Roma blindata per l’arrivo di Bush, ma soprattutto Roma blindata per l’arrivo di migliaia di manifestanti appartenenti ai centri sociali, ai collettivi universitari, alla sinistra comunista ideologica. Cerco di chiedermi come, a quasi 20 anni dalla caduta del regime comunista, ci siano ancora così tante persone che scendono in piazza fiere di quel passato, fiere di camminare con il pugno alzato, pronte in ogni momento a riportarlo in auge. Come al solito per altro, tutto previsto: strade imbrattate di insulti, e i soliti 200 imbecilli di fine corteo che alla vista della Polizia hanno indossato caschi, sciarpe e berretti e hanno cominciato a lanciare bottiglie e sampietrini, a distruggere vetrine, a incendiare cassonetti (la sera alla stazione Tiburtina). Perché Bush sbaglia nella sua politica di guerra globale e permanente (?), ma per farlo capire è necessario fare la guerra… Misteri insondabili della logica comunista ed estremista… La stessa contraddizione che ogni anno si registra al G8 e in generale nelle manifestazioni targate centri sociali & Co. Ci avevano pure spiegato, furbescamente quanto ignobilmente, che sarebbe stata colpa della Polizia se eventuali scontri avessero turbato il corteo: mah, ieri la Polizia è rimasta pure impassbile di fronte al primo lancio di bottiglie, quasi invisibile lungo le strade del corteo stesso, guidata da quella mente sapiente di Achille Serra (non a caso ex-deputato di Forza Italia), a mio avviso uno dei migliori prefetti d’Italia. L’altra manifestazione, che l’immalinconito Giordano ha provato a spiegare non “altra”, ma unita col “cuore” al corteo, si è conclusa con una piazza spettrale, nella quale i rappresentanti dei tre partiti politici principali più varie sigle collegate avevano portato un familiare a testa o due al massimo… Manifestazione che, bisogna riconoscerlo, ha decretato non solo la definitiva autonomia dei movimenti dai partiti (guai al contrario ha spiegato Paolo Cento dei Verdi allo speciale sulla manifestazione del Tg LA7) ma anche la oramai definitiva spaccatura tra gli stessi (questo Cento sembra non averlo notato): il che può essere un pericolo, poiché in un momento il quale il Governo di centrosinistra ha contribuito non poco ad aizzare lo scontro di classe e l’invidia sociale, non riuscire a controllare poi quella che dovrebbe essere la propria piazza, sta portando come risultato ad un rinfocolamento del terrorismo in Italia, ad un continuo scontro tra forze dell’ordine ed ideologizzati dell’ultima ora, financo a degli emeriti caproni ignoranti che hanno imbrattato il monumento di Aldo Moro a via Fani paragonandolo a Bush… Roba da 2 in Storia, se questi dementi avessero frequentato il Liceo invece di andare a spasso per centri sociali, sale giochi e parchi alla ricerca di spacciatori di droga… Come roba da 2 in Storia è la scritta che eleva Cuba a Paese rappresentante della vera democrazia: dismotrazione di come la storia non ha alcun valore di fronte alla becera ideologia comunista. Una incrudescenza di ideologismo che si riflette anche nelle scelte discutibili e sbagliate del Governo stesso: con la destra stringe la mano a Bush chiamandolo amico e caro alleato del Paese, con la sinistra gli prepara i sampietrini. Dice Diliberto che l’incoerenza sarebbe stata non andare in piazza dopo averlo fatto per anni stando all’opposizione: tutto giusto, se non fosse che poi continua a votare le missioni di “guerra” all’estero. Ah dimenticavo: la strategia italiana è cambiata… D’altronde lo sanno tutti: quando le guerre le fanno i comunisti, sono sempre ben fatte.
