 10 anni) a pochi giorni dall’inizio della stagione, anche se il brasiliano non ha nascosto l’interesse per la trattativa, che lo porterebbe ad avere un ingaggio più elevato.

Altro non è possibile dire, se non che forse manca ancora un attaccante all’appello: i nomi accostati di Di Natale e di Riganò sembrano poco convincenti, ma certo tutt’altro che sconosciuti. Intanto, continua la tournée in Germania con una amichevole organizzata contro la ex squadra di Juan, dopo la batosta presa all’esordio.
Per il fantacalcio, il discorso è estremamente complesso: le statistiche nel caso della Roma non hanno grande valore: Totti, il cui addio alla nazionale azzurra sembra definitivo, è il capocannoniere del campionato, e non dovrebbe compiere molti errori dal dischetto come l’anno passato. Anche i due esterni sono globalmente di sicuro affidamento (ma qui entra in ballo l’utilizzo di Giuly ed Esposito, che potrebbero giocare molto più di qualche partita), mentre le incursioni di Perrotta e i tiri di Pizarro potrebbero garantire qualche gol importante. Sconsigliato, a mio modo di vedere, prendere qualcuno della difesa, che non ha mai dimostrato la solidità necessaria di una grande squadra, anche laddove il giudizio complessivo per la scorsa stagione (appena 34 gol subiti) è sostanzialmente positivo. In definitiva, il solo acquisto di Totti mi sento di consigliare apertamente, per gli altri andrà fatta una analisi molto più approfondita, valutandone i pro e i contro del loro utilizzo, del loro ruolo, e del loro rendimento nelle due ultime stagioni.

Per oggi è tutto. Il prossimo punto sarà sulla Juventus, mentre torneremo ad aggiornarci sulla Roma prima della finale di Supercoppa Italiana  in programma il 19 agosto.

Formula1: McLaren non punibile

luglio 26th, 2007
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Vince la politica e perde lo sport. Come purtroppo avevo immaginato già a suo tempo, il processo contro la McLaren per il caso di spy-story ai danni della Ferrari si è concluso con un nulla di fatto. Ovvero, se da una parte la casa anglo-tedesca è stata riconosciuta colpevole di non aver compiutamente rispettato l’art. 151c del codice sportivo, non si profila alcun reato (che sarebbe stato, nel caso, uno dei più gravi della ultracinquantennale storia della Formula1) passibile di condanna. Un “colpevole non condannabile”, una “assoluzione per insufficienza di prove” si può sintetizzare in maniera estrema, poiché non è stato trovato alcun evidente ed oggettivo elemento che potesse far pensare ad un uso indebito della documentazione in possesso delle frecce d’argento. Il che, a dirla tutta, davvero poco ci consola, per diversi motivi:

  1. non è necessario copiare parti di un’altra macchina per aumentare le prestazioni della propria. Basta avere accesso a dati sensibili e tecnicamente secretati per conoscere lo status dei propri avversari e agire di conseguenza (ad esempio, il consumo delle gomme);
  2. la Mclaren era comunque in possesso dei documenti top-secret (cioè coperti da segreto industriale) della Ferrari, e il principale imputato, Mike Coughlan, ha chiaramente giurato che altri pezzi grossi (almeno tre) della scuderia erano a conoscenza di questo materiale, quindi in evidente difetto nei confronti del regolamento, e in aperto contrasto con quanto dichiarato dal capo Ron Dennis;
  3. all’inizio dell’anno, la Mclaren accusò la scuderia di Maranello di montare delle molle di ancoraggio al fondo delle monoposto di cui la Fia avrebbe potuto vietarne l’uso (la Ferrari modificò per propria decisione il disegno). Viene spontaneo chiedersi come mai soltanto a marzo di quest’anno è stata fatta questa denuncia, quando le rosse montano tali molle, celate alla vista, fin dal 2004.

