Quello a cui abbiamo assistito in questi ultimi tempi nel mondo della politica italiana è una delle pagine più devastanti della storia recente della politica stessa. Sto chiedendomi ultimamente se la vergogna e il burinismo dei politicanti di sinistra abbia un limite accettabile, ma la risposta, se non è negativa, ancora non si staglia all’orizzonte. Non mi riferisco soltanto al caso Visco-Speciale, ma all’atteggiamento tenuto da importanti esponenti del mondo politico della maggioranza.
Ieri sera, abbiamo assistito ad un dibattito al Senato trasmesso in diretta televisiva: un Ministro della Repubblica Italiana che senza vergogna e senza ritegno insulta, offende e attacca senza mezzi termini un generale di altissimo grado della Guardia di Finanza, e che pur di difendere un suo sottoposto e un membro del Governo Prodi (non sia mai che questo Governo riconosca di aver sbagliato, non sia mai che chieda scusa per le porcate che combina, non sia mai che ammetta il torto commesso!!!) gioca al fantoccio piegato a 90 per il superiore “interesse patrio” (che in realtà è soltanto il superiore interesse del posteriore dei suoi commilitoni e compagni, oramai fin troppo abituatisi a posare quel dove non batte il sole su comode poltrone di potere) entrando in una spirale di contraddizioni la quale nessuno è riuscito a risolvere e dalla quale tutti quanti si sono brillantemente defilati dal spiegarne l’uscita, in primis gli onorevoli Fassino e Finocchiaro, fin troppo spocchiosi (ma anche per questo da compatire) nel definire il tutto una semplice bolla di sapone, un caso montato ad arte per destabilizzare il Governo dalla solita opposizione che non conosce ritegno, non conosce limite davanti ai quali arrestarsi. Ma i limiti, questa maggioranza, li conosce? Hanno accusato il Governo Berlusconi di aver fatto spoil-system, ma quello messo in atto da loro fa impallidire perfino quello delle dittature… Accusavano Silvio di aver affossato la democrazia del Paese, ma loro, dopo essersi arrogantemente arrogati la vittoria nelle elezioni politiche (in realtà , poche migliaia di voti in più alla Camera, sui quali ancora gravano sospetti, ma centinaia di migliaia di meno al Senato), hanno occupato ogni posto possibile che era loro concesso occupare, senza dialogo, senza possibilità di confronto, imponendo i loro nomi fino agli uffici più insignificanti del sistema gestionale italiano. La Finocchiaro lancia appelli: «Fermiamoci, riportiamo il dibattito ad un livello sereno ed accettabile!!!»… Ma loro, quando si fermano??? Con quale faccia di bronzo si chiede un dibattito sereno quando un Ministro pronuncia una relazione vergognosa e indecente di attacco alle forze di polizia dello Stato??? «Visco e il Governo hanno agito benissimo, non c’è nulla da dire» è il leit-motiv comune che ci sentiamo ripetere: ma è davvero così? Un anno fa, Visco si arroga diritti e poteri che non gli competono, minaccia il capo della Guardia di Finanza che non vuole obbedire ai suoi dettami, ma il tutto si conclude in silenzio. Dopo un anno, quando un quotidiano pubblica gli incartamenti di quel dialogo via lettera e il Paese scopre un subdolo tentativo di ricatto ripetuto 9 anni dopo un altro indebito tentativo (si era nel 1997, sempre Visco e sempre diktat alla Guardia di Finanza), si scopre che il generale era un infedele, che non era autonomo dalla politica ma separato, che andava rimosso per salvaguardare il Paese, etc. etc. Visco ha agito benissimo e in maniera cristallina, per questo il Governo gli ha temporaneamente tolto le deleghe… Speciale è un cane verso il quale non si aveva più alcuna fiducia, infatti è stato lasciato quasi un anno al suo incarico, e dopo essere stato rimosso, gli hanno proposto un posto alla Corte dei Conti (cos’è, la spazzatura dove buttare gli uomini che il Governo considera feccia???): Se non sono contraddizioni queste, vuol dire che nel vocabolario della lingua italiana c’è un errore. E se di tutto ciò anche Marco Travaglio se ne è accorto, possiamo stare tranquilli che le traveggole non le abbiamo noi, ma i vari D’Alema, Fassino, Prodi, Finocchiaro, “Schioppa” Padoa & Co. Il vero errore sta nel voto degli italiani, che troppo tardi hanno capito l’errore che stavano commettendo: ora, cercano di correre ai ripari, cancellando la rappresentanza di sinistra dalle amministrazioni di alcuni importanti comuni (soprattutto al nord, dove si sono raggiunte punte di quasi 70% a favore dei candidati di centrodestra), ma oramai se la sono presa nel di dietro, quello stesso che ha sostituito le facce dei nostri poco cari politicanti di sinistra, di cui per altro sembrano andare molto fieri. Tromboni assordanti nel ripetere giornalmente la loro ideologia, il loro odio contro Berlusconi (l’unico collante che li tiene incollati alla poltrona del potere), di cui gli italiani si sono presto stufati, ma troppo tardi per riuscire ad azzittirli. Odio per altro che il Vicepremier del Governo, già ministro, Sindaco di Roma, e chi più ne ha più ne metta, tal Francesco Rutelli, ha ignobilmente ripetuto durante Ballarò di martedì sera, la trasmissione condotta dal buon Floris su RaiTre: questi, inquadrato mentre parlava il direttore Feltri sul caso Visco-Speciale, ripeteva più volte «Che palle, che palle!», e poi all’intervento telefonico di Berlusconi (picco di ascolti della trasmissione stessa in tutta la serata), che rispondeva punto per punto alle becere invenzioni del direttore dell’Unità (direttore che poi ha avuto la faccia tosta di accusare Berlusconi di dire panzanate, e bene ha fatto il Cavaliere a ricordargli che in tale mestiere, lui e il suo giornale rimangono insuperabili), sbuffava ripetutamente infastidito da chi aveva opinioni diverse dalle sue.
Bene ha detto Maurizio Crozza nella copertina della puntata speciale di Ballarò di ieri: questo Governo Prodi dovrà essere un esempio per Luna Rossa (l’imbarcazione italiana sconfitta in finale di Louis Vuitton Cup ma che si spera riprovi l’assalto alla prossima Coppa America), perché è la dimostrazione vivente di come una barca, pur facendo acqua da tutte le parti, riesca a rimanere a galla. Speriamo ancora per poco. E, al direttore Feltri, mi permetto di ricordare che le sue parole rivolte a Rutelli nel commentare il suo «Che palle, che palle!», purtroppo sono merce comune tra i politicanti di sinistra, soprattutto tra gli ideologizzati del settore estremo: i signori Nessuno, i grimpeur maleducati, etc. etc.
Ricordiamocelo quando andremo a votare la prossima volta, non soltanto negli imminenti ballottaggi amministrativi, ma soprattutto nelle elezioni future, per evitare che l’Italia torni a toccare punto di sprofondo le più basse della presunta Seconda Repubblica, talmente basse da far impallidire perfino quelle che lor signori tanto si affrettano ad imputare (spesso volgarmente ed erratamente) ai loro predecessori.
Alla prox.