Quegli ideologizzati di cui sopra, quando scenderanno in campo contro l’armamento nucleare della Corea del Nord, quando contro il tentativo dell’Iran? Quando scenderanno in campo contro l’occupazione militare della Cina ai danni del Tibet che si protrae oramai da decenni? Quando scenderanno in campo contro le continue guerre che insanguinano il continente africano, e di cui i Tg nazionali nostrani non danno manco notizia, troppo impegnati come sono a dire persino quante volte i soldati americani in Iraq vanno al bagno ogni giorno. Dov’è la coerenza di chi protesta contro la guerra, ma soltanto quella fatta dai propri avversari politici? Dov’è la coerenza di chi protesta contro la guerra, ma poi la usa per insegnare che è sbagliata? Dicono di essere contrari alla politica di Bush, alla sua amministrazione, non solo per la guerra, ma proprio per la sua politica in generale: diranno mai che gli USA hanno raddoppiato lo sforzo per l’Africa, portandolo da 15 a 30 miliardi di dollari, quando la stessa Europa riesce a malapena a fare tutta unita la stessa cifra? Diranno mai che gli USA non firmano il trattato di Kyoto (per altro inutile), ma che tale trattato non lo firma manco la Cina? Protestano per questo? Diranno mai che gli USA, a differenza dell’Europa, hanno firmato un trattato di collaborazione con il Brasile per il carburante ecosostenibile come l’etanolo, di cui si avvieranno ad essere nei prossimi anni uno dei principali produttori a livello mondiale? E l’Europa, cosa fa? Questi “intelligentoni” scenderanno mai in piazza a protestare contro il fatto che l’invenzione europea, soprattutto italiana, del motore ad acqua, è chiusa in un cassetto da 40 anni? Che quella del motore ad idrogeno va avanti da anni e anni ma è ancora lontana da una produzione di massa? Che aspettano, con tutti i loro scienziati, a svilupparlo in maniera economica? Tutta tecnologia che risolverebbe in parte anche il problema dell’approvvigionamento di gas: oh che sbadato, dimentico che se tutto ciò fosse realizzato, la Russia tornerebbe nel baratro, il Medio Oriente non avrebbe di che sopravvivere, le compagnie petrolifere sarebbero quasi inutili, persino il nucleare potrebbe diventare inutile. Però poi ci spiegano che l’Europa non è mossa da interessi di parte, che combatte per la pace e per la democrazia, mentre il demone americano è spinto da suo imperialismo economico. BALLE, VACCATE senza mezzi termini, che dimostrano come la battaglia non sia culturale, ma ideologica, ancora una volta.
Decisamente un Paese che gira al contrario, che sta tornando ai tempi nel quale si aveva paura di esprimere il proprio pensiero e bisognava stare attenti a passare vicino al manifesto giusto. Tutto questo ritorno di fuoco si sta registrando da quando questa sinistra è al Governo: ma, nonostante gli italiani abbiano fatto capire che questa politica non piace, non è gradita, che bisogna cambiare (dal momento che non sta scritto da nessuna parte, se non nelle menti di chi siede incollato alle poltrone del potere, che questa sia l’unica strada possibile per il risanamento completo), loro vanno avanti. Milioni di italiani sono scesi in piazza a più riprese per protestare (e fa ridere, ovvero dà molto da pensare, il fatto che colpiscano di più poche decine di migliaia di persone, per altro generalmente sempre le stesse, piuttosto che le piazze del 2 dicembre o del Family Day), ma niente, vanno avanti, sicuri del fatto loro, come se avessero vinto (?), anzi stravinto (???) le elezioni politiche. Allora non avevano la maggioranza nel Paese (perché, checchè ne dica Fassino, poche migliaia di voti in più alla Camera non fanno una maggioranza, e la sconfitta in Senato non fa una vittoria), oggi poi manco a parlarne.
Io spero vivamente che gli Italiani si rendano conto del pericolo che corre il loro Paese, dell’errore che è stato fatto nel recente passato, soprattutto gli Italiani di centrosinistra, che ancora non hanno capito di essere nelle mani della sinistra radicale (l’ultima volta persino sotto scatto ai tre senatori del Süd Tirol). In Europa sta cambiando il vento: in Belgio, il popolo si è stancato del governo socialista permissivista ed è tornata ai Democratici Cristiani; in Francia ha stravinto nettamente la destra, e i partiti comunisti, radicali o estremisti che siano, sono stati definitivamente cancellati dalla scena politica; in Germania, idem… Soltanto in Italia ci portiamo ancora attaccata al piede come una grossa palla da galeotto questa rovina, perché è più importante che non vinca Berlusconi piuttosto che far funzionare il Paese: frutto tutto ciò sicuramente di un passato nel quale l’Italia era considerato l’avamposto del regime comunista in Occidente (il Pci fino al 1992 aveva il 46% dei voti), ma un passato che non è più sostenibile e che va definitivamente cancellato, come abbiamo fatto 60 anni fa con il fascismo, anche grazie agli Americani, come il Presidente Napolitano ha tenuto a ricordare, come hanno fatto altre importanti democrazie in Europa.
Alla prox.
N.B.: l’articolo è stato scritto nel corso della giornata di domenica…