Insomma, se tre importanti indizi non fanno una prova, poco ci manca. Ma, come era intuibile, ancora una volta a vincere è stata la politica, e poco interessa il fatto che la Fia, attraverso il proprio consiglio mondiale (organo supremo e tribunale) di 26 membri che annovera per altro due italiani (Marco Piccinini e Luigi Macaluso), abbia precisato che nuovi elementi potrebbero far riaprire il processo. Nella Formula1 degli ultimi tempi, è troppo importante l’equilibrio politico ed economico per poter andare avanti: qualsiasi sanzione, anche non pesante, nei confronti delle frecce d’argento avrebbe messo in luce comportamenti dannosi per l’immagine di questo sport e minato la credibilità del campionato mondiale, proprio in un momento nel quale il circus, anche a discapito della sicurezza e della volontà dei piloti, è sempre più alla ricerca di scenari suggestivi e danarosi. Tanto più una sanzione pesante, che avrebbe praticamente consegnato a tavolino i titoli al Cavallino, e reso poco appetibile un prodotto che proprio negli ultimi due anni aveva ritrovato un grande seguito per l’alta competitività mostrata da vari piloti, e non più da uno solo. Sappiamo benissimo che le modifiche regolamentari degli ultimi anni sono state tutte tese a danneggiare la Ferrari, il cui strapotere all’inizio del millennio era fin troppo palese e annoiante: da un sistema di punti farlocco, alla riduzione delle prove su pista, ad accorgimenti tecnici che certo non hanno favorito la casa italiana (se non vogliamo proprio dire che l’hanno danneggiata). Il prossimo anno ci sarà da divertirsi con la nuova centralina elettronica unica, che riporterà la Formula1 al passato, senza controllo di trazione, freno motore e differenziale elettronico. La Formula1 dunque tornerà in mano ai piloti, nella speranza però che i politici tornino a fare gli interessi dello sport e non quelli dell’economia: già a Montecarlo, dopo l’abbastanza evidente violazione del regolamento inerente i “giochi di squadra” (regola per altro inventata, anche questa, per danneggiare le scelte della Ferrari), la Fia disse che non era successo nulla, che “l’era tutto regolare”. Anche in quel caso, diretta imputata era la McLaren, l’unica accreditata per contrastare le rosse, con ottime armi come purtroppo abbiamo visto, in questo anno 2007. Speriamo che le speranze riposte per il futuro non siano vane.
La risposta della Ferrari non si è fatta attendere, ed è stata, ovviamente, durissima:

In base alla decisione odierna del Consiglio Mondiale della Fia: – la Vodafone McLaren Mercedes è stata giudicata responsabile di aver violato l’articolo 151c del Regolamento Sportivo della F1, e di aver quindi tenuto un “comportamento fraudolento o, comunque, pregiudizievole dell’interesse della competizione o dello sport automobilistico in generale”; – il Consiglio Mondiale ha tuttavia ritenuto che, in assenza di una prova certa di un utilizzo effettivo delle informazioni di proprietà della Ferrari sulla vettura Vodafone McLaren Mercedes che partecipa al campionato in corso, non era possibile infiggere una sanzione, salvo ulteriori evidenze. La Ferrari – continua il comunicato della scuderia – prende atto che la Vodafone McLaren Mercedes sia stata giudicata colpevole dal Consiglio Mondiale della Fia. Ritiene tuttavia che sia incomprensibile che, una volta accertata la violazione del principio fondamentale della lealtà sportiva, non sia una conseguenza logica ed inevitabile comminare una sanzione. La decisione odierna legittima comportamenti sleali in Formula 1 e crea un precedente molto grave. La decisione del Consiglio Mondiale significa infatti che il possesso, la conoscenza fino ai massimi vertici e l’utilizzo accertato da parte di una squadra di informazioni altamente confidenziali raccolte in maniera illecita e l’acquisizione di informazioni confidenziali nel corso di diversi mesi rappresentano una violazione non sanzionabile. Va ricordato – infine – che il fatto che la Vodafone McLaren Mercedes fosse in possesso di tali informazioni è stato scoperto in maniera del tutto casuale e che, a difetto, la stessa squadra avrebbe continuato a disporne. Tutto ciò è tanto più grave in quanto avviene in una disciplina sportiva come la Formula in cui sono i dettagli a fare la differenza. La Ferrari giudica che tutto ciò sia fortemente pregiudizievole per la credibilità di questo sport. Proseguirà le azioni legali già in corso sul piano penale in Italia e su quello civile in Inghilterra.

