F1: Ferrari a inseguire…

17 giugno 2007 di Simone82 Leave a reply »
No Gravatar

C’è poco da dire. La tanto attesa trasferta americana è stata devastante per la psicologia e la classifica delle rosse e per quella di Alonso. Dopo un grande inizio di stagione, che si era concretizzato con la vittoria di Raikkonen e le tre di Massa, pensavamo che questo mondiale sarebbe stato combattuto con la Ferrari in prima linea per la vittoria finale. Invece il primo capolino in Europa ci ha consegnato una McLaren fortissima, e su circuiti storicamente favorevoli a Maranello come Montreal e Indianapolis è arrivata la conferma che attualmente la Ferrari può soltanto guardare e inseguire.


Sicuramente questo G.P. degli Stati Uniti ha detto che la rossa non è poi così indietro rispetto agli anglo-tedeschi, e che ci si prepara ad una campagna d’Europa (sette le gare estive nel vecchio continente) alla riscossa con i nuovi aggiornamenti tecnici che arriveranno fin dalla gara in Francia. Se ne avrà grande bisogno, perché Massa a -19 e il finlandese addirittura a -26 hanno un classifica che lascia poche speranze nei confronti di un pilota (l’esordiente Hamilton che vince ancora su una pista sconosciuta) che vanta un ruolino da oltre 8 punti di media a gara, come dire che con questa classifica, anche per Alonso che ha appena 10 punti di svantaggio le cose si fanno molto dure. Lo spagnolo per altro è reduce da uno schiaffone morale niente male: tenuto autorevolmente dietro per tutta la gara, nell’unica occasione che ha avuto per guadagnare la testa della corsa gli è stata sbattuta la porta in faccia, e senza tanti complimenti. Questa beffa, dopo un fine settimana con i tempi costantemente più veloce di tutto il gruppo, a seguito del nervosismo della corsa in Canada (molti errori per lui), le dichiarazioni settimanali da bambino poco considerato all’interno della scuderia, la corsa che sancisce l’attuale superiorità del suo compagno di squadra non gli farà certo bene. Al di là poi delle sirene rosse che hanno già suonato (poco credibili a parer mio), un campanello d’allarme sul quale dovrà riflettere e lavorare non poco. Di campanelli d’allarme invece, a Maranello, se ne sente una sinfonia: e non sono le campane del paese suonate a festa per una vittoria, ma il segnale che il cambio della guardia al comando del settore corse non ha prodotto i risultati sperati. Manca la mente che possa condurre uno sviluppo della macchina (il vantaggio di inizio stagione è stato dissipato in poche gare, e ora il gap da recuperare è superiore rispetto a quello favorevole di inizio stagione), manca il pilota che possa segnare una chiara direzione, manca anche un leader nella squadra da tempo immemore abituata a Schumacher (da un lato può essere un bene, ma poi quando serve la mancanza pesa), forse paghiamo un minimo di inesperienza nella gestione delle gare da parte del gruppo che ha sostituito menti eccelse come Ross Brown & Co.

Come detto, il campionato è ancora lungo, ma il distacco accumulato (vuoi per banali errori come quello di Massa in Canada, o problemi di affidabilità come quelli che hanno colpito Raikkonen) con l’attuale sistema di punteggio deve far riflettere molto e preoccupare ancora di più. Se a livello costruttori, bastano un paio di doppiette (la McLaren se ha fatte 3 consecutive) per rimettersi in corsa, a livello piloti bisognerà sportivamente sperare nelle disgrazie altrui, perché questo giovanissimo Hamilton, ha dimostrato un sangue freddo e una esperienza degne del miglior campione. Davvero un astro nascente, destinato ad affiancare i più grandi piloti di tutti i tempi nella Hall of Fame della Formula1 ma soprattutto, forse, a superare quel pilota che tra qualche anno diventerà un mito, quel M. Schumacher del quale ora, i tifosi ferraristi, sentono una grande mancanza.

Alla prox.

, , ,

Advertisement

Leave a Reply


Bad Behavior has blocked 88 access attempts in the last 7 days.