Lascio a voi il giudizio finale…
Ora, chiuso questo spiacevole capitolo (ma la giustizia ordinaria continua il suo cammino per l’esposto con accusa di tentato danneggiamento che la casa di Marannello ha presentato alla Procura di Modena contro l’ex capo-progettista Nigel Stepney e in sede civile presso il tribunale di Londa contro Coughlan), tra 10 giorni tutti in Ungheria per un gran premio cruciale per l’attuale equilibro del mondiale e per le speranze della Ferrari, che però sarà costretta a correre su un circuito non proprio idoneo alle sue caratteristiche. Staremo a vedere.

Alla prox.

Seguite tutte le vicende e le notizie relative alla spystory sul sito della Gazzetta: http://www.gazzetta.it/Motori/Formula1/

IMPORTANT EDIT 31/07/2007: «PARIGI (Francia), 31 luglio 2007 – Max Mosley, presidente della Federazione Internazionale dell’Automobile (Fia), ha annunciato che si appellerà alla Corte d’Appello della Federazione in merito all’assoluzione della McLaren dall’accusa di spionaggio nei confronti della Ferrari.

LETTERA – Mosley, in una lettera pubblicata sul sito della Fia in risposta a una missiva del presidente dell’Aci-Csai Luigi Macaluso, ha definito la sua decisione una scelta “politica” dovuta alla serietà della vicenda e al fatto che alla Ferrari era preclusa dal regolamento la possibilità di fare ricorso. “Invierò il dossier alla Corte d’Appello affinché vengano ascoltate sia la Ferrari sia la McLaren sia qualsiasi partecipante al campionato al fine di determinare se la decisione del Consiglio Mondiale sia stata appropriata o, altrimenti, di proporre una decisione più giusta”. Pronta la risposta da Maranello: “La Ferrari giudica sensata la decisone del Presidente della Fia che ha correttamente ritenuto che la Ferrari, quale parte lesa della vicenda, debba poter godere di tutti i diritti di una parte in un processo, ciò che non è stato il caso nell’udienza del consiglio Mondiale”».Fonte: http://www.gazzetta.it/Motori/Formula1/Primo_Piano/2007/07_Luglio/31/mosley.shtml

La Ferrari squalo perde i denti…

luglio 22nd, 2007
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Come si fa a raccontare in poche parole l’incredibile GP d’Europa al quale abbiamo assistito in questa calda domenica pomeridiana di fine luglio? È praticamente impossibile, quindi mi limiterò a fare qualche considerazione.
La Ferrari si presentava forte, a questa gara, delle due vittorie consecutive e di una superiorità in gara e ora anche in qualifica evidente. La pioggia caduta copiosa subito dopo il via della gara (migliorato molto il sistema di partenza delle rosse) ha scombussolato tutto: Raikkonen sbaglia la manovra di ingresso ai box, è costretto a fare un altro giro in condizioni proibitive, perde tempo e la pioggia copiosa costringe prima all’ingresso della Safety Car e poi alla bandiera rossa che sospende il gran premio. Il finlandese si ritrova dunque settimo alla ripartenza, ma con una serie di giri veloci e anticipando di un giro il rientro ai box per montare di nuovo le gomme lisce riesce a tornare in terza posizione, prima di abbandonare definitivamente la gara per un problema al circuito idraulico che ha messo ko la sua monoposto.
Massa, grande partenza all’inizio, si ritrova in testa davanti alla ripartenza, guadagna anche lui molto su Alonso (8 secondi), e al pit stop rimane davanti.
Lo spagnolo riesce a rimanere sempre nelle prime posizioni, mentre Hamilton, nonostante la grande gara, sbaglia ancora una volta la strategia, monta troppo presto le gomme da asciutto e perde tutto il tempo che aveva recuperato, finendo alla fine ai piedi della zona punti. Preferisco non commentare la sua serie fortunata di eventi che gli hanno permesso comunque di arrivare in fondo. Sono contento che l’incredibile botta di ieri non abbia lasciato alcuno strascico (se non una grande paura), non avrei voluto che perdesse punti in questo modo, però non posso essere triste per questa conclusione “favorevole”.

Ultimi giri di gara: Massa controlla Alonso, che recupera pochi decimi al giro ma non sembra impensierire la prima posizione del ferrarista. Torna l’acqua, non copiosa come all’inizio, ma che costringe ad un nuovo cambio di gomme: lo spagnolo riesce a settare meglio la macchina, che al rientro in pista si ritrova con un grip più forte rispetto a quello del brasiliano, che resiste un paio di giri con grande sofferenza ma poi deve accontentarsi del secondo posto.

In breve, più di così non si può dire: la variabile pioggia, grande protagonista di questa gara resa incredibilmente emozionante, ha trovato la Ferrari impreparata, e unitamente all’ennesimo problema di affidabilità, potrebbe aver messo un punto decisivo per i due titoli mondiali. Oramai, difficile pensare che Raikkonen, a -18 punti quando mancano 7 gare, possa ancora rientrare in corsa, laddove invece Massa, a -11, torna quantomeno a sperare. Grande balzo di Alonso, che riapre completamente il mondiale portandosi a sole due lunghezze dal suo compagno di squadra leader della classifica. La McLaren riesce a guardagnare anche due punti nella classifica costruttori, portandosi a +27, ma in tal caso il sistema di assegnazione dei punti non è eccessivamente penalizzante, e le porte sono ancora aperte. Che dire infine: bisogna lavorare molto per risolvere i problemi di affidabilità che dopo tanti anni tornano ad essere il tallone d’Achille di una macchina per il resto molto competitiva, e non bisognerà più farsi trovare impreparati in occasioni in cui la variabile meteorologica dovesse tornare ad essere protagonista, che è andata a vanificare una strategia per altro ben messa a punto. Alle porte un GP d’Ungheria, circuito non proprio favorevole alle rosse, ma la cui condizione non è certo quella di Montecarlo, quindi c’è spazio per essere fiduciosi e riuscire, perché no, a rosicchiare un paio di punti almeno.

Ora non resta che sperare nello sviluppo e continuare a sostenere la squadra dopo questa battuta d’arresto che arriva dopo un periodo brillante delle rosse. Avrei preferito vedere Schumacher premiare un uomo di casa Ferrari, sarà per la prossima volta.

http://www.gazzetta.it/Motori/Formula1/

Il punto: calciomercato Inter

luglio 21st, 2007
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Uno sguardo alla rosa ed uno al portafoglio. È questa la fondamentale strategia di mercato che contraddistingue la società di Via Durini: niente spese folli, niente colpi di testa, soltanto operazioni mirate a rafforzare la squadra dove serve con nomi chiaramente concordati con il tecnico, quindi utili alla formazione soprattutto in chiave futura.

Per questo motivo, l’Inter si è mossa poco e bene sul mercato: l’acquisto principe, in attesa di vedere come andrà a finire la trattativa Chivu, sempre aperta, è l’attaccante honduregno D. Suazo dal Cagliari. Il braccio di ferro instaurato con il Milan ha visto i nerazzurri vincitori grazie alla cristallina volontà del giocatore. I 14 milioni pagati a Cellino sono la giusta moneta per questo ragazzo dalla velocità esplosiva. Non dovrebbe partire titolare, però le sue qualità di contropiedista (che all’Inter mancavano dalla cessione di Martins) potrebbero rivoluzionare anche il modulo di gioco, come ha lasciato intendere il tecnico Mancini ipotizzando anche le tre punte in attacco. Molto dipenderà ovviamente dal tipo di partita e dal risultato, ma sicuramente Suazo rappresenta una freccia in più nella faretra a disposizione del tecnico di Jesi, nel centenario del club.
I due ultimi acquisti invece sono mirati a rafforzare difesa e centrocampo. Jimenez, arrivato in prestito con diritto di riscatto dalla Ternana, dopo la felice stagione laziale si presenta a Milano come il possibile erede del grande Luis Figo, alla sua ultima stagione agonistica. Il cileno, 23enne, ha giocato in serie A con Fiorentina e Lazio, e in carriera ha già totalizzato 29 gol (su 123 presenze, compreso la sua carriera in serie B con la Ternana): giocatore di grande estro che non disdegna la segnatura, potrebbe costituire un valore aggiunto in una stagione che si presenta lunga e piena di impegni, nella quale è necessario avere un ricambio all’altezza in ogni ruolo chiave dello scacchiere neroazzurro.
Con il colombiano Rivas, 24enne debuttante, l’Inter va a rafforzare un reparto difensivo già completo, ma che potrebbe soffrire nelle prime partite di Champions, quando le squalifiche a seguito dei noti fatti di Valencia non lasciano alcuna scelta al tecnico Mancini. Definito “Tyson” in Argentina, dove l’ultimo anno ha giocato con la maglia del River Plate, rappresenta il rinforzo a medio-lungo termine che ci voleva in una squadra che soprattutto nei suoi centrali (leggasi Materazzi e Samuel), non ha più giocatori in erba.

Le tre operazioni di mercato attualmente chiuse, dunque, rappresentano non solo un rinforzo per il presente, ma anche uno sguardo importante per il futuro, con l’acquisto di giovani giocatori assolutamente promettenti e dalle chiare qualità tecniche. Se poi Adriano farà fruttare al massimo la sua prima estate di riposo dopo 4 anni, anche il brasiliano potrebbe essere un “acquisto” importante per il reparto offensivo della squadra, che attende con ansia il suo Imperatore.
Non dovrebbe cambiare nulla, ad oggi, rispetto alla formazione base: ceduto Grosso al Lione (a causa di una stagione davvero deludente del campione del mondo, l’unico della spedizione azzurra a non essere riuscito a riconfermarsi ai livelli della stagione passata) e non rinnovato il prestito di Gonzales (cercato nella passata stagione ma anche lui al di sotto delle aspettative; dal Palermo è poi andato al Porto), ai nastri di partenza si presenterà lo stesso 11 in grado di sfornare 17 vittorie consecutive e 97 punti in campionato, record europeo nei tornei a 20 squadre. Soltanto l’acquisto di Chivu potrebbe in qualche modo rimescolare le carte: il rumeno, dal piede caldo su punizione e dalla ecletticità nei ruoli (centrale, terzino, mediano), potrebbe davvero essere la ciliegina sulla torta di un mercato condotto in silenzio e con colpi mirati. Se non dovesse arrivare, l’Inter sembra aver messo in piedi trattative con Kovac dello Spartak Mosca (la cui richiesta economica però è definita troppo esosa) e con Meira, il forte difensore dello Stoccarda nel mirino della Juve in grado di garantire anche il ruolo di centrocampista incontrista, ruolo nel quale l’Inter non ha fatto acquisti ma che dopo le vicende della scorsa stagione (Vieira e Cambiasso a lungo infortunati) è forse quello che richiede un acquisto importante.

Staremo comunque a vedere: il mercato è ancora lungo, la stagione appena iniziata. In attesa di martedì, giorno nel quale l’Inter affronterà il primo impegno probante contro il Partizan di Belgrado, altro non si può dire.
Per il Fantacalcio è difficile dare qualche nome. In una squadra che potrebbe ricorrere molto al turn-over nella stagione del centenario nella quale cercherà il grande “bis”  scudetto e il ritorno alla vittoria in Champions, non è facile scegliere l’uomo che sarà più presente in campo. Il capitano Zanetti potrebbe ancora una volta garantire una ottima media più che sufficiente (e l’anno scorso ha messo insieme ben 37 gettoni), Materazzi viene da una grande stagione ma è pur vero che nelle ultime due annate ha collezionato 21 (10+11) cartellini gialli (attenzione però al dato dei 12 gol realizzati, di cui ben 10 nel campionato passato), Ibrahimovic è genio e sregolatezza, quindi bisognerà essere pronti ad accettarne sia gli alti che i bassi, che nel fantacalcio sono determinanti. Se vi sentite pronti e bravi a fare le scelte giuste domenica dopo domenica, questi tre acquisti potrebbero rappresentare il valore aggiunto alla vostra formazione. Molto dipenderà dai costi dei singoli giocatori, ma a centrocampo due nomi spiccano su tutti: Cambiasso, grande esempio di correttezza (zero cartellini gialli nonostante 21 presenze nella passata stagione, ma è uno dei titolari inamovibili) e Stankovic, motore instancabile della squadra e realizzatore dai grandi colpi (6 gol ma qualche cartellino giallo di troppo, frutto spesso del suo caldo sangue serbo), al quale è molto difficile rinunciare e per il quale si sono sempre aperte grandi aste nella campagna acquisti del fantacalciomercato. Altro è difficile dire, quindi dovrete affidarvi al vostro fiuto di allenatore: un piccolo aiuto potrebbe venirvi dalla pagina ufficiale delle statistiche curata dal sito della società neroazzurra.

http://www.inter.it/aas/squadra/index?L=it

Alla prox. (quando toccherà alla Roma) e buon calciomercato a tutti. Il prossimo punto sull’Inter è previsto per Ferragosto.


